Argomenti

Articoli recenti

Sostieni ACTA

Fai valere i tuoi diritti di freelance! Sostieni Acta e assicurati un futuro lavorativo migliore grazie a vantaggi, convenzioni e maggiori tutele.

Quale futuro per ISCRO?

15 Settembre 2023 Ammortizzatori sociali

Siamo alla fine dell’esperienza ISCRO?

Ancora non si sa, ma probabilmente il destino della nuova indennità di disoccupazione per professionisti afferenti alla gestione separata INPS sarà deciso nella prossima legge di bilancio. Non stupirebbe se venisse riconfermata, non perché si sia rivelata una misura di successo, ma perché serve al bilancio INPS.

Quali risultati dal monitoraggio di ISCRO?

Si sta per chiudere il terzo e ultimo anno di sperimentazione del nuovo ammortizzatore sociale rivolto agli iscritti alla gestione separata INPS.
E non sono ancora stati pubblicati i dati che permettano di fare un bilancio di questa misura. In quanto provvedimento sperimentale era previsto un monitoraggio, ma ad oggi non sono disponibili dati completi e coerenti per il 2021 e 2022.

L’ultimo rapporto INPS contiene alcune informazioni sul 2022, dati frammentati, difficili da trovare, senza che sia stato ricostruito il confronto con il 2021.

Ma tant’è, usiamo quanto è disponibile.

I dati ISCRO: pochi, scarni e incoerenti

Il rapporto alla fine del capitolo 1 (pag. 140) riporta una sola frase:

Nel 2021 e nel 2022 si sono avuti rispettivamente circa 3.800 e 900 percettori, in entrambi gli anni l’importo medio su dodici mesi è stato di circa 4.000 euro.

Le informazioni importanti sono due:

  • nel 2022 il numero di domande finanziate è stato meno di ¼ di quelle finanziate nel 2021;
  • poiché l’importo medio è stato analogo, la spesa complessiva dell’INPS si è ridotta in proporzione e dovrebbe ammontare a circa 3,6 milioni di euro. Dato non molto diverso da quanto avevamo anticipato nel marzo 2023 sulla base di una presentazione fatta da un dirigente INPS, che ipotizzava poco più di 3 milioni di euro.

Nelle tavole dell’appendice, con un po’ di pazienza (non esiste un indice), è stato possibile trovare una piccola tabella (tabella 4.8.c nel gruppo di tavole sulle prestazioni a sostegno dei lavoratori) che riporta alcuni dati economici: nel 2022 la spesa per prestazioni è stata di 12 milioni di euro e i contributi incassati sono stati 21 milioni di euro.

Nessun confronto è possibile con l’anno precedente.

Tuttavia 12 milioni di euro suddivisi per 900 percettori vorrebbe dire oltre 13.000 euro di indennità per beneficiario, che è incoerente col dato di cui sopra (circa 4000 euro), oltre che ben superiore all’indennità massima erogabile (6 mensilità ciascuna con un massimo di 881,23 euro= 5287,38 euro).

INPS in attivo per tutti i nuovi ammortizzatori sociali per autonomi

Pur con questa vistosa incoerenza, la tabella sopracitata ci dice che l’INPS con ISCRO ha realizzato nel 2022 un attivo di 9 milioni di euro!

Non è un’eccezione, ma la norma che caratterizza anche gli altri nuovi “ammortizzatori sociali” per lavoratori autonomi: la DIS-COLL per i collaboratori iscritti alla gestione separata e l’ALAS per i lavoratori autonomi dello spettacolo iscritti al FPLS.

Infatti, sempre la fonte INPS ci dice che:

  • con la DIS-COLL il saldo a favore dell’INPS è stato nel 2022 di 77 milioni di euro (contributi di 156 milioni di euro, grazie al forte incremento dell’aliquota, uscite per prestazioni di 58 milioni e per contribuzione figurativa di 21 milioni, rapporto INPS pagg 135-136);
  • per l’ultima nata ALAS (la misura a favore dei lavoratori dello spettacolo) l’attivo è stato di 8 milioni (9 di contributi e solo 1 di spesa per prestazioni, tavola 4.8d).

Ben diversa è la situazione della NASpI, dove nel 2022 il saldo è stato negativo per oltre 7  miliardi di euro*.

Una discrepanza che è difficile comprendere e giustificare.

Quale futuro vorremmo per ISCRO?

Lo scarsissimo numero di prestazioni erogate nel 2022 conferma quanto abbiamo più volte sostenuto su questo sito, sin dall’avvio della misura, ovvero che essa ha condizioni di accesso troppo restrittive, che di fatto ne impediscono l’accesso a tante persone che pure ne avrebbero bisogno.

Condizioni che potrebbero essere facilmente modificate.

Di seguito sono riportate le proposte già fatte nel passato da ACTA:

  1. Diminuzione dell’anzianità di iscrizione alla Gestione separata da 4 a 2 anni;
  2. Innalzamento della soglia di reddito, da 8.150 euro a 12.000 euro;
  3. Eliminazione del vincolo di appartenenza esclusiva alla Gestione Separata. Se una persona ha avuto un’esperienza lavorativa che l’ha portata a iscriversi a cassa artigiani, commercianti, FPLS, ha una doppia posizione anche se non utilizza più la vecchia cassa. In questo modo viene esclusa, benché abbia un solo un reddito.
  4. Inoltre il criterio dovrebbe essere quello del reddito complessivo. Perché rifiutare il sussidio a chi ha un reddito suddiviso tra più casse, ma comunque inferiore a 8150 euro (12.000 se il punto 2 venisse accettato)? I sempre più frequenti slash worker (coloro che devono svolgere più lavori per sopravvivere) sono penalizzati da questo approccio;
  5. Introduzione della copertura pensionistica, analogamente a quanto avviene per gli strumenti simili (come DIS-COLL e ALAS);
  6. Allentamento della condizione che prevede l’accesso solo per un anno. Soprattutto se l’ISCRO diventasse una misura strutturale, questa condizione non avrebbe senso.

Il timore è che l’ISCRO venga confermato senza alcun cambiamento.

____________________________________________________

*Ci sono delle lievi discrepanze tra quanto riportato nelle diverse parti dello stesso rapporto: a pag. 132 è scritto che le entrate sono state pari a 6,255 miliari di euro e le prestazioni a 13,855; nella tavola 4.8a in appendice le entrate riportate sono 6,361 miliardi e le uscite sono 13,611 miliardi di euro.

Anna Soru

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Quale futuro per ISCRO?

di Anna Soru tempo di lettura: 3 min
0