La protesta, il conflitto sociale, la rabbia.
Avete bisogno di concentrarvi su qualcosa che sembra immutabile, come le montagne, per respirare? Ecco: guardare le tariffe editoriali, molte quasi ferme da 20 anni, potrebbe non essere un’ottima soluzione per calmare la rabbia.
Resistono nei tariffari delle redazioni valori con improbabili cifre dopo la virgola, innegabili tracce di mancate revisioni di traduzione dalle lire. Dalle lire. Nel 2026.
È ora di tornare a raccogliere le tariffe circolanti nell’editoria, perché vogliamo rispondere con i dati allo storytelling della crisi strutturale, alle autoassoluzioni, ai piagnistei degli editori. Perché vogliamo parlare dei nostri compensi.
Le tariffe ci sembrano ferme, eppure il mercato del libro in questi vent’anni ha avuto fluttuazioni e dagli ultimi dati AIE pare che adesso stia andando benino, anche grazie al sostegno dello Stato alle biblioteche. Questo sostegno ha avuto ricadute economiche sulle lavoratrici (dipendenti e freelance)? Non ci pare.
Ma per dirlo con certezza, vogliamo avere dei dati in mano. E tanti.
Per questo, dopo sei anni dall’apertura dell’osservatorio permanente sulle tariffe, abbiamo deciso di rimetterci mano e proporre un nuovo osservatorio, più completo e più ampio.
Perché cambiarlo, direte?
Perché, dal primo Osservatorio, Redacta è cresciuta: abbiamo raccolto dati sulle condizioni di vita, fatto indagini sui contratti di scolastica e sulle condizioni di lavoro, realizzato un tariffario di riferimento per la varia.
Nel nuovo Osservatorio abbiamo cercato di integrare in alcuni quesiti quello che abbiamo imparato e capito proprio attraverso queste indagini.
Ma facciamo un passo indietro per chi è nuova qui: che cos’è l’Osservatorio? Nella sua versione attuale è un form in cui chiunque anonimamente può inserire le tariffe relative a una determinata mansione offerte da una casa editrice. I dati confluiscono in tabelle consultabili nell’area privata del nostro sito. Un modo per sapere quanto paga generalmente una casa editrice e se le tariffe sono considerate buone o meno. Questi dati inoltre sono stati consultati in fase di stesura della Guida ai compensi dignitosi.
Ora, con la nuova versione, vogliamo raccogliere dati più precisi, ma nello stesso modo (anonimo) e renderli consultabili con la stessa modalità.
A chi è qui da tempo, invece, diciamo che il nuovo osservatorio non è il semplice restyling di quello vecchio, è proprio nuovo nuovo ed è cresciuto così tanto che è diventato uno e trino: unico nell’obiettivo – conoscere le condizioni economiche e contrattuali in cui lavoriamo –, trino nelle forme, poiché si compone di osservatorio tariffe scolastica, osservatorio tariffe varia e osservatorio su contratti, pagamenti e gestione del lavoro.
In questi anni, infatti, si sono avvicinate sempre più persone che lavorano nella scolastica, quindi abbiamo aggiunto e differenziato con quesiti specifici le tariffe della scolastica (in particolare quella cartacea), contemplando quante più figure freelance del settore: dalle grafiche alle redattrici alle ricercatrici iconografiche.
Riaprire il questionario ci ha dato modo di ampliare anche le voci delle tariffe della varia, a cui abbiamo aggiunto mansioni specifiche che avevamo tralasciato (come le schede di lettura o le quarte di copertina) e domande più puntuali sulle tariffe ottenute e come (se contrattate).
Tra le domande, infatti, troverete quesiti sulla contrattazione: vogliamo sapere se la nostra Guida ai compensi dignitosi ha in qualche modo inciso sulle tariffe che vi sono state offerte o sulla vostra contrattazione dei compensi.
Il nuovo osservatorio, inoltre, ci permetterà di confrontare i nuovi dati con quelli vecchi: se la nostra impressione di tariffe ferme da anni è confermata dai numeri – a dispetto di un’inflazione che cresce e di un caro vita che non accenna a mollare – allora potremo dire con più forza, dati alla mano: “è ora di moltiplicare le tariffe per un coefficiente di dignità”, che in parole povere vuol dire: “pagateci meglio”.
Con un questionario a parte, comune sia a chi fa scolastica sia a chi fa varia, abbiamo deciso di monitorare non solo le tariffe dei committenti, ma anche il trattamento prima, durante e dopo il lavoro.
Prima: quesiti sulle modalità di contrattazione, la presenza o meno di un contratto e i tempi con cui arriva. Durante: domande che vertono anche sul trattamento nella fase di lavoro (organizzazione interna, tempi, chiarezza della comunicazione). Dopo: tempi di attesa dell’ok per fatturare e di effettivo pagamento.
Insomma, abbiamo rifatto il questionario, perché quando un’inchiesta è permanente non si ferma. E se si affina la sensibilità di chi la fa, c’è bisogno di rendere anche l’inchiesta più fine e tagliente.
Prima dei link, qualche informazione tecnica che troverete anche nei questionari stessi.
Osservatori tariffe (sia varia, sia scolastica): il form va compilato e inviato tante volte quante sono le tariffe che volete inserire.
Osservatorio Contratti, pagamenti e gestione del lavoro (unico): il form va compilato e inviato tante volte quanti sono i committenti che volete registrare.
Tutti i dati sono anonimi, non verrà chiesto in nessun momento di registrarsi.
Qui la nuova pagina dell’Osservatorio con tutti i link: