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Cronaca di un'audizione

19 Giugno 2012 Diritti, Eventi, Lavoro, News

Finalmente ci siamo riusciti. Ci sono voluti 8 anni ma infine siamo stati auditi da una commissione parlamentare incaricata di discutere un provvedimento che ci riguarda.

In una Roma incandescente, dopo un salasso in un bar delle vicinanze (due spremute 14 euro!!) ieri 18 giugno siamo arrivate a Palazzo Montecitorio un po’ prima dell’orario fissato, le 18. Ci stavano aspettando perché la commissione era in anticipo con i lavori.

In rappresentanza di Acta, oltre a me, era presente Adele Oliveri.

L’aula della commissione non era certo affollata, diciamo pure che era un po’ vuota. D’altra parte era lunedì e per di più in serata era prevista la partita della nazionale!

Tra i presenti il Presidente Silvano Moffa, uno dei due relatori, Giuliano Cazzola, e una decina di altri parlamentari, tra cui successivamente si sono presentati Simone Baldelli e Nedo Poli.

Abbiamo chiesto se era possibile avere una copia stenografata, ma non era prevista, dal momento che si trattava di una audizione informale (vuol dire di serie B?). Ci è stato riferito che però avremmo potuto registrare l’audizione. Se lo avessimo saputo avremmo potuto attrezzarci. Terremo presente per la prossima volta.

Quando abbiamo iniziato a presentare la nostra memoria   , gli audienti erano piuttosto distratti, un deputato guardava il suo iPad, due erano attaccati al cellulare, altri parlavano tra di loro. Non ci siamo arrese alla fastidiosa sensazione di parlare a “vuoto”, di essere audite ma non ascoltate. Siamo andate avanti imperterrite a spiegare il nostro punto di vista e le nostre ragioni.

Ben presto abbiamo percepito un cambio di atteggiamento, tutti hanno iniziato a seguire con attenzione. Forse perché abbiamo usato un linguaggio e una modalità di esposizione molto diretta, o forse si sono ritrovati in quanto abbiamo detto (E’ incredibile ci danno tutti ragione, ma poi ci massacrano sempre!).

Abbiamo argomentato la nostra contrarietà alle norme del DDL che ci riguardano e fatto alcune proposte per una copertura alternativa all’aumento dei nostri contributi. Ci è stato chiesto se abbiamo fatto i conti dei flussi che le coperture proposte avrebbero potuto garantire, abbiamo replicato che ci mancavano i dati, ma saremmo disponibili a farli se potessimo accedere alle fonti necessarie.

Ci sono state molte domande e interventi. In particolare c’è stato interesse a capire come modificare le norme sulle “false” partite iva, perché si tratterebbe di modifiche a costo zero.

Sul fronte aumento contributivo nessuno ha difeso il provvedimento, al contrario apparivano tutti solidali con noi, ma l’atteggiamento condiviso era di chi ritiene che i giochi ormai siano fatti.

L’onorevole Cazzola ha osservato che le cose riferite in commissione dovremmo poterle dire in TV. Siamo d’accordo, ma non siamo stati invitati.

Verso metà dell’audizione è entrato anche il Vice Ministro Michel Martone, che successivamente si è presentato ed ha dichiarato di essere molto interessato alla nostra associazione, perché siamo la rappresentanza del futuro.

Un po’ tutti coloro con cui abbiamo parlato, di diversi orientamenti politici, hanno sostenuto che non ci sono spazi per modificare il DDL, facendoci intendere che è frustrante mandare avanti una commissione che di fatto non potrà intervenire. Alcuni tra i parlamentari con cui ci siamo confrontati pensano che potranno esserci possibilità per migliorare le norme dopo l’approvazione del DDL, altri invece sono scettici anche su questo. Il Vice Ministro ci ha proposto di sentirci dopo l’approvazione del DDL, confermando che non ci sono margini per una correzione alla Camera, ma lasciando aperto uno spiraglio per azioni successive…

Vorremmo davvero sapere chi è il responsabile di una misura disconosciuta da tutti (bastarda in tutti i sensi!), ma comunque non emendabile.

Noi continueremo ad insistere. E nel frattempo ci chiariremo le idee per capire come fuggire dalla gestione separata.

Anna Soru

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16 Commenti

  1. cristina

    Reply

    Esatto, adesso pensiamo a come fuggire dalla gestione separata.
    Io ne parlerò con il commercialista dopo che avrà finito di occuparsi delle dichiarazioni dei redditi…ma intendo condividere le informazioni che ne otterrò e confrontarmi con altri colleghi

    19 Giu 2012
  2. Milo

    Reply

    Una domanda: cosa avreste proposto alla commissione per modificare le norme sulle ‘false’ p.iva?
    A me sembra che la norma emendata e approvata dal Senato vada tutto sommato bene, senz’altro meglio di quella originaria (che avrebbe fatto un ecatombe).
    Meglio ancora, se devo dirla tutta, sarebbe se non ci fosse proprio, visto che e’ comunque piu’ prona alla creazione di falsi positivi piuttosto che a sanare le situazioni reali di sfruttamento, ma siccome il ministro la vuole, meglio che abbia maglie larghe piuttosto che eccessivamente strette e ‘pericolose’ per chi vuol continuare ad essere libero di accettare proposte dai committenti senza dover far calcoli e rifiutare alcuni lavori…

    19 Giu 2012
  3. manuel

    Reply

    ma si può fuggire dalla gestione separata?
    o solo chiudendo la partita iva?
    o ti insegue anche se la chiudi?…

    Il mio problema è che ho 10 anni di contributi da dipendente e 10 da partita IVA,
    mi hanno detto che non in nessun modo si posso unire, quindi ad oggi
    butto 10 anni di contributi inps!!

    Se poi per fuggire dalla gestione separata devo prendere una terza via
    cosa succede? ne butto via 20??????

    19 Giu 2012
  4. sergio

    Reply

    esatto manuel… pensare a fuggire… e non attaccare porta a questo
    porzioni di vita lavorativa fatte a pezzi… nessun riconoscimento di cittadinanza-lavoratore a tutto tondo e in qualunque aspetto.
    Ecco… forse la prima rivendicazione è: io lavoro, in forme diverse (dipendente, indipendente, a termine, sas,…) ma poi la previdenza è unica.
    basta lobbies che vengono usate…

    19 Giu 2012
  5. Andrea

    Reply

    Io non so se dire purtroppo ma dei lavoratori autonomi non interessa nessuno, devono fare cassa in un modo o nell’altro. E’ quasi sicuro che farò una sas artigiana. Mi rompe spendere 1.500€ di notaio, ma mi dice il commercialista che poi li recupero sicuramente. Oggi il commercialista mi ha presentato la dichiarazione per UNICO e acconto a Novembre, la Voce previdenza la fa da Leone e sono migliaia di euro. Sapendo che potrei pagare la metà, mi viene male solo a pensarci.
    Ciao.

    19 Giu 2012
  6. Vincenzo Scuccimarra

    Reply

    E’ certamente importante che ad ACTA sia stata concessa un’audizione. E il lavoro di Anna Soru e degli altri rappresentanti dell’associazione per far conoscere le ragioni dei lavoratori atipici e le discriminazioni che subiscono è stato determinante per “segnalare sulla mappa” il mondo delle partite IVA agli occhi dei media e del mondo politico. Mi pare altrettanto evidente, anche dalla cronaca di questa audizione, che l’atteggiamento dei politici è di benevola ma impotente accondiscendenza e quello dei rappresentanti del Governo di gentile ma ottusa indifferenza. Tra poche settimane ci ritroveremo una normativa sul lavoro che tiene conto poco o nulla di quanto richiesto da Acta e di fatto sancisce l’apartheid lavorativo nei confronti dei lavoratori a partita IVA. A quel punto sarà il caso di ripensare una strategia di lotta perché i complimenti di Michel Martone si saranno rivelati per quello che sono: l’ipocrisia di un figlio di papà senza scrupoli che non può permettersi di fare un briciolo di concessione ad una parte sociale come quella dei lavoratori indipendenti perché questo vorrebbe dire rimettere in discussione un intero sistema, un modello inefficiente e superato di società che gli ha permesso di vivere e prosperare fino ad adesso.
    Credo che, con la preparazione e la serena pragmaticità dimostrate finora, non sarà difficile per Acta ripensare il suo ruolo e le sue modalità di intervento e di lotta in rappresentanza dei lavoratori che la sostengono. Una cosa è certa:le cose da un anno a questa parte sono cambiate radicalmente e a questa situazione di apartheid disegnata dalla nuova legge, che a mio avviso si configura come una vera e propria violazione dell’art.3 della Costituzione, si dovrà rispondere con strumenti diversi e più incisivi di lotta perché, come diceva in un vecchio film un atipico ante litteram: “Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”.

    19 Giu 2012
  7. giuseppe di biagio

    Reply

    Ottimo Scuccimarra (ed anche Anna Soru, ovviamente).
    L’audizione di cui parla l’articolo mi ricorda (si parva licet) una audizione, cui ho assistito, alla commissione consiliare urbanistica di Firenze qualche tempo fa (Renzi sindacoi da pochi mesi ). Il tema: il sottoattraversamento di Firenze per la TAV-Stazione Foster. L’audito era l’arch. Maschietto, fautore (lo è ancora) e progettista di una proposta di ottima qualità, minori costi, minore impatto (ma questa è la mia opinione!). Da parte degli auditori, ho osservato lo stesso atteggiamento: dapprima distrazione, disinteresse e sufficienza poi, interesse vivissimo e condivisione quasi unanime. Con le stesse conclusioni, purtroppo: è troppo tardi! Questo è avvenuto più di 2 anni fa. I lavori di scavo del tunnel non sono ancora iniziati. Insomma gli errori non hanno mai padre in questo Paese.

    19 Giu 2012
  8. Monica

    Reply

    Con la simpatia Martone sai cosa ci faccio? La ragione si da agli scemi… Grazie Martone tienitele per te e per la tua “maestrina”

    19 Giu 2012
  9. Riccardo

    Reply

    Continuiamo con il fax bomb?!?!

    19 Giu 2012
  10. Anonimo codardo

    Reply

    In pratica ci pisciano in faccia e ci applaudono mentre gli sorridiamo.

    20 Giu 2012
  11. Mimmo

    Reply

    Sempre cosi’, inesorabilmente, appena si spengono gli entusiasmi di un’assemblea costituente.
    Una volta arrivati li’, sembra che la paralisi ci assalga senza speranza. Si condividono tutte le ragioni del mondo e si invita alla rassegnazione contro un mondo ingiusto.

    Il risultato pazientemente raggiunto da ACTA e dai suoi valorosi rappresentanti (che purtroppo ha avuto bisogno di azioni “eclatanti” come il fax bombing) dobbiamo metterlo in curriculum e darci da fare in ogni modo per avere rapidamente numerose altre occasioni per parlare con l’opinione pubblica e con quella (ancor piu’ forte) privata.

    E facciamo di tutto per procurarci argomenti numerici: sara’ vero che l’INPS non da’ quei numeri che sembra tener nascosti a bella posta violando le norme (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002988-351.html)?

    20 Giu 2012
  12. Guido

    Reply

    unificare le contribuzioni, eliminare le casse, quante buone intenzioni all’inizio che aveva la fornero, invece poi la riforma ha fatto marcia indietro.

    ora siamo oscurati dal problema esodati.

    televisione, televisione, televisione
    e denunciare in che l’inps tiene nascosti i numeri per evitare che scoprendo la realtà ci sia una sommossa popolare da parte delle partite iva.

    20 Giu 2012
  13. Gabriella

    Reply

    Prima di tutto grazie ad Anna Soru e Adele Oliveri. Grazie soprattutto perché non vi lasciate sopraffare dallo scoraggiamento. Il problema è che fuggire dalla gestione separata, dopo più di 15 anni che verso all’INPS, significherebbe per me rischiare di perdere tutto quello che ho accumulato, considerando che il mio commercialista è molto scettico che passando ad altre casse si possano poi cumulare i contributi. E non ho nessuna intenzione di regalare all’INPS quello che mi spetta.

    20 Giu 2012
  14. tamara

    Reply

    Per Martone siamo la rappresentanza del futuro, per Fornero la parte nobile del lavoro (l’ha detto durante il forum del Corriere).
    Insomma, ci amano.

    “Yet each man kills the thing he loves
    by all let this be heard
    some does it with a bitter look
    some with a flattering word
    the coward does it with a kiss
    the brave man with the sword”

    (O. Wilde)

    20 Giu 2012
  15. Milo

    Reply

    Oramai la frittata e’ fatta: la (contro-)riforma e’ Legge dello Stato.

    >:-(

    A quanto ho sentito, pero’, vorrebbero intervenire, e in fretta, sia sulla questione dei contributi alla gest. separata (PD (Damiano), non attuando l’aumento e forse riducendolo addirittura al 24%), che sulla norma sulle ‘finte’ partite iva (PDL (Cazzola): portando a due anni la valutazione del fatturato minimo che quindi dovrebbe diventare 18.000*2 in due anni). Per me bisognerebbe anche intervenire sulla prevista riduzione della deducibilita’ delle spese auto aziendali, magari escludendo i professionisti e gli artigiani.

    Stiamo a vedere, continuiamo a monitorare la situazione e speriamo che non vi siano blitz peggiorativi…

    28 Giu 2012

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Cronaca di un'audizione

di Anna Soru tempo di lettura: 2 min