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Aliquota INPS al 28%. Le ragioni del no

7 Novembre 2011 Lavoro, News, Previdenza

Assistiamo all’ennesimo utilizzo della Gestione Separata per fare cassa. E’ ingiusto :

  •  perché si interviene in un periodo di crisi che é particolarmente duro per chi, come noi, deve garantire la flessibilità del mercato del lavoro (in tempi di recessione la flessibilità é a senso unico e significa tagli). Tutti noi abbiamo sperimentato una riduzione dei compensi e del reddito, molti hanno dovuto chiudere;
  • perché la nostra categoria é stata già duramente colpita dall’eliminazione del regime dei contribuenti minimi e, in molti casi, anche dall’aumento dell’iva;
  • perché si conferma l’iniquità di un modus operandi che colpisce dove é più facile colpire e non dove é più equo intervenire;
  • perché la nostra contribuzione pensionistica è già elevatissima, superiore anche a quella dei dipendenti, se calcolata allo stesso modo;
  • perché siamo stanchi di sentire ripetere che ciò servirà a garantirci pensioni migliori e ci chiediamo perché questa stessa preoccupazione non ci sia nei confronti di categorie (dagli artigiani, ai commercianti, dagli agricoltori ai professionisti con cassa privata) che versano molto meno di noi;
  •  perché é paradossale che una misura che colpisce chi fornisce competenze e dovrebbe contribuire alla ripresa, sia inserita in una manovra che dovrebbe avere l’obiettivo di promuovere lo sviluppo economico
  • perché contribuisce a scoraggiare una modalità di lavoro che ha costituito il principale “polmone” per chi si avvicina al mercato del lavoro e per chi deve ricollocarsi (problema che sarà sempre più forte nel futuro).

In un momento in cui il paese sembra sull’orlo del precipizio, diversamente da altre volte, non ce la sentiamo di andare in piazza a protestare, di partecipare alla gara a chi urla più forte. Sappiamo che sarebbe una gara perdente e che paradossalmente apparirebbe una lotta corporativa, pur provenendo da una categoria che ha sempre pagato tanto proprio perché non è corporativa.

Nell’attesa di capire quali saranno le sorti del nostro governo (e dunque del provvedimento sulla Gestione Separata), abbiamo sensibilizzato i media e ci siamo uniti alla petizione avviata dai colleghi traduttori . Nei prossimi giorni seguiremo attentamente l’evolversi della vicenda, continuando a mantenere alta la guardia e tenendoci pronti a intervenire con eventuali azioni dimostrative se le circostanze lo richiederanno. Mai come oggi intendiamo ribadire il nostro impegno a lottare per un nuovo modello di welfare, più equo, che garantisca pari condizioni a tutti i lavoratori.

ACTA

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5 Commenti

  1. Manuel

    Reply

    Relativamente al punto 2:

    Se (giustamente) ci indigniamo con chi ci definisce evasori perché la nostra categoria lavora quasi esclusivamente per aziende, come possiamo contemporaneamente sostenere che molti di noi sono stati colpiti dall’aumento dell’IVA?

    8 Nov 2011
  2. Cristina Zanni

    Reply

    Perchè i consulenti che lavorano per le pubbliche amminitrazioni, per le quali l’IVA non è una partita di giro, se ne vedono accollare il costo: contrattano un compenso lordo, se l’iva aumenta il compenso netto diminuisce,

    8 Nov 2011
  3. alfonso

    Reply

    Concordo con quanto dice Cristina, a me è successo di dover patteggiare un “lordo” contenente l’iva.
    Detto questo, rivolgo un doppio invito ai nostri iscritti e lettori:
    il primo è di andare a leggere il post twittato da Dario Di Vico, che riesce a spiegare benissimo qual è la logica “agghiacciante” che c’è dietro l’aumento dell’aliquota INPS agli iscritti alla gestione separata:

    http://dariodivico.tumblr.com/post/12326819675/apprendisti-e-parasubordinati-lincredibile-scambio

    Lo dico perché alcuni di noi hanno posto il dubbio se è il caso di protestare in questo momento in cui sono tutti in difficoltà… ASSOLUTAMENTE SI’!!! perché è in questi momenti che si cambiano le regole del gioco!
    Un peggioramento delle nostre condizioni sarebbe un danno non solo per noi ma anche per i dipendenti.
    Inoltre una così palese iniquità non andrebbe certo a rafforzare il sistema paese, che proprio nel perdurare di conflitti di interessi, favoritismi, caste e rendite di posizione vede una delle cause di crisi e di mancanza di credibilità.

    Il secondo invito è quello di cominciare a pagare la quota 2012… L’opera di “sorveglianza” di chi svolge attività volontaria per ACTA richiede almeno un aiuto da parte di tutti per avere il campo di attenzione sgombro da preoccupazioni di tipo economico.
    Saluti

    8 Nov 2011
  4. Alliandre

    Reply

    La petizione intanto è a 900+ firme, se ci si iscrivesse tutti paganti ad ACTA saremmo tutti più forti 🙂

    9 Nov 2011
  5. Anonimo codardo

    Reply

    Spero che i colleghi professionisti che hanno votato l’ormai precedente governo si stiano pentendo amaramente della scelta.

    13 Nov 2011

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Aliquota INPS al 28%. Le ragioni del no

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