Argomenti

Articoli recenti

Sostieni ACTA

Fai valere i tuoi diritti di freelance! Sostieni Acta e assicurati un futuro lavorativo migliore grazie a vantaggi, convenzioni e maggiori tutele.

Due buone notizie contro il lavoro low cost?

25 Gennaio 2022 Compensi, Lavoro

I provvedimenti sui tirocini contenuti nella legge di bilancio e le nuove proposte per contrastare la povertà lavorativa, tra cui il salario minimo legale, fanno ben sperare. Sempre che le parti sociali e le Regioni non facciano muro.

Meno stage per tutti

Si torna a parlare di stage, un argomento generalmente ignorato, nonostante i numeri impressionanti (355.000 nel 2019, sulla base dei dati ANPAL).

E se ne torna a parlare finalmente nel modo giusto nella legge di bilancio, che prevede una revisione dello stage extra-curriculare (commi 720-726 dell’articolo 1 Gazzetta Ufficiale) e ne circoscrive l’applicazione ai soggetti con difficoltà di inclusione sociale.

La legge, inoltre, definisce altri elementi qualificanti in modo da contrastare gli abusi e garantire trasparenza anche agli stage curriculari, di cui abbiamo recentemente parlato.

Un’apertura sul salario minimo legale

Ed è importante che se ne torni a parlare in concomitanza con la riproposizione di un salario minimo legale, inteso come misura di contrasto all’elevatissimo numero di working poor.

Nella relazione presentata dal gruppo di lavoro “Interventi e misure di contrasto alla povertà lavorativa” si legge che nel 2019 un lavoratore su 10 è povero e uno su quattro percepisce un salario insufficiente per una vita dignitosa.

La situazione è peggiorata con la pandemia, che ovunque, come mostra il rapporto Oxfam di Davos, ha determinato una spaventosa crescita delle diseguaglianze.

Il salario minimo legale è una delle misure proposte dal gruppo di lavoro coordinato dall’economista Andrea Garnero, che recentemente aveva partecipato ad un confronto con ACTA proprio su questo tema.

Due misure per superare un modello economico perdente per tutti

Il ridimensionamento dello stage extra-curriculare e il salario minimo legale possono essere due prime misure per tentare di uscire dal modello economico attuale, dove ormai si è innestata una perversa dinamica di “inserimento nel mondo lavorativo a scopo di formazione” che altro non è se non la creazione di un mercato del lavoro low cost dove persone che hanno appena concluso percorsi scolastici, anche di alto livello, vengono sottoposte a un’umiliante “gavetta” affinché imparino a non pretendere troppo dalla vita.

Così, il reddito d’entrata nel mercato del lavoro finisce per “calmierare” anche i redditi dei freelance che riescono a sopravvivere a questo cammino doloroso.

È alla luce di queste condizioni che va letto anche il triste primato italiano per incidenza di NEET (giovani 15-29 anni che non lavorano e non studiano): 23,3% nel 2020, contro il 13,7 della media europea. Perché lavorare per pochi spiccioli o studiare in un paese che anche a chi ha titoli di studi elevati sa solo promettere un futuro migliore che non arriva mai?

Il ruolo discutibile di Garanzia Giovani

Dati che mostrano tra l’altro, almeno per l’Italia, il sostanziale fallimento di Garanzia Giovani, una misura nata per contrastare il fenomeno NEET, ma che in realtà ha contribuito al rafforzamento di quel modello di mercato del lavoro.

Le risorse di Garanzia Giovani (2,78 miliardi nei sette anni 2014-2020) sono servite infatti soprattutto a finanziare tirocini.

In base all’ultimo rapporto ANPAL disponibile, sono 1 milione e 702 mila i NEET che si sono registrati a Garanzia Giovani, di cui 798 mila risultano avviati a una misura di politica attiva, che si esplica principalmente in tirocini (559.206, pari al 70%).

Le risorse di Garanzia Giovani sono cioè state utilizzate (non in tutte le regioni, ma certamente in molte) per alleggerire le imprese del “pesante costo” legato all’indennità dovuta ai tirocinanti, in modo che queste potessero disporre di giovani, spesso ad elevata qualifica (quasi il 20% ha una laurea e il 60% ha un diploma superiore), a costo zero.

Il timore di uno sbarramento

Non è la prima volta che si propone un ridimensionamento dello stage o l’introduzione di un salario minimo legale. Come ACTA ne parliamo da oltre dieci anni, come precondizioni a una valorizzazione del lavoro.

Ma le iniziative del passato non hanno avuto successo e anche questa volta non c’è nulla di certo.

Per quanto riguarda i tirocini, ci potrà essere l’opposizione delle Regioni, che dovranno intervenire per ratificare le misure del Governo e che potrebbero cambiarle oppure non fare nulla e lasciarle decadere.

Molto dipenderà anche dalle parti sociali, che sicuramente faranno sentire il loro peso su entrambe le misure.

È molto probabile l’opposizione delle associazioni datoriali, ma anche il sindacato è sempre stato ostile al salario minimo legale e poco attivo sullo stage.

Speriamo che siano governo e istituzioni ad andare avanti senza lasciarsi condizionare.

LINK per approfondire (oltre a quelli già indicati)

https://www.actainrete.it/2020/09/21/rilancio-salario-minimo-italia/

https://www.actainrete.it/2015/02/09/salario-minimo-legale-anche-in-italia/

https://www.actainrete.it/2011/06/23/il-lavoro-nero-e-meglio-dello-stage/

https://www.actainrete.it/2010/09/24/damiano-le-false-partite-iva-sono-il-60-servono-diritti-tutele-e-salario-minimo/

ACTA

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Due buone notizie contro il lavoro low cost?

di ACTA tempo di lettura: 3 min
0