Articoli etichettati con il TAG "Manifesto dei lavoratori autonomi"
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Finalmente possiamo mostrarvi, con orgoglio ed emozione, le foto e i video realizzati durante la riedizione bolognese del nostro spettacolo Lo stato del Quinto Stato che si è tenuta il 4 luglio scorso nella Corte del Quartiere Saragozza nella penultima serata della rassegna teatrale Teatri precari.
Prima di augurarvi buona visione, desidero ringraziare a titolo personale e a nome di ACTA chi ha permesso tutto ciò.
Un sentito ringraziamento va innanzitutto a chi ci ha offerto questa opportunità, Riccardo Paccosi, regista e lavoratore precario, quale si definisce, della compagnia teatrale AMOREVOLE COMPAGNIA PNEUMATICA e principale collaboratore del web magazine Salotto Precario. A Riccardo e alla sua associazione culturale va il nostro ringraziamento, oltre che per l’organizzazione e la promozione in loco, anche per aver finanziato in parte la realizzazione dello spettacolo con una donazione a favore di ACTA. Il valore di tale contributo è ancora più grande se pensiamo che non ci sono stati finanziamenti di alcun tipo e che anche l’associazione AMOREVOLE COMPAGNIA PNEUMATICA come ACTA vive dell’operato volontario dei propri soci. Qui è possibile leggere un resoconto dell’intera rassegna e dunque anche del nostro spettacolo a firma di Paccosi.
Ringraziamenti alla compagnia ACTA e altri collaboratori
Un grazie speciale a Marcela Serli, la nostra regista professionista per aver accettato di dirigerci ancora una volta e aver saputo adattare magistralmente lo spettacolo alla location bolognese.
Grazie a tutti i professionisti-attori per essersi messi nuovamente in gioco Continua a leggere »
Autore: Samanta Boni
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La troupe composta da actori, regista, tecnici audio e video si muove di buon mattino da Milano dentro a un torpedone nero a finestrini oscurati, degno di un vero blitz. Lo spettacolo “Lo stato del quinto stato” è previsto alle nove di sera ma l’idea è di arrivare a Bologna presto, in modo tale che ci sia tutto il tempo per studiare lo spazio a disposizione, stabilire la scenografia, provare le musiche e le immagini e tentare di recitare in trasferta e all’aperto. Il cortile interno di via Pietralata, quartiere Saragozza, si presta alla perfezione con le sue strane scale metalliche esterne, qualche siepe sparsa sotto il muretto e alcune panchine qua e là. Pensiamo a chissà quanta gente, dopo cena, quando quelle case erano abitazioni, si sarà seduta al fresco a raccontarsi della giornata e del lavoro e dei figli e delle speranze per il futuro. Anche noi pensiamo al futuro, prossimo e remoto. Di lavoro e di relazione.
Intanto, mentre con allegro vociare depositiamo materiali e borse, si apre di scatto una persiana verde da una finestra interna a quel quadrilatero di case, che oggi ospita uffici comunali e varie associazioni, e una bella signora bruna ci intima di non fare troppo baccano e di ricordare di spegnere le luci e lasciare pulito, la sera. Non capiamo se stia scherzando, ma quando scende per andarsene dall’ufficio, ci squadra e con aria sorniona continua i suoi commenti dicendoci che sembriamo proprio un gruppo di ragazzetti travestiti da adulti. La rassicuro sulla mia adultità e lei, guardandomi da sopra gli occhiali da sole e squadrandomi mi suggerisce di esercitarmi meglio a fare la parte dell’adulta perché sembro anch’io una scolaretta in vacanza. E’ una simpatica impertinente e forse ha ragione lei.
Autore: Elsa Bettella
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| lug ’11 |
| 4 |
| 21:00 |
Le partite IVA di ACTA concedono il bis. Questa volta l’appuntamento è a Bologna con una riedizione, leggermente adattata, del nostro spettacolo Lo Stato del Quinto Stato, rappresentato per la prima volta il 12 gennaio alla Triennale di Milano.
ACTA e la sua compagnia di attori non professionisti accettano l’invito di Amorevole Compagnia Pneumatica e del web magazine Salotto Precario e portano in tournée la vita e il lavoro dei professionisti della conoscenza, sotto la brillante regia della professionista di teatro Marcela Serli. Lo spettacolo si inserisce nella rassegna teatrale TEATRI PRECARI, la quale ha l’obiettivo di “tentare una panoramica sul rapporto che i linguaggi teatrali (e non solo) intrattengono con il fenomeno storico-sociale del lavoro flessibile. La rassegna si occupa sia di lavoro dipendente che di lavoro autonomo e presenta, soprattutto, opere la cui drammaturgia è basata su testimonianze ed esperienze reali”. Il programma completo è disponibile sul sito di Salotto Precario.
Al termine della serata ci sarà un intervento dei nostri Sergio Bologna e Anna Soru e tutto il pubblico presente verrà omaggiato con una copia del Manifesto dei lavoratori autonomi di seconda generazione.
Vi aspettiamo numerosi il 4° luglio alle ore 21 nella Corte del Quartiere Saragozza in via Pietralata 60 a Bologna. Il biglietto di ingresso ha un costo di 3€ e servirà a coprire parte delle spese dell’associazione che ci ospita.
Per prenotazioni e informazioni: 347 1128581
Qui trovate la locandina e la cartolina invito dell’evento, oltre al comunicato stampa.
Diffondete la notizia e portate con voi i vostri amici e colleghi. ACTA sta crescendo sempre di più grazie ai vostri contributi. E la prossima tappa dove sarà? Per scoprirlo restate sintonizzati!
Autore: Samanta Boni
Eventi, Primo Piano, Rappresentanza »
Il terremoto di Roma, a quanto pare, l’11 maggio non c’è stato. (Un po’ di cautela è d’obbligo, in questo caso, perché Raffaele Bendandi spesso sbagliava le sue previsioni di un giorno o due.) Quello che abbiamo visto ieri sera al MACRO, però, è stato un discreto sommovimento sociale, l’inizio di una scossa che potrebbe dar vita a una coalizione di lavoratori autonomi in grado di farci emergere finalmente dall’invisibilità.
Per raccontare le emozioni che hanno accompagnato la giornata di ieri ci vorrebbe la penna di un grande scrittore. Io non ce l’ho, ma proverò ugualmente a raccontarvele come le ho viste e le ho vissute io. Siamo arrivati al MACRO alla spicciolata, a partire dalle 16, per cominciare ad allestire la sala, a testare gli impianti audio, a organizzare l’accoglienza, a provare le testimonianze che avevamo preparato per la parte iniziale della serata. Sapevamo di non avere il tempo e le risorse per organizzare una rappresentazione teatrale come quella della Triennale di Milano, ma volevamo ugualmente arricchire la serata con i nostri racconti di moderni cantastorie, perché se c’è una cosa che abbiamo capito è che sono le storie quelle in grado di fare breccia, di descrivere meglio di mille altre parole chi siamo e cosa vogliamo. Continua a leggere »
Autore: Adele Oliveri
Calendario, Eventi, Primo Piano, Rappresentanza »
| mag ’11 |
| 11 |
| 18:30 |
Finalmente ce l’abbiamo fatta. Dopo un periodo di incubazione durato circa un anno, il nodo romano di ACTA organizza un primo, importante evento per lanciare il lavoro dell’associazione a Roma e nel Lazio: la presentazione del Manifesto dei lavoratori autonomi di seconda generazione.
Roma, 11 maggio 2001: ROMA TREMA
ACTA presenta il Manifesto dei lavoratori autonomi di seconda generazioneOre 18.30
MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma – Sala Conferenze – Via Nizza 138, angolo via Cagliari
Il nostro Manifesto è un nuovo programma per il riconoscimento del valore del lavoro professionale in Italia. Intende incentivare e rinforzare la coalizione tra chi non gode oggi di un’adeguata rappresentanza sociale. Vieni al Macro, per saperne di più! Continua a leggere »
Autore: Adele Oliveri
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”Un fisco a favore del Quinto Stato, delle donne e della famiglia” è una proposta fatta da Walter Veltroni al Lingotto di Torino, oggi sabato 22 gennaio, all’assemblea del Partito Democratico.
Anche a proposito del fisco c’e’ poco da difendere e molto da cambiare.
L’azione di riforma fiscale deve essere iscritta, pena il suo fallimento, in un contesto di riqualificazione e riduzione della spesa pubblica. Con l’occhio rivolto, al tempo stesso, alla qualita’ sociale e alla produttivita’ del sistema. Tre esempi basteranno, per dare l’idea.
Il primo: l’allarme e’ stato di recente rilanciato dal Manifesto del Quinto Stato di ACTA, l’associazione dei lavoratori/partite IVA del terziario avanzato, che denunciano le distorsioni di un sistema fiscale che non riconosce la loro specificita’. Il nostro sistema e’ infatti organizzato solo attorno alle due tradizionali componenti: lavoratori dipendenti e autonomi.
E’ ora che irrompa, per ragioni di giustizia e di equita’, questo nuovo soggetto: i lavoratori delle partite Iva, tanta parte del tessuto produttivo italiano.
Puoi sentire la registrazione su radio radicale dalle 11.29 in avanti. Qui il testo intero del discorso.
Autore: ACTA
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Che i lavoratori autonomi avessero una certa inclinazione alla flessibilità, era indubbio. Ce l’hanno per costituzione, prima ancora che per necessità. Ma che fossero persino disposti a cimentarsi come attori, no, questo non era affatto scontato. Si abbuoni pure che la sceneggiatura era tra le più familiari possibili: i professionisti attori (non viceversa…) si sono esposti, in fondo, a recitare il consueto copione quotidiano. Il copione con cui ciascun “autonomo della conoscenza” è abituato, fuor di metafora, a fare regolarmente i conti; e in cui è stato davvero difficile non riconoscersi. Così ovvio per noi (mi ci identifico, evidentemente), così poco evidente alle istituzioni e ai media; vien quasi il sospetto che sia spesso un’ignoranza tutt’altro che ingenua o incolpevole. Ma un po’ di audience questa volta l’abbiamo fatta. Continua a leggere »
Autore: Antonella Gallino
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Il numero di gennaio del Giornale delle Partite Iva dedica la sua copertina al nostro Manifesto dei lavoratori autonomi! Ricorda, inoltre, l’importante appuntamento del 12 gennaio, quando lo presenteremo pubblicamente in una rappresentazione teatrale alla Triennale di Milano.
L’editoriale del direttore Francesco Bogliari sottolinea l’importante novità dell’iniziativa di ACTA e la valenza politica del Manifesto “che vuole rappresentare le istanze di un’Italia nuova, moderna, fuori dai consueti schemi sociali, che al pari dello schematisco destra/sinistra oggi non rappresentano più la realtà“.
Una realtà troppo più dinamica e mobile rispetto ai confini esistenti, disegnati decenni fa, e oggi vecchi, irrimediabilmente vecchi.
All’interno Andrea Telara dedica un lungo servizio (11 pagine!) ai temi salienti del Manifesto con un’intervista a Sergio Bologna e una a Pietro Ichino, che si può leggere anche sul suo sito.
Leggi l’editoriale di Francesco Bogliari e l’inizio dell’articolo di Andrea Telara: Continua a leggere »
Autore: ACTA
Manifesto dei lavoratori autonomi, Rappresentanza »
Nell’ultimo numero della rivista una città (n° 179 di novembre), Sergio Bologna e Anna Soru, intervistati da Barbara Bertoncin, spiegano le ragioni che hanno portato a scrivere il “Manifesto dei lavoratori autonomi”.
Barbara. Avete stilato il “Manifesto dei lavoratori autonomi di seconda generazione”. Chi sono questi lavoratori? L’espressione “lavoratori della conoscenza” è ormai abbastanza usata, ma resta un po’ oscura. Chi sono?
Sergio. Elencare tutte le figure professionali che sono apparse sul mercato sarebbe troppo lungo; vediamo piuttosto i settori: la formazione, l’informatica, la consulenza di organizzazione, la grafica, l’editoria, il giornalismo, gli eventi (fiere, manifestazioni, congressi, mostre, concerti), il turismo, la cinematografia, la finanza, il brokeraggio, l’immobiliare, la pubblicità, la comunicazione, il design, le ricerche di mercato e tanti altri. Si pensi soltanto alla varietà di figure presenti nell’informatica, dal programmatore al web designer, dallo specialista di reti aziendali allo specialista di e-commerce. Oppure alla consulenza, a quello che viene chiamato il lavoro di expertise, dove ci sono decine di specializzazioni diverse, dall’assistenza alle decisioni del management a quella per i gradi elevati della Pubblica Amministrazione, dalla logistica alla programmazione delle vendite, dalle ricerche per i progetti europei ai progetti di cooperazione internazionale. Quando queste attività vengono svolte da persone singole, da lavoratori indipendenti, per conto di aziende o Pubbliche Amministrazioni, o per conto di Agenzie che lavorano per imprese private o P.A. come intermediarie, noi diciamo che si costituisce un universo del lavoro autonomo di seconda generazione. Continua a leggere »
Autore: ACTA
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Testo dell’intervento al convegno internazionale “LAVORO IN FRANTUMI. Vita, lavoro e conflitto sociale nell’orizzonte del capitalismo biopolitico”, organizzato da CIDOSPEL (Dipartimento di Sociologia dell’Università di Bologna) a Bologna il 25 novembre 2010.
Molti luoghi comuni e modi di pensare ostacolano oggi la ricostruzione di un sistema di pensiero del lavoro postfordista. Le mie osservazioni riguardano in particolare l’Italia. Cosa intendiamo per sistema di pensiero? Non una filosofia o una Weltanschauung generale, ma semplicemente un “punto di vista”, un angolo visuale.
Il primo luogo comune che, a mio avviso, produce un effetto di paralisi e di deformazione della realtà può essere riassunto nella frase: “Lo Stato italiano ha una Costituzione, essa è il punto di riferimento anche dei diritti dei lavoratori. L’avvento di Berlusconi ha alterato l’equilibrio istituzionale, si tratta di ristabilire la legalità”.
In effetti la Costituzione non è mai stata formalmente abrogata o alterata nei suoi principi fondamentali, ma alcuni di quei principi, es. il lavoro come fondamento dell’ordine repubblicano, sono stati esautorati nei fatti nel periodo 1992/1993, quando è avvenuto un vero e proprio cambio di regime. E’ cambiata la costituzione materiale del Paese con le privatizzazioni e sono cambiati i sistemi di relazione industriale. E’ cambiata la borghesia capitalista, è cambiato il ruolo del sindacato, il lavoro non è più il centro dell’ordinamento repubblicano. Continua a leggere »
Autore: Sergio Bologna














