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ACTA sostiene Daniela e chiede diritti e assistenza ai lavoratori autonomi che si ammalano

| 14 febbraio 2014 | LETTO: 4.219 VOLTE | 4 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

Il 10 febbraio 2014, la nostra socia Daniela Fregosi ha lanciato tramite la piattaforma Change.org una petizione indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro del Lavoro per chiedere che anche ai lavoratori autonomi che si ammalano gravemente vengano garantite indennità adeguate e che non vengano trattati come cittadini di serie B. Daniela si appella alla Costituzione Italia, ricordando in particolare l’art.32 "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti..." e l’art.38 "Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria...". Nella Costituzione non si fanno distinzioni tra categorie di lavoratori. Nemmeno la malattia guarda se sei un dipendente o una partita IVA. Ecco perché anche il Governo dovrebbe prenderne atto e porre fine a queste discriminazioni.

Nello specifico si chiede una revisione delle norme attuali per tutelare almeno le situazioni di malattie adeguatamente documentate che impediscono l’attività lavorativa per periodi molto lunghi, oltre i 60 giorni:

1. Il diritto ad una indennità di malattia che copra l'intero periodo di inattività, superando gli attuali limiti discriminanti (per esempio massimo 61 gg in un anno per gli iscritti alla gestione separata) e che sia riconosciuta la copertura pensionistica figurativa per tutto il periodo della malattia.

2. Il diritto ad un’indennità di malattia a chi abbia versato all’INPS almeno 3 annualità nel corso della sua intera vita lavorativa superando il limite attuale che restringe l’accesso solo a chi è in regola nell’ultimo anno.

3. Un indennizzo relativo alla malattia uguale a quello stabilito per la degenza ospedaliera quando ci si deve sottoporre a terapie invasive (chemio, radio etc)

4. La possibilità di sospendere tutti i pagamenti (INPS, IRPEF) , che saranno poi dilazionati e versati a partire dalla piena ripresa lavorativa, così come l'esclusione dagli studi di settore

ACTA sostiene Daniela in questa battaglia e chiede a TUTTI - soci, iscritti, simpatizzanti, lavoratrici e lavoratori autonomi e non - di firmare e divulgare la petizione.

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