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Articoli etichettati con il TAG "contributi"

Fisco, Previdenza »

| 17 febbraio 2011 | 4 COMMENTI | LETTO: 9.376 VOLTE | SHORT URL |

L’abbiamo spesso pensato e dichiarato: sarebbe molto meglio tenerci i soldi che versiamo all’INPS, che comunque non ci garantiranno una pensione decente.
Alcuni di noi hanno questa possibilità! Sono coloro che svolgono attività dell’ingegno di carattere creativo rientranti nel regime del diritto d’autore. Ma sembra che non sempre sia un reale vantaggio.
Un interessante e accurato articolo pubblicato da  The Checklist for freelancers, scritto da Sandra Biondo, mette in evidenza che ci sono casi in cui sarebbe più conveniente pagare l’INPS (potete trovare informazioni su Sandra nel suo blog Brasil meu amor).

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Condividi Invia per E-mailStampaCrea PDF Autore: Anna Soru

Diritti, Fisco, Politiche del lavoro, Previdenza »

| 3 dicembre 2010 | 3 COMMENTI | LETTO: 1.107 VOLTE | SHORT URL |

È passato da poco il 30 novembre, innominabile data-boia: coincide infatti con la scadenza del versamento del secondo acconto – perentorio, non rateizzabile –  di tasse e contributi. E che contributi! Per i professionisti non ordinistici siamo giunti, si sa, al 26,72%. Un drenaggio insostenibile (dal punto di vista del prelievo subìto), ancorché insufficiente alla costruzione di un congruo montante contributivo (benché, forse, qualche alternativa di gestione ci sarebbe, se non altro privatistica). Per non parlare, al presente, della controparte di servizi sociali che ci vengono riconosciuti… No comment.

Sono osservazioni cui accenno rapidamente, rimandando ad altri post in questo stesso sito (per esempio gli articoli nella categoria Previdenza) per analisi più dettagliate e approfondite. Avviso chi si fosse affacciato da poco al mondo del lavoro autonomo che si tratta di materiale per stomaci forti e sistemi immunitari ben collaudati. Continua a leggere »


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Condividi Invia per E-mailStampaCrea PDF Autore: Antonella Gallino

In evidenza, Pensione, Politiche del lavoro »

| 11 novembre 2010 | 5 COMMENTI | LETTO: 2.043 VOLTE | SHORT URL |

Tempi Grigi per le Partite IVASiamo molto preoccupati, si parla di nuovi aumenti della contribuzione INPS Gestione Separata. Non pensavamo fosse possibile, essendo già aumentati vertiginosamente in 15 anni (dal 10% al 26,72%), e perché sono i più elevati contributi previdenziali pagati dai lavoratori autonomi (commercianti e artigiani pagano intorno al 20%, professionisti con casse private il 12-14%).

Invece, in più di una dichiarazione, esponenti sindacali e politici auspicano un aumento dei contributi per due motivi:

1) per assicurare pensioni adeguate;

2) per ridurre la convenienza delle imprese a ricorrere a collaborazioni e Partite IVA in sostituzione del lavoro dipendente.

Ma davvero aumentare ancora i contributi pensionistici è la strada giusta da percorrere? Proviamo ad analizzare separatamente le due questioni.

Le pensioni

Proiezioni pubblicate dal Corriere della Sera parlano di pensioni pari al 36% dell’ultimo reddito per i collaboratori e al 45% per dipendenti, contro il 70-80% finora considerato normale e necessario al mantenimento di una vita decente.

Alzare i contributi degli iscritti alla Gestione Separata potrebbe far aumentare di qualche punto il grado di copertura pensionistica, ma saremmo comunque ben lontani da quel 70-80%. Per arrivare a tale risultato i contributi dovrebbero raddoppiare, superando il 50%! Ipotesi chiaramente insostenibile, persino per il sindacato. Le proiezioni riportate dal Corriere mettono in evidenza tutta l’iniquità e l’inadeguatezza della riforma pensionistica contributiva nella versione italiana. Per almeno due motivi: Continua a leggere »


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Pensione, Previdenza »

| 15 ottobre 2010 | 10 COMMENTI | LETTO: 1.891 VOLTE | SHORT URL |

Siamo stati i primi a protestare contro la “battuta” del presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua e i primi a sollevare il problema della Busta Arancione. Per questo siamo contenti che sulla Rete altri si siano aggiunti e la protesta stia rimbalzando su blog, siti, giornali e TV. Circolano, tuttavia, alcune interpretazioni scorrette sulla pensione che ci attende e soprattutto su come affrontare il problema. E’ bene chiarire.

Il sistema contributivo è una fregatura per tutti coloro che vi ricadono, non soltanto per gli iscritti alla Gestione Separata, perché:

  • i coefficienti che convertono in pensione il montante contributivo (ovvero quanto versiamo negli anni attraverso i nostri contributi) sono molto bassi e in diminuzione: l’ultima riduzione è del gennaio 2010 e altre interverranno automaticamente con l’innalzamento della vita media. Attualmente per 100.000 euro versati si ha diritto a una pensione massima di 5.620 euro annui al lordo delle imposte. Al mese calcolatelo voi, che personalmente mi spaventa. E in futuro sarà molto peggio;
  • la rivalutazione della pensione, ancorata all’andamento dell’economia (non entusiasmante anche prima della crisi), non garantisce il mantenimento del potere d’acquisto;
  • a differenza di quanto accadeva con il sistama di calcolo della pensione cosiddetto “retributivo”, tutte le difficoltà della vita lavorativa (stage non pagati, periodi di disoccupazione, periodi di part-time per la cura dei figli ecc.) si riflettono pesantemente sulla pensione futura poiché si riceverà in proporzione a quanto versato.

Tutti i giovani ricadono nel contributivo, per questo è  un problema che si definisce generazionale. E’ anche vero che la situazione di chi è iscritto a una Gestione Separata è in una situazione peggiore della media. I motivi principali sono due:

  • tutti quanti possiamo avere nel corso della nostra  vita lavorativa periodi di inattività: malattia, infortuni, disoccupazione. Per i dipendenti è prevista in tali periodi una copertura dei versamenti pensionistici. Per gli autonomi tali periodi risultano scoperti e ciò si riflette necessariamente sulla pensione;
  • mentre per i lavoratori dipendenti che avevano iniziato a lavorare prima del 1995 (anno di applicazione della Riforma delle Pensioni) è stato previsto un passaggio graduale dal sistema retributivo a quello contributivo, per gli iscritti alla Gestione Separata questo non è avvenuto. Si è discusso per anni di scalini e scaloni per i dipendenti, nessuno si è preoccupato della voragine degli iscritti alla Gestione Separata.

Come rimediare? Continua a leggere »


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Fisco »

| 7 giugno 2010 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.279 VOLTE | SHORT URL |

L’alto peso di contributi a carico dei lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata si riflette anche in minori detrazioni fiscali.

Il nostro sistema fiscale prevede una detrazione da calcolare in funzione del reddito netto (R1-R2, dove R2 è il reddito abitazione). Il modello UNICO prevede questo calcolo al rigo RN12 secondo la seguente formula:

  • Quoziente=(55000-Reddito_netto)/50200
  • Detrazione spettante=1104*Quoziente

Il Reddito netto comprende in realtà anche i contributi a carico del lavoratore e questo calcolo è estremamente svantaggiosa per i tutti i lavoratori autonomi, che versano personalmente tutti i contributi dovuti (ovvero: Gestione separata con IVA, artigiani, commercianti ecc.).

Facciamo un esempio:

Situazione attuale della Gestione separata con IVA

  • Reddito di attività: € 36.000  (Rigo RN1)
  • Contributi: €  9.619  (a carico totale contribuente)
  • (Reddito al netto dei contributi € 26.381)
  • Quoziente=(55000-36000)/50200=0,3784
  • Detrazione=1104*0,3784 =   418

 

Se il nostro reddito fosse calcolato al netto di una parte dei contributi previdenziali,  in maniera analoga a quello di dipendenti e parasubordinati, la detrazione fiscale sarebbe più favorevole di € 141.

Se anche noi potessimo detrarre i 2/3 dei contributi come se fossero versati dal committente o datore (Co.Co.Pro, dipendenti), avremmo una diminuzione del reddito di attività da indicare nel rigo RN1; ecco i nuovi calcoli (NB: il nostro reddito al netto dei contributi non è cambiato):

  • Reddito di attività: € 36.000 (Rigo RN1)
  • riduzione 2/3 Contributi €  6.412,8
  • Nuovo reddito d’attivita € 29.587,2  (nuovo rigo RN1)
  • Nuovo Quoziente=(55000-29587,2)/50200=0,506231
  • Detrazione=1104*0,5062= €  559     (Rigo RN12)

Da notare, inoltre, che il reddito netto (RN1) è alla base dei calcoli per gli sconti su numerosi servizi (scuole, asili, mense figli ecc.).

Cosa suggerire per rendere equo questo calcolo?

Utilizzare per il calcolo del quoziente il reddito al netto dei contributi sociali obbligatori, o meglio ancora considerare il rigo RN4 – Reddito Imponibile.

Articolo di Luigi Daghetti


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Pensione, Previdenza »

| 6 marzo 2010 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.017 VOLTE | SHORT URL |

Su Italia Oggi del 3 marzo 2010, si legge in un articolo di Ignazio Marino :

“Per chi non è iscritto ad un ordine i contributi previdenziali diventano molto più salati. Il riferimento è per l’universo dei non regolamentati. Dentro ci sono i collaboratori a progetto ma anche i tributaristi, gli amministratori di condominio ecc. Per queste figure l’ente di riferimento è l’Inps, gestione separata. Intanto, al contrario di quello che accade nelle casse dei liberi professionisti regolamentati, per il giovane lavoratore non c’è alcuno sconto. Si va a versare direttamente il 26,72% (per il 2010) del reddito professionale. Per avere pensioni molto meno laute dei cugini incardinati negli ordini. In questo senso l’esercizio di una libera professione (avvocato, consulente del lavoro, ingegnere ecc.) presenta condizioni molto più vantaggiose. A pieno regime un professionista «ordinato» senior versa praticamente la metà.”

Lo sapevamo già e lo diciamo da tempo, ma è comunque bene che venga sottolineato anche dalla stampa. L’articolo intero è disponibile qui.


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Previdenza »

| 20 febbraio 2010 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.451 VOLTE | SHORT URL |

I professionisti assicurati nella Gestione separata possono riscattare i periodi di collaborazione anteriori al 1° aprile 1996, data di entrata in vigore della legge n. 335/1995 che ha istituito la Gestione Separata dei lavoratori autonomi presso INPS.

L’Inps interviene, con il messaggio n. 25982/2008 del 19 novembre 2008, con l’obiettivo di far chiarezza riguardo ai periodi di collaborazione coordinata e continuativa prestata prima dell’istituzione della Gestione separata. Il dubbio era sorto in merito all’individuazione dei soggetti destinatari della facoltà di riscatto prevista dall’articolo 51, comma 2, della legge 488/1999 e in relazione alla verifica dei requisiti di accesso al riscatto. La legge citata stabilisce che la facoltà di riscattare i periodi di collaborazione antecedenti al 1° aprile 1996 può essere esercitata dagli iscritti alla Gestione separata, ma con riferimento esclusivo a periodi di attività prestata in veste di collaboratori coordinati e continuativi. Di conseguenza, il riscatto può essere concesso anche ai professionisti assicurati nella Gestione a condizione, però, che, nei periodi oggetto della richiesta, abbiano svolto l’attività sotto form a di co.co.co.. Per avere una conferma di ciò, si deve procedere con l’esame delle corrispondenti dichiarazioni dei redditi ai fini fiscali. Dunque, si deve accertare la presenza di redditi di lavoro autonomo e reddito autonomo.


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Fisco, Libri Articoli Approfondimenti, Previdenza »

| 6 dicembre 2009 | 3 COMMENTI | LETTO: 1.473 VOLTE | SHORT URL |

InvisibiliNell’approfondimento della Rubrica settimanale ”I nostri soldi” del Tg Regionale (Rai 3) del 5 dicembre 2009, dedicato al tema del costo del lavoro, trovano spazio (al minuto 8:37) alcuni dati elaborati da ACTA.

Si parla degli “invisibili” e si mette in evidenza la maggiore pressione fiscale-previdenziale dei lavoratori professionali autonomi rispetto al lavoro dipendente a parità di reddito lordo. Al termine del calcolo, il reddito disponibile è ampiamente diverso tra le due tipologie di lavoratori, come mostra il grafico qui riprodotto:


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