Articoli etichettati con il TAG "disoccupazione"
Occupazione, Politiche del lavoro »
Negli USA Obama sta tentando il tutto per tutto presentando l’American Job Act, un vero e proprio piano per l’occupazione da 450 miliardi di dollari (negli States il tasso di disoccupazione è al 9%), con agevolazioni fiscali per le imprese che assumono creando nuovi posti di lavoro, assunzioni nei settori delle costruzioni e dell’educazione e altro. Il piano Usa per il fenomeno della disoccupazione, potrebbe servire per la crescita economica Italia? Dove la previsione è non più dello 0,7% di crescita economica per il 2012?
Se il governo italiano ricorresse a interventi mirati nell’immediato futuro sarebbe in grado di migliorare le stime sulla crescita economica Italia ed Europa 2011-2012? Domanda difficile, bisognerebbe rivolgerla a qualche premio Nobel.
La massiccia perdita di posti di lavoro nel triennio 2008-2010, quindi le misure di contrasto alla disoccupazione, continuano a impegnare i diversi governi planetari. Sarà per questo fatto che il Nobel per l’economia nel 2010 è andato a tre personalità che si sono distinte per i loro studi sul mercato del lavoro: a causa della crisi economica la disoccupazione a livello globale coinvolge 210 milioni di persone (Fonte Fmi).
La Reale accademia delle scienze svedese ha premiato gli americani Peter Diamond e Dale Mortensen e il britannico-cipriota Christopher Pissarides. Il lavoro dei tre economisti ha permesso di capire meglio perché quando l’offerta di nuovi lavori è alta la percentuale di persone disoccupate talvolta non si riduce. La domanda dalla quale l’Accademia partiva era infatti questa: perché nonostante le nuove opportunità di lavoro ci sono così tanti disoccupati? Cosa può fare la politica per ridurre il tasso di disoccupazione? E le risposte sono arrivate con le analisi dei tre, utilizzate anche per studiare nuove politiche economiche per stimolare l’occupazione e per valutare l’andamento del mercato del lavoro. Diamond, Mortensen e Pissarides hanno elaborato alcuni modelli economici per comprendere come avvengono le frizioni nei mercati, così da comprendere meglio le dinamiche che causano la disoccupazione, la disponibilità di nuovi lavori, l’andamento dei mercati e le fluttuazioni nelle paghe. Le loro analisi hanno, per esempio, dimostrato che i sussidi di disoccupazione possono aumentare le frizioni e dunque rendere più lunga e onerosa la ricerca di un nuovo lavoro. Insomma, tanto più sono generosi tanto più possono portare a disoccupazione e tempi più lunghi nella ricerca di un’occupazione.
Interessante.
Ma di quale lavoro si parla negli studi economici e nelle agende governative?
Autore: Elsa Bettella
Occupazione »
Sul sito Lavoce.info un intervento di Massimo Anelli e Gaetano Basso dal titolo “I numeri del lavoro“ calcola i posti di lavoro bruciati dall’inizio della crisi, ovvero dal terzo trimestre 2008 al primo trimestre 2010 (attualmente il dato più aggiornato dell’Indagine continua sulle Forze Lavoro condotta dall’Istat). Sono 823.000 (un milione se togliamo la componente legata agli immigrati), in gran parte contratti a termine: 400.000 posti di lavoro con contratti a tempo determinato, 75.000 collaborazioni e 241.00 autonomi.

Fonte: Lavoce.info
Il calo degli autonomi è particolarmente consistente se si considera che proprio in corrispondenza della crisi e della perdita dell’occupazione da parte di tanti dipendenti, aumenta il numero di coloro che avviano un’attività autonoma per trovare una nuova occupazione. Le chiusure di attività sono state talmente numerose da annullare questo dato e dare un segno fortemente negativo alla tendenza.
Autore: ACTA
Informatica e Web, Occupazione, Trovare Lavoro »
La crisi economica ha colpito prima Industria e Trasporti, poi si è estesa a Commercio e Terziario alle imprese. Alla caduta della produzione è seguita una caduta dell’occupazione, che ha interessato soprattutto il lavoro autonomo e professionale, non protetto da ammortizzatori sociali. Attualmente ci sono alcuni segnali positivi di ripresa dell’economia, ma secondo l’Istat la disoccupazione ha raggiuto ad aprile l”8,9%, il valore più alto dal 2001.
Acune conferme indirette del disallineamento dei dati occupazionali rispetto a quelli produttivi vengono dai dati settoriali. Il Rapporto Assinform 2010 rileva segnali di ripresa nell’Information Technology, ma come ha sottolineato il presidente di Assinform, anche ”il peggioramento dell’occupazione nel settore IT, soprattutto per consulenti e lavoratori indipendenti, riflesso dei forti tagli operati sulla spesa in informatica nel 2009 da tutti i settori dell’economia italiana”.
Autore: ACTA
Diritti, Previdenza, Reddito »
Indennità di disoccupazione per professionisti autonomi, chi l’ha vista?
Come riporta il sito dell’Associazione Nazionale Orizzonte Docenti, non si ha diritto all’indennità con requisiti ridotti se si è iscritti come liberi professionisti dalla data di iscrizione al relativo albo fino alla data di cancellazione. Tuttavia, se non c’è stata prestazione lavorativa autonoma nell’arco dell’anno solare coincidente con l’attività lavorativa subordinata, anche a fronte di iscrizione all’albo professionale la richiesta della prestazione va presentata. Qualora non venisse accolta è necessario proporre ricorso al comitato provinciale INPS entro 90 giorni dalla notifica della reiezione. L’esito positivo del contenzioso non è però garantito.
Autore: ACTA
Diritti, Reddito »
La Legge Finanziaria 2010, Legge n. 191/2009 (.PDF in download) introduce con l’ART. 2 comma 130, disposizioni che, con effetto dal 1° gennaio, da un lato rafforzano i già esistenti strumenti di sostegno al reddito, ampliandone la sfera di attuazione, dall’altro favoriscono il reinserimento nel mercato del lavoro di lavoratori disoccupati.
L’indennità una tantum spetta ai collaboratori coordinati e continuativi che:
- operino nella modalità a progetto in regime di monocommittenza;
- hanno conseguito nell’anno precedente, un reddito lordo compreso tra 5.000 e 20.000 euro;
- per i quali l’anno precedente sono state accreditate almeno tre mensilità di contribuzione presso la Gestione separata Inps e, nell’anno di riferimento, di almeno una mensilità di contribuzione alla stessa Gestione;
- sono senza contratto di lavoro da almeno due mesi.
L’indennità una tantum è pari per gli anni 2010 e 2011 al 30% del reddito percepito nell’anno precedente, con un tetto massimo di 4.000 euro. Qui, in download la Circolare esplicativa dell’INPS: Circolare n. 36 del 09 marzo 2010.
Autore: ACTA












