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Un interessante articolo sul notiziario ADAPT, Marco Carrescia del Politecnico di Torino, illustra con argomenti convincenti ed assai preoccupanti per noi, i limiti dell’articolo 9 del DL Lavoro, quello che tratta della conversione in CoCoCo delle “false” partite IVA.
In effetti, pur essendo stato abbassato a 18mila euro, tale vincolo è di per sè rischioso per il professionista, perché produce una sorta di azzardo morale per cui qualsiasi committente pur di non rischiare un contenzioso, eviterà di dare incarichi al professionista privo di Albo.
Nel dibattito che prosegue al Senato e poi alla Camera occorre moltiplicare ogni nostra possibilità di pressione politica affinché questi famigerati articoli 9 e 36 siano CANCELLATI.
ATTENZIONE:
MERCOLEDI 30 MAGGIO IL GOVERNO PONE LA FIDUCIA SU QUATTRO SUPER EMENDAMENTI.
STIAMO COLLEGATI, FACCIAMOCI SENTIRE E PRENDIAMO NOTA DI CHI VOTA CONTRO IL NOSTRO FUTURO.
Autore: Romano Calvo
Appelli e Lettere, Campagne Acta, Leggi e Norme, Senza categoria »
In attesa dell’esito del voto di martedì 22 maggio al Senato, un vasto popolo di partite IVA ha aderito alla campagna di sensibilizzazione dei senatori, a partire dai membri della Commissione Lavoro. Siamo ad oltre un migliaio di email inviate.
Nel frattempo il senatore Ichino ha chiaramente e pubblicamente espresso il suo parere totalmente contrario all’aumento dei contributi previdenziali (art. 36). Oggi si è aggiunta anche la senatrice Marilena Adamo dichiarando che: ”non solo ichino, tutto il gruppo a quanto so sostiene questa posizione, speriamo di farla passare”.
In realtà rileggendo gli emendamenti PD non pare sia trattato l’articolo 36, perlomeno mai con specifico riferimento alle partite IVA.
Invitiamo tutti gli associati a prendere contatto personalmente con i senatori che conoscono, per ottenere una loro presa di posizione.
Dopodiché andremo a monitorare i voti espressi e pubblicheremo uno ad uno i nomi di coloro che avranno votato (a favore e, speriamo, contro) gli articoli 9 e 36 del DL Lavoro.
Democrazia è anche questo, e ciascuno di loro si dovrà assumere la responsabilità di aver ammazzato o (speriamo) salvato le partite IVA della Gestione Separata.
Diamoci dentro, mancano due giorni.
Autore: Romano Calvo
Previdenza, Rappresentanza, Sindacati »
Con l’approvazione della Camera, la tanto contestata manovra “Salva Italia” è passata.
Il dettaglio delle conseguenze sulla nostra condizione di professionisti autonomi, li potremo analizzare e spiegare con calma nelle vacanze di Natale, appena disponibile il testo definitivo e le circolari applicative.
In ogni caso si conferma una botta molto salata e non soltanto a causa degli aspetti pensionistici.
In realtà la nostra categoria è già stata oggetto di tante manovre precedenti, non ultima quella di Agosto che aveva portato l’aliquota contributiva al 27,72%.
Tuttavia con questa manovra saremo colpiti anche in quanto cittadini, consumatori e risparmiatori, dalle accise sulla benzina, la maggiore IVA, i prelievi sui conti correnti, ecc. e soprattutto saremo colpiti dalla recessione, dalla riduzione degli investimenti pubblici e dall’inflazione.
Il nostro appello al Governo non è stato preso in considerazione. Non ci facevamo illusioni, dal momento che il Governo non ha voluto prendere in considerazione voci ben più potenti della nostra. Ed ha saputo mantenere il rigoroso rispetto dei diktat europei a non toccare le banche e non scomodare i grandi patrimoni.
Tuttavia ci conviene stare con le orecchie dritte perché la storia non finisce qui. Sarebbe bello pensare che dopo questo salasso ci si potesse rilassare. Invece no. Continua a leggere »
Autore: Romano Calvo
Senza categoria »
La drammatica vicenda finanziaria che interessa il nostro paese può e deve essere letta da un altro punto di vista.
Appare ormai con molta chiarezza che, per salvare le banche, il sistema ha deciso di togliere risorse al lavoro. Inasprimenti fiscali (come quello sull’IVA) e contributivi (come quello paventato dal sen. Cazzola ai danni della Gestione Separata INPS), sono soltanto il primo assaggio di misure ben più gravi che saranno varate in autunno.
La nostra protesta non ha alcuna possibilità di essere ascoltata perché la situazione finanziaria è troppo grave. E non saremo certo gli unici a dover pagare. Pagheranno i consumatori, tutti i lavoratori e tutti i piccoli risparmiatori. Si salveranno – forse – le banche.
Il default della Grecia trascinerà anche il nostro paese. Tanto vale prepararci. E magari giocare d’anticipo. Le fonti informative sono numerose. Invito a leggere questo articolo sulla composizione del debito pubblico italiano (http://sollevazione.blogspot.com/2011/05/contro-inchiesta-sul-debito-pubblico.html ), le analisi del financial times sull’insostenibilità del debito mondiale (http://www.ft.com/intl/cms/s/0/21df1e0c-d3c4-11e0-bc6b-00144feab49a.html#axzz1Xq5tJdlh), le riflessioni che in alcuni ambienti si stanno facendo sul possibile default italiano e la conseguente uscita dall’Euro: (http://www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2011/mese/09/articolo/5350/), e le analisi che si stanno facendo sulle possibili exit strategy (http://www.alternativa-politica.it/2011/09/la-crisi-va-veloce-di-marino-badiale-e-fabrizio-tringali/#more-621 ).
E’ vero, sono cose troppo grandi per noi e sotto sotto ognuno di noi spera che ce la faremo, sia pure a costo di grandi sacrifici. Ma se il nostro paese non ce la potesse fare?
Autore: Romano Calvo
Burocrazia, Previdenza, Reddito, Storie personali e testimonianze »
Mi faccio interprete del caso di una amica ex partita iva che ha ricevuto in questi giorni la cartella di pagamento dall’INPS di Varese: per l’anno 2005, a causa del mancato versamento dei contributi alla gestione separata, si trova oggi a dover pagare 11.800 euro per contributi non versati e – udite udite – 9.300 euro di sanzioni. Per un totale di 21.200 euro, pagabili a rate col modico tasso del 9%!!!
Chiedo agli amici che ci leggono di segnalare casi del genere per dare un consiglio alla nostra amica. Nella lettera viene detto che il pagamento deve avvenire entro 30 giorni, mentre il ricorso potrà essere fatto entro 90 giorni: secondo voi è meglio pagare subito e poi fare ricorso oppure fare prima ricorso? Avete nominativi di commercialisti preparati sulla materia (in area milano-varese) da consigliare?
Fateci sapere la vostra opinione ed esperienza. Scatta la solidarietà tra Partite IVA.
Autore: Romano Calvo
Europa, Fisco, Senza categoria, Storie personali e testimonianze »
| Secondo dati Eurostat, nel 2008 il prelievo fiscale e sociale sui redditi da lavoro dipendente italiani è stato molto più alto di quello del Regno Unito, della Germania, della Spagna, della Francia e persino della Svezia, paese scandinavo in cui tradizionalmente il peso delle tasse sul reddito è molto alto.
Facendo un calcolo estremamente preciso ed ex post, sul mio reddito di professionista con Partita Iva degli anni 2009 e 2010, il complessivo prelievo fiscale e contributivo sul reddito percepito (che non è il fatturato) si è attestato sul 45,8% (su un reddito medio di 63mila euro). |
Paese | % di tasse e contributi sociali su compensi degli occupati |
| Regno Unito | 26,1% | |
| Spagna | 30,5% | |
| EU (27 paesi) | 36,5% | |
| Germania | 39,2% | |
| Francia | 41,4% | |
| Svezia | 42,1% | |
| ITALIA | 42,8% | |
| Fonte: Eurostat. Cfr. Stefano Perri, ”Il falso paradosso del costo del lavoro”, Economia e politica, 3 Gennaio 2011. | ||
Autore: Romano Calvo
Rappresentanza »
Il mercato del lavoro italiano si attesta a 22.882.000 occupati. Il 74,5% è costituito da occupati dipendenti e il restante 25,5% da indipendenti (dati ISTAT primo semestre 2010). Il problema di quei 5,8 milioni di “indipendenti” è che appartengono a una galassia che mette insieme Marchionne e il Co.Co.Co., l’agricoltore e lo stilista, l’artigiano e il notaio, il bottegaio e il Web designer, il muratore e il presidente di banca, l’idraulico e l’estetista, il fotografo e l’imbianchino, l’amministratore di multinazionale e il consulente della P.A. Una galassia troppo eterogenea perché possa riconoscersi in un interesse comune. Fin qui nulla di nuovo.
Dal dopoguerra in poi, forti di una gloriosa tradizione medioevale, i corpi intermedi si sono articolati in associazioni di categoria e in ordini professionali. Fino al 1989 hanno rispecchiato al loro interno i rapporti di forza determinati dalla guerra fredda, prevedendo una componente (maggioritaria) liberal-cattolica e una componente social-comunista. Queste associazioni, per oltre 4 decenni hanno cercato di rappresentare presso i governi gli interessi economici dei loro rappresentati. Oltre alla dimensione politica hanno sviluppato col tempo anche la capacità di erogare servizi ai propri associati, mentre la dimensione mutualistica veniva gradualmente trasferita alle istituzioni pubbliche del welfare state.
La vera e forse unica protagonista della rappresentanza politica dell’imprenditoria è sempre stata la Confindustria, in dialettica con le allora potenti rappresentanze dei lavoratori dipendenti, ma oggi, a oltre 20 anni dal crollo del muro di Berlino e a distanza di 2 anni dallo scoppio della grande crisi, nel sistema di rappresentanza del lavoro è cambiato qualcosa?
Autore: Romano Calvo
Appelli e Lettere, Previdenza »
Sono iscritto alla Gestione Separata INPS dal 1999 e dal 2004 consulto diligentemente la rendicontazione online sul sito dell’Istituto di Previdenza. Nel 2007 mi sono accorto che il conteggio dei contributi versati per gli anni 2005 e 2006 era inferiore a quanti me ne spettassero di diritto. Per fortuna sono ben organizzato e in possesso di tutti i CUD dei miei (molti) datori di lavoro. Nel 2008 ho tentato l’approccio soft verso l’INPS coinvolgendo un mio amico funzionario, il quale continua a dirmi che non c’è nulla di preoccupante e prima o poi i file dell’INPS saranno “allineati”. E quindi ho atteso pazientemente.
A maggio del 2010 sul sito dell’INPS è stata aggiunta la funzione per segnalare online i contributi mancanti. Detto fatto e ora, sei mesi dopo, sono ancora qui con il mio numero di protocollo in attesa di risposta. Sennonché lo scorso 11 novembre è giunta (a me come ad altre migliaia di persone) la lettera del presidente Antonio Mastrapasqua (che sostituisce la busta arancione promessa) in cui mi comunica la “novità” dell’estratto conto elettronico “con cui vogliamo metterla nella condizione di controllare per tempo i suoi versamenti contributivi”.
Ottimo, vado a vedere ed effettivamente nelle nuove tabelle appare il campo “dettaglio periodi non accreditati” che copio di seguito con esattezza:
- “Anno 2005 – committente: Italia Lavoro – contributo dovuto: 900 euro – Causa: NON ABB. PER DEBITO.
- “Anno 2006 – committente: Italia Lavoro – contributo dovuto: 725 euro [NdR: non è vero perché me ne mancano 1.812,5]: Causa: INVIATA A RC.”
Secondo voi NON ABB. PER DEBITO e INVIATA A RC che cosa significano?
Autore: Romano Calvo
Associazioni, Diritti, Rappresentanza, Sindacati »
La FeLSA CISL lancia il proprio Manifesto per gli atipici e le Partite IVA (.PDF in download, 4,6 MB), un documento che merita di essere letto. Accanto a proposte che possono essere interessanti (come l’elevazione del tetto dei contribuenti minimi a 70mila euro), ribadisce il tema dell’aumento dei contributi previdenziali a cui siamo profondamente contrari, sebbene d’accordo sulla rivalsa obbligatoria di due terzi al datore di lavoro, e addirittura un nuovo +1% per finanziare ammortizzatori sociali e varie. Su questo aspetto noi non siamo d’accordo perché:
- l’attuale aliquota del 26,75% è insostenibile e va portata al 22%;
- versamenti a Casse previdenziali e assistenziali private o associative non devono essere imposti per Legge, ma semplicemente detassati onde consentire a chi vuole di associarsi al Fondo che meglio preferisce;
- non crediamo affatto alla logica degli enti bilaterali perché sono un esempio di salsa che costa più del pesce, utile a distribuire prebende ai sindacalisti;
- lo stesso vale per la formazione professionale, che chiediamo sia deducibile dal reddito e non imposta tramite la logica burocratica e di scarsa qualità degli enti bilaterali.
Riteniamo positivo lo sviluppo di questo dibattito sui nostri temi. Vorremmo, però, far sentire la nostra voce e non soltanto doverci accodare alle proposte di chi come la CISL non ha alcun titolo per rappresentarci.
Autore: Romano Calvo
Associazioni, Diritti, Rappresentanza, Sindacati »
E’ utile leggere il testo della Relazione (.PDF in download) fatta all’Assemblea 2010 da Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato, una delle organizzazioni che hanno aderito al sistema di rappresentanza unificata della piccola impresa Rete Imprese Italia, nata dopo il patto di Capranica, perché lascia capire come un processo che poteva essere positivo (la maggiore forza di rappresentanza dei “piccoli”) si sia trasformata in cooptazione e in strumentalizzazione delle PMI italiane.
Le lodi al Governo sono sperticate; pieno assenso sulla manovra Tremonti; disponibilità a ritoccare la Costituzione per veder riconosciuta un astratta libertà d’impresa; un filo rosso di ideologia anti Stato e di mitizzazione della forza del piccolo ed ennesimo appello ai minori controlli e vessazioni fiscali.
Sulla previdenza, sulle disparità delle aliquote contributive, sul prolungamento dell’età pensionabile di 18 mesi agli autonomi, NON UNA SOLA PAROLA. Non una parola sulla scuola, sulla ricerca, sulle tecnologie, sulle prospettive industriali e di sviluppo dell’Impresa italiana. Non una parola sul sistema finanziario, sulla tutela del risparmio e sulla necessità di una nuova vision europea per contrastare la speculazione finanziaria.
Una marchetta per Tremonti e Berlusconi. Noi professionisti con Partita IVA non ci faremo fregare da questa gente. La rappresentanza ce la costruiamo noi.
Intervento di Romano Calvo
Autore: Romano Calvo












