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Sei proposte per uscire dall’emergenza

17 Aprile 2020 News

Le proposte di Acta per sostenere i lavoratori indipendenti durante e dopo l’emergenza Covid-19

Il momento estremamente delicato che stiamo vivendo, oltre a toccarci nel profondo, individualmente e come collettività, sta anche evidenziando, in maniera ancora più visibile alla società nel suo complesso, la necessità di “mettere mano” alle regole che nel nostro paese tutelano le persone che svolgono un lavoro autonomo.

Parliamo del bisogno di introdurre nuove forme di tutela e di rimodellare quelle esistenti, sia sul fronte del sistema di welfare di tutela della persona-lavoratore autonomo, sia in un senso più ampio di protezione e valorizzazione del lavoro svolto “con partita iva”, per garantire condizioni di maggiore equità, coesione sociale e benessere economico collettivo.

Abbiamo in cantiere idee e progetti per aiutare il decisore politico a identificare strumenti efficaci per migliorare la situazione; si tratta di iniziative di largo respiro e per il lungo periodo: come un sistema di tutele realmente equiparate ai lavoratori dipendenti per le situazioni di non lavoro (siano esse dovute a disoccupazione, a malattia grave o a gravidanza).

Adesso siamo però ancora nel pieno della burrasca e ci rivolgiamo quindi al Governo per chiedere l’implementazione di alcune misure che possano sostenere nell’immediato i lavoratori autonomi, affinché ci possa ancora essere, nei fatti, un lavoro autonomo alla “riapertura”.

Chiediamo di:

  1. Prorogare le scadenze di carattere fiscale e quelle relative ai pagamenti dei contributi previdenziali, fino al termine dell’emergenza sociale causata dalla diffusione del virus. Il termine della “fase 1” dell’emergenza sanitaria non può essere considerato come il momento utile per “riscuotere cassa”: i lavoratori autonomi non avrebbero la liquidità necessaria per provvedere ai pagamenti. Riteniamo quindi necessario rinviare gli obblighi al 2021, prevedendo la possibilità di rateizzare i pagamenti senza interessi nel triennio 2021-23
  2. Continuare ad erogare un contributo ai lavoratori con partita iva, come già previsto per il mese di marzo, anche nei prossimi mesi. Consapevoli della necessità di non prevedere generalizzati aiuti “a pioggia”, ma di aiutare chi si trova in una condizione di maggiore difficoltà, proponiamo di introdurre un meccanismo di eventuale restituzione dell’indennizzo, qualora a consuntivo risultasse che:
  • il reddito complessivo nel 2020 risultasse superiore a € 50.000;
  • il reddito da lavoro generato nel 2020 non risultasse diminuito di almeno il 30% rispetto alla media del triennio 2017-2019.

Dal meccanismo di restituzione dovrebbero essere comunque esclusi coloro che nel 2019 hanno generato un reddito da lavoro inferiore a € 12.000.

  1. Estendere il contributo descritto al punto 2, con i medesimi vincoli di eventuale restituzione, anche a coloro che percepiscono reddito esclusivamente da diritto d’autore
  2. Estendere il contributo descritto al punto 2 anche ai lavoratori con partita iva già titolari di assegno di invalidità, essendo tale assegno compatibile con la percezione di reddito da lavoro (mancante in questa fase)
  3. Sospendere per il 2020 la regola INPS che prevede la necessità di generare un reddito minimo per ottenere il riconoscimento di un intero anno di anzianità contributiva. La soglia di reddito fissata per il 2020 sarebbe pari a € 15.953
  4. Istituire un Fondo di garanzia al 100% per investimenti e formazione dedicato ai lavoratori con partita Iva.
ACTA

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