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Il Corriere rilancia la lettera ACTA al Governo

1 Dicembre 2011 Vita da freelance

Sul Corriere della Sera di oggi 1 dicembre un approfondimento di Dario Di Vico, annunciato in prima pagina e riportato a pagina 16, evidenzia le posizioni di Acta.

Di Vico ricorda i ripetuti aumenti dei nostri contributi pensionistici per finanziare operazioni a noi estranee (l’ultima volta con la legge di stabilità) e l’ancora non risolta questione IRAP. Cita la lettera del Consiglio Direttivo di Acta al Governo per segnalare che sotto molti aspetti é in sintonia con le misure in cantiere: riforma previdenziale con la costruzione di una grande INPS,  lotta all’evasione, liberalizzazione delle professioni.  Ma ne ricorda anche i caveat riportati nella lettera e ribaditi da un’intervista ad Anna Soru. Così con riferimento alle questioni fiscali:

Oggi si riparla di aumentare l’Iva e Acta interviene per dire che un eventuale aumento sui servizi professionali rappresenterebbe un torto. “Si dice di voler spostare la fiscalità dalle persone alle cose ma noi siamo consulenti e i nostri prodotti sono servizi. Anche da questi dettagli si capisce solo che il lavoro autonomo non ha ancora una sua dignità”commenta Soru. Il tema della tracciabilità dei guadagni non trova obiezione tra le partite Iva. Ad Acta sostengono però che bisogna evitare gli accertamenti senza contraddittorio. Niente da dire su strumenti come gli studi di settore o il redditometro , ma è il fisco che deve dimostrare che “noi abbiamo evaso, non il contrario”.

Sulla previdenza, ricorda la sperequazione della contribuzione dei professionisti con partita iva senza cassa rispetto agli altri autonomi (professionisti con cassa, artigiani e commercianti) e rilancia la richiesta di trasparenza con la busta arancione.

ACTA

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3 Commenti

  1. ugo testoni

    Un primo importante risultato!
    Facciamo girare la notizia: è importante incrementare la nostra visibilità in questo momento.

    1 Dic 2011
  2. Adele Oliveri

    Di Acta Di Vico parla dettagliatamente anche sul suo blog:

    http://dariodivico2.tumblr.com/post/13585838857

    1 Dic 2011
  3. Alliandre

    L’unica cosa che non viene specificata in modo *chiaro e netto* nemmeno in questo articolo come in tanti altri sul Corriere, tuttavia, è che un’aliquota del 33% per un lavoratore autonomo come noi è TROPPO ONEROSO.

    Con “equità delle aliquote”, “equiparazione delle aliquote”, anche questo Governo secondo me intende il “portare tutte le aliquote al 33% dei dipendenti.”
    Almeno questo è quello che si deduce leggendo i giornali, perché leggo solo di innalzamento delle aliquote di commercianti e artigiani (20/21%) e forse anche professionisti (con l’assenso delle loro casse autonome).
    E mi viene da pensare che *non hanno proprio capito* che 33% per un lavoratore autonomo come noi è TROPPO ONEROSO.
    (Repetita juvant. Forse :))

    2 Dic 2011

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Il Corriere rilancia la lettera ACTA al Governo

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