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Articoli etichettati con il TAG "Freelance"

Calendario, Eventi, In evidenza, Manifesto dei lavoratori autonomi »

| 16 maggio 2012 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 154 VOLTE | SHORT URL |
mag
25
22:00

Se vuoi ribadire il tuo no al DDL Fornero e affermare i diritti di cittadinanza del “Quinto Stato” vieni al Teatro Ringhiera.
Venerdì 25 maggio per la performance teatrale di ACTA.

Nell’ambito di “Work in Progress”, rassegna dedicata al lavoro del 7° Festival del Teatro Ringhiera di Milano, ACTA rimette in scena “Lo Stato del Quinto Stato”.
Una performance in cui noi lavoratori autonomi di seconda generazione ci raccontiamo, diretti dalla regista Marcela Serli, con l’obiettivo di far capire la nostra vita e il nostro mondo a chi non ci conosce.
Uno spettacolo che reinventa, aggiornandola con le ultime prodezze del Governo e molti nuovi “actori”, la rappresentazione della Triennale di Milano che due anni fa ha lanciato il Manifesto di ACTA.

Dialoghi reali ed esperienze condivise. Telefonate frenetiche. Multitasking esistenziale. Flessibilità a senso unico. Case trasformate in uffici e viceversa. Tutto questo, e il nostro Manifesto, le nostre parole in un racconto breve e insolito.

Chi ha la partita IVA si scoprirà forse meno solo, ritrovando i punti di contatto e le differenze nella vita e nel lavoro di altri suoi “simili”; chiunque altro interverrà pur non facendo parte del “Quinto Stato” capirà meglio il loro punto di vista e magari i loro stati d’animo.

Se vuoi affermare i diritti di cittadinanza del “Quinto Stato” in un momento in cui anche il governo dei tecnici sembra ascoltare solo i diritti dei poteri forti, non chiuderti in casa meditando di lanciarti dal balcone. Unisciti a tutti noi di ACTA.
Ti aspettiamo venerdì 25 sera a Milano al Teatro Ringhiera,
in Via Boifava 17 (MM2 fermata Abbiategrasso)
per la performance, un aperitivo e quattro chiacchiere.

Il programma della serata, con zona aperitivo e bar:
Ore 19 “Sciopero”con Gianluca Di Lauro e Alessandro Girami
Ore 20 “Racconti di protesta” I licenziati Treni Notte Binario 21 in presidio alla stazione Centrale di Milano, con la presenza di Giorgio Cremaschi della FIOM
Ore 21  “Bagatelle per piano sodato e voce flessibile” di Carlo Fava
Ore 22 “Lo Stato del Quinto Stato” ACTA, a cura di Marcela Serli
E con le incursioni spettacolar-provocatorie con artisti di strada resistenti della Compagnia del Gran Mastro.


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Calendario, Eventi, Rappresentanza »

| 14 dicembre 2011 | 5 COMMENTI | LETTO: 844 VOLTE | SHORT URL |
dic ’11
19
16:00

Logo Furia dei cervelliNel 2011, Roma è stata il crocevia dei movimenti dei lavoratori della conoscenza. L’occupazione del teatro Valle il 14 giugno scorso è una delle punte più avanzate di un sommovimento sociale in un settore popolato da almeno 240 mila persone (le statistiche risalgono al 2008), cioè coloro che lavorano con la partita Iva, con i contratti di collaborazione, svolgono un lavoro nello spettacolo, nella consulenza, nella formazione, nella ricerca, nel commercio e nell’intermediazione, considerando anche la fortissima presenza delle comunità immigrate che lavorano nelle micro-imprese, nel lavoro domestico o di assistenza.

Alla luce di questa inedita situazione l’incontro pubblico “La furia dei cervelli”, promosso dall’Associazione dei Consulenti del Terziario Avanzato (Acta-Roma) e l’Associazione italiana per la progettazione visiva (Aiap-Lazio), prova a mettere per la prima volta attorno allo stesso tavolo una larga rappresentanza delle reti, dei movimenti e delle associazioni di categoria del lavoro indipendente e autonomo nella città di Roma. L’elenco riportato di seguito è solo indicativo ed è in corso di aggiornamento. All’iniziativa interverranno tra gli altri Cecilia D’Elia, Assessore alle Politiche Culturali e Vicepresidente della Provincia di Roma e Massimilano Smeriglio, assessore al lavoro della Provincia di Roma. Continua a leggere »


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Associazioni, Eventi, Rappresentanza »

| 16 maggio 2011 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 711 VOLTE | SHORT URL |

La scossa del Quinto Stato

Grazie a Radio Radicale - alla quale siamo davvero grati! - siamo riusciti a recuperare in formato audio l’evento ACTA che si è tenuto a Roma settimana scorsa. Se desiderate ascoltare tutti gli interventi in maniera consecutiva potete seguire la riproduzione del file audio inserito qui:

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

Durata: 2h 31″.

Licenza Creative CommonsIl materiale audio tratto dal sito di Radio Radicale è rilasciato con licenza Creative Commons Attribution 2.5 Italy

Se invece volete selezionare e ascoltare singolarmente i diversi interventi, potete seguire le registrazioni pubblicate di seguito:

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Diritti, Psicologia del lavoro autonomo, Rappresentanza »

| 4 febbraio 2011 | 3 COMMENTI | LETTO: 1.017 VOLTE | SHORT URL |

- Cos’è che fai, tu, di preciso?
- Il redattore
- L’arredatore?

Vai a spiegarti. Già definirsi è difficile, ma lo è ancora di più quando hai a che fare con una professione intellettuale. Diventa poi impossibile se oggetto del tuo lavoro è un bene in via di estinzione (i libri). Fattispecie a parte, sarebbe bello – deposta la pretesa di catalogarsi, laddove il catalogo non ti prevede – almeno provare a dire chi NON sono gli autonomi con Partita IVA. Se facciamo fatica a dire chi siamo e pure vorremmo affermarlo – ed è paradossale che più ci moltiplichiamo, e quanto più varie sono le competenze di cui via via disponiamo, tanto meno risultiamo classificabili –, proviamo almeno a ricorrere a definizioni per esclusione, che possano fornire un primo orientamento di massima. Ebbene, chi non siamo?

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Condividi Invia per E-mailStampaCrea PDF Autore: Antonella Gallino

Europa, Occupazione, Ricerche e Indagini »

| 29 ottobre 2010 | 4 COMMENTI | LETTO: 1.240 VOLTE | SHORT URL |

A proposito del lavoro autonomo, l’OCSE scrive:

“Self-employment may be seen either as a survival strategy for those who cannot find any other means of earning an income or as evidence of entrepreneurial spirit and a desire to be one’s own boss. The self-employment rates shown here reflect these various motives.”

OECD Factbook 2010L’Italia ha quasi il record europeo per il lavoro indipendente, se non fosse per la Grecia. Con una percentuale del 25.7 % di ‘autonomi’, rispetto al totale degli occupati, il nostro Paese mostra la media più elevata d’Europa (solo la Grecia segna il 35%). È quanto emerge dall’OECD Factbook 2010 – Economic, Environmental and Social Statistics. Secondo i dati OCSE (scarica il Capitolo del Factbook2010 in .PDF), nel 2008, la media italiana di lavoratori indipendenti è stata avvicinata solo dal Portogallo e dalla Polonia, realtà piuttosto diverse dalla nostra. Decisamente più basse le quote di altri partner europei quali la Germania (11,7%), la Francia (9%), il Regno Unito (13,4%). Come mai? Continua a leggere »


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Condividi Invia per E-mailStampaCrea PDF Autore: Elsa Bettella

Primo Piano, Rappresentanza »

| 22 ottobre 2010 | 26 COMMENTI | LETTO: 4.122 VOLTE | SHORT URL |

Freelance, consulenti, lavoratori professionali: questo è il nostro Manifesto!

Il Manifesto del lavoro autonomo di seconda generazioneLo abbiamo scritto noi, parlando in prima persona dei nostri diritti, spiegando a chi fa finta di non capire chi siamo davvero, raccontando la nostra vita, le condizioni del nostro lavoro e quale relazione abbiamo con il sistema economico e di Welfare italiani e, soprattutto, come vogliamo migliorare tutto questo.

Siamo lavoratori professionali autonomi, flessibili e indipendenti, che stanno a fianco delle imprese e della Pubblica Amministrazione quando serve, garantendo ogni giorno un contributo all’innovazione, alla creatività e alla diffusione della conoscenza. Spesso ci manca la voce, ma ora l’abbiamo trovata e dovete ascoltarla. E’ la voce dei singoli, e quella di tutti i lavoratori autonomi insieme.

Questo è il nostro Manifesto!

Per lungo tempo (e ancora oggi, per qualcuno) siamo stati erroneamente considerati evasori o semplicemente precari, lavoratori residuali, frutto acerbo di una trasformazione dei sistemi produttivi. Oggi i fatti dimostrano che senza di noi il Paese non cresce, che le imprese restano al palo, ancorate al passato, che lo sviluppo non trova spunti di qualità e neppure elementi di equilibrio, che la politica tace, che la creatività soffoca. Continua a leggere »


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Formazione »

| 20 maggio 2010 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.357 VOLTE | SHORT URL |

Come si diventa freelance? ACTA ve lo dice online!

FreelancerContinuano le iniziative di formazione promosse da ACTA: prende il via il primo corso di formazione online per diventare professionisti autonomi, realizzato da Acta Service in collaborazione con la European School of Translation.

Partecipare è semplice: collegati con il tuo computer da qualsiasi parte del mondo e potrai ascoltare i docenti, vedere le loro presentazioni e intervenire in tempo reale durante le lezioni in aula virtuale. E dopo la lezione potrai discutere con colleghi e docenti nel campus, un’area di apprendimento a tua disposizione 24 ore su 24.
 
I seminari curati da Acta approfondiranno:

  • gestione contabile amministrativa, vincoli burocratici e fiscali; vantaggi e svantaggi dei diversi regimi, scadenze, imposte che gravano sull’attività, costi detraibili, ecc.;
  • quanto farsi pagare, come farsi pagare; come calcolare le proprie tariffe, il confronto con il lavoro dipendente, come negoziare con i propri clienti;
  • sviluppo professionale: internet come strumento di marketing; valutare come rendersi visibili, la ricerca dei clienti, come proporsi.

Per i soli soci Acta sarà possibile acquistare i tre seminari (di 90 minuti ciascuno): “Professionisti autonomi: come partire e sviluppare l’attività” a 72 Euro (Iva inclusa).

Inoltre, i soci Acta potranno acquistare il percorso “Strumenti professionali” di 8 moduli (3 a cura di Acta e 5 a cura della European School of Translation) a 132 Euro (Iva inclusa) invece di 150 Euro (Iva inclusa).

Puoi visionare in dettaglio il percorso di 8 moduli (.PDF) dell’Online Summer School 2010 realizzato in partnership con la European School of Translation.


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Libri Articoli Approfondimenti, Rappresentanza »

| 1 maggio 2010 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.455 VOLTE | SHORT URL |

Oggi su Alias-Manifesto si possono leggere sei pagine dedicate al Primo Maggio indipendente, autonomo e precario, dove trova ampio spazio ACTA e uno scritto di Sergio Bologna (tutti i testi sono riportati in coda al post).

Numero del Primo Maggio di ALIAS (Il Manifesto)

Si legge sul Manifesto: Continua a leggere »


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Freelance USA, Storie personali e testimonianze »

| 14 marzo 2010 | UN COMMENTO | LETTO: 1.260 VOLTE | SHORT URL |

Il numero dei freelance aumenta, ma al suo interno sono sempre più numerosi coloro i quali cercano nel lavoro autonomo semplicemente un’occasione di lavoro, ovvero un’alternativa alla disoccupazione.

Negli Stati Uniti, secondo quanto riportato da CBS news, il numero dei freelance è esploso dall’inzio della grande recessione del 2008. Sono 40 milioni i lavoratori che attualmente si definiscono freelance nell’obiettivo di non restare inattivi e di non unirsi alla schiera dei disoccupati.

Maggiori approfondimenti si possono trovare su CCH WorkDay o nel video prodotto da CBS:



In queste condizioni non sempre è possibile cercare di rispettare quella che Starfreelancers considera una regola base per i freelance: avere più committenti per non dipendere economicamente da uno solo.


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Sindacati »

| 12 marzo 2010 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 269 VOLTE | SHORT URL |

Ripubblichiamo quanto scritto l’11 marzo 2010 sul sito globalproject da un gruppo di freelance a proposito dello sciopero generale della CGIL.

Oggi lo sciopero “generale” della CGIL, senza il lavoro vivo

Perché noi non ci saremo – Freelance, Partite IVA, lavoratrici e lavoratori a progetto prendono la parola.

Non possiamo partecipare allo sciopero indetto dalla CGIL per oggi 12 marzo contro le politiche fiscali del governo. Siamo lavoratori e lavoratrici freelance, a partita iva individuale, o con uno dei cosiddetti contratti atipici, consulenti, grafici, formatori, attrici ed attori, registi, videomaker, operatori del sociale, architetti, programmatori di software, ricercatori, traduttrici, esperti di valutazione ambientale e quant’altro. Per noi che non abbiamo né orario né salario, sarebbe già difficile praticare uno sciopero pensato come astensione per quattro ore da una giornata lavorativa di otto. Ma il vero motivo per cui non saremo in piazza è perché siamo costretti, anche dal più grande sindacato italiano, all’invisibilità. La CGIL, come tutti, destra e sinistra e i loro governi, ci chiama “precari”, ma siccome la precarietà è un dato che riguarda ormai la vita intera e tutti i cittadini, che abbiano un contratto a tempo indeterminato o no, che siano manager o operai, dire “precari” è diventato spesso l’alibi per chi non vuole affrontare i problemi veri. Perché noi non abbiamo diritto a nessuna cassaintegrazione se perdiamo il lavoro? Perché non abbiamo diritto ad alcuna continuità di reddito, come invece avviene in molti altri Paesi dell’Unione europea? Perché, con la “gestione separata inps”, paghiamo contributi per non ricevere alcuna tutela? Perché non abbiamo diritto, come i lavoratori dipendenti, alla maternità, alla malattia, alle ferie? Perché, noi che siamo costretti a lavorare per pubbliche amministrazioni o privati, e quindi non abbiamo nessuna possibilità di evadere nemmeno un centesimo, dobbiamo subire gli studi di settore per “presunta colpevolezza”? Perché dobbiamo pagare iva e fisco alle scadenze prefissate, anche se aspettiamo per mesi i pagamenti per il nostro lavoro? Eppure per governi e sindacati, noi al massimo siamo “precari” in attesa di posto fisso per la sinistra ( cosa che non potrà avvenire mai e che spesso nemmeno cerchiamo), o di elemosina per la destra. Dobbiamo rimanere invisibili, perché così si tenta di occultare la fine del modello di concertazione che si è retto finora sulla Grande Triangolazione: Governo – Confindustria – Sindacato. Sulla grande industria in rapporto al welfare state dello stato centrale. Questo modello è tramontato, lo sa la CGIL che rappresenta in sostanza soprattutto i pensionati da lavoro dipendente del vecchio sistema, e lo sanno gli economisti, i giuslavoristi, i governanti. Eppure non si vuole riconoscere che ormai milioni di persone lavorano e producono, senza alcun diritto o tutela. E che sarebbe ora di ripensare il welfare, adattandolo alla nuova organizzazione del lavoro, che sarà sempre più centrata sul lavoro autonomo, in rete, a partita iva, su imprese fatte da una o poche persone. Non ci saremo, il 12 marzo nelle piazze della CGIL, perché essa per sopravvivere nel suo ruolo di rappresentanza, vorrebbe negare l’esistenza nostra e di tanti altri, vorrebbe negare la realtà. In questo modo non difende né gli interessi degli operai, condannati ad essere sempre più trattati come un peso piuttosto che una risorsa, né quelli del lavoro in generale. Che non è astratto, o immaginario, ma maledettamente reale, e concreto, e ha bisogno di risposte reali e concrete.


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