Argomenti

Articoli recenti

Sostieni ACTA

Fai valere i tuoi diritti di freelance! Sostieni Acta e assicurati un futuro lavorativo migliore grazie a vantaggi, convenzioni e maggiori tutele.

Una sconfitta per i bulli, una vittoria per noi

19 Gennaio 2026 Lavoro, News, Vita da freelance

Perché un provvedimento dell’Antitrust sull’editoria scolastica è una buona notizia per tutti i freelance

La fine del 2025 e i primi giorni del 2026 hanno segnato un inizio di anno inquietante, demotivante.
Leggendo le notizie sembra sempre più evidente che non c’è limite all’uso della forza per dirimere le questioni politiche, private, economiche. Viviamo nell’epoca d’oro dei bulli che, impuniti, pretendono di dettare legge

E invece per una volta c’è una buona notizia, una piccola vittoria di chi i bulli li combatte da sempre, una buona notizia per Acta, per Redacta, e per tutte le persone che lavorano come freelance, comprese le figure autoriali.

L’Antitrust ci ha dato ragione

Che succede? Succede che è stato pubblicato il rapporto finale dell’indagine conoscitiva dell’Agcm (l’autorità Antitrust) sull’editoria scolastica, un documento importante, che potrà avere conseguenze dirette sull’ampliamento dell’effettivo diritto allo studio nel nostro Paese. Al suo interno, c’è anche un provvedimento davvero rilevante per i e le freelance che lavorano in editoria scolastica e non solo, un provvedimento che abbiamo chiesto con forza. 

Ma prima di riportarvi quanto messo nero su bianco da Agcm, una piccola premessa: lo Statuto del lavoro autonomo entrato in vigore nel 2017, a cui Acta ha contribuito in modo sostanziale, ha un articolo, il 3, che considera nulle le clausole abusive imposte unilateralmente. Peccato che questo articolo sia rimasto in gran parte lettera morta.

Proprio le clausole abusive, indice di un eccessivo ed evidente squilibrio negoziale tra singola lavoratrice/lavoratore freelance e grandi aziende, sono quelle su cui si è concentrata la nostra Nota per Antitrust, il documento con cui è iniziato il nostro coinvolgimento nell’inchiesta.

A dicembre, in attesa del pronunciamento, avevamo fatto il punto proprio su questo, cioè sulla possibilità che l’Authority con il suo intervento sanasse il vulnus dell’articolo 3, riservandosi di verificare i contratti dei freelance di scolastica ed eventualmente annullare direttamente le clausole abusive.
Insomma: a dicembre avevamo fiducia nell’Authority e… avevamo ragione ad avere fiducia!
Nelle Conclusioni dell’indagine si trova infatti questo provvedimento:

480. Sempre in relazione a rapporti di tipo operativo e organizzativo tra editori e controparti, l’Autorità si riserva di verificare, per quanto di propria competenza, la legittimità di condizioni contrattuali unilateralmente imposte nei rapporti commerciali con imprese o singoli lavoratori autonomi attivi nell’ambito della distribuzione finale che della fornitura di servizi autoriali-editoriali.

Un’arma contro le clausole abusive

In pratica, da oggi in poi, chi lavora come figura autoriale o freelance in editoria scolastica potrà inviare direttamente all’Antitrust il proprio contratto per verificare se contiene delle clausole abusive.

Come dicevamo, raccogliendo contratti per scrivere il nostro contributo all’indagine, di clausole abusive ne abbiamo trovate tante, e le abbiamo trovate nei contratti di tutti i grandi gruppi: clausole di non concorrenza, cessione totale dei diritti d’autore, royalties nulle o molto basse, clausole capestro che prevedono un “giudizio insindacabile” del committente sul lavoro del freelance (e dunque una possibilità di chiedere moltissime, potenzialmente infinite, lavorazioni), e così via.

Fino al 2025 quando ci si ritrovava una di queste clausole nel contratto c’erano due possibilità di azione: rinunciare al lavoro, oppure provare, con grande fatica, a contrattare con questi colossi. 

Acta e Redacta hanno sempre considerato la contrattazione come uno degli strumenti principali per migliorare le condizioni di lavoro, e di vita, dei e delle freelance ma, per quanto ci piaccia negoziare fino all’ultimo centesimo, siamo consapevoli che non ha senso contrattare su clausole contrattuali abusive

Nel momento in cui un bullo ci tira un pugno in faccia, semplicemente perché può farlo, non ha senso provare a convincerlo di concederci uno schiaffo.

Grazie a questo provvedimento dell’Agcm da oggi chi lavora nella scolastica ha una leva di contrattazione in più perché ha un’arma in più (la deterrenza costituta dall’Antitrust), un obiettivo in più a cui forse non sapeva di poter mirare (la rimozione delle clausole abusive), una speranza in più (che gli editori smettano di inserire clausole abusive nei contratti, perché sanno che il loro potere non è illimitato).

Oggi la scolastica, domani il resto: un modello per tutto il lavoro autonomo

Al momento questo provvedimento vale solo per chi lavora in editoria scolastica, ma è un precedente importante, e ci impegneremo affinché questo meccanismo sia esteso a tutti quei mercati molto concentrati in cui poche aziende detengono molto potere e con questo condizionano il mercato del lavoro, imponendo condizioni inique ai propri collaboratori.

E di mercati strutturati in questo modo ce ne sono sempre di più: le grandi concentrazioni e le fusioni sono all’ordine del giorno.

Il nostro sarà un cammino lungo, in cui servirà l’attivazione diretta delle persone interessate. Tuttavia noi ci crediamo: la storia della preparazione di questa vittoria, che è cominciata più di dieci anni fa, quando Acta è riuscita a inserire l’articolo 3 nello Statuto del lavoro autonomo, può ispirarci.

Anche un sindacato autonomo basato sul lavoro volontario può incidere nei rapporti di forza con le grandi aziende, può rafforzare una tutela del diritto del lavoro cogliendo l’occasione di un’indagine antitrust che, in prima battuta, aveva ignorato questa dimensione. Lo può fare senza trucchetti, partendo dalle riunioni, dal contatto diretto con le persone, dalla rottura dell’isolamento e dalla messa in comune delle informazioni sul proprio mercato, sui propri diritti e sul proprio modo di lavorare.

Se la nostra solidarietà parte dal basso, se scegliamo di smettere di essere soli e sole, non c’è bullo che ci possa spaventare.

Redacta

ARTICOLI CORRELATI

Una sconfitta per i bulli, una vittoria per noi

di Redacta tempo di lettura: 4 min
0