Home » Archivio

Articoli etichettati con il TAG "Statuto Lavoro Autonomo"

Primo Piano, Statuto Lavoro Autonomo »

| 25 gennaio 2011 | 2 COMMENTI | LETTO: 1.897 VOLTE | SHORT URL |

Consiglio Regionale del VenetoUna lettera di Federico Caner (.DOC), capogruppo Lega Nord al Consiglio Regionale del Veneto, al blog del Corriere della Sera, ci informa (si rivolge esplicitamente a noi di ACTA), che lo Statuto del lavoro Autonomo del Veneto, (bocciato nell’ottobre 2010 per mancanza di copertura economica) a breve sarà ripresentato in aula.

Tiziano Bembo, responsabile del gruppo consiliare L.V.L.N.P. del Consiglio Regionale del Veneto, ci ha fatto sapere che sino al 31 gennaio sono aperte le consultazioni pubbliche dello Statuto (scaricabile in formato .PDF) e ci ha invitato a fornire un nostro parere visto che non siamo tra le parti sociali consultate in fase di stesura.

Continua a leggere »


Bookmark and Share
Condividi Invia per E-mailStampaCrea PDF Autore: ACTA

Associazioni, Eventi, In evidenza, Manifesto dei lavoratori autonomi, Rappresentanza »

| 14 gennaio 2011 | 2 COMMENTI | LETTO: 1.495 VOLTE | SHORT URL |

Che i lavoratori autonomi avessero una certa inclinazione alla flessibilità, era indubbio. Ce l’hanno per costituzione, prima ancora che per necessità. Ma che fossero persino disposti a cimentarsi come attori, no, questo non era affatto scontato. Si abbuoni pure che la sceneggiatura era tra le più familiari possibili: i professionisti attori (non viceversa…) si sono esposti, in fondo, a recitare il consueto copione quotidiano. Il copione con cui ciascun “autonomo della conoscenza” è abituato, fuor di metafora, a fare regolarmente i conti; e in cui è stato davvero difficile non riconoscersi. Così ovvio per noi (mi ci identifico, evidentemente), così poco evidente alle istituzioni e ai media; vien quasi il sospetto che sia spesso un’ignoranza tutt’altro che ingenua o incolpevole. Ma un po’ di audience questa volta l’abbiamo fatta. Continua a leggere »


Bookmark and Share
Condividi Invia per E-mailStampaCrea PDF Autore: Antonella Gallino

Diritti, Politiche del lavoro »

| 15 novembre 2010 | UN COMMENTO | LETTO: 1.760 VOLTE | SHORT URL |

Ministero del lavoro e delle politiche socialiIl ministro del lavoro Maurizio Sacconi ha inviato alle parti sociali la bozza di disegno delega per la riforma dello Statuto dei lavoratori. Insomma, se il Governo restiste, dovrebbe arrivare il tanto atteso Statuto dei lavori (dopo tanti rinvii il condizionale è d’obbligo).

Dal sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è scaricabile la bozza del disegno delega , la Relazione al disegno di legge e la lettera del Ministro alle parti sociali.

Nella bozza del disegno delega (due pagine con alcune indicazioni di massima) si legge:

(…) identificazione di un nucleo di diritti universali e indisponibili, di rilevanza costituzionale e coerenti con la Carta dei diritti fondamentali della Unione Europea, applicabili a tutti i rapporti di lavoro dipendente e alle collaborazioni a progetto rese in regime di sostanziale monocommittenza

Questo conferma quanto dichiarato dal ministro Sacconi in un’intervista a Il Giornale del 28 ottobre (“Il nuovo Statuto dei lavori“, di Francesca Druidi)

Oggi i lavori sono “tanti” ed è doveroso proteggere, oltre che i lavoratori dipendenti, anche quelli indipendenti caratterizzati da debolezza socio-economica.

L’impostazione è sempre la stessa: distinguere entro i lavoratori autonomi quelli monocommittenti, da considerare economicamente dipendenti. Per questi e solo per questi prevedere un sistema di tutele da far pagare alle imprese. Come abbiamo scritto sul nostro Manifesto

(…) per farci entrare nel diritto del lavoro e di conseguenza nell’anticamera delle tutele, sempre di più i giuristi ritengono necessario aggiungere alla definizione di lavoratore autonomo la precisazione “economicamente dipendente” (…)

La fonte di ispirazione è  lo Statuto del lavoro autonomo spagnolo, di cui abbiamo evidenziato i limiti in un recente post, che ha influenzato anche le proposte italiane di Statuto del lavoro autonomo (la proposta della Regione Veneto e la Proposta di Treu).  A differenza dei due “Statuti” la bozza di delega Del Ministro Sacconi restringe l’area della “dipendenza economica ” alle sole collaborazioni a progetto.

Possiamo immaginare che, semmai dovesse diventare legge, tale norma darà un impulso alle Partite IVA. Non è dato comunque sapere quale esito avrà l’iter di questo testo, viste le difficoltà in cui versa l’esecutivo. Una cosa, però, è certa i diritti universali e l’applicabilità di questi diritti esprimono una grande contraddizione. “Universale” significa “di tutti i lavoratori”. La volontà di applicarli ai soli lavoratori dipendenti e ai Co.co.pro. rivela, al contrario, la natura ancora una volta discriminatoria nei nostri confronti delle politiche per il lavoro.


Bookmark and Share
Condividi Invia per E-mailStampaCrea PDF Autore: ACTA

Diritti, Europa, Politiche del lavoro »

| 9 novembre 2010 | 3 COMMENTI | LETTO: 2.370 VOLTE | SHORT URL |

statuto lavoro autonomo spagnoloLa Spagna ha introdotto nel 2007 uno Statuto del lavoro autonomo, che rappresenta, come sottolineato nelle premesse del progetto di legge  ”il primo esempio di ordinamento sistematico e unitario del lavoro autonomo nell’Unione Europea“ e che ha stimolato la presentazione di proposte analoghe anche in Italia: la proposta locale di Statuto del lavoro autonomo della Regione Veneto (.PDF), proposto dalla Lega Nord, bocciato però il 22 ottobre per mancanza di copertura finanziaria, e quella nazionale del senatore Tiziano Treu (.PDF) del Partito Democratico.

Grazie alla traduzione di Elsa Orellana (AITI) e alle revisione di Adele Oliveri (ACTA) e Silvia Rondani (AITI) abbiamo una versione italiana dell’Estatuto del trabajo autónomo (.PDF)!

Particolarmente interessante è il Capitolo III, che riconosce e disciplina la figura del lavoratore autonomo economicamente dipendente, ripresa anche nelle due versioni italiane dello Statuto. Con essa si è voluto fornire una copertura giuridica ai lavoratori autonomi che, nonostante la loro autonomia funzionale, svolgono la loro attività senza dipendenti e con una forte e quasi esclusiva  dipendenza economica dall’imprenditore o dal cliente che usufruisce dei loro servizi (peso del cliente principale sul fatturato pari almeno al 75%).

Lo statuto si propone di tutelare questi lavoratori e a tale scopo prevede l’obbligatorietà di un contratto scritto, in cui dovrà essere esplicitata la condizione di dipendenza economica,  e la sua registrazione in un ufficio pubblico (analogamente a quanto accade in Italia per i contratti di collaborazione a progetto). Continua a leggere »


Bookmark and Share
Condividi Invia per E-mailStampaCrea PDF Autore: Anna Soru

In evidenza, Statuto Lavoro Autonomo »

| 7 luglio 2010 | 8 COMMENTI | LETTO: 1.661 VOLTE | SHORT URL |

Statuto lavori autonomi (Disegno di Legge TREU)Avevamo già commentato nel mese di marzo 2010 una Bozza dello Statuto sul lavoro autonomo proposta dal senatore Tiziano Treu e avevamo partecipato ad alcuni incontri con i suoi estensori. Da poco è disponibile online una nuova versione (.PDF in download), aggiornata al 27 aprile 2010 [UPDATE: La versione del 27.04 è stata sostituita con una nuova Versione del 29.04], che speriamo non sia quella definitiva, perchè nel complesso la proposta dimostra che i proponenti sono ben lontani dall’aver compreso le esigenze del nuovo lavoro professionale autonomo.

Il punto che ci lascia interdetti è la proposta di ulteriori incrementi dei contributi INPS. Ma come è possibile che si possa anche solo pensare di aumentarli ancora? Paghiamo il 26,72% del nostro reddito in cambio di quasi nulla!!

Siamo inoltre contrari:

  1. al ruolo importante attribuito alle associazioni che temiamo possa essere il preludio ad un riconoscimento alle associazioni professionali di ruoli di selezione e di garanzia della qualità e della professionalità;
  2. all’affidamento a enti accreditati di servizi di consulenza per l’avvio (art. 6 comma 1) e di attività di formazione, e insieme l’introduzione di un obbligo formativo (art. 10 comma 4) per i professionisti;
  3. ai soliti interventi sulle donne ispirati alle azioni positive (formazione dedicata e imprenditoria femminile), di cui proprio non se ne può più!!

Per approfondire puoi leggere: Continua a leggere »


Bookmark and Share
Condividi Invia per E-mailStampaCrea PDF Autore: Anna Soru

Diritti, Politiche del lavoro, Statuto Lavoro Autonomo »

| 8 marzo 2010 | UN COMMENTO | LETTO: 1.496 VOLTE | SHORT URL |

ACTA è stata invitata a collaborare alla predisposizione di uno Statuto del Lavoro Autonomo, a cura del PD. Abbiamo ricevuto una Prima versione dello Statuto (.DOC in download), a cura dal senatore Tiziano Treu del PD, che abbiamo analizzato e che sotto molti aspetti non condividevamo.

Un primo incontro, coordinato dal Senatore Treu, è stato tenuto il 12 febbraio a Roma. Per Acta ha partecipato Francesca Pesce. Erano presenti anche rappresentanti di Confcooperative, CNA e Confcommercio. E’ stata discussa la proposta e Francesca Pesce ha espresso molte delle nostre perplessità. In seguito ci è stata inviata una bozza di articolato (.DOC in download) che riportiamo anche qui di seguito.

La Bozza dello Statuto del Lavoro Autonomo (a firma di Tiziano Treu, PD)

Il 22 febbraio a Milano, il confronto è proseguito nel corso di un incontro tra il Senatore Treu e, per ACTA,  Romano Calvo, Anna Ponzellini e Anna Soru. Su invito dello stesso senatore Treu, abbiamo preparato un commento scritto alla Bozza di Statuto (.DOC in download) in cui abbiamo raccolto le nostre osservazioni e critiche. Lo riportiamo qui di seguito.

Leggi i commenti di ACTA alla Bozza di Statuto per il Lavoro Autonomo

 

Il 3 marzo a Roma si è tenuto infine un altro confronto, presenti  oltre a Treu, Fassina, Ghedini e De Michele,  rappresentanti di  Confcooperative, CNA, Confcommercio e,  per ACTA , Francesca Pesce. Francesca Pesce ha argomentato il nostro documento. E’ in corso di redazione la nuova versione della proposta.


Bookmark and Share
Condividi Invia per E-mailStampaCrea PDF Autore: ACTA

Statuto Lavoro Autonomo »

| 4 dicembre 2009 | UN COMMENTO | LETTO: 1.555 VOLTE | SHORT URL |

La Regione Veneto si è proposta di intervenire con una politica per il lavoro autonomo, intesa in senso ampio e non soltanto legata soltanto al mondo delle imprese. Per questo ha definito uno Statuto Regionale del Lavoro Autonomo che è possibile leggere e valutare scaricando questi documenti:

La proposta avanzata è molto innovativa rispetto a quanto fatto da altre Regioni. La Lombardia, per esempio, che pure in quanto a presenza di lavoro autonomo non è da meno e che certamente è il centro del nuovo lavoro autonomo professionale, ha appena approvato l’estensione della dote formativa al lavoro autonomo, ma soltanto con riferimento ad alcuni target specifici e di fatto escludendo i professionisti autonomi.  

Sono apprezzabili nella proposta della Regione Veneto:

  • il voler agire per l’individuazione dell’equo compenso;
  • il ricorso ai voucher per formazione e altri servizi;
  • il riconoscimento di voucher per l’acquisto di servizi di cura.

Elementi più deboli sono invece:

  • l’idea che si possa includere il lavoro parasubordinato nel lavoro autonomo;
  • la presenza di modelli teorici troppo orientati al lavoro dipendente. Anche se si parla in senso ampio di lavoro autonomo, sembra che i modelli sottostanti siano quelli del lavoro dipendente o del lavoro autonomo più tradizionale;
  • l’estensione della Borsa Lavoro. Ha senso per il lavoro autonomo? Non sembra funzioni neppure per quello dipendente;
  • la visione distorta del ”finanziamento agevolato”. Nel documento parla di agevolazioni per l’avvio di attività proposte per target specifici (giovani, donne…) e società. Sono proposte che sembrano replicare modelli di politiche per lo start-up di impresa, ampiamente utilizzati con risultati spesso dubbi. Nel lavoro professionale molto spesso i finanziamenti non servono al momento dell’avvio (frequentemente si inizia con qualche cliente captive e comunque gli investimenti iniziali possono essere molto modesti), ma più tardi. Più in generale servirebbero misure per accedere velocemente e a buone condizioni al credito anche soltanto per affrontare un ritardo nel pagamento di un cliente, un periodo di malattia etc.;
  • le misure per la formazione. Occorrerebbe chiarire se la formazione è soltanto quella convenzionata (spesso di medio o bassa qualità) oppure se i voucher sono spendibili anche al di fuori di essa o all’estero.

Per leggere l’intera proposta di Legge:
STATUTO REGIONALE DEL LAVORO AUTONOMO


Bookmark and Share
Condividi Invia per E-mailStampaCrea PDF Autore: Anna Soru

Statuto Lavoro Autonomo »

| 24 ottobre 2009 | UN COMMENTO | LETTO: 1.655 VOLTE | SHORT URL |

Il gruppo Lega Nord – primo firmatario Roberto Corradi – ha presentato un Progetto di Legge presso la Regione Emilia-Romagna, che si sviluppa in 37 articoli e ha per titolo: “Statuto regionale del lavoro autonomo, delle professioni e delle piccole imprese“. A livello locale l’Emilia-Romagna affianca così il Veneto nella presentazione di proposte di Legge dedicate a questo tema.


Bookmark and Share
Condividi Invia per E-mailStampaCrea PDF Autore: ACTA