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L’impatto del Coronavirus sui freelance. I risultati di un sondaggio

3 Marzo 2020 Lavoro

La situazione che si è venuta a creare con la diffusione del coronavirus ha colpito le imprese e i lavoratori (dipendenti e non) anche fuori dalle zone rosse e rischia di essere molto pesante per molti freelance che non possono contare né su ammortizzatori sociali, né su riserve di risparmio a causa di redditi spesso sotto i livelli di povertà.

Il sondaggio ACTA

ACTA ha lanciato un sondaggio per raccogliere dati sugli effetti delle misure per il contrasto alla diffusione del coronavirus sul lavoro dei freelance. Quello che preoccupa, in particolare, è la perdita di reddito che si è già verificata e che con tutta probabilità continuerà a verificarsi nei mesi a venire, dato che i servizi tipicamente forniti da questa fascia di lavoratori (formatori, ricercatori, consulenti, interpreti, traduttori, grafici, ecc.) vengono programmati con ampio anticipo e risentono enormemente non solo delle condizioni delle industrie italiane e straniere in generale, ma anche della mancata circolazione delle persone, in Italia e all’estero.

Cancellazioni e sospensione di commesse e incarichi

Sulla base dei 410 che hanno risposto al sondaggio nell’arco di 48 ore, il 47% ha subito la cancellazione di almeno una commessa nella settimana appena trascorsa e/o nelle prossime settimane, il 57% ha avuto la sospensione o il rinvio a data da definirsi di almeno una commessa. La percezione condivisa dai ¾ dei freelance è che ci saranno cancellazioni e rinvii nei prossimi mesi.


Fonte: sondaggio ACTA 27-28 febbraio 2020

I più colpiti dalle misure di blocco che mirano ad arginare il coronavirus sono coloro che svolgono attività che prevedono un impegno in presenza e/o sono direttamente colpiti dalle misure di sospensione: interpreti, organizzatori di eventi e formatori per quasi la totalità hanno già subito cancellazioni e rinvii di incarichi. Il fenomeno non è circoscritto ai freelance residenti nelle zone gialle e rosse, ma anche agli altri, che spesso lavorano fuori dalla zona di residenza.

Il 77% dei rispondenti si attende una contrazione del fatturato, tra questi il 17% ritiene che tale riduzione sarà molto consistente, superiore al 30%.


Fonte: sondaggio ACTA 27-28 febbraio 2020

C’è quindi molta preoccupazione, anche perché i redditi sono in genere piuttosto esigui, tali da non lasciare margini di riserva per eventi di questa portata. Si consideri che un terzo ha un fatturato medio (al lordo di spese, contributi e imposte) non superiore ai 20.000 euro annui e un altro quarto tra i 20.000 e i 30.000 euro. Non stupisce perciò che molti degli intervistati ritengano debbano essere applicate misure di welfare a sostegno di chi è stato più danneggiato.

Le donne più colpite

Le donne sembrano essere più danneggiate degli uomini, in parte perché le professioni che più ne risentono sono molto femminilizzate, in parte perché il blocco di scuole e asili ha un maggiore impatto sulla disponibilità al lavoro delle donne. Ed infatti molte ritengono che dovrebbero esserci delle misure compensative a favore di chi non ha potuto lavorare a causa della chiusura delle scuole.


Fonte: sondaggio ACTA 27-28 febbraio 2020

Le proposte di ACTA

Una misura che potrebbe aiutare a superare questo periodo di difficoltà sarebbe la sospensione o il differimento dei versamenti fiscali e contributivi e una loro successiva rateizzazione a lunga durata senza sanzioni e interessi, come già avviene nel caso di malattia grave per gli iscritti alla Gestione Separata INPS.

Le prossime scadenze fiscali e contributive sono infatti motivo di grande preoccupazione, in quanto si sta facendo fronte al mancato reddito attingendo a quanto messo da parte nel corso dei mesi scorsi per i versamenti di legge, dato che si tratta di soggetti con redditi medi tutt’altro che elevati, in grandissimo numero aderenti al regime agevolato.

Un’attenzione particolare dovrebbe poi essere dedicata ai freelance che nei prossimi mesi affronteranno situazioni di gravidanza e malattia, il cui calcolo di indennità verrebbe calcolato prendendo a riferimento un periodo di lavoro ridotto a causa delle misure di blocco dovute al coronavirus. Per queste situazioni si potrebbe calcolare l’indennità anticipando di 12 mesi il periodo di riferimento.

Chiediamo dunque al governo di tenere conto delle difficoltà di queste lavoratrici e lavoratori, e intervenire per alleviarne l’impatto.

ACTA Ricerche

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1 Commenti

  1. Tania

    Senza parlare dei budget stanziati da aziende ai freelance che verranno dimezzati o se non addirittura cancellati una volta che tutto o quasi tornerà alla normalità. L’emergenza non è soltanto ora ma sarà soprattutto poi, quando ci sarà una ripresa lenta e povera e sempre meno soldi verranno investiti per i collaboratori che mi spiace dirlo ma la maggior parte delle volte non sono solo risorse di supporto (a buon intenditore poche parole). E’ il momento di chiedere e pretendere diritti e salvaguardie equipollenti al lavoratore dipendente.

    13 Mar 2020

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di ACTA Ricerche tempo di lettura: 3 min
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