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Una lettera a PresaDiretta sui compensi nella traduzione

7 Maggio 2026 Compensi, Lavoro

Aggiornamento

Dopo aver ricevuto questa lettera, PresaDiretta ha rimosso dal sito di Rai Play la parte della puntata che conteneva l’errore sulle tariffe di post-editing.

STRADE – Traduttrici e traduttori editoriali SLC-CGIL

AITI – Associazione Italiana Traduttori e Interpreti

ACTA-TRAMITI – Traduttrici e Traduttori Multimediali Italiani

Roma/Bologna/Milano, aprile 2026

Alla Redazione di PresaDiretta

RAI 3

Oggetto: Puntata del 22 marzo – Traduzione, interpretariato e intelligenza artificiale

Gentile Redazione,

scriviamo a nome di STRADE, associazione legata alla sezione Traduttori e Traduttrici editoriali SLC-CGIL, e di AITI – Associazione Italiana Traduttori e Interpreti, e di Tramiti, sezione di ACTA (associazione dei freelance) dedicata a traduttrici e traduttori multimediali, in riferimento alla puntata di PresaDiretta andata in onda il 22 marzo scorso, dedicata all’impatto dell’intelligenza artificiale sulle professioni intellettuali.

Abbiamo seguito con piacere la puntata: è significativo che un programma con il vostro peso mediatico abbia scelto di dedicare tempo e attenzione a un tema tanto complesso. Si tratta di un ambito su cui le nostre associazioni lavorano da anni, raccogliendo dati, esperienze e casi concreti sul campo. Ed è proprio questa familiarità diretta con la materia che ci spinge a condividere con voi alcune criticità che, a nostro avviso, meritano un approfondimento.

Alcune informazioni circolate durante la diretta hanno contribuito a diffondere un’immagine distorta del nostro lavoro. Un esempio concreto: i compensi citati in trasmissione erano fino a dieci volte superiori alla media reale, basti pensare al settore della traduzione editoriale dove i redditi annui superano raramente i 12.000 euro.

Non è un problema che riguarda solo la nostra categoria bensì lo stesso meccanismo che investe molte professioni intellettuali nell’era della trasformazione digitale. Ma al di là dei numeri, c’è una questione più ampia e più urgente su cui vorremmo portare la vostra attenzione.

La velocità non è sinonimo di qualità

È opportuno sottolineare come la narrazione pubblica sull’intelligenza artificiale (IA) applicata alla traduzione tenda spesso ad associare rapidità e facilità di accesso a una garanzia implicita di affidabilità. Si tratta di un’equivalenza che la nostra esperienza professionale non ci consente di condividere – e le cui conseguenze si estendono ben oltre la sfera dei professionisti del settore, investendo chiunque si trovi a leggere, firmare, applicare o affidarsi a un testo tradotto.

Nel concreto:

Traduzione editoriale. L’IA generativa applicata alla traduzione editoriale appiattisce e impoverisce la resa dell’originale: non coglie le sfumature, le emozioni, le intenzioni dietro le parole, non contestualizza, genera un testo attraverso modelli probabilistici opachi e favorisce la diffusione di stereotipi, con implicazioni sulle capacità espressive e cognitive.

Traduzione specialistica (economia, finanza, giornalismo, arte). L’apparente plausibilità non garantisce la reale equivalenza del testo tradotto con l’originale. Le ricadute possono riguardare la reputazione di autori ed emittenti, la conformità normativa, la leggibilità e la comprensione per i lettori che devono prendere decisioni concrete sulla base dei testi tradotti.

Traduzione giuridica. Il ricorso a sistemi automatici non associato a feedback umano espone a rischi concreti in termini di responsabilità legale, ambiguità interpretative e possibili conseguenze giuridiche rilevanti. Un termine reso in modo impreciso può cambiare il senso di un contratto o di una sentenza.

Traduzione tecnica e tecnico-scientifica. L’apparente correttezza terminologica non garantisce l’affidabilità complessiva del testo. Le ricadute possono riguardare la sicurezza, la conformità normativa e l’uso finale dei prodotti: manuali, schede tecniche, istruzioni per la sicurezza.

Traduzione medica e sanitaria. Qui i rischi di una cattiva traduzione si ripercuotono sulla salute dei pazienti e sulla sicurezza delle loro scelte: un errore non è solo linguistico, può diventare clinico.

Traduzione multimediale. Alle prese con le traduzioni dei dialoghi di film e serie TV o dei testi dei videogiochi, i sistemi automatici ignorano completamente il contesto audiovisivo, che fornisce invece informazioni fondamentali per una resa corretta ed efficace. Inoltre, non rispettano i requisiti di coerenza terminologica e stilistica, né i vincoli tecnici, come i limiti di tempo e caratteri.

Interpretariato (di conferenza, giuridico, sanitario, umanitario). In assenza di mediazione umana si perdono elementi fondamentali: il contesto, l’intenzione, le sfumature pragmatiche, la gestione dell’interazione in tempo reale. In un’aula di tribunale o in un colloquio medico, questi elementi non sono dettagli.

Non si tratta di essere contrari all’innovazione, ma di capire perché l’intervento umano resta indispensabile. Il dibattito attorno all’IA applicata alla traduzione e all’interpretariato non è tra chi “usa la tecnologia” e chi la rifiuta: è tra chi sa riconoscere i limiti di uno strumento e chi li ignora. Noi proponiamo un concetto diverso da quello di “human in the loop”, una presenza marginale, un correttore di bozze del software. Ciò che serve, soprattutto nei contesti ad alto rischio, è un human in the core. Il professionista non è un’aggiunta opzionale al processo: è il suo centro di gravità.

Coinvolgere le associazioni di categoria: un valore per tutti

Quando si preparano trasmissioni su temi come questo – temi che raggiungono un vasto pubblico e che possono orientare l’opinione su settori professionali interi – le associazioni professionali non sono solo portavoce della categoria, ma anche fonti preziose. Possono offrire dati aggiornati, casi reali, buone pratiche, e contribuire a restituire un’immagine completa e realistica della professione. Non farlo espone la narrazione al rischio di costruire bias comunicativi involontari: l’IA che “fa tutto”, il traduttore che sarà “presto sostituito”, il lavoro intellettuale che è diventato “automatizzabile”. Semplificazioni che, replicate dai media, si solidificano in percezione comune.

Tradurre non significa sostituire parole con altre. Significa mettere in dialogo culture, sistemi concettuali, registri linguistici che non hanno sempre un equivalente diretto. Per quanto avanzati, i sistemi di IA applicati alla traduzione operano equivalenze linguistiche: mancano il vero obiettivo, che è la mediazione culturale. La velocità o la facilità di accesso a uno strumento non garantiscono un risultato corretto e coerente dal punto di vista linguistico e culturale. Anzi: spesso la disinvoltura con cui si ricorre alla traduzione automatica è inversamente proporzionale alla consapevolezza dei rischi che comporta.

Per questa ragione, ci permettiamo di avanzare una proposta concreta: un incontro con rappresentanti di STRADE, AITI e Tramiti, nell’ottica di un confronto costruttivo su come affrontare questo tema con la complessità che merita. Le nostre associazioni sono disponibili a mettere a disposizione della redazione dati aggiornati, esperienze dirette e riflessioni sviluppate nella pratica professionale – un contributo che potrebbe restituire una rappresentazione più accurata e completa dell’impatto dell’IA Generativa sulle nostre professioni e sulle nostre vite.

Grazie per l’attenzione.

Con cordiali saluti,

STRADE – Traduttrici e traduttori editoriali SLC-CGIL

www.traduttoristrade.it

AITI – Associazione Italiana Traduttori e Interpreti

www.aiti.org

ACTA-TRAMITI – Traduttrici e Traduttori Multimediali Italiani

www.actainrete.it/2023/04/20/siamo-acta-siamo-tramiti/

ACTA Tramiti

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