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Articoli etichettati con il TAG "Previdenza"

Previdenza »

| 10 giugno 2011 | 4 COMMENTI | LETTO: 1.505 VOLTE | SHORT URL |

E’ stato pubblicato il nuovo rapporto dell’INPS.
La prefazione, a firma del suo Presidente, è un concentrato di orgogliose rivendicazioni che suonano come una beffa per chi rientra nel regime pensionistico contributivo.
Con un incipit trionfalistico rivendica i successi del riequilibrio dei conti e il coraggio di quanti hanno osato cambiare, dimenticando che questi capitani coraggiosi hanno rinviato l’operatività del contributivo per non ricadere essi stessi nel nuovo sistema.
Nega che i giovani siano stati penalizzati dalla riforma e ribadisce che non si possono fare previsioni per il futuro, quindi niente busta arancione.
La prefazione continua con la fiera attribuzione a dirigenti e funzionari INPS del ruolo di “prefetti del welfare” (copyright Sacconi) e con un temerario parallelismo tra l’INPS e la famiglia, i due baluardi alla crisi. Si ricorda che il sistema è solidale, perché paga le pensioni di agricoltori che non hanno versato adeguati contributi (ciò vale anche per categorie , come quella dei dirigenti, che grazie a questa solidarietà possono contare su pensioni molto generose, ma su questo la prefazione glissa) e perché ha erogato 20 miliardi di euro per ammortizzatori sociali nel 2010 (è irrilevante che i non dipendenti, come sempre, non vi abbiano potuto accedere?). Si sottolinea la solidarietà generazionale, quella dei giovani nei confronti dei vecchi. Chi sarà solidale con loro, che sconteranno situazioni lavorative sempre più discontinue e redditi in diminuzione? Chi sarà solidale con gli iscritti alla gestione separata che con i loro contributi sostengono le generose pensioni retributive di chi ha versato molto poco ?

Leggere per credere

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Condividi Invia per E-mailStampaCrea PDF Autore: Anna Soru

Calendario, Eventi, Formazione, In evidenza, Investimenti e Incentivi, Previdenza, Reddito »

| 8 giugno 2011 | 3 COMMENTI | LETTO: 1.004 VOLTE | SHORT URL |
giu ’11
21
15:30

E’ passato da qualche giorno il free tax day. risparmioCome vi sentite, tutto bene? Siete sollevati? Da queste parti non tanto. Come sapete l’argomento tasse e soprattutto previdenza sono piuttosto importanti per chi lavora da solo. A differenza di chi ha TFR o fondi aziendali di categoria, noi dobbiamo ancora capire a quale santo votarci. Per questo abbiamo deciso di approfondire il tema della previdenza complementare, in particolare, per quanto ci riguarda, il cosiddetto ”terzo pilastro” ovvero le soluzioni per una previdenza individuale e integrativa a quella pubblica.

Sì, vabbè, ma dove troviamo i soldi per investimenti integrativi con aliquote INPS al 27%? E poi dove vanno messi i risparmi? Ce lo racconteranno due soci ACTA, esperti di investimenti, di risparmio e previdenza.

 

Quando e dove?

L’incontro è gratuito e riservato ai soci ACTA e si terrà a Milano il 21 giugno a partire dalle 15.30 presso il Coworking ACTA in via Menabrea 33 a Milano. I posti disponibili sono 10 ed è necessaria la registrazione attraverso il modulo che trovate qui sotto, insieme a tutti i dettagli sui contenuti e relatori del seminario. Continua a leggere »


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Calendario, Eventi, In evidenza, Previdenza »

| 4 aprile 2011 | 4 COMMENTI | LETTO: 1.355 VOLTE | SHORT URL |
mag ’11
20

I radicali italiani hanno lanciato un’iniziativa per chiedere all’Inps la restituzione dei “contributi silenti”, ovvero di quei contributi che non vanno a costituire il montante pensionistico perché non è stato raggiunto il numero di anni necessario ad una pensione o alla totalizzazione (riunificazione gratuita di contributi versati su gestioni diverse). Nel caso della gestione separata la totalizzazione è consentita solo se ci sono 3 anni di versamenti.
Il ragionamento dei radicali è molto semplice e condivisibile: se verso dei soldi per avere una pensione, ma in realtà non avrò diritto a percepirla, è giusto che questi soldi mi vengano restituiti.
A tale scopo hanno presentato una proposta di legge (firmatari Maurizio Turco, Rita Bernardini, Marco Beltrandi, Maria Antonietta Farina Coscioni, Matteo Mecacci ed Elisabetta Zamparutti) ed hanno lanciato una campagna, che culminerà il prossimo 20 maggio con la Prima Giornata Nazionale dei Silenti.


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Fisco, IRAP, Pensione, Previdenza »

| 22 novembre 2010 | 13 COMMENTI | LETTO: 2.884 VOLTE | SHORT URL |
Mentre si avvertono i rombi di tuono che preannunciano il possibile e ulteriore innalzamento della contribuzione INPS Gestione Separata, sono in molti quelli che si preoccupano di cercare vie di uscita dalla situazione, magari riconfigurando il proprio rapporto fiscale con lo Stato. Tra le diverse ipotesi ce n’è una di sicuro interesse e che vi propongo, principalmente per mettere a nudo le contraddizioni della legislazione italiana, che sembra proprio non avere la dovuta attenzione per figure professionali come le nostre.
 
Lo sapevate che facendo finta di avere un socio possiamo pagare meno tasse e contributi? Chi lavora in maniera trasparente e indipendente non credo abbia bisogno di queste soluzioni, ma è vero anche che occorre conoscere tutti i buchi neri del sistema, per capire quali rivendicazioni pubbliche potremmo avanzare per rendere più equo il sistema fiscale e contributivo per le Partite IVA.
 

Apriamo tutti una S.a.s.!

SASVi lancio dunque questa provocazione: diventiamo tutti (a tutti gli effetti) imprese! Non lo siamo di certo, ma nonstante questo siamo considerati spesso come tali. E allora perché non simularlo? Ci troviamo un socio (anche moglie o fratello vanno bene) e fondiamo una S.a.s., ovvero una Società in accomandita semplice. Questa particolare forma societaria prevede che per i soci accomandanti, che non offrono prestazioni all’impresa, non siano previsti versamenti contributivi INPS e INAIL, il che consentirebbe di accantonare discreti risparmi contributivi, a parità di reddito, anche tenendo presente che l’aliquota previdenziale si attesterebbe al 20% (contributo artigiani e commercianti).

Ovviamente la scelta di impresa comporterebbe inequivocabilmente l’assoggettamento a tassazione IRAP, ma quale differenza fa rispetto alla condizione di attuale ambiguità fiscale che obbliga i professionisti a subire questo prelievo?
 
A parte le necessità di passare dal notaio per l’atto costitutivo, con il corollario di spese che ne deriva, non ci sarebbero poi grandi differenze rispetto alla condizione di professionista, nemmeno in termini di tenuta della contabilità. Ecco un esempio di quello che potrebbe essere uno scenario di “risparmio” a parità di fatturato. Continua a leggere »

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Pensione, Previdenza »

| 15 ottobre 2010 | 10 COMMENTI | LETTO: 1.891 VOLTE | SHORT URL |

Siamo stati i primi a protestare contro la “battuta” del presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua e i primi a sollevare il problema della Busta Arancione. Per questo siamo contenti che sulla Rete altri si siano aggiunti e la protesta stia rimbalzando su blog, siti, giornali e TV. Circolano, tuttavia, alcune interpretazioni scorrette sulla pensione che ci attende e soprattutto su come affrontare il problema. E’ bene chiarire.

Il sistema contributivo è una fregatura per tutti coloro che vi ricadono, non soltanto per gli iscritti alla Gestione Separata, perché:

  • i coefficienti che convertono in pensione il montante contributivo (ovvero quanto versiamo negli anni attraverso i nostri contributi) sono molto bassi e in diminuzione: l’ultima riduzione è del gennaio 2010 e altre interverranno automaticamente con l’innalzamento della vita media. Attualmente per 100.000 euro versati si ha diritto a una pensione massima di 5.620 euro annui al lordo delle imposte. Al mese calcolatelo voi, che personalmente mi spaventa. E in futuro sarà molto peggio;
  • la rivalutazione della pensione, ancorata all’andamento dell’economia (non entusiasmante anche prima della crisi), non garantisce il mantenimento del potere d’acquisto;
  • a differenza di quanto accadeva con il sistama di calcolo della pensione cosiddetto “retributivo”, tutte le difficoltà della vita lavorativa (stage non pagati, periodi di disoccupazione, periodi di part-time per la cura dei figli ecc.) si riflettono pesantemente sulla pensione futura poiché si riceverà in proporzione a quanto versato.

Tutti i giovani ricadono nel contributivo, per questo è  un problema che si definisce generazionale. E’ anche vero che la situazione di chi è iscritto a una Gestione Separata è in una situazione peggiore della media. I motivi principali sono due:

  • tutti quanti possiamo avere nel corso della nostra  vita lavorativa periodi di inattività: malattia, infortuni, disoccupazione. Per i dipendenti è prevista in tali periodi una copertura dei versamenti pensionistici. Per gli autonomi tali periodi risultano scoperti e ciò si riflette necessariamente sulla pensione;
  • mentre per i lavoratori dipendenti che avevano iniziato a lavorare prima del 1995 (anno di applicazione della Riforma delle Pensioni) è stato previsto un passaggio graduale dal sistema retributivo a quello contributivo, per gli iscritti alla Gestione Separata questo non è avvenuto. Si è discusso per anni di scalini e scaloni per i dipendenti, nessuno si è preoccupato della voragine degli iscritti alla Gestione Separata.

Come rimediare? Continua a leggere »


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Pensione, Previdenza »

| 6 marzo 2010 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.017 VOLTE | SHORT URL |

Su Italia Oggi del 3 marzo 2010, si legge in un articolo di Ignazio Marino :

“Per chi non è iscritto ad un ordine i contributi previdenziali diventano molto più salati. Il riferimento è per l’universo dei non regolamentati. Dentro ci sono i collaboratori a progetto ma anche i tributaristi, gli amministratori di condominio ecc. Per queste figure l’ente di riferimento è l’Inps, gestione separata. Intanto, al contrario di quello che accade nelle casse dei liberi professionisti regolamentati, per il giovane lavoratore non c’è alcuno sconto. Si va a versare direttamente il 26,72% (per il 2010) del reddito professionale. Per avere pensioni molto meno laute dei cugini incardinati negli ordini. In questo senso l’esercizio di una libera professione (avvocato, consulente del lavoro, ingegnere ecc.) presenta condizioni molto più vantaggiose. A pieno regime un professionista «ordinato» senior versa praticamente la metà.”

Lo sapevamo già e lo diciamo da tempo, ma è comunque bene che venga sottolineato anche dalla stampa. L’articolo intero è disponibile qui.


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Diritti, Pensione, Previdenza »

| 27 novembre 2009 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.418 VOLTE | SHORT URL |

A cura di Rinaldo Crespi.


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Fisco, Previdenza »

| 30 luglio 2009 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.894 VOLTE | SHORT URL |

È in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 luglio 2009 che dispone il differimento a giovedì 20 agosto 2009 (termine originario 17 agosto, differito in quanto il giorno 16 agosto cade di domenica) degli adempimenti e dei pagamenti fiscali e previdenziali da effettuare con il modello F24, in scadenza dal 1° al 20 agosto senza alcuna maggiorazione.


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Pensione, Previdenza »

| 13 dicembre 2008 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.357 VOLTE | SHORT URL |

I professionisti privi di Cassa previdenziale sono tenuti a versare i contributi previdenziali alla Gestione Separata INPS secondo la Legge 8 agosto 1995, n. 335 “Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare“.

Come iscriversi alla Gestione Separata?

Presentando domanda alla sede INPS nel cui ambito territoriale risiede il professionista.

Quanto si versa?

Le aliquote sono cresciute nel tempo: 25% nel 2009; 26% nel 2010 e 26,1% nel 2011 per chi non ha altra copertura previdenziale fino all’importo del massimale contributivo previsto (per il 2008 era 88.669,00 euro, per il 2009 non è ancora stato definito). In aggiunta, si versa lo 0,72% per finanziare le prestazioni per maternità, gli assegni familiari e la malattia nel caso di ricovero ospedaliero. Per coloro che hanno un’altra copertura previdenziale e per i lavoratori pensionati l’aliquota è del 17% .

Nota Bene: in proporzione al reddito tali contributi sono più alti di quelli dovuti dai dipendenti (i cui contributi sul costo complessivo del lavoro incidono per un po’ meno del 24%: si veda in Appendice il documento del CERM “Le pensioni degli iscritti alla Gestione Separata INPS: quattro proposte per ACTA“) e largamente superiori a quelli dovuti da tutte le altre tipologie di lavoratori autonomi: Artigiani e Commercianti pagano al massimo il 19-20%, mentre i professionisti con Cassa autonoma in genere versano il 12-14% del reddito.

Quando si versa?

  • Alle scadenze previste per la dichiarazione dei redditi, ovvero alla scadenza di presentazione e pagamento del mod. UNICO:
    • acconto nella misura del 40% dovuto sui redditi di lavoro autonomo relativo alla dichiarazione Irpef riferita all’anno precedente;
    • il saldo del contributo dovuto per il periodo compreso tra il 1 gennaio e il 31 dicembre dell’anno precedente in base alle risultanze della dichiarazione dei redditi in scadenza;
  • A novembre il secondo acconto pari al 40% calcolato sui redditi di lavoro autonomo relativi alla dichiarazione irpef riferita all’anno precedente.

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