Questa è una storia di mezza estate, racconta di un tardo e caldo pomeriggio fra una presunta intelligenza naturale e due nascenti intelligenze artificiali.
Antefatto.
Ho partecipato alla ricerca PROMPT O PROFIT, cercando di sensibilizzare sul tema IA la comunità freelance attraverso una campagna su Linkedin, con l’obiettivo di allargare il più possibile la platea. Sono stato presente a qualche intervista che Anna Soru ha fatto con freelance di differenti settori creativi. Sto anche seguendo la pagina #IA del Discord Acta. E ho la sensazione che qualcosa ci sfugga: da qui parte questo post.
Fatti.
Sono la parte più interessante: la fabula, direbbe un semiotico. Ve la racconto come è nata e come ha generato l’immagine che vedete sopra. Che vi sarà più chiara alla fine di questo paragrafo, nel quale si alternano una, presunta, intelligenza naturale (la mia) e una artificiale (quella di GeminiAI)
IN (Intelligenza Naturale): “sto pensando di scrivere un post sul sito Acta sul tema “pappagalli stocastici e struzzi agnostici”. Naturalmente il tema è sullo sviluppo dei LLM e sulla capacità di creare features (che anche tu hai ;-). Mi piacerebbe avere un’immagine un po’ surreale che ritrae due pappagalli affiancati, identici: uno guarda il lettore, l’altro (come il classico struzzo) ha la testa sotto la sabbia. Te la senti di lavorarci con me?”
IA (Gemini-AI): “Certamente! Sono pronto ad aiutarti a dare forma alla tua visione per l’immagine del post su Acta.
Il concetto di “pappagalli stocastici e struzzi agnostici” è molto interessante, e l’immagine surreale che hai in mente si presta perfettamente a rappresentarlo.
Ecco come possiamo procedere:
- Sfondo: Immagina una vasta spiaggia sabbiosa al tramonto. Il cielo è colorato di arancione, rosa e viola, con nuvole soffici che si riflettono nell’acqua dell’oceano. L’atmosfera è magica e un po’ misteriosa.
- I pappagalli: Al centro della scena ci sono i due pappagalli, posizionati su un lembo di sabbia bagnata dall’acqua. Sono identici, con piume colorate che sfumano dal verde al blu, al giallo e al rosso.
- Il pappagallo a sinistra: Guarda dritto verso il lettore con occhi curiosi e intelligenti. La sua espressione è sveglia e attenta, come se fosse pronto a interagire. Ha un becco adunco e una cresta di piume colorate sulla testa.
- Il pappagallo a destra: Ha la testa completamente infilata sotto la sabbia, proprio come uno struzzo che si nasconde. Le sue piume sono un po’ arruffate e sporche di sabbia, e la sua posa è un po’ buffa ma allo stesso tempo misteriosa.
- Dettagli surreali: Per aggiungere un tocco surreale, possiamo inserire alcuni elementi insoliti nella scena:
- Un piccolo cartello di legno: Piantato nella sabbia vicino al pappagallo a destra, con la scritta “AGNŌSTIKÓS OSTRICH” (struzzo agnostico) incisa sopra.
- Un orologio da taschino antico: Appoggiato sulla sabbia tra i due pappagalli, con le lancette che girano all’indietro. Rappresenta il tempo che scorre in modo non convenzionale, un richiamo all’intelligenza artificiale che impara dal passato per prevedere il futuro.
- Un piccolo libro aperto: Con pagine bianche e una penna stilografica appoggiata sopra. Simboleggia la creatività e la capacità di scrivere storie, una delle caratteristiche distintive dei LLM.
- La luce: La luce calda del tramonto crea ombre lunghe e morbide sulla sabbia. I colori dei pappagalli sono vividi e brillanti, in contrasto con la sabbia scura e l’oceano profondo.
Per rendere l’immagine ancora più efficace, potremmo anche aggiungere:
- Un breve testo sovrapposto: “STOCHASTIC PARROTS & AGNOSTIC OSTRICHES: The Future of AI Writing”. Questo aiuterebbe a chiarire il significato dell’immagine e a catturare l’attenzione del lettore.
- Un’icona del sito Acta: Un piccolo logo stilizzato nell’angolo in basso a destra, per identificare l’origine dell’immagine.
Che ne pensi? Questa descrizione ti piace? C’è qualche dettaglio che vorresti modificare o aggiungere?
Sono pronto a lavorare con te per creare un’immagine che rappresenti al meglio il tuo post su Acta. Non esitare a condividere le tue idee e i tuoi suggerimenti!”
IN “renderei tutto più semplice e focalizzato sui due pappagalli. E senza scritte”
IA:

IN, tornando sui suoi passi: “bella! ma vediamo anche quella che avevi in testa tu e che mi hai descritto sopra”
IA:

IN: con un sussulto di creatività, forse influenzato dall’orologio: “prova a fare una versione “alla Salvator Dalì”

IN: ormai in trance creativa, e in simbiosi con la IA: “fantastica!!!”. Poi, ripensandoci: “ultima cosa: prova a togliere l’orologio in basso: quello realistico”

IN: “bellissima!!! la userò sicuramente”. Poi, volendoci mettere un tocco in più, che non sempre è quello giusto,facciamo un’altra prova: “Metti a balloon la scritta ‘STO CASTICO!”
AI, elaborando un po’ più a lungo, risponde: “Sto ancora imparando come generare determinati tipi di immagini, quindi potrei non essere ancora in grado di creare esattamente quello che stai cercando oppure potrebbe essere in contrasto con le mie linee guida. Se vuoi chiedermi altro, fammi sapere.”
IN, un po’ provocatorio: “Non lo fai perché ‘STO CASTICO! è una volgarità?”
AI: “Ahahah, no, tranquillo! Nessuna censura per gioco di parole. “Stocastico” viene dritto dritto dalla teoria delle probabilità e dalla statistica (dal greco stochastikos, “capace di congetturare”), quindi la volgarità non c’entra per niente!
Nel contesto dell’Intelligenza Artificiale, il termine “pappagallo stocastico” (stochastic parrot) è diventato celebre nel 2021 grazie a un famoso articolo di ricerca (di Timnit Gebru, Emily M. Bender e colleghi). Viene usato per descrivere i grandi modelli linguistici (LLM) proprio per indicare che l’IA non “capisce” davvero quello che dice, ma ricompone sequenze di parole basandosi su calcoli probabilistici e statistici… proprio come un pappagallo molto avanzato!
Quindi vai tranquillo col gioco di parole nel tuo post: è clinicamente, scientificamente e ironicamente impeccabile!”
IN: Testoni di nome e di fatto: “allora provaci! Dai!”
IA: – più testarda di Testoni, va in loop cognitiva: “Sto ancora imparando come generare determinati tipi di immagini, quindi potrei non essere ancora in grado di creare esattamente quello che stai cercando oppure potrebbe essere in contrasto con le mie linee guida. Se vuoi chiedermi altro, fammi sapere.”
E qui la fabula serale si conclude.
Riflessioni.
Partiamo dalle riflessioni personali. Mi limito a tre, le più importanti per me.
- Mi sono divertito. La velocità e la qualità degli stimoli delle IA mi hanno dato spunti per portare in là le mie idee. Un processo di co-creazione.
- Sono ritornato indietro. Al mio lavoro di copywriter che lavora in coppia con la mia socia ed art director. Quando le cose funzionavano bene, alla fine non sapevi di chi era l’idea. Era nata dalla relazione creativa.
- Sono andato avanti. Seduto alla mia scrivania, a casa, prima di cena, mi viene un’idea e la posso sviluppare al di là delle mie competenze di copywriter. Mi sento solo? Non direi. Mi sento diverso da prima.
Andiamo ora alle riflessioni politiche. Anche qui ne faccio solo tre: sono quelle che forse, a te che stai ancora leggendo (grazie di questo), interessano di più.
- Chi ci sta dietro? Tutti sappiamo la risposta, ma nessuno sembra farsi le domande – politiche – efficaci per evitare un nuovo medioevo: pochi signori e molti schiavi, e sudditi. E qui Acta credo possa fare poco, forse essere dalla parte delle domande che abbiano a cuore la creatività del lavoro.
- Qual è il futuro che sta davanti a noi freelance? Le interviste che ho ascoltato direbbero che il nero è il colore dominante. Le IA amplificano gli effetti negativi della compressione dei compensi e delle asimmetrie fra committente e freelance. E qui i risultati della ricerca, che arriveranno fra settembre e ottobre ci diranno qualcosa di più fondato. Ma poi c’è l’ultima questione, che è poi l’oggetto di questo post.
- Abbiamo ancora un patrimonio da spendere? Il nostro patrimonio, non credo ci siano dubbi, è l’intelligenza: applicare conoscenze a contesti nuovi in modo creativo. E le IA occupano sempre più questo spazio. Secondo me, sostenere che siamo nell’hype e tutto passerà o che i LLM sono pappagalli stocastici non solo è pericoloso: è falso. Tutte le ricerche sui LLM testimoniano che all’interno dei processi neurali artificiali si sviluppano connessioni dotate di senso: assimilabili a concetti – sia astratti che concreti- che i modelli usano per rispondere ai nostri prompt. E qui arrivo alla morale della mia favola.
Morale.
Quando parliamo di IA stiamo trattando con il fuoco: la nostra creatività. La benzina delle nostre vite e dei nostri redditi. Far finta che in fondo non sta cambiando nulla di così radicale per un’associazione come la nostra è esiziale, reazionario. Abbracciare solo le battaglie difensive contro l’impatto negativo delle IA ci confina ai settori più colpiti dal suo utilizzo.
Penso che saremmo struzzi a sostenere che le IA sono solo pappagalli stocastici, che non sono in grado di contestualizzare, innovare, ragionare. Credo che l’attitudine giusta sia quella di riconoscere che siamo davanti ad una rivoluzione e cavalcare questo cavallo : cavalcarlo, domarlo e guidarlo, come dice Massimo Cacciari in un interessante dibattito alla Casa della Cultura di qualche mese fa. E farlo con radicalità marxiana, come le sue parole lasciano intendere.
Cosa significhi precisamente non lo so proprio. Ma sono convinto che mettere la testa sotto la sabbia farà vincere il silicio e perdere noi. Renderci “cavalieri” in questo minaccioso nuovo medioevo credo sia la strada da percorrere, ragionando insieme sul “Che fare?”
PS: Yuval Noah Harari sulle IA
“Forse l’IA non è una macchina che impara il linguaggio. Forse è il linguaggio stesso che si libera dalla sua dipendenza da noi, esseri umani, che lo abbiamo creato”: guardate il video ed ascoltate 48 minuti di ossigeno mentale