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Articoli etichettati con il TAG "Pensioni"

Pensione, Welfare »

| 27 febbraio 2014 | 30 COMMENTI | LETTO: 5.323 VOLTE | SHORT URL |

E’ uscito nei giorni scorsi, molto in sordina, con il messaggio dell’INPS n.2626/2014 il tasso di rivalutazione per il montante pensionistico alla data del 31/12/2012, tasso fissato allo 0,1643%, praticamente una miseria, una nullità, come avevamo già previsto ampiamente! Come tutti gli addetti ai lavori conoscono perfettamente, il montante pensionistico (l’importo sul quale alla fine si calcolerà la pensione) è dato dai contributi versati durante gli anni di attività lavorativa maggiorati della rivalutazione, calcolata annualmente sulla media del PIL degli ultimi 5 anni. Oggi pertanto l’INPS, con l’ufficializzazione del tasso di rivalutazione, provvederà ad aggiornare i montanti rivalutandoli , parliamo, ribadiamolo bene, delle somme accantonate alla data del 31/12/2012 o di quelli versati per l’anno 2012 (se trattasi del primo anno di lavoro in qualsiasi gestione Inps).
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Previdenza, Primo Piano »

| 9 gennaio 2014 | 3 COMMENTI | LETTO: 2.177 VOLTE | SHORT URL |

In questo inizio d’anno i giornali hanno dedicato ampio spazio alle pensioni. Vediamo le novità e le analisi che ci riguardano più da vicino.

I fatti: i contributi previdenziali Gestione Separata restano fermi solo per i professionisti “esclusivi”
Con le nostre iniziative (DicaNo33 e la raccolta di quasi 17.000 firme, appello congiunto con le altre associazioni di autonomi) siamo riusciti a bloccare l’aumento dei contributi per i professionisti iscritti alla gestione separata in via esclusiva (che cioè non hanno una pensione o un altro reddito da dipendente), che anche nel 2014 verseranno il 27,72%.
A partire dal 1 gennaio 2014 aumentano invece i contributi per:

  1. collaboratori a progetto e altri parasubordinati (tutte le figure che non hanno partita Iva) iscritti alla gestione separata in via esclusiva, che pagheranno il 28,72%;
  2. partite iva e parasubordinati che sono titolari di pensione o di un reddito dipendente, che verseranno il 22% e non più il 20%

Le analisi: dossier di Italia Oggi sulla gestione separata

Un approfondimento pubblicato il 6 gennaio da Italia Oggi mette in evidenza le difficili prospettive pensionistiche dei collaboratori a progetto.
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In evidenza, Pensione »

| 16 settembre 2013 | 5 COMMENTI | LETTO: 1.586 VOLTE | SHORT URL |

La sera di mercoledì 11 settembre, nel corso della puntata serale di Porta a Porta, Matteo Renzi, in un contraddittorio con Maurizio Belpietro, direttore di Libero, rispondeva a una domanda su dove avrebbe reperito i fondi per le sue proposte di politica economica citando le cosiddette pensioni d’oro:

questo è un paese in cui circa 450.00 persone guadagnano … no, ricevono,  una pensione superiore ai 3500 euro netti al mese, NON PERCHE’ HANNO VERSATO I CONTRIBUTI IN MODO CORRISPONDENTE, MA PERCHE’ HANNO AVUTO UNA PENSIONE RETRIBUTIVA E NON CONTRIBUTIVA, CIOE’ HANNO VERSATO PARZIALMENTE I CONTRIBUTI , PIU’ O MENO PER IL 55% .” e Belpietro rincarava:  “Guardi che un pensionato su due sta in queste condizioni … il 40% dei pensionati non ha versato la pensione!”. A riprova della sua affermazione, Renzi citava il fatto che i dati gli erano stati forniti dalla stessa INPS.
Per vedere l’estratto con lo scambio di battute fra Renzi e Belpietro:
http://youtu.be/ZTfExY5DCf0
Sul sito Rai.tv si trova l’intera puntata, la proposta di Renzi è al minuto 00.50.02:
http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2013-09-11&ch=1&v=264846&vd=2013-09-11&vc=1

Lasciando da parte le strumentazioni e le polemiche di parte  (cfr. l’articolo di Libero del 13 settembre, in cui si ignora il fatto che Renzi parlava di importi netti e non lordi), fa piacere constatare che ogni tanto qualcuno si ricordi, e parli apertamente, persino in televisione, di una verità scomoda quanto ineludibile che ACTA e altre associazioni vanno denunciando da tempo, e che fa sì che a qualsiasi tentativo di proporre una modifica del sistema contributivo si risponda che gli attuali equilibri sono intoccabili, perchè altrimenti crollerebbe l’intero sistema previdenziale odierno, e giù con la storia dei diritti acquisiti. Ma che tutti i cittadini sono, e devono essere, uguali davanti alla legge (e non mi riferisco qui alle condanne eccellenti) e che non è accettabile, costituzionalmente ed eticamente, che le colpe dei sistemi clientelari del passato siano pagate solo dalle generazioni successive e non anche da quelle stesse che di quelle colpe hanno usufruito, usufruiscono oggi e usufruiranno in futuro, è una cosa così difficile da capire?


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Pensione, Rappresentanza, Sindacati »

| 4 luglio 2013 | 17 COMMENTI | LETTO: 10.858 VOLTE | SHORT URL |

Investireste in uno strumento finanziario che vi promette di restituirvi solo gli interessi tenendosi il capitale? Forse… Ma se inoltre vi dicessero che il rendimento sarebbe più o meno quello dei titoli di stato e che il capitale su cui calcolare gli interessi potrebbe essere inferiore a quanto versato, probabilmente pensereste a una burla o al maldestro tentativo di un operatore finanziario eticamente scorretto, per non dire ladro.

Il “cigno nero” è un evento che non dovrebbe mai verificarsi. Il suo accadere, segnala uno stravolgimento di tutte le certezze e dei riferimenti validi fino a quel momento. Uno Stato che “fallisce”, andare in banca e non poter riprendere i tuoi soldi, è un cigno nero. Essere costretto a fare il tuo principale investimento per garantirti un futuro decente – quello previdenziale – in un fondo a rendimento negativo, è un cigno nero.

Come già riportato nel suo post da Silvestro De Falco, la mattina del 7 giugno scorso, sulle colonne del Corriere della Sera…

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In evidenza, Politiche del lavoro, Previdenza, Primo Piano, Rappresentanza »

| 17 febbraio 2012 | 8 COMMENTI | LETTO: 1.905 VOLTE | SHORT URL |

L’altro ieri sul Corriere Ichino poneva la domanda: “quanto costa la garanzia del posto fisso al singolo e alla collettività?“. La questione ci riguarda direttamente, visto che di questo costo i lavoratori professionisti rappresentati da ACTA se ne fanno carico in maniera diretta e personale. Su questo si potrà e dovrà, prima o poi, aprire un dialogo.

Ma quello che è indiscutibile sono i costi degli errori – inutili e dannosi per noi e per tutto il Paese – di chi è chiamato a legiferare e ad amministrare la cosa pubblica.

Due inchieste degli ultimi giorni ci portano direttamente al centro della questione. La prima è quella di Report “Quando il pizzo è dovuto per legge“: persone che devono pagare migliaia di euro (duecentomila, trecentomila, ventisettemila!?) per poter cumulare i contributi INPDAP con quelli INPS. Più delle cifre dice l’imbarazzo del povero Giuliano Cazzola, chiamato in causa come politico esperto che non riesce a trovare giustificazioni per un errore di politici suoi colleghi. Ma l’errore non basta: per rimediare a quello che più che un ingiustizia si configura come un furto bello e buono,  ci viene detto che “bisogna prima trovare una adeguata copertura finanziaria…”. Tra l’altro sembra che solo qualche mese fa Cazzola sia stato tra i proponenti di un ulteriore aumento dei nostri contributi, col solito motivo di “fare cassa”… Continua a leggere »


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Estero, Maternità, Pensione »

| 24 ottobre 2011 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 20.232 VOLTE | SHORT URL |

Esempi dall’estero: la maternità e la pensione in Australia.

Note su “Parental Leave”

(….) You may be eligible for Parental Leave Pay if you:

are the primary carer of a newborn or recently adopted child, usually the mother. (…)

The child’s primary carer is the person who is most meeting the child’s physical needs. This will usually be the mother of a newborn child or the initial primary carer of an adopted child. (…)

You do not need to be working full-time to be eligible for Parental Leave Pay. You may meet the work test even if you:

  • are a part-time, asual or seasonal worker
  • are a contractor or self-employed
  • work in a family business (such as a farm)
  • have multiple employers, or
  • have recently changed jobs.     (….)
  • Queste note sono estratte dal sito www.familyassist.gov.au, il sito dell’Australian Government – Family Assistance Office.
    Mi sembra interessante notare la perfetta equiparazione tra il bambino nuovo nato e adottato e che lo schema della maternità sia applicabile a tutte le categorie di lavoratrici.

    E c’è un’altra informazione interessante che ho trovato rispetto all’argomento pensione (qui inglobata nel termine Superannuation). Udite udite:

    Self-employed

    Self-employed individuals are not required to set aside money to pay superannuation contributions. Self-employed individuals can still take advantage of the superannuation laws by making tax-deductible super contributions and/or non-concessional (after tax) super contributions. ….

    Note estratte dal sito www.superguide.com.au/superannuation-topics/self-employed
    Pensate se anche noi potessimo scegliere di non versare i contributi pensionistici ! Sarebbe un altro mondo.

    Love
    Elsa


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    Leggi e Norme, Pensione »

    | 30 agosto 2011 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.331 VOLTE | SHORT URL |

    Finalmente buone notizie dal fronte previdenziale. Il governo e l’opposizione hanno riconosciuto le iniquità della gestione separata INPS e si apprestano a mettere a punto un rimedio bipartisan? Sono state abolite le famigerate “finestre” previdenziali, grazie alle quali chi raggiunge l’età pensionabile deve poi attendere rispettivamente 12 o 18 mesi, a seconda che si tratti di un dipendente o di un autonomo, per cominciare a percepire affettivamente l’assegno di quiescenza? Il ministro Calderoli ha precisato che era stato frainteso e che non gli passa nemmeno per l’anticamera del cervello di fare cassa con una bella “segata” alle pensioni di reversibilità delle vedove (tanto poi ci pensa Tremonti a usare la scure con la cosiddetta riforma assistenziale… ). Ma certamente no! Si sta parlando di cose serie, mica di bagatelle da pezzenti…

    La buona, anzi meravigliosa notizia è che l’avvocato Felice Crosta, ex presidente dell’agenzia dei rifiuti della Sicilia, dopo una dura battaglia durata ben due anni (altro che i 12 e 18 mesi delle summenzionate finestre…) che ci ha tenuti tutti col fiato sospeso ha finalmente avuto giustizia. La Corte dei Conti ha infatti sentenziato che il Crosta, in base ad una legge regionale voluta nel 2006 dall’allora giunta Cuffaro, ha effettivamente diritto, come lo stesso ex “manager” pubblico non si è mai stancato di gridare al mondo, ad una pensione di 1.369 euro. Mensili? Ma no, il giorno naturalmente, pari a 41.600 euro il mese. Importo che pare collocarlo al primo posto tra i dipendenti pubblici a riposo, superando di slancio – e poi qualcuno ha il coraggio di dire che in Italia nulla si muove… – Carlo Azeglio Ciampi, il quale, prima di essere eletto alla massima carica dello stato, si era assicurato una pensione di 34 mila euro.

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    Previdenza, Primo Piano »

    | 28 aprile 2011 | 7 COMMENTI | LETTO: 3.099 VOLTE | SHORT URL |

    INPS - Gestione Separata - Penalizzati per LeggeIl nostro socio Silvestro De Falco con un’analisi dettagliata che potete leggere nel documento Penalizzati per legge. Un piano pensione pubblico molto più oneroso di uno privato(.PDF in download) ha dimostrato che la Gestione Separata dell’INPS è meno conveniente di una assicurazione privata sia sulla base dei rendimenti offerti (per modalità di costruzione del montante e di erogazione della rendita) sia per il trattamento fiscale dei contributi e della rendita.

    Un altro tassello importante che si aggiunge alle analisi di ACTA sulla Gestione Separata, che non a caso avevamo denominato “Il sistema previdenziale più iniquo della storia italiana“.


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    Calendario, Eventi, Previdenza »

    | 27 aprile 2011 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 980 VOLTE | SHORT URL |
    apr ’11
    29
    11:00

    Saranno presentati i risultati di due ricerche inedite sul rapporto tra giovani e previdenza, potrà essere l’occasione per un confronto sui problemi del sistema pensionistico contributivo. Un confronto non puramente accademico, vista la lista dei partecipanti:

    Maurizio Ferrera (Università degli Studi di Milano)
    Alberto Martinelli (Università degli Studi di Milano e C&I)
    Dario Di Vico (Editorialista del Corriere della Sera)
    Matteo Jessoula (Università degli Studi di Milano)
    Antonio Mastrapasqua (Presidente INPS)
    Anna Soru (Presidente ACTA)

    Venerdì 29 aprile 2011, ore 11
    Facoltà di Scienze Politiche, Via del Conservatorio 7  c/o l’Università degli Studi di Milano

    Per iscrizioni al workshop e ulteriori informazioni: www.comunitaeimpresa.it.


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    Fisco, Previdenza »

    | 17 febbraio 2011 | 5 COMMENTI | LETTO: 20.874 VOLTE | SHORT URL |

    L’abbiamo spesso pensato e dichiarato: sarebbe molto meglio tenerci i soldi che versiamo all’INPS, che comunque non ci garantiranno una pensione decente.
    Alcuni di noi hanno questa possibilità! Sono coloro che svolgono attività dell’ingegno di carattere creativo rientranti nel regime del diritto d’autore. Ma sembra che non sempre sia un reale vantaggio.
    Un interessante e accurato articolo pubblicato da  The Checklist for freelancers, scritto da Sandra Biondo, mette in evidenza che ci sono casi in cui sarebbe più conveniente pagare l’INPS (potete trovare informazioni su Sandra nel suo blog Brasil meu amor).

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