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Presidio pacifico in Triennale e azione Roma

| 1 dicembre 2009 | LETTO: 6.177 VOLTE | 35 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

Questa mattina abbiamo realizzato l'Azione simbolica che era stata programmata nel corso degli ultimi giorni con il contributo di idee dei soci che si sono riuniti giovedì: abbiamo svolto un Presidio pacifico in Triennale a Milano e contemporaneamente attivato un sit-in davanti al Parlamento, a Roma. Determinante la partecipazione dei traduttori e delle traduttrici, un gruppo delle quali è intevenuta vestita a lutto (con tanto di velo nero) e con grandi macigni a simboleggiare il peso dell'INPS. Romano Calvo, armato di megafono ha a lungo spiegato i motivi della protesta.

La scelta della location, la Triennale di Milano (su idea di Giannino Malossi in quanto tempio della creatività, coerentemente con la natura delle nostre professioni), è risultata ottimale e ha incontrato la simpatia dei visitatori e delle persone che vi lavoravano. La scenografia (su idea di Dilva Giannelli di I-network) prevedeva l'esposizione di sacchi di fleboclisi pieni di sangue (finto naturalmente) a sottolineare il nostro dissanguamento (vero) a cura dell'INPS .

---> SCARICA IL COMUNICATO STAMPA RELATIVO ALL'INIZIATIVA DI ACTA <---

Tutte le fotografie dell'occupazione ACTA della Triennale

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IL VIDEO DEL PRESIDIO (trasmesso da Telenova, TV locale)

Il servizio sulla manifestazione, con intervista alla nostra addetta stampa Samanta Boni.

LA RASSEGNA STAMPA

I FATTI

Il racconto di uno dei protagonisti, Romano Calvo:

" Sono le 13,50 e siamo davanti ai nostri PC soddisfatti per essere riusciti con le nostre poche forze spontanee a realizzare una bella azione. Per chi non c'era, racconto in breve. Ore 10.30, davanti alla triennale siamo già in 15, la giornata è splendida, il sole ci da forza e non fa nemmeno freddo. Alle ore 11 siamo già in 40. Stupende le traduttrici ed interpreti: il velo nero da vedova. Intanto arriva l'attrezzatura: tubi e sacche di sangue finto. Arriva anche il megafono, preso in prestito da Sergio a non so chi, ottimo, c'è tutto (per la verità manca Alfonso, ma per lui un'ora di ritardo è strutturale). Comincia l'azione. Entriamo alla chetichella dentro la Triennale, confusi con i ragazzini delle scuole. Sul grande scalone comincia la nostra performance. In 50 minuti siamo quindi riusciti ad attirare l'attenzione di tutto il pubblico e spiegare a voce alta le nostre ragioni. Intanto arrivano i giornalisti ed i fotografi. Fase 1 riuscita. Rilassati per il fatto di non aver subìto alcuna opposizione da parte della sicurezza, decidiamo di proseguire con la fase 2: Stazione Cadorna. Arriviamo alle 12.15, sempre il sole che ci bacia la fronte. Poca gente, taxisti con l'occhio sardonico. Col megafono cominciamo all'esterno della stazione a dire le nostre ragioni. Intanto arriva il Corriere della Sera e ci costruisce un servizio fotografico che neanche in un matrimonio potevano chiedere. A questo punto, portiamo a termine l'azione più pericolosa: entrare dentro la stazione. Fatto. E lì la gente si ferma, ci ascolta, ci fotografa. Alle 13.15, ci sciogliamo. Non abbiamo lasciato il tempo alle forze dell'ordine di verificare la mancanza di autorizzazioni. Ci guardiamo in faccia ed è come se ci dicessimo: “Conteremo poco, ma quando diciamo una cosa la facciamo. E la facciamo bene”. Ed è soltanto l'inizio.

LE FOTOGRAFIE (di Dario Banfi)

ACTA in TRIENNALE - 1 dicembre 2009
ACTA in TRIENNALE - 1 dicembre 2009
ACTA in TRIENNALE - 1 dicembre 2009
ACTA in TRIENNALE - 1 dicembre 2009
ACTA in TRIENNALE - 1 dicembre 2009
ACTA in TRIENNALE - 1 dicembre 2009
ACTA in TRIENNALE - 1 dicembre 2009
ACTA in TRIENNALE - 1 dicembre 2009
ACTA in TRIENNALE - 1 dicembre 2009

L'AZIONE COORDINATA A ROMA

Il resoconto di  Adele Oliveri, da Roma.
"Innanzitutto, vorrei ringraziare chi ha partecipato e chi avrebbe voluto ma non ha potuto. Quello di oggi è stato un primo passo importante, almeno per noi romani che non ci eravamo mai attivati, e spero che molti altri passi seguiranno presto. Nonostante il clima non proprio clemente, la polizia che ci ha messo un po' i bastoni tra le ruote e la data sfigata (oggi il Parlamento non lavora) siamo riusciti comunque a intercettare alcuni parlamentari (deputati e senatori) che - sorpresa sorpresa! - si sono fermati ad ascoltare quanto avevamo da dire e hanno preso il nostro volantino. Uno di loro stava andando a deporre (?) proprio sul tema dei contributi, ma non sono riuscita a capire come si chiamasse (che fosse il senatore Ichino?). In tutto eravamo una quindicina, ci siamo divisi in tre gruppi e abbiamo braccato tutti quelli che entravano e uscivano da Montecitorio. Considerando che il tutto è stato organizzato in un paio di giorni, non esiterei a considerarlo un successo. I partecipanti (tutte donne tranne due uomini) hanno detto di voler continuare a lavorare sul tema delle pensioni. Mi pare ci fosse un consenso generale che la situazione è insostenibile e che bisogna fare qualcosa al riguardo. Qui a Roma vorremmo sfruttare questo entusiasmo per consolidare il gruppo di Roma in vista di una serie di iniziative. Tutti i/le partecipanti di oggi erano traduttori/trici e interpreti - è essenziale coinvolgere anche esponenti di altre professioni."
ACTA in TRIENNALE - 1 dicembre 2009
ACTA in TRIENNALE - 1 dicembre 2009
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