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Articoli etichettati con il TAG "Partite IVA"

Associazioni, Calendario, Eventi, In evidenza, Storie personali e testimonianze, lab121 »

| 5 marzo 2013 | 3 COMMENTI | LETTO: 766 VOLTE | SHORT URL |
mar
7
19:00

Segnaliamo un’iniziativa dell’Associazione di promozione sociale e coworking, lab121:

Presenta te stesso e la tua professionalità!


L’appuntamento è per il 7 marzo dalle 19 alle 21 in via Verona, 17, ad Alessandria (www.lab121.org).

Presenta te stesso è un incontro durante il quale i partecipanti si presentano sia come persone che come professionisti, raccontano ciò che sanno fare, i servizi che offrono e i progetti di lavoro che vorrebbero far partire.

Ogni partecipante avrà a disposizione 5 minuti per presentarsi a viva voce e con supporti (proiezioni, oggetti, esempi di lavori svolti, ecc.).

Per iscriverti, prenotati a info@lab121.org. I posti sono limitati (max 20 persone).

Per info: info@lab121.orgwww.lab121.org – 388.957.1115


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In evidenza »

| 29 maggio 2012 | 3 COMMENTI | LETTO: 2.535 VOLTE | SHORT URL |

Un interessante articolo sul notiziario ADAPT, Marco Carrescia del Politecnico di Torino, illustra con argomenti convincenti ed assai preoccupanti per noi, i limiti dell’articolo 9 del DL Lavoro, quello che tratta della conversione in CoCoCo delle “false” partite IVA.

In effetti, pur essendo stato abbassato a 18mila euro, tale vincolo è di per sè rischioso per il professionista, perché produce una sorta di azzardo morale per cui qualsiasi committente pur di non rischiare un contenzioso,  eviterà di dare incarichi al professionista privo di Albo.

Nel dibattito che prosegue al Senato e poi alla Camera occorre moltiplicare ogni nostra possibilità di pressione politica affinché questi famigerati articoli 9 e 36 siano CANCELLATI.

ATTENZIONE:

MERCOLEDI 30 MAGGIO IL GOVERNO PONE LA FIDUCIA SU QUATTRO SUPER EMENDAMENTI.

STIAMO COLLEGATI,  FACCIAMOCI SENTIRE E PRENDIAMO NOTA DI CHI VOTA CONTRO IL NOSTRO FUTURO.


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Eventi, Primo Piano »

| 27 maggio 2012 | 4 COMMENTI | LETTO: 1.086 VOLTE | SHORT URL |


ACTA ha rimesso in scena “Lo Stato del Quinto Stato”, nell’ambito di “Work in Progress”, 7a rassegna dedicata al lavoro del Teatro Ringhiera di Milano.

Dopo molte prove e una lunga attesa, ecco che entrano in scena. Muti, con i loro cartelli gialli: tanti punti di domanda e qualche tentativo di darsi delle risposte. Sono i nostri Actori, che quasi alla mezzanotte entrano in scena nel grande piazzale esterno del Teatro Ringhiera. Continua a leggere »


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Eventi, Primo Piano »

| 23 maggio 2012 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.006 VOLTE | SHORT URL |

VENERDI’ 25 MAGGIO ALLE 22.30 PERFORMANCE DI ACTA
CON LO SPETTACOLO “LO STATO DEL QUINTO STATO”
NELL’AMBITO DI “WORK IN PROGRESS”, RASSEGNA DEDICATA AL LAVORO DEL TEATRO RINGHIERA , MILANO.

Manca poco! Non prendere impegni per venerdì sera. Partecipa alla performance dei lavoratori autonomi di seconda generazione. Nell’ambito di “WORK IN PROGRESS il lavoro prima di tutto?!” rassegna dedicata al lavoro nelle sue varie sfaccettature del 7° Festival del Teatro Ringhiera di Milano, ACTA rimette in scena “Lo Stato del Quinto Stato” per raccontare la nostra condizione e rivendicare i nostri diritti. Per farci conoscere meglio e creare nuova consapevolezza e coalizioni.

Unisciti a noi! Porta colleghi e amici. Diffondi la notizia tra i tuoi contatti. Ti aspettiamo! Ancora non lo sai, ma in scena insieme a NOI ci sarai anche TU e il tuo lavoro.

Alla fine dello spettacolo verranno distribuite copie del Manifesto dei lavoratori autonomi redatto da ACTA e gli interessati potranno iscriversi e chiedere ulteriori informazioni sull’associazione e sulle nostre attività.

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Appelli e Lettere, Campagne Acta, Leggi e Norme, Primo Piano »

| 17 maggio 2012 | 20 COMMENTI | LETTO: 2.540 VOLTE | SHORT URL |

L’iter legislativo del DDL sul Lavoro sta andando verso la sua conclusione. Tra poco, se nulla cambierà negli articoli e negli emendamenti, come legge decreterà di fatto la fine di molte partita iva.

Leggi il testo della mail che Acta ha preparato, firmala col tuo nome e inviala tu stesso per esprimere la tua voce e dare forza alla nostra azione.
Arriverà ai senatori membri della Commissione Lavoro che fino a martedì 22 maggio hanno ancora la possibilità di fare pressione sui relatori e sui membri del Governo per intervenire sugli emendamenti al DDL Lavoro.

Oggetto: gli articoli 9 e 36 uccidono le partite IVA

Gentili Senatori,
membri della Commissione Lavoro incaricata di discutere il DDL Lavoro.

In questi giorni il vostro voto potrà determinare il nostro destino. Chi scrive è un professionista autonomo iscritto alla Gestione Separata INPS. Siamo centinaia di migliaia. E ci rivolgiamo a Voi affinché siano emendati gli articoli 9 e 36 del DDL in discussione.

Soltanto in questo modo potrete impedire che migliaia di lavoratori con Partita IVA perdano i loro committenti (anche solo per il timore delle aziende di doverli trasformare in Co.Pro) e solo così potrete impedire l’assurdo e iniquo aumento
dei contributi previdenziali.

Sebbene le nostre rappresentanze non siano mai state consultate, voi non potete non sapere (www.actainrete.it) che, a parità di base di calcolo, l’attuale 27% già supera il 33% versato dai lavoratori dipendenti. Mentre tutti gli altri professionisti e lavoratori autonomi versano aliquote previdenziali tra il 14% ed il 21%.

La scelta di vessare ulteriormente noi partite IVA della Gestione Separata è incomprensibile se non in una logica di cinismo politico e di miopia finanziaria. Che voi saprete contrastare. Perché è in gioco la nostra sopravvivenza.

Firma

Se condividi questo appello, INVIALO CON UN CLICK.

[i termini per questa azione sono scaduti martedì 22 maggio 2012]


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Calendario, Eventi, In evidenza, Manifesto dei lavoratori autonomi »

| 16 maggio 2012 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 939 VOLTE | SHORT URL |
mag ’12
25
22:00

Se vuoi ribadire il tuo no al DDL Fornero e affermare i diritti di cittadinanza del “Quinto Stato” vieni al Teatro Ringhiera.
Venerdì 25 maggio per la performance teatrale di ACTA.

Nell’ambito di “Work in Progress”, rassegna dedicata al lavoro del 7° Festival del Teatro Ringhiera di Milano, ACTA rimette in scena “Lo Stato del Quinto Stato”.
Una performance in cui noi lavoratori autonomi di seconda generazione ci raccontiamo, diretti dalla regista Marcela Serli, con l’obiettivo di far capire la nostra vita e il nostro mondo a chi non ci conosce.
Uno spettacolo che reinventa, aggiornandola con le ultime prodezze del Governo e molti nuovi “actori”, la rappresentazione della Triennale di Milano che due anni fa ha lanciato il Manifesto di ACTA.

Dialoghi reali ed esperienze condivise. Telefonate frenetiche. Multitasking esistenziale. Flessibilità a senso unico. Case trasformate in uffici e viceversa. Tutto questo, e il nostro Manifesto, le nostre parole in un racconto breve e insolito.

Chi ha la partita IVA si scoprirà forse meno solo, ritrovando i punti di contatto e le differenze nella vita e nel lavoro di altri suoi “simili”; chiunque altro interverrà pur non facendo parte del “Quinto Stato” capirà meglio il loro punto di vista e magari i loro stati d’animo.

Se vuoi affermare i diritti di cittadinanza del “Quinto Stato” in un momento in cui anche il governo dei tecnici sembra ascoltare solo i diritti dei poteri forti, non chiuderti in casa meditando di lanciarti dal balcone. Unisciti a tutti noi di ACTA.
Ti aspettiamo venerdì 25 sera a Milano al Teatro Ringhiera,
in Via Boifava 17 (MM2 fermata Abbiategrasso)
per la performance, un aperitivo e quattro chiacchiere.

Info e prenotazioni: 02 58325578 / 02 87390039
(dal lunedì al venerdì h 14.30-18)
info@atirteatro.it
www.atirteatro.it

Il programma della serata, con zona aperitivo e bar:
Ore 20.30 “Sciopero”con Gianluca Di Lauro e Alessandro Girami
Ore 21.15 “Racconti di protesta” I licenziati Treni Notte Binario 21 in presidio alla stazione Centrale di Milano, con la presenza di Giorgio Cremaschi della FIOM
Ore 22  “Bagatelle per piano sodato e voce flessibile” di Carlo Fava
Ore 22.30 “Lo Stato del Quinto Stato” ACTA, a cura di Marcela Serli
E con le incursioni spettacolar-provocatorie con artisti di strada resistenti della Compagnia del Gran Mastro.


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Diritti »

| 13 aprile 2012 | 2 COMMENTI | LETTO: 1.153 VOLTE | SHORT URL |

Arriva anche dall’ordine dei Consulenti del Lavoro la sonora bocciatura della normativa prevista per le Partite IVA. L’art. 9 del Disegno di Legge suscita molte perplessità, così spiegate tecnicamente:

In realtà è fatto notorio che la qualificazione fiscale di una prestazione (aver aperto la partita Iva) non incide in alcun modo nella qualificazione civilistica del rapporto di lavoro. Questo signifca che già a legislazione vigente l’apporto di un titolare di partita Iva nelle forme previste dall’articolo 409 punto 3 del Cpc, già qualifica il rapporto nell’ambito della collaborazione coordinata e continuatva. Ne consegue, dunque, che sarebbe stato più utile fare leva sugli attuali principi giuridici e non introdurre ulteriori condizioni che rischiano di generare una reazione incontrollata e distorta del diritto del lavoro.

[...] La conversione avviene automaticamente, “salvo che sia fornita la prova contraria da parte del committente”. La scelta – evidentemente discutibile – conferma l’approccio alla materia che, nell’ambito del condivisibile obiettivo di perseguire le violazioni delle tutele in materia di lavoro, ritiene in maniera aprioristca in senso negativo qualsiasi rapporto di lavoro diverso dal “tempo pieno e indeterminato”. Il problema dunque è che da un approccio sbagliato la correzione possa rivelarsi dannosa perlomeno quanto il vizio che si vorrebbe correggere: alla sregolatezza, più o meno diffusa, si tenta di rimediare con una rigidità non soltanto eccessiva, ma che non appare affatto conciliabile con i canoni vigenti nella materia stessa che si vorrebbe correggere dalle distorsioni. Ciò potrebbe comportare (ipotesi per nulla remota) l’effetto perverso negativo per l’occupazione, con la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro, scaturente dal timore di tali conversioni forzose e dei costi – ingiustfcati quanto una conversione ex lege avulsa dalle modalità di attuazione effettiva del rapporto di lavoro – che ne conseguirebbero. 

Fonte: Fondazione Studi – Circolare n. 06 del 09/04/12 – Analisi Tecnica sul Disegno di Legge legato alla riforma del mercato del lavoro e le conseguenze sul Contratto a Progetto e altre prestazioni di lavoro autonomo.


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Diritti, Libri Articoli Approfondimenti »

| 12 aprile 2012 | 5 COMMENTI | LETTO: 1.765 VOLTE | SHORT URL |

Tra i numerosi paradossi e le storture che emergono da una prima lettura del Disegno di Legge per la Riforma del Mercato del lavoro in discussione in questi giorni in Parlamento, ci tocca scovare una chicca imperdibile. Riguarda la distinzione introdotta tra lavoratori con Albo e senza Albo nell’applicazione dell’Art.9 del DDL, una norma che cerca di tagliare con il macete le false partite Iva, ma incappa in distinzioni poco comprensibili in termini pratici e davvero senza più alcun senso in un’economia della conoscenza come la nostra. Spiega molto bene Daniele Cirioli su Italia Oggi il nodo della questione nell’articolo “L’Albo salva la falsa partita Iva” (.PDF). La domanda più semplice è: perché questa distinzione?

Albo e partite Iva (Italia Oggi 12 aprile 2012)


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Appelli e Lettere, Occupazione, Politiche del lavoro »

| 27 marzo 2012 | 8 COMMENTI | LETTO: 1.169 VOLTE | SHORT URL |

Elsa ForneroSiamo felici di leggere sul Corriere della Sera di oggi la risposta del ministro Elsa Fornero alla lettera di Dario Di Vico che richiamava l’attenzione sugli effetti della riforma del lavoro, così come oggi formulata, per i professionisti autonomi.

Speriamo sia l’inizio di un percorso di conoscenza e riconoscimento da parte del legislatore. Siamo ovviamente più che disponibili a spiegare e portare le nostre ragioni. Questa è la lettera:

Partite Iva, rispettiamo il lavoro autonomo
Il ministro risponde

Partite Iva, rispettiamo il lavoro autonomo

Caro Direttore,
la riforma del mercato del lavoro è stata oggetto di profonda e attenta riflessione. Ha impegnato intensamente il governo, per il quale una delle principali linee guida è stata l’individuazione e la correzione delle numerose distorsioni e degli abusi oggi esistenti. In quest’ottica, abbiamo affrontato il tema delle partite Iva con l’occhio rivolto proprio alla più seria e profonda valorizzazione della componente «professionale» di uno strumento che, purtroppo, ha perso almeno in parte la sua natura originale.

«La riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita» è il titolo del documento che contiene le linee guida sulla base delle quali stiamo dando gli ultimi ritocchi al testo del disegno di legge che presenteremo in Parlamento entro tempi molto brevi. Nel testo, consultabile sul sito del ministero del Lavoro e su quello del governo, sono presenti evidenti indicatori della nostra volontà di combattere seriamente la tendenza a utilizzare la partita Iva non già come libera manifestazione di lavoro autonomo – e quindi come uno dei «volani» dello sviluppo e della crescita – bensì come percorso elusivo per ridurre il costo della manodopera e per evadere gli obblighi contributivi.

Le suggestioni avanzate da Dario Di Vico nella sua lettera sono molte e tutte di grande interesse. Richiedono però, per essere affrontate con serietà e concretezza, analisi relativamente approfondite che saranno definitivamente messe a punto entro pochi giorni. Sarà mia cura far avere a Lei, e soprattutto ai lettori del Corriere della Sera risposte, il più possibile esaustive e in tempi brevi.

Mi consenta intanto di sottolineare che pressoché tutte le questioni relative al mercato del lavoro implicano la ricerca di un difficile equilibrio tra opposti interessi; il che, nel caso indicato da Dario Di Vico, significa contenere gli abusi, valorizzando il lavoro autonomo.

Elsa Fornero – Ministro del Lavoro


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Diritti, Occupazione, Politiche del lavoro, Rappresentanza, Sindacati »

| 21 marzo 2012 | 8 COMMENTI | LETTO: 1.278 VOLTE | SHORT URL |

Ieri sera (ahimè) non ho resistito dal guardare un dibattito televisivo sul tema del lavoro, mi provocano sempre forti bruciori di stomaco, ma a volte è più forte di me…
Ho assistito alle prime battute di Ballarò in cui il segretario Uil Luigi Angeletti parlava della Riforma del mercato del lavoro esponendo chiaramente tutte le sue certezze.
Ha spiegato dapprima l’importanza di identificare le “finte partite iva” e quando Floris ha segnalato che gli ordinisti restano esclusi da questa norma, Angeletti ha prontamente chiarito che

ovvio, quelli iscritti agli ordini è ovvio, quelli che fanno i professionisti veri….

Poi Floris è passato al tema degli ammortizzatori sociali chiedendo conferma dell’esclusione delle partite iva dai nuovi ammortizzatori sociali e Angeletti ha precisato:

C’erano due scelte: per esempio dobbiamo garantire l’indennità di disoccupazione a tutte le partite iva, il che significa che un professionista normale, che fa la partita iva nel caso in cui lavora di meno gli diamo l’indennità di disoccupazione?.. Io avrei qualche problema. Invece la scelta è stata che tutti quelli che sono dei lavoratori dipendenti vengono tolti dalla partita iva e a quel punto gli si da l’indennità di disoccupazione.

Perchè?

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