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Come richiedere il contributo a fondo perduto per i freelance previsto dal Decreto Sostegni

25 Marzo 2021 News

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il modello e le istruzioni per richiedere il nuovo contributo a fondo perduto previsto dal “Decreto Sostegni” (Decreto Legge n. 41 del 22 marzo 2021) che prevede una serie di misure, alcune delle quali a favore dei lavoratori autonomi.

Le richieste andranno inviate all’Agenzia delle Entrate dal 30 marzo al 28 maggio, anche tramite intermediario, utilizzando i canali telematici dell’Agenzia o mediante la piattaforma web messa a punto da Sogei, disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” del sito internet. L’orario di apertura del canale sarà comunicato sul sito dall’Agenzia delle Entrate.

Per ogni richiesta, il sistema dell’Agenzia delle Entrate effettuerà una serie di verifiche e rilascerà delle ricevute al soggetto che l’ha inoltrata. Qualora l’esito della domanda sia positivo, l’Agenzia delle Entrate comunicherà l’avvenuto mandato di pagamento del contributo (o il riconoscimento del contributo come credito d’imposta nel caso di tale scelta) nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” (sezione “Contributo a fondo perduto/Consultazione esito”), accessibile al soggetto che presenta la richiesta o all’intermediario a cui ha delegato la richiesta.

Il contributo sarà accreditato sul conto corrente indicato nella richiesta oppure potrà essere utilizzato come credito d’imposta in compensazione (scelta irrevocabile).

Requisiti per ottenere il bonus

L’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2020 deve essere inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2019.

Il contributo spetta anche in assenza del requisito del calo di fatturato/corrispettivi per i soggetti che hanno attivato la partita Iva dal 1° gennaio 2019.

Come calcolare il contributo

L’importo del contributo si determina applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi 2019.

Tale percentuale è del 60% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 100mila euro. Oltre questa soglia, la percentuale si riduce gradualmente.

È comunque garantito un contributo minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. L’importo massimo del contributo è 150.000 euro.

Il contributo, come i precedenti bonus, non è soggetto a tassazione (sia a livello di imposte sui redditi che di Irap) e non incide sul calcolo del rapporto per la deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi di reddito, compresi gli interessi passivi.

Altre misure di sostegno

Il decreto prevede anche altre misure tra cui l’esonero dei contributi previdenziali dovuti dai lavoratori autonomi e dai professionisti che nel 2020 hanno subito un calo del fatturato o dei corrispettivi superiore al 33% rispetto al 2019. Al momento le norme operative di queste misure non sono ancora disponibili.

Link di approfondimento:

Informazioni operative:

 

 

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1 Commenti

  1. Laura De Tomasi

    Una domanda: il “contributo minimo” di 1000 euro è assimilabile ai 600 + 600, cioè può essere richiesto comunque, o è in ogni caso subordinato alla presentazione del raffronto fra fatturato e corrispettivi dei due anni in oggetto? Grazie della risposta. Laura

    28 Mar 2021

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di ACTA tempo di lettura: 2 min
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