Articoli etichettati con il TAG "Pietro Ichino"
Campagne Acta, Rappresentanza »
La situazione in cui ci troviamo è frutto di una misto di stereotipi e opportunismo paternalista, alimentati da una condizione di vera e propria ignoranza delle condizioni che caratterizzano il nostro lavoro.
Abbiamo deciso di lanciare l’iniziativa di intervistare i candidati alle elezioni politiche perché sappiamo che questo è uno dei pochi momenti in cui è possibile ottenere la loro attenzione. Con questa campagna abbiamo voluto sensibilizzare i candidati dei diversi schieramenti politici, più che raccogliere le loro promesse elettorali.
Abbiamo perciò invitato alcuni candidati – scelti tra coloro che si occupano di lavoro, welfare e fisco- ad esprimersi sulle nostre proposte. In questo modo li abbiamo costretti a leggere le nostre domande, in qualche caso abbiamo ottenuto che leggessero anche le nostre proposte. E questo è già di per sé un risultato!
Abbiamo raccolto le interviste a otto candidati, tre del PD (Stefano Fassina, Fausto Raciti, Valeria Fedeli), due della Lista Monti (Pietro Ichino e Giuliano Cazzola), una del PDL (Daniele Capezzone), una di SEL (Titti di Salvo), uno di Fare per fermare il declino (Patrizio Tumietto).
In generale le risposte di Fassina e Raciti sono molto somiglianti, entrambi fanno riferimento a proposte di legge presentate dal PD, in particolare allo statuto del lavoro autonomo e per quanto concerne la pensione al protocollo del welfare (anche se non è citato). Piuttosto diverse le risposte della terza candidata PD, Valeria Fedeli, spesso contraria alle nostre proposte.
Ichino e Cazzola danno risposte simili per le questioni trattate dall’agenda Monti, sugli altri temi fanno riferimento alle diverse esperienze parlamentari precedenti.
Daniele Capezzone si dichiara favorevole a tutte le nostre proposte, ma le risposte non sono mai supportate da precedenti interventi legislativi o da riferimenti al programma del PDL.
Titti Di Salvo di SEL appare consapevole di confrontarsi con un mondo che non conosce molto bene, su alcune questioni è molto cauta e si dichiara non sfavorevole, oppure non le rifiuta ma suggerisce che sarebbe meglio un’altra soluzione. Molto netta la sua presa di posizione a favore dell’aumento dei contributi.
E infine Patrizio Tumietto appare sensibile alle questioni fiscali e al tema compensi, poco informato sui problemi del welfare.
Ma vediamo come hanno risposto, punto per punto.
Continua a leggere »
Autore: Anna Soru
Campagne Acta, Rappresentanza »
ACTA sottopone a tutti i candidati alle prossime elezioni politiche 5 punti programmatici per la valorizzazione del lavoro autonomo professionale e per una maggiore equità nei confronti delle nuove tipologie di lavoratori e chiede l’adesione alla campagna “Dica: no 33!”.
Di seguito il testo della sesta intervista
ACTA: Negli ultimi anni la nostra contribuzione pensionistica è cresciuta dal 20% al 27%, con il contributo di tutti i governi. Sulla base della legge sul lavoro del 2012 dovrebbe aumentare ancora al 33% Si impegna a fermare questo aumento?
Se è contraria/o ci spieghi le sue motivazioni.
Ichino: Nel capitolo “lavoro e welfare” del programma della Lista Monti è detto esplicitamente che
Un altro aspetto da rivedere è quello del previsto incremento graduale al 33% dell’aliquota contributiva – una misura rivelatasi insostenibile – per gli iscritti in via esclusiva alla Gestione separata presso l’Inps (collaboratori, titolari di partita IVA, professionisti privi di un ordine, ecc,). Già il Parlamento ha provveduto a posticipare la prima tranche al 2014, proprio per consentire una riconsiderazione dell’intera materia nella prossima legislatura.
Autore: ACTA
In evidenza, Politiche del lavoro, Previdenza, Primo Piano, Rappresentanza »
L’altro ieri sul Corriere Ichino poneva la domanda: “quanto costa la garanzia del posto fisso al singolo e alla collettività?“. La questione ci riguarda direttamente, visto che di questo costo i lavoratori professionisti rappresentati da ACTA se ne fanno carico in maniera diretta e personale. Su questo si potrà e dovrà, prima o poi, aprire un dialogo.
Ma quello che è indiscutibile sono i costi degli errori – inutili e dannosi per noi e per tutto il Paese – di chi è chiamato a legiferare e ad amministrare la cosa pubblica.
Due inchieste degli ultimi giorni ci portano direttamente al centro della questione. La prima è quella di Report “Quando il pizzo è dovuto per legge“: persone che devono pagare migliaia di euro (duecentomila, trecentomila, ventisettemila!?) per poter cumulare i contributi INPDAP con quelli INPS. Più delle cifre dice l’imbarazzo del povero Giuliano Cazzola, chiamato in causa come politico esperto che non riesce a trovare giustificazioni per un errore di politici suoi colleghi. Ma l’errore non basta: per rimediare a quello che più che un ingiustizia si configura come un furto bello e buono, ci viene detto che “bisogna prima trovare una adeguata copertura finanziaria…”. Tra l’altro sembra che solo qualche mese fa Cazzola sia stato tra i proponenti di un ulteriore aumento dei nostri contributi, col solito motivo di “fare cassa”… Continua a leggere »
Autore: Alfonso Miceli
Libri Articoli Approfondimenti »
E’ stato recentemente pubblicato il libro “Inchiesta sul lavoro” , che il Senatore Pietro Ichino ha scritto sotto forma di colloquio con un immaginario interlocutore-ispettore. Un colloquio che parte con la vicenda dell’offerta rifiutata di guidare il ministero del welfare con lo scorso governo Berlusconi e che tocca tutti i temi caldi dell’attuale dibattito sul lavoro: la riforma del pubblico impiego, l’introduzione di una flexsecurity sul modello scandinavo e l’evoluzione delle relazioni industriali.
Sulla questione contributiva l’autore cita Acta e ne sostiene alcune posizioni.
(…)
Domanda
Gli imprenditori preferiscono le collaborazioni autonome perché sono soggette ad una contribuzione previdenziale più bassa. Per questo il Pd, con la conferenza programmatica di Genova del giugno 2011 ha messo al centro della propria strategia di contrasto alla precarietà la parificazione della contribuzione previdenziale fra lavoro subordinato e autonomo.Risposta
Quella scelta, a mio avviso, avrebbe potuto essere calibrata un po’ meglio. Se infatti parifichiamo alla contribuzione del lavoro subordinato quella di tutto il lavoro autonomo, compresi i veri liberi professionisti, per questi ultimi ne risulta una vessazione. Già oggi l’imposizione contributiva in favore della Gestione separata dell’INPS pari al 26,72% sul fatturato di tutti i lavoratori autonomi che non hanno una cassa previdenziale di categoria è eccessiva, se consideri che essi per lo più hanno delle spese rilevanti di produzione del reddito e che il contributo è interamente a loro carico. Non possiamo continuare a considerare il lavoro autonomo attuale come se fosse una realtà omogenea: dobbiamo stabilire una chiara linea di distinzione tra il lavoro autonomo vero e quello che si svolge in una posizione di sostanziale dipendenza dall’impresa, con un inserimento di fatto del prestatore nell’organizzazione del creditore di lavoro. Finché non riusciamo a tracciare questa linea, qualsiasi disciplina che applicheremo indistintamente nell’intera area dell’attuale lavoro autonomo sarà insufficiente per una parte ed eccessiva per l’altra. Prova ne sia che associazioni serie del lavoro autonomo non organizzato in ordini e albi, come Acta, hanno protestato vibratamente contro la proposta lanciata a Genova dal Pd, a cui fai riferimento. Detto questo, aggiungo che, anche ragionando soltanto sui rapporti di collaborazione formalmente autonoma, ma in posizione di sostanziale dipendenza dall’azienda, la parificazione contributiva costituisce una misura del tutto insufficiente, se l’obiettivo che ci proponiamo è il superamento del dualismo tra protetti e non protetti.
Autore: ACTA
Diritti, Leggi e Norme, Politiche del lavoro, Statuto Lavoro Autonomo »
Il PD in questi mesi sta discutendo al suo interno di Riforma del Lavoro e di Lavoro autonomo. Siamo molto lieti di osservare che il Senatore Treu ha accolto molte nostre osservazioni alla Proposta di Legge cosiddetta “Statuto dei lavori autonomi“.
Compare infatti sul quotidiano Europa del 23 aprile, in un suo intervento dal titolo “Più tutele per tutti“, un’autocritica che ricorda come la progettazione partecipata sia una formula importante di partecipazione al processo democratico. Si legge nell’articolo:
I problemi e le incertezze dei lavoratori autonomi e dei giovani professionisti non sono eguali a quelli dei dipendenti, neppure a quelli dei collaboratori a progetto. Anche le loro aspirazioni sono diverse. Il PD deve parlare e pensare a tutti, non solo al lavoro dipendente, come ha fatto finora, con il risultato di non farsi neppure ascoltare dai lavoratori autonomi (e dalle imprese) e di perdere gran parte dei lavoratori tradizionali (al Nord votano più Lega che PD). Il mondo del lavoro autonomo (le partite I.V.A., le micro imprese e professionisti non tutelati dagli ordini) ha bisogno anzitutto di riconoscimento e di essere valutato per la sua importanza nell’economia e nella società. Poi chiede di essere liberato dagli ostacoli che ne frenano lo sviluppo e di essere sostenuto nella necessità di qualificarsi e di crescere“
E a seguire, si racconta che la proposta è stata redatta
[...] dopo aver consultato i rappresentanti di questo mondo [tra cui ACTA n.d.r.] e vuole dare risposte a queste esigenze con misure diverse: facilitazioni, anche fiscali, all’avvio di attività nuove, specie di giovani; detassazione delle spese di formazione e di aggiornamento; sostegni finanziari e servizi sul mercato per riqualificarsi e migliorare le proprie attrezzature; riduzione progressiva dell’Irap, aiuti nei momenti di crisi (una forma di “ammortizzatori” adatti a loro).
Rispetto alla categoria dei lavoratori economicamente dipendenti Continua a leggere »
Autore: ACTA
Appelli e Lettere, Politiche del lavoro »
Dal Resoconto della discussione in Senato di martedì 24 novembre 2009:
ICHINO (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ICHINO (PD). Signora Presidente, il Governo, per bocca del Ministro del lavoro, in diverse occasioni e in interviste su vari giornali, ha preannunciato un aumento dei contributi previdenziali per tutta l’area del lavoro parasubordinato, cioè delle collaborazioni autonome continuative. Su questo terreno va ricordato che esistono collaboratori autonomi continuativi sostanzialmente equiparabili ai lavoratori subordinati, ma esistono anche collaboratori autonomi che sono sostanzialmente dei liberi professionisti, per i quali il contributo grava sul fatturato al lordo delle spese di produzione del reddito. Ora, un contributo che oggi è al 27 per cento del fatturato e che viene portato al 28 o al 29 per cento del fatturato significa, in questi casi di vero lavoro autonomo, una contribuzione che supera il 50 per cento dell’utile del lavoratore. Credo che sia essenziale ed urgente che il Parlamento affronti questo problema, per arrivare alla indispensabile distinzione tra i casi di vera situazione di dipendenza economica e i casi in cui invece la collaborazione continuativa è equiparabile al lavoro libero professionale o alla piccola impresa. Altrimenti, noi perpetuiamo una sostanziale rapina ai danni di una categoria importante, che supera il milione e mezzo di lavoratori realmente autonomi iscritti alla gestione separata dell’INPS. (Applausi dal Gruppo PD).
Autore: ACTA
Assistenza, Diritti, Donne, Libri Articoli Approfondimenti, Maternità, Pensione, Previdenza »

La rivista Una Città ha pubblicato gli interventi relativi al convegno “Età pensionabile e Welfare: ripensamenti e proposte“, organizzato da ACTA il 29 giugno 2009.
Gli interventi sono scaricabili in formato .PDF qui
- Il Lavoro Invisibile (Prima parte convegno) con gli interventi di Piazza, Ponzellini e Gottardi;
- La pensione delle donne (Seconda parte convegno) con gli interventi di Ichino, Cazzola, Salerno e Soru.
oppure si possono leggere direttamente online sul canale Scridb di ACTA che ha pubblicato gli articoli
- Il Lavoro Invisibile;
- La pensione delle donne (riportato anche qui di seguito in lettura).
Autore: ACTA
Assistenza, Diritti, Donne, Pensione, Politiche del lavoro »
Nel recente dibattito sulle tutele del lavoro al femminile, i diritti associati alla maternità e le protezioni sociali per le lavoratrici svantaggiate, ACTA interviene con queste precisazioni:
Oggi gli “svantaggi” legati al lavoro delle donne sono in gran parte legati:
-
a un sistema di Welfare duale, che esclude tutte le lavoratrici non dipendenti da un’adeguata tutela della maternità (esistono ampie zone grigie per cui molte lavoratrici non hanno alcuna tutela della maternità o hanno una copertura ridotta; i congedi parentali, per esempio, sono previsti soltanto per i dipendenti);
-
al mancato riconoscimento del lavoro di cura familiare, che, soprattutto in Italia, grava principalmente su di loro.
Altri due punti qualificanti della proposta Piazza-Ponzellini-Soru (non citati dal senatore Pietro Ichino) sono perciò: Continua a leggere »
Autore: ACTA
Leggi e Norme, Pensione, Politiche del lavoro, Previdenza »
In particolare, accogliendo nostre precise proposte, il Progetto prevede:
- una riduzione della contribuzione in misura pari al 2,5% per ogni anno a partire dall’anno 2010 fino ad arrivare all’aliquota del 20% nel 2012;
- la rivalsa obbligatoria del 4%, esclusa dalla base imponibile IRPEF e dalla base imponibile ai fini IVA;
- l’accesso alla previdenza complementare a condizioni analoghe a quelle previste per i lavoratori dipendenti;
- la totalizzazione gratuita e la possibilità di trasferire gratuitamente e integralmente ad altre Gestioni, anche private, quanto versato alla Gestione Separata;
- l’equiparazione di alcune misure transitorie e computo dei periodi di contribuzione alla Gestione separata ai fini del raggiungimento del requisito minimo contributivo di 35 anni per la maturazione del diritto alla pensione.
E’ stato lo stesso senatore Pietro Ichino a informarci di aver inserito sul suo sito la proposta di Legge che avevamo avuto modo di discutere nei mesi passati e a ringraziarci per il nostro prezioso contributo.
UPDATE: Si veda sullo stesso tema questo post, dove è possibile leggere per intero il DDL presentato dal Senatore Ichino.
Autore: ACTA
Leggi e Norme, Pensione, Previdenza »
Il tema delle Pensioni è al centro delle nostre preoccupazioni. Da non esperti, per cercare di capire il futuro che ci attende, abbiamo iniziato a occuparcene sin dalla costituzione di ACTA.
Il primo documento strutturato è del luglio 2007 (“Gestione Separata INPS: il sistema più iniquo della storia previdenziale italiana“), in cui tra l’altro, in base a calcoli effettuati analizzando i dati di un dipendente, avevamo mostrato come i contributi previdenziali pagati dagli iscritti alla Gestione Separata fossero ormai molto vicini a quelli dei dipendenti.
Nel dicembre 2007 abbiamo organizzato un convegno sulle pensioni a cui abbiamo invitato alcuni esperti di pensioni e di Gestione Separata: Giuliano Cazzola, Elsa Fornero (che all’ultimo non ha potuto partecipare) e Nicola Salerno. I materiali del convegno 3 dicembre 2007 sono scaricabili dal sito.
Successivamente (sempre nel dicembre 2007) Nicola Salerno, insieme a Fabio Pammolli del CERM hanno preparato un documento ”Le pensioni degli iscritti alla Gestione Separata INPS: quattro proposte per ACTA“). In questo documento, nell’Appendice, si conferma che la nostra “intuizione” era corretta e che anzi avevamo sovrastimato i costi pensionistici dei dipendenti (avevamo incluso tra i costi pensionistici anche quelli che coprono la malattia).
Forti di questa conferma, abbiamo predisposto una proposta, nel maggio 2008, che riassumesse le nostre richieste, proposta che è stata messa a disposizione dei soci e arricchita con i loro suggerimenti. Successivamente, a novembre, tale proposta è stata corretta per eliminare alcune nostre inesattezze (tuttora non siamo esperti!) ed è questa la versione disponibile sul sito (“Lavoro e pensioni: proposte ACTA (revisionato)“). In essa chiediamo innanzitutto che la nostra situazione pensionistica sia assimilata a quella degli altri lavoratori autonomi.
Tale documento è stato inviato, tra gli altri, a Giuliano Cazzola e Pietro Ichino, divenuti nel 2008 deputato del PDL e vicepresidente della Commissione lavoro alla Camera il primo, senatore del PD e membro della Commissione Lavoro al Senato il secondo.
Nel frattempo (giugno 2008) Giuliano Cazzola ha presentato la Proposta di Legge Delega 1299 per la Riforma delle Pensioni (cosiddetto “DDL Cazzola”), che prevede un’armonizzazione del sistema pensionistico sia di dipendenti sia di autonomi. E’ una impostazione diversa da quella da noi ipotizzata, ma che avrebbe una valenza coertamente positiva, seppure con alcune perplessità, riportate nel nostro Commento ACTA al Progetto di Legge.
Al momento sono in preparazione anche due Proposte di Legge promosse dal PD (“Misure di armonizzazione della disciplina in materia di lavoro flessibile” e “Disposizioni in materia di tutele sociali e politiche attive per i lavoratori assunti con contratti non subordinati”) in bozza, scaricabili anche dal sito Tutelare i Lavori, dell’Associazione 20 maggio. In questo caso l’obiettivo è di uniformare la nostra situazione a quella dei collaboratori e di intervenire per cercare di riportare tutti entro il quadro del lavoro dipendente. Anche se riconosciamo il tentativo di sanare alcune vistose iniquità, siamo assolutamente contrari a questa impostazione, come argomentiamo nel nostro Commento ACTA alle due Proposte di Legge promosse dal PD.
Autore: ACTA












