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Articoli etichettati con il TAG "Maternità"

Calendario, Eventi, In evidenza, Maternità »

| 2 maggio 2013 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 323 VOLTE | SHORT URL |
mag
23
17:00

Giovedì 23 maggio dalle 17 alle 19,  ci vediamo a PianoC in Via Simone d’Orsenigo 18 a Milano, per parlare di indennità di maternità e congedi parentali per i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS e alle casse private.

Interveranno sull’argomento Federica Brandolini, avvocata e Samanta Boni, consigliera ACTA.

I tre punti chiave che verranno affrontati:

1. indennità di maternità e congedi parentali: cosa sono, a chi spettano e quando;

2. quanto spetta: modalità di calcolo;

3. come fare richiesta: esempi pratici e considerazioni utili.

Si parlerà anche della Dote Conciliazione prevista dalla Regione Lombardia.

L’incontro è gratuito e per iscriversi è necessario mandare una mail a raffaele.giaquinto@pianoc.it

Per ulteriori dettagli: http://www.pianoc.it/coworking/anche-gli-autonomi-vanno-in-maternita/


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In evidenza, Leggi e Norme, Malattia, Maternità »

| 8 aprile 2013 | UN COMMENTO | LETTO: 1.644 VOLTE | SHORT URL |

Pubblichiamo un’intervista di Barbara Imbergamo a Samanta Boni a commento del recente adeguamento dell’INPS a seguito della petizione di ACTA.

Barbara: Il sito dell’Inps è stato finalmente aggiornato. Anche i liberi professionisti ora hanno la possibilità di richiedere indennità di malattia domiciliare e congedo parentale (ovvero maternità facoltativa). Ci racconti brevemente cosa significa?

Samanta: Fino alla fine del 2011 i liberi professionisti, non avevano diritto alla malattia domiciliare né alla maternità facoltativa, ma solamente all’indennità per degenza ospedaliera e alla maternità obbligatoria (5 mesi), a differenza di tutti gli altri lavoratori iscritti alla Gestione Separata, come cocopro e altri parasubordinati che già ne godevano, pur pagando la stessa percentuale di contributi destinati alla copertura di queste tutele. Col decreto Salva Italia del governo Monti è stato stabilito che dal 1° gennaio 2012 anche i liberi professionisti iscritti alla gestione separata avessero diritto a queste indennità, ma, di fatto, fino ad ora la modulistica e le procedure dell’Inps non erano state aggiornate. Potevano fare richiesta i cocopro e i titolari di assegni di ricerca ma non i liberi professionisti. Per più di un anno l’INPS ha negato contro legge due diritti sacrosanti di noi professionisti. In data 28/03 i moduli sono stati aggiornati, così come il sistema online che ora, finalmente, prevede anche la nostra categoria. Restano fuori, invece, i professionisti che hanno un’altra copertura previdenziale e che non versano lo 0,72%, come i pensionati e gli iscritti a due casse per esempio alla gestione separata e alla gestione commercianti – come ad esempio i soci amministratori di srl – loro non sono compresi. Continua a leggere »


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Appelli e Lettere, Diritti, Maternità »

| 22 gennaio 2013 | 10 COMMENTI | LETTO: 2.146 VOLTE | SHORT URL |

Questa è la mia storia, traduttrice freelance, 34 anni, 2 figli di 3 anni e 15 mesi, iscritta dal 2005 alla Gestione Separata INPS, socia ACTA.

Nel 2009 ho chiesto l’indennità di maternità per la mia prima gravidanza. I pagamenti sono arrivati puntualmente ogni mese a partire dal mese successivo all’entrata in congedo. Il periodo di calcolo della maternità era a cavallo di due anni (2008 e 2009), ma al momento della domanda (luglio 2009) disponevo solamente dell’UNICO 2009 relativo ai redditi 2008. Pertanto il calcolo ai fini della liquidazione era parziale. L’anno successivo, a settembre 2010, con alla mano l’UNICO 2010 relativo ai redditi 2009, considerando che il mio reddito era lievemente superiore a quello del 2008, decisi di chiedere il saldo della mia indennità di maternità. Dopo un paio di mesi mi sono vista accreditare sul mio conto quasi 1000€ di saldo. Non sono tanti, pensai, ma meglio nelle mie tasche che nelle casse dell’INPS. Mi spettavano di diritto, ma se non li avessi reclamati, nessuno me li avrebbe dati.

Nel 2011 la storia si ripete… con alcune differenze sostanziali.
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Calendario, Eventi, Maternità »

| 28 febbraio 2012 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.036 VOLTE | SHORT URL |
mar ’12
9
17:00

Alla fine del 2011 il gruppo maternità paternità, di cui sono co-fondatrice, aveva lanciato un’indagine online (Madre-nonMadre) per scoprire quali fossero i desideri, le necessità, gli ostacoli e le aspettative delle giovani donne di fronte alla maternità.
Abbiamo raccolto in poche settimane quasi 3.000 questionari, un segnale tangibile dell’interesse al tema!
Il 9 marzo alle 17, allo spazio Chiamamilano, Corso Vittorio Emanuele, 24 (angolo Corsia dei Servi) a Milano, presenteremo i risultati, che delineano un quadro sempre più problematico della relazione tra maternità, lavoro e welfare in Italia.

Noi autrici dell’indagine ci confronteremo su quanto emerso e sulle possibili politiche da mettere in atto insieme a Chiara Bisconti (Comune di Milano), alla giornalista Eleonora Cirant, a Maria Luppi (Regione Lombardia) a Gianna Martinengo (Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Milano e Assolombarda), Alessandro Rosina (Università Cattolica di Milano).
Interverranno, con le loro testimonianze, le donne che hanno partecipato all’inchiesta Madre-nonMadre.
Per approfondimenti vai al blog maternità paternità o sulla pagina facebook.


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In evidenza, Leggi e Norme »

| 14 ottobre 2011 | UN COMMENTO | LETTO: 1.386 VOLTE | SHORT URL |

Non tutti lo sanno, ma la legge 53 di sostegno alla genitorialità è aperta anche ai lavoratori autonomi. Però bisogna affrettarsi perchè la scadenza è molto vicina: il 28 ottobre!
Il bando permette a professioniste e professionisti autonomi di chiedere finanziamenti a fondo perduto per attivare una sostituzione o una collaborazione con altri professionisti, per esigenze legate alla maternità o alla presenza di figli piccoli o disabili.
In sostanza, se le esigenze familiari non consentono di seguire a tempo pieno la propria attività professionale, grazie al finanziamento è possibile delegare tutta o parte dell’attività a qualcun altro, coprendo i relativi costi.

La durata massima dei progetti è di 12 mesi (frazionabili fino a 24) e l’importo che è possibile richiedere deve essere proporzionato alla media dei redditi imponibili degli ultimi due anni del/della proponente, fino a un massimo di 35.000,00 €.

Se sei interessata/o e vuoi maggiori informazioni consulta il sito delle politiche per la famiglia oppure scrivi a erika.freschi@tiscali.it


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Malattia, Maternità, Pensione »

| 17 dicembre 2010 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.612 VOLTE | SHORT URL |

Dossier INPSL’articolo di Enrico Marro sul Corriere della Sera del 13 dicembre dal titolo “I conti segreti dell’INPS. Così caleranno le pensioni” ci svela l’esistenza di importanti dossier INPS sinora tenuti segreti.

Le stime sul tasso di copertura della pensione degli iscritti alla Gestione Separata sono le più sconfortanti, parlano di un rapporto pensione/reddito che non raggiunge il 15%. Come sottolinea Marro, si tratta di proiezioni che considerano anche coloro che svolgono un’attività di collaborazione o di Partita IVA aggiuntiva rispetto ad altre forme di reddito o che sono collaboratori solo per pochi anni e pertanto  sottostimano la copertura media di chi avrà solo la pensione della Gestione Separata. Tuttavia sono stime non sono molto distanti dalla realtà che si prospetta per molti professionisti vicini all’età del ritiro dal lavoro, che, a differenza dei coetanei dipendenti, artigiani, commercianti, professionisti con ordini, non hanno potuto contare su “misure transitorie” che consentissero  un adeguamento non traumatico all’avvio del sistema contributivo.

Niente di realmente nuovo o inatteso, ma è importante che documenti ufficiali ribadiscano che il sistema pensionistico non è socialmente sostenibile.

La lettura del documento sulla Gestione Separata (.PDF in download) permette altre considerazioni, forse meno scontate.

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Assistenza, Donne, In evidenza, Maternità »

| 29 settembre 2010 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.969 VOLTE | SHORT URL |

Maternità Pretermine - Foto di Federico FischangerQuella della maternità pretermine è un’esperienza che accomuna sempre più donne. La diffusione in rete di blog e forum sul tema, la presenza di storie di prematurità in programmi televisivi di approfondimento, lo stesso affacciarsi recente di questi contenuti in romanzi e lavori cinematografici (“Lo spazio bianco” è l’esempio più noto) testimonia un crescente interesse per queste tematiche.

Cogliendo l’occasione che la popolarità dell’argomento offre, proviamo a riflettere sulle conseguenze che la nascita di un bambino prematuro possa avere sulla vita di una donna lavoratrice. Questo anche alla luce delle proposte che da tempo ACTA sostiene a favore dell’adozione di un provvedimento di “maternità universale” (Cfr. Marina Piazza, Anna M. Ponzellini, Anna Soru “Età pensionabile delle donne e riconoscimento del lavoro di cura: la nostra proposta“), che prevede un importo da corrispondere per cinque mesi a tutte le madri, indipendentemente dal fatto che siano dipendenti o autonome, che siano stabili o precarie, che lavorino o che non lavorino ancora.

Per le lavoratrici madri di un bambino pretermine oggi esiste, come unica forma di tutela, la possibilità di far decorrere i 5 mesi del congedo di maternità dalla data della dimissione del bambino dalla struttura ospedaliera. I genitori che hanno affrontato l’esperienza della Terapia Intensiva Neonatale (TIN) sanno bene quanto questa opzione possa essere inadeguata, perchè configura per molti una scelta alternativa tra la presenza accanto al proprio figlio nel periodo in cui si trova a combattere, con esito incerto, tra le pareti di un’incubatrice e la possibilità di seguirlo pienamente durante i mesi successivi alla degenza. Continua a leggere »

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Assistenza, Donne, Maternità, Pensione »

| 14 maggio 2010 | UN COMMENTO | LETTO: 2.119 VOLTE | SHORT URL |

Le stranezze dell’INPS oramai non si contano più. L’ultima che segnaliamo è legata al tema della maternità e della contribuzione figurativa. La circolare Circolare INPS n. 64 del 13/05/2010 (.PDF in download) definisce i principi per il calcolo della contribuzione figurativa ai fini pensionistici da accreditare per i periodi di astensione dal lavoro per maternità e paternità e congedi parentali. Leggetela con attenzione epoi vi chiederete, come abbiamo fatto noi: Perchè la pensione deve dipendere anche dal mese in cui nasce un figlio?

Nella premessa alla Circolare si ribadisce infatti

  • l’obbligatorietà dell’astensione dal lavoro per poter accedere all’indennità di maternità anche per le “esercenti attività libero professionale iscritte alla Gestione Separata” (alle professioniste ordiniste, invece, è riconosciuta la possibilità di continuare a lavorare per evitare di perdere contatto coi clienti);
  • che i congedi parentali spettano ”alle sole lavoratrici/lavoratori a progetto e categorie assimilate“, un’ambigua dizione che sappiamo non comprendere le libere professioniste (perchè appunto non si parla di ”esercenti attività libero professionale iscritte alla Gestione Separata”  in generale…).

Come viene calcolata la contribuzione figurativa per i periodi di non lavoro legati alla maternità e (per le collaboratrici) ai congedi parentali?

 ”…il valore dei contributi figurativi dovrà essere calcolato prendendo in esame la retribuzione percepita nello stesso anno solare nel quale è collocato il periodo di astensione o di interdizione dal lavoro da riconoscere al soggetto avente diritto. Qualora nell’anno solare non risulti corrisposta alcuna retribuzione, il valore da accreditare al periodo figurativo sarà calcolato sulle retribuzioni dell’anno solare immediatamente precedente”.

Seguono alcuni calcoli esemplificativi e si scopre che in alcuni casi saranno presi in considerazione i mesi precedenti la gravidanza, in altri i mesi successivi e in altri ancora un po’ antecedenti e un po’ successivi.

Tutto ciò può riflettersi diversamente sui contributi Continua a leggere »


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Assistenza, Diritti, Donne, Pensione, Politiche del lavoro »

| 3 luglio 2009 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.587 VOLTE | SHORT URL |

Nel recente dibattito sulle tutele del lavoro al femminile, i diritti associati alla maternità e le protezioni sociali per le lavoratrici svantaggiate, ACTA interviene con queste precisazioni:

Oggi gli “svantaggi” legati al lavoro delle donne sono in gran parte legati:

  • a un sistema di Welfare duale, che esclude tutte le lavoratrici non dipendenti da un’adeguata tutela della maternità (esistono ampie zone grigie per cui molte lavoratrici non hanno alcuna tutela della maternità o hanno una copertura ridotta; i congedi parentali, per esempio, sono previsti soltanto per i dipendenti);
  • al mancato riconoscimento del lavoro di cura familiare, che, soprattutto in Italia, grava principalmente su di loro.

Altri due punti qualificanti della proposta Piazza-Ponzellini-Soru (non citati dal senatore Pietro Ichino) sono perciò: Continua a leggere »


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Donne, Maternità »

| 18 dicembre 2008 | 3 COMMENTI | LETTO: 7.249 VOLTE | SHORT URL |

Maternità: è l’unica tutela reale per i professionisti con partita Iva.

La prestazione economica è pagata dall’Inps (per le lavoratrici dipendenti è anticipata dal datore di lavoro) ed è pari all’80% della retribuzione “convenzionale”. Recentemente (Art.6 Decreto Ministeriale del 12 Luglio 2007) è stata introdotta una copertura pensionistica, ovvero l’accreditamento dei contributi figurativi ai fini della determinazione della pensione per i periodi di astensione nei quali è corrisposta l’indennità di maternità.

Come viene calcolata la prestazione economica

La prestazione economica per le professioniste con Partita IVA è calcolata con riferimento ai 12 mesi antecedenti i due mesi prima del parto, ma con riferimento al reddito medio annuo degli anni in cui sono ricompresi i suddetti 12 mesi: considerando un bambino che nasce il 1 gennaio 2009, il reddito sarà dato da 2/12 del reddito annuo del 2007 e da 10/12 del reddito annuo del 2008. Sono quindi inclusi nel reddito annuo del 2008 anche i due mesi antecedenti il parto in cui non si lavora più: il risultato è una sottostima del reddito annuo effettivo del periodo che andrebbe considerato.

Per poter accedere all’indennità di maternità sostitutiva della retribuzione

  1. è obbligatorio (circolare INPS n. 137 che recepisce il decreto 12 luglio 2007 del Ministero del Lavoro) assentarsi dal lavoro per 5 mesi a cavallo del parto qualora si voglia ricevere l’indennità di maternità, a cui già si aveva diritto (art.2). Il periodo preso a riferimento come astensione è di 2 mesi precedenti e 3 mesi successivi alla data del parto. Nel caso di “esercizio della flessibilità” (1 mese prima e 4 dopo) il certificato medico dovrebbe anche attestare lo stato di buona salute della lavoratrice che le consente di lavorare fino all’8° mese.
  2. occorre presentata all’INPS la domanda prima dell’inizio del periodo di congedo, allegando il certificato medico attestante la data presunta del parto e dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (autodichiarazione) da parte della libera professionista (unita a quella del committente in caso di collaborazione a progetto) sull’effettiva astensione dal lavoro.

I documenti da presentare

  1. Richiesta di indennità per maternità con il modulo “Congedo per maternità e paternità – Domanda per lavoratori iscritti alla Gestione Separata” (.PDF in download);
  2. Certificato medico con la data presunta del parto, vidimato dai medici dell’INPS;
  3. Autocertificazione sul periodo di astensione (se si tratta di Collaboratrice serve anche l’attestazione del committente relativa al periodo di astensione). A titolo informativo potete scaricare questo esempio di Atto di notorietà (.DOC in download) da personalizzare.

Maternità a rischio (maternità anticipata)

Con l’art.3 DM del 12 Luglio 2007, è stato esteso alle lavoratrici iscritte alla gestione separata il diritto di astenersi dal lavoro “nel caso di gravi complicanze della gravidanza o di preesistenti forme morbose che si ritenga possano essere aggravate dallo stato di gravidanza”.

Procedura per la richiesta dell’indennità di maternità anticipata

In caso di gravidanza a rischio una libera professionista iscritta da almeno 3 mesi alla gestione separata INPS può richiedere, ai sensi del D.Lgs. 151/2001 e D.M. 12/07/2007 l’astensione anticipata dal lavoro, inviando apposita comunicazione al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.

A questa va allegato il certificato del ginecologo, attestante l’incompatibilità fra il lavoro svolto e lo stato di salute. Per non avere problemi, è bene che il certificato sia compilato da un medico ASL!


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