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Articoli etichettati con il TAG "Mastrapasqua"

Pensione, Primo Piano, Ricerche e Indagini »

| 26 ottobre 2011 | 2 COMMENTI | LETTO: 1.123 VOLTE | SHORT URL |

Il 10 ottobre é stato presentato uno studio sulle pensioni dal titolo eloquente “L’adeguatezza del sistema pensionistico contributivo” che mira a dimostrare la capacità del sistema contributivo di assicurare pensioni più che dignitose, con tassi di sostituzione (rapporto tra pensione e ultimo reddito da lavoro) del 70% se dipendenti, del 57% se parasubordinati. Una conclusione che smonta molte analisi precedenti, incluse probabilmente quelle a disposizione dell’INPS stesso, stando all’incauta dichiarazione  del suo Presidente Antonio Mastrapasqua (“se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale“).
Lo studio è di Stefano Patriarca, dell’Ufficio Ricerche e Studi dell’INPS, ma è presentato come contributo personale dell’autore, non come un elaborato INPS: infatti al margine riporta la scritta “le opinioni e le elaborazioni qui rappresentate costituiscono un contributo personale e possono non coincidere con le posizioni dell’Istituto e quindi non impegnano l’INPS”.
Un lavoro che è stato ampiamente commentato sulla stampa e citato per dimostrare che erano infondati gli allarmi lanciati da più parti. Ci siamo sentiti chiamati in causa perché da anni sosteniamo che il sistema contributivo sarà senz’altro utile a garantire la sostenibilità dell’INPS, ma non la nostra.
Ci siamo presi il tempo per analizzare con calma lo studio per capire come possa essere arrivato a tali conclusioni, ben consapevoli che fare previsioni é davvero complesso perché entrano in gioco moltissime variabili, spesso altamente incerte. Continua a leggere »


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Previdenza »

| 10 giugno 2011 | 4 COMMENTI | LETTO: 1.505 VOLTE | SHORT URL |

E’ stato pubblicato il nuovo rapporto dell’INPS.
La prefazione, a firma del suo Presidente, è un concentrato di orgogliose rivendicazioni che suonano come una beffa per chi rientra nel regime pensionistico contributivo.
Con un incipit trionfalistico rivendica i successi del riequilibrio dei conti e il coraggio di quanti hanno osato cambiare, dimenticando che questi capitani coraggiosi hanno rinviato l’operatività del contributivo per non ricadere essi stessi nel nuovo sistema.
Nega che i giovani siano stati penalizzati dalla riforma e ribadisce che non si possono fare previsioni per il futuro, quindi niente busta arancione.
La prefazione continua con la fiera attribuzione a dirigenti e funzionari INPS del ruolo di “prefetti del welfare” (copyright Sacconi) e con un temerario parallelismo tra l’INPS e la famiglia, i due baluardi alla crisi. Si ricorda che il sistema è solidale, perché paga le pensioni di agricoltori che non hanno versato adeguati contributi (ciò vale anche per categorie , come quella dei dirigenti, che grazie a questa solidarietà possono contare su pensioni molto generose, ma su questo la prefazione glissa) e perché ha erogato 20 miliardi di euro per ammortizzatori sociali nel 2010 (è irrilevante che i non dipendenti, come sempre, non vi abbiano potuto accedere?). Si sottolinea la solidarietà generazionale, quella dei giovani nei confronti dei vecchi. Chi sarà solidale con loro, che sconteranno situazioni lavorative sempre più discontinue e redditi in diminuzione? Chi sarà solidale con gli iscritti alla gestione separata che con i loro contributi sostengono le generose pensioni retributive di chi ha versato molto poco ?

Leggere per credere

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Previdenza »

| 9 maggio 2011 | 7 COMMENTI | LETTO: 981 VOLTE | SHORT URL |

Le pensioni contributive saranno pensioni povere, spesso molto povere. Il passaggio al contributivo ha fortemente ridotto il rapporto di sostituzione pensione/reddito ed in Italia la riduzione è stata più accentuata rispetto alla media europea. A peggiorare ulteriormente le prospettive contribuiscono la bassa crescita economica che dura ormai da un decennio, la frammentarietà dei percorsi lavorativi, l’assenza di misure universalistiche a copertura delle situazioni di non lavoro e, infine, il non decollo della previdenza complementare, soprattutto tra chi non è dipendente.
Di questo futuro di povertà c’è piena consapevolezza nei giovani, seppure spesso disinformati sul funzionamento del sistema pensionistico. Una consapevolezza accompagnata da una diffusa sfiducia nell’INPS e da uno scarso orientamento al riscatto pensionistico degli anni di laurea.
E’ quanto emerge da due ricerche realizzate da Comunità&Impresa , discusse in un incontro all’Università Statale di Milano a cui sono stata invitata in rappresentanza di Acta (presenti i docenti Alberto Martinelli, Maurizio Ferrera e Matteo Jessoula, il Presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua e Dario Di Vico del Corriere).

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Previdenza »

| 22 dicembre 2010 | 15 COMMENTI | LETTO: 1.643 VOLTE | SHORT URL |

Come riportano numerose fonti giornalistiche (AGI, Milano Finanza etc.), intervenendo a Sky Tg24 Economia, il presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua è tornato sulla questione della Gestione Separata, dichiarando:

Gli iscritti alla Gestione Separata sono circa 3 milioni, è una platea molto eterogenea dove c’é un po’ di tutto, dai Co.Co.Pro. agli autonomi. E’ giusto dare le notizie, ma non fare allarmismo, per questo sottolineo che nelle banche dati INPS non c’é nessuna persona che risieda nella Gestione Separata per più di 5 anni e mezzo.

Più del 90% delle persone esce dalla Gestione Separata e va in altre gestioni, quindi fare simulazioni su 40 anni di Gestione Separata non è verosimile, non è realistico.

Mastrapasqua ha inoltre criticato la “carenza di informazione” intorno alla previdenza complementare e ha aggiunto:

[...] ora che il cantiere della previdenza è completato, e queste saranno le regole del gioco nei prossimi anni, c’é il dovere da parte di tutti gli attori, pubblici e privati, di fare una corretta informazione, non soltanto per vendere qualcosa, ma per far capire ai cittadini di cosa stiamo parlando.

Per prima cosa posso certamente smentire l’affermazione “non c’é nessuna persona che risieda nella Gestione separata per più di 5 anni e mezzo”. Contribuisco alla Gestione Separata ininterrottamente dal 1996, ovvero da quando è stata creata. E non sono un’eccezione, tutt’altro. Da dove viene dunque la dichiarazione del presidente dell’INPS?

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Appelli e Lettere, Previdenza »

| 18 novembre 2010 | UN COMMENTO | LETTO: 1.755 VOLTE | SHORT URL |

Busta ArancioneSono iscritto alla Gestione Separata INPS dal 1999 e dal 2004 consulto diligentemente la rendicontazione online sul sito dell’Istituto di Previdenza. Nel 2007 mi sono accorto che il conteggio dei contributi versati per gli anni 2005 e 2006 era inferiore a quanti me ne spettassero di diritto. Per fortuna sono ben organizzato e in possesso di tutti i CUD dei miei (molti) datori di lavoro. Nel 2008 ho tentato l’approccio soft verso l’INPS coinvolgendo un mio amico funzionario, il quale continua a dirmi che non c’è nulla di preoccupante e prima o poi i file dell’INPS saranno “allineati”. E quindi ho atteso pazientemente.

A maggio del 2010 sul sito dell’INPS è stata aggiunta la funzione per segnalare online i contributi mancanti. Detto fatto e ora, sei mesi dopo, sono ancora qui con il mio numero di protocollo in attesa di risposta. Sennonché lo scorso 11 novembre è giunta (a me come ad altre migliaia di persone) la lettera del presidente Antonio Mastrapasqua (che sostituisce la busta arancione promessa) in cui mi comunica la “novità” dell’estratto conto elettronico “con cui vogliamo metterla nella condizione di controllare per tempo i suoi versamenti contributivi”.

Ottimo, vado a vedere ed effettivamente nelle nuove tabelle appare il campo “dettaglio periodi non accreditati” che copio di seguito con esattezza:

  • “Anno 2005 – committente: Italia Lavoro – contributo dovuto: 900 euro – Causa: NON ABB. PER DEBITO.
  • “Anno 2006 – committente: Italia Lavoro – contributo dovuto: 725 euro [NdR: non è vero perché me ne mancano 1.812,5]: Causa: INVIATA A RC.”

Secondo voi NON ABB. PER DEBITO e INVIATA A RC che cosa significano?

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Libri Articoli Approfondimenti »

| 27 ottobre 2010 | 31 COMMENTI | LETTO: 5.461 VOLTE | SHORT URL |

Della serie quando l’antibufalista non l’azzecca. Capita, nulla di male, cerchiamo di fare chiarezza.

Come sanno i lettori di questo sito, gli associati e gli iscritti ad ACTA stiamo conducendo una battaglia piuttosto serrata sul tema delle pensioni ed è giusto replicare alle inesattezze di chi gode anche di buona stima in Rete. La necessità nasce da questa operazione di Paolo Attivissimo che presume di smarscherare una bufala relativa alle dichiarazioni di Mastrapasqua, di cui siamo stati tra i primi a dare notizia, con tanto di comunicato stampa.

Vogliamo replicare come fa di solito nei suoi post l’autore di questa analisi, punto per punto. Continua a leggere »


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Pensione, Previdenza »

| 15 ottobre 2010 | 10 COMMENTI | LETTO: 1.891 VOLTE | SHORT URL |

Siamo stati i primi a protestare contro la “battuta” del presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua e i primi a sollevare il problema della Busta Arancione. Per questo siamo contenti che sulla Rete altri si siano aggiunti e la protesta stia rimbalzando su blog, siti, giornali e TV. Circolano, tuttavia, alcune interpretazioni scorrette sulla pensione che ci attende e soprattutto su come affrontare il problema. E’ bene chiarire.

Il sistema contributivo è una fregatura per tutti coloro che vi ricadono, non soltanto per gli iscritti alla Gestione Separata, perché:

  • i coefficienti che convertono in pensione il montante contributivo (ovvero quanto versiamo negli anni attraverso i nostri contributi) sono molto bassi e in diminuzione: l’ultima riduzione è del gennaio 2010 e altre interverranno automaticamente con l’innalzamento della vita media. Attualmente per 100.000 euro versati si ha diritto a una pensione massima di 5.620 euro annui al lordo delle imposte. Al mese calcolatelo voi, che personalmente mi spaventa. E in futuro sarà molto peggio;
  • la rivalutazione della pensione, ancorata all’andamento dell’economia (non entusiasmante anche prima della crisi), non garantisce il mantenimento del potere d’acquisto;
  • a differenza di quanto accadeva con il sistama di calcolo della pensione cosiddetto “retributivo”, tutte le difficoltà della vita lavorativa (stage non pagati, periodi di disoccupazione, periodi di part-time per la cura dei figli ecc.) si riflettono pesantemente sulla pensione futura poiché si riceverà in proporzione a quanto versato.

Tutti i giovani ricadono nel contributivo, per questo è  un problema che si definisce generazionale. E’ anche vero che la situazione di chi è iscritto a una Gestione Separata è in una situazione peggiore della media. I motivi principali sono due:

  • tutti quanti possiamo avere nel corso della nostra  vita lavorativa periodi di inattività: malattia, infortuni, disoccupazione. Per i dipendenti è prevista in tali periodi una copertura dei versamenti pensionistici. Per gli autonomi tali periodi risultano scoperti e ciò si riflette necessariamente sulla pensione;
  • mentre per i lavoratori dipendenti che avevano iniziato a lavorare prima del 1995 (anno di applicazione della Riforma delle Pensioni) è stato previsto un passaggio graduale dal sistema retributivo a quello contributivo, per gli iscritti alla Gestione Separata questo non è avvenuto. Si è discusso per anni di scalini e scaloni per i dipendenti, nessuno si è preoccupato della voragine degli iscritti alla Gestione Separata.

Come rimediare? Continua a leggere »


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