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Articoli etichettati con il TAG "DDL Lavoro"

Eventi, Primo Piano »

| 27 maggio 2012 | 4 COMMENTI | LETTO: 1.080 VOLTE | SHORT URL |


ACTA ha rimesso in scena “Lo Stato del Quinto Stato”, nell’ambito di “Work in Progress”, 7a rassegna dedicata al lavoro del Teatro Ringhiera di Milano.

Dopo molte prove e una lunga attesa, ecco che entrano in scena. Muti, con i loro cartelli gialli: tanti punti di domanda e qualche tentativo di darsi delle risposte. Sono i nostri Actori, che quasi alla mezzanotte entrano in scena nel grande piazzale esterno del Teatro Ringhiera. Continua a leggere »


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Eventi, Primo Piano »

| 23 maggio 2012 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.001 VOLTE | SHORT URL |

VENERDI’ 25 MAGGIO ALLE 22.30 PERFORMANCE DI ACTA
CON LO SPETTACOLO “LO STATO DEL QUINTO STATO”
NELL’AMBITO DI “WORK IN PROGRESS”, RASSEGNA DEDICATA AL LAVORO DEL TEATRO RINGHIERA , MILANO.

Manca poco! Non prendere impegni per venerdì sera. Partecipa alla performance dei lavoratori autonomi di seconda generazione. Nell’ambito di “WORK IN PROGRESS il lavoro prima di tutto?!” rassegna dedicata al lavoro nelle sue varie sfaccettature del 7° Festival del Teatro Ringhiera di Milano, ACTA rimette in scena “Lo Stato del Quinto Stato” per raccontare la nostra condizione e rivendicare i nostri diritti. Per farci conoscere meglio e creare nuova consapevolezza e coalizioni.

Unisciti a noi! Porta colleghi e amici. Diffondi la notizia tra i tuoi contatti. Ti aspettiamo! Ancora non lo sai, ma in scena insieme a NOI ci sarai anche TU e il tuo lavoro.

Alla fine dello spettacolo verranno distribuite copie del Manifesto dei lavoratori autonomi redatto da ACTA e gli interessati potranno iscriversi e chiedere ulteriori informazioni sull’associazione e sulle nostre attività.

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Appelli e Lettere, Campagne Acta, Leggi e Norme, Senza categoria »

| 19 maggio 2012 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.654 VOLTE | SHORT URL |

In attesa dell’esito del voto di martedì 22 maggio al Senato, un vasto popolo di partite IVA ha aderito alla campagna di sensibilizzazione dei senatori, a partire dai membri della Commissione Lavoro. Siamo ad oltre un migliaio di email inviate.

Nel frattempo il senatore Ichino ha chiaramente e pubblicamente espresso il suo parere totalmente contrario all’aumento dei contributi previdenziali (art. 36). Oggi si è aggiunta anche la senatrice Marilena Adamo dichiarando che:  ”non solo ichino, tutto il gruppo a quanto so sostiene questa posizione, speriamo di farla passare”.

In realtà rileggendo gli emendamenti PD non pare sia trattato l’articolo 36, perlomeno mai con specifico riferimento alle partite IVA.

Invitiamo tutti gli associati a prendere contatto personalmente con i senatori che conoscono, per ottenere una loro presa di posizione.

Dopodiché andremo a monitorare i voti espressi e pubblicheremo uno ad uno i nomi di coloro che avranno votato (a favore e, speriamo, contro)  gli articoli 9 e 36 del DL Lavoro.

Democrazia è anche questo, e ciascuno di loro si dovrà assumere la responsabilità di aver ammazzato o (speriamo) salvato le partite IVA della Gestione Separata.

Diamoci dentro, mancano due giorni.


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Appelli e Lettere, Campagne Acta, Leggi e Norme, Primo Piano »

| 17 maggio 2012 | 20 COMMENTI | LETTO: 2.534 VOLTE | SHORT URL |

L’iter legislativo del DDL sul Lavoro sta andando verso la sua conclusione. Tra poco, se nulla cambierà negli articoli e negli emendamenti, come legge decreterà di fatto la fine di molte partita iva.

Leggi il testo della mail che Acta ha preparato, firmala col tuo nome e inviala tu stesso per esprimere la tua voce e dare forza alla nostra azione.
Arriverà ai senatori membri della Commissione Lavoro che fino a martedì 22 maggio hanno ancora la possibilità di fare pressione sui relatori e sui membri del Governo per intervenire sugli emendamenti al DDL Lavoro.

Oggetto: gli articoli 9 e 36 uccidono le partite IVA

Gentili Senatori,
membri della Commissione Lavoro incaricata di discutere il DDL Lavoro.

In questi giorni il vostro voto potrà determinare il nostro destino. Chi scrive è un professionista autonomo iscritto alla Gestione Separata INPS. Siamo centinaia di migliaia. E ci rivolgiamo a Voi affinché siano emendati gli articoli 9 e 36 del DDL in discussione.

Soltanto in questo modo potrete impedire che migliaia di lavoratori con Partita IVA perdano i loro committenti (anche solo per il timore delle aziende di doverli trasformare in Co.Pro) e solo così potrete impedire l’assurdo e iniquo aumento
dei contributi previdenziali.

Sebbene le nostre rappresentanze non siano mai state consultate, voi non potete non sapere (www.actainrete.it) che, a parità di base di calcolo, l’attuale 27% già supera il 33% versato dai lavoratori dipendenti. Mentre tutti gli altri professionisti e lavoratori autonomi versano aliquote previdenziali tra il 14% ed il 21%.

La scelta di vessare ulteriormente noi partite IVA della Gestione Separata è incomprensibile se non in una logica di cinismo politico e di miopia finanziaria. Che voi saprete contrastare. Perché è in gioco la nostra sopravvivenza.

Firma

Se condividi questo appello, INVIALO CON UN CLICK.

[i termini per questa azione sono scaduti martedì 22 maggio 2012]


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Appelli e Lettere, Leggi e Norme, Previdenza, Primo Piano »

| 17 maggio 2012 | 11 COMMENTI | LETTO: 2.009 VOLTE | SHORT URL |

Apprendiamo dal verbale notturno della Commissione Lavoro del Senato che sono stati votati stanotte alcuni emendamenti al DDL sul lavoro (N° 3249), tra cui quelli all’articolo 36 che prevede l’aumento dei contributi agli iscritti alla Gestione Separata dell’Inps. Il DDL pertanto va avanti così, nella direzione degli aumenti, per la votazione al Senato e poi alla Camera.
Non eravamo affatti sicuri che il ministro Fornero e i membri della Commissione accogliessero  le considerazioni che abbiamo espresso finora, con i nostri documenti e anche con il confronto diretto, e ora ne abbiamo la deludente conferma.

Siamo però sicuri di cosa succederà ai freelance italiani, alle partite iva genuine e produttive di questo paese nel caso in cui il DDL divenisse legge. Davanti all’ipotesi di una contribuzione insostenibile, ci sarà l’unica difesa possibile: la fuga di massa dalla Gestione Separata, attualmente – è il caso di ricordarlo – l’unica cassa dell’Inps in attivo.

I modi per attuarla potranno essere diversi, a seconda della condizione di partenza. Questi i maggiori:

  1. Adesione alla Cassa Commercianti o alla Cassa Artigiani: si diventa Ditta Individuale o una S.a.s e si versano i contributi Inps al 21% (e non al 27% attuale, nè al 33% futuro). A seconda del settore e dell’attività che si esercita, il passaggio può essere molto semplice.
  2. Emigrazione: si scappa dall’Italia e si porta la propria competenza e il proprio fatturato, nonchè gettito fiscale, in altri paesi. Chiunque lavori fornendo servizi immateriali e adoperando mezzi telematici, non ha grossi problemi e anzi tutti gli incentivi.
  3. Immersione: per chi lavora per il settore privato, ulteriori aumenti sono purtroppo una spinta a uscire dalla regolarità contributiva e darsi al nero appassionatamente! Finalmente il governo riuscirà a ridurre anche gli onesti più tenaci alla stregua degli evasori. Un bel vantaggio per le casse dello stato!
  4. Estinzione: tanti non ce la faranno a sostenere il peso contributivo, che come abbiamo spiegato molte volte è già il più alto tra tutte le categorie di lavoratori, in particolare quanti sono in difficoltà per via della crisi. Chiuderanno la partita iva e nei casi peggiori andranno a ingrossare le fila, al momento fin troppo nutrite, dei disoccupati. Una sconfitta della politica, prima che del singolo, e un problema economico e sociale sia nell’attualità che pensando alle condizioni future della previdenza italiana.

Questi gli scenari che purtroppo abbiamo davanti grazie a un DDL che invece di portare equilibrio e crescita vuole di fatto eliminare il lavoro professionale autonomo.

In ognuna di queste ipotesi per lo stato e per l’Inps il risultato sarà solo uno: il fallimento dell’obiettivo. Se con questo DDL si sperava di raccogliere dei fondi, è meglio chiarire che sarà vero piuttosto il contrario: di anno in anno, con queste condizioni, i professionisti iscritti alla Gestione Separata Inps potranno soltanto diminuire.


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Calendario, Eventi, In evidenza, Manifesto dei lavoratori autonomi »

| 16 maggio 2012 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 919 VOLTE | SHORT URL |
mag ’12
25
22:00

Se vuoi ribadire il tuo no al DDL Fornero e affermare i diritti di cittadinanza del “Quinto Stato” vieni al Teatro Ringhiera.
Venerdì 25 maggio per la performance teatrale di ACTA.

Nell’ambito di “Work in Progress”, rassegna dedicata al lavoro del 7° Festival del Teatro Ringhiera di Milano, ACTA rimette in scena “Lo Stato del Quinto Stato”.
Una performance in cui noi lavoratori autonomi di seconda generazione ci raccontiamo, diretti dalla regista Marcela Serli, con l’obiettivo di far capire la nostra vita e il nostro mondo a chi non ci conosce.
Uno spettacolo che reinventa, aggiornandola con le ultime prodezze del Governo e molti nuovi “actori”, la rappresentazione della Triennale di Milano che due anni fa ha lanciato il Manifesto di ACTA.

Dialoghi reali ed esperienze condivise. Telefonate frenetiche. Multitasking esistenziale. Flessibilità a senso unico. Case trasformate in uffici e viceversa. Tutto questo, e il nostro Manifesto, le nostre parole in un racconto breve e insolito.

Chi ha la partita IVA si scoprirà forse meno solo, ritrovando i punti di contatto e le differenze nella vita e nel lavoro di altri suoi “simili”; chiunque altro interverrà pur non facendo parte del “Quinto Stato” capirà meglio il loro punto di vista e magari i loro stati d’animo.

Se vuoi affermare i diritti di cittadinanza del “Quinto Stato” in un momento in cui anche il governo dei tecnici sembra ascoltare solo i diritti dei poteri forti, non chiuderti in casa meditando di lanciarti dal balcone. Unisciti a tutti noi di ACTA.
Ti aspettiamo venerdì 25 sera a Milano al Teatro Ringhiera,
in Via Boifava 17 (MM2 fermata Abbiategrasso)
per la performance, un aperitivo e quattro chiacchiere.

Info e prenotazioni: 02 58325578 / 02 87390039
(dal lunedì al venerdì h 14.30-18)
info@atirteatro.it
www.atirteatro.it

Il programma della serata, con zona aperitivo e bar:
Ore 20.30 “Sciopero”con Gianluca Di Lauro e Alessandro Girami
Ore 21.15 “Racconti di protesta” I licenziati Treni Notte Binario 21 in presidio alla stazione Centrale di Milano, con la presenza di Giorgio Cremaschi della FIOM
Ore 22  “Bagatelle per piano sodato e voce flessibile” di Carlo Fava
Ore 22.30 “Lo Stato del Quinto Stato” ACTA, a cura di Marcela Serli
E con le incursioni spettacolar-provocatorie con artisti di strada resistenti della Compagnia del Gran Mastro.


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In evidenza, Politiche del lavoro »

| 18 aprile 2012 | 7 COMMENTI | LETTO: 2.642 VOLTE | SHORT URL |

Elsa ForneroOggi siamo stati contattati dalla Segreteria del Ministro del Lavoro. Racconta Anna Soru, presidente di ACTA:  

Questa mattina, con grandissima sorpresa, ricevo una mail che mi chiede un contatto telefonico perchè il Ministro desidera parlarmi. Naturalmente, emozionata,  invio subito il numero del mio cellulare. Dopo appena mezz’ora il telefono squilla e una segretaria mi passa la Professoressa Fornero!
Il Ministro molto gentilmente ricorda di avermi già conosciuto (avevo avuto alcune occasioni di confrontarmi con lei qualche anno fa su temi pensionistici) e mi comunica che ha ricevuto la nostra Memoria, che però le è stata consegnata solo oggi.
Ci confrontiamo pacatamente sulle questioni che a noi di Acta stanno molto a cuore, ovvero sui criteri per il riconoscimento delle finte partite Iva e sull’aumento dei contributi e naturalmente cerco di esporre il nostro punto di vista.
Il Ministro assicura che leggerà con attenzione la nostra Memoria e che poi ci sarà occasione per un ulteriore confronto.

Un segnale che ci incoraggia a continuare ad impegnarci per modificare il DDL del Governo

Sostieni la Memoria di ACTA in Commissione Lavoro del Senato!

Difendi il diritto a vivere del tuo lavoro!

Unisciti alla nostra protesta
Venerdì 20 Aprile a Milano
Dalle 18.30 in poi troviamoci al Fuorisalone in Via Tortona, al ponte sulla ferrovia

Maggiori informazioni sulla mobilitazione ACTA:
> DIFENDI IL DIRITTO A VIVERE DEL TUO LAVORO <



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In evidenza, Politiche del lavoro, Previdenza, Rappresentanza »

| 18 aprile 2012 | 2 COMMENTI | LETTO: 1.651 VOLTE | SHORT URL |

Con un articolo dal titolo” Partite Iva come bancomat ” , Dario Di Vico riporta alcuni punti della memoria che abbiamo inviato alla Commissione lavoro al Senato. In particolare mette in evidenza quanto noi andiamodicendo da tempo, ma che finora non era stato recepito né dai media né dagli interlocutori istituzionali e cioè che l’incidenza della nostra contribuzione pensionistica supera già ora quella dei dipendenti. Infatti il 33% dei dipendenti é calcolato non sul costo complessivo del lavoro (come nel caso di un professionista con partita Iva, vera o finta che sia), ma sul loro reddito lordo , che é dato dal costo complessivo meno tutti gli oneri (pensionistici, di disoccupazione, malattia etc.) a carico del committente (quota rilevante perchè la gran parte degli oneri é a carico del committente).
Come mostra la tavola della nostra Memoria, pubblicata anche dal Corriere, il 33% pensionistico, riportato al costo del lavoro é in realtà pari al 25,63%, 1,4 punti percentuali in meno del nostro 27%. Ciò significa che se anche si volesse introdurre l’AsPI per coprire la nostra disoccupazione (come si vocifera in alcuni ambienti politici, per concederci un parziale “risarcimento” a fronte del vertiginoso incremento al 33% dei contributi) ci sono già spazi per farlo senza la necessità di aggravi. I contributi per l’AsPI sono infatti calcolati intorno all’1,3% del reddito lordo dei dipendenti.

Sostieni la Memoria di ACTA. Difendi il diritto a vivere del tuo lavoro!


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Diritti »

| 13 aprile 2012 | 2 COMMENTI | LETTO: 1.139 VOLTE | SHORT URL |

Arriva anche dall’ordine dei Consulenti del Lavoro la sonora bocciatura della normativa prevista per le Partite IVA. L’art. 9 del Disegno di Legge suscita molte perplessità, così spiegate tecnicamente:

In realtà è fatto notorio che la qualificazione fiscale di una prestazione (aver aperto la partita Iva) non incide in alcun modo nella qualificazione civilistica del rapporto di lavoro. Questo signifca che già a legislazione vigente l’apporto di un titolare di partita Iva nelle forme previste dall’articolo 409 punto 3 del Cpc, già qualifica il rapporto nell’ambito della collaborazione coordinata e continuatva. Ne consegue, dunque, che sarebbe stato più utile fare leva sugli attuali principi giuridici e non introdurre ulteriori condizioni che rischiano di generare una reazione incontrollata e distorta del diritto del lavoro.

[...] La conversione avviene automaticamente, “salvo che sia fornita la prova contraria da parte del committente”. La scelta – evidentemente discutibile – conferma l’approccio alla materia che, nell’ambito del condivisibile obiettivo di perseguire le violazioni delle tutele in materia di lavoro, ritiene in maniera aprioristca in senso negativo qualsiasi rapporto di lavoro diverso dal “tempo pieno e indeterminato”. Il problema dunque è che da un approccio sbagliato la correzione possa rivelarsi dannosa perlomeno quanto il vizio che si vorrebbe correggere: alla sregolatezza, più o meno diffusa, si tenta di rimediare con una rigidità non soltanto eccessiva, ma che non appare affatto conciliabile con i canoni vigenti nella materia stessa che si vorrebbe correggere dalle distorsioni. Ciò potrebbe comportare (ipotesi per nulla remota) l’effetto perverso negativo per l’occupazione, con la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro, scaturente dal timore di tali conversioni forzose e dei costi – ingiustfcati quanto una conversione ex lege avulsa dalle modalità di attuazione effettiva del rapporto di lavoro – che ne conseguirebbero. 

Fonte: Fondazione Studi – Circolare n. 06 del 09/04/12 – Analisi Tecnica sul Disegno di Legge legato alla riforma del mercato del lavoro e le conseguenze sul Contratto a Progetto e altre prestazioni di lavoro autonomo.


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Eventi, In evidenza, Politiche del lavoro, Previdenza, Rappresentanza »

| 12 aprile 2012 | 8 COMMENTI | LETTO: 1.248 VOLTE | SHORT URL |

Il consiglio direttivo di ACTA si è riunito per decidere quali azioni intraprendere per opporci all’attuazione degli articoli del DDL Lavoro che ci riguardano.
Abbiamo valutato, dopo una lunga discussione, di cercare di agire su più fronti e non concentrare tutte le energie in un solo evento.

Queste le azioni che stiamo attivando:

  1. partecipare a tutte le iniziative promosse da parti sociali e partiti politici che discutono di lavoro e professioni. Già questa settimana Acta è stata invitata a due iniziative promosse dal PD a Roma e a Milano. In queste occasioni spieghiamo le nostre ragioni e il nostro dissenso. Vi invitiamo a partecipare all’ incontro  di oggi pomeriggio alle 14,30 a Milano (al Pirellone in via Fabio Filzi 22, sala del Gonfalone) in cui sarà presente il Senatore Tiziano Treu, vice presidente della Commissione lavoro al Senato.
  2. Stendere un documento da condividere con altre associazioni che rappresentano professioni autonomi e con gli ordini professionali interessati per cercare di allargare quanto più possibile le alleanze e dimostrare quanto grave potrebbe essere il danno della riforma;
  3. Contattare politici per cercare di intervenire sugli emendamenti presentati in sede di discussione parlamentare;
  4. Partecipare a tutte le iniziative di dissenso e darne ampia diffusione sul sito;
  5. Organizzare una manifestazione ancora da definire in luoghi o occasioni simbolo per il lavoro autonomo professionale;
  6. Fare pressing sulla Commissione lavoro al Senato che sta esaminando il DDL della Riforma del lavoro. E’ infatti importante che le modifiche avvengano al Senato perchè poi sarà molto più difficile! Siete invitati tutti a collaborare!

Restate in ascolto sul sito e sui canali social network di Acta!


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