Articoli etichettati con il TAG "Busta arancione"
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E’ stato pubblicato il nuovo rapporto dell’INPS.
La prefazione, a firma del suo Presidente, è un concentrato di orgogliose rivendicazioni che suonano come una beffa per chi rientra nel regime pensionistico contributivo.
Con un incipit trionfalistico rivendica i successi del riequilibrio dei conti e il coraggio di quanti hanno osato cambiare, dimenticando che questi capitani coraggiosi hanno rinviato l’operatività del contributivo per non ricadere essi stessi nel nuovo sistema.
Nega che i giovani siano stati penalizzati dalla riforma e ribadisce che non si possono fare previsioni per il futuro, quindi niente busta arancione.
La prefazione continua con la fiera attribuzione a dirigenti e funzionari INPS del ruolo di “prefetti del welfare” (copyright Sacconi) e con un temerario parallelismo tra l’INPS e la famiglia, i due baluardi alla crisi. Si ricorda che il sistema è solidale, perché paga le pensioni di agricoltori che non hanno versato adeguati contributi (ciò vale anche per categorie , come quella dei dirigenti, che grazie a questa solidarietà possono contare su pensioni molto generose, ma su questo la prefazione glissa) e perché ha erogato 20 miliardi di euro per ammortizzatori sociali nel 2010 (è irrilevante che i non dipendenti, come sempre, non vi abbiano potuto accedere?). Si sottolinea la solidarietà generazionale, quella dei giovani nei confronti dei vecchi. Chi sarà solidale con loro, che sconteranno situazioni lavorative sempre più discontinue e redditi in diminuzione? Chi sarà solidale con gli iscritti alla gestione separata che con i loro contributi sostengono le generose pensioni retributive di chi ha versato molto poco ?
Leggere per credere
Autore: Anna Soru
Previdenza »
Come riportano numerose fonti giornalistiche (AGI, Milano Finanza etc.), intervenendo a Sky Tg24 Economia, il presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua è tornato sulla questione della Gestione Separata, dichiarando:
Gli iscritti alla Gestione Separata sono circa 3 milioni, è una platea molto eterogenea dove c’é un po’ di tutto, dai Co.Co.Pro. agli autonomi. E’ giusto dare le notizie, ma non fare allarmismo, per questo sottolineo che nelle banche dati INPS non c’é nessuna persona che risieda nella Gestione Separata per più di 5 anni e mezzo.
Più del 90% delle persone esce dalla Gestione Separata e va in altre gestioni, quindi fare simulazioni su 40 anni di Gestione Separata non è verosimile, non è realistico.
Mastrapasqua ha inoltre criticato la “carenza di informazione” intorno alla previdenza complementare e ha aggiunto:
[...] ora che il cantiere della previdenza è completato, e queste saranno le regole del gioco nei prossimi anni, c’é il dovere da parte di tutti gli attori, pubblici e privati, di fare una corretta informazione, non soltanto per vendere qualcosa, ma per far capire ai cittadini di cosa stiamo parlando.
Per prima cosa posso certamente smentire l’affermazione “non c’é nessuna persona che risieda nella Gestione separata per più di 5 anni e mezzo”. Contribuisco alla Gestione Separata ininterrottamente dal 1996, ovvero da quando è stata creata. E non sono un’eccezione, tutt’altro. Da dove viene dunque la dichiarazione del presidente dell’INPS?
Autore: Anna Soru
Pensione, Previdenza »
Siamo stati i primi a protestare contro la “battuta” del presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua e i primi a sollevare il problema della Busta Arancione. Per questo siamo contenti che sulla Rete altri si siano aggiunti e la protesta stia rimbalzando su blog, siti, giornali e TV. Circolano, tuttavia, alcune interpretazioni scorrette sulla pensione che ci attende e soprattutto su come affrontare il problema. E’ bene chiarire.
Il sistema contributivo è una fregatura per tutti coloro che vi ricadono, non soltanto per gli iscritti alla Gestione Separata, perché:
- i coefficienti che convertono in pensione il montante contributivo (ovvero quanto versiamo negli anni attraverso i nostri contributi) sono molto bassi e in diminuzione: l’ultima riduzione è del gennaio 2010 e altre interverranno automaticamente con l’innalzamento della vita media. Attualmente per 100.000 euro versati si ha diritto a una pensione massima di 5.620 euro annui al lordo delle imposte. Al mese calcolatelo voi, che personalmente mi spaventa. E in futuro sarà molto peggio;
- la rivalutazione della pensione, ancorata all’andamento dell’economia (non entusiasmante anche prima della crisi), non garantisce il mantenimento del potere d’acquisto;
- a differenza di quanto accadeva con il sistama di calcolo della pensione cosiddetto “retributivo”, tutte le difficoltà della vita lavorativa (stage non pagati, periodi di disoccupazione, periodi di part-time per la cura dei figli ecc.) si riflettono pesantemente sulla pensione futura poiché si riceverà in proporzione a quanto versato.
Tutti i giovani ricadono nel contributivo, per questo è un problema che si definisce generazionale. E’ anche vero che la situazione di chi è iscritto a una Gestione Separata è in una situazione peggiore della media. I motivi principali sono due:
- tutti quanti possiamo avere nel corso della nostra vita lavorativa periodi di inattività: malattia, infortuni, disoccupazione. Per i dipendenti è prevista in tali periodi una copertura dei versamenti pensionistici. Per gli autonomi tali periodi risultano scoperti e ciò si riflette necessariamente sulla pensione;
- mentre per i lavoratori dipendenti che avevano iniziato a lavorare prima del 1995 (anno di applicazione della Riforma delle Pensioni) è stato previsto un passaggio graduale dal sistema retributivo a quello contributivo, per gli iscritti alla Gestione Separata questo non è avvenuto. Si è discusso per anni di scalini e scaloni per i dipendenti, nessuno si è preoccupato della voragine degli iscritti alla Gestione Separata.
Come rimediare? Continua a leggere »
Autore: Anna Soru
Pensione, Previdenza, Primo Piano »
Le dichiarazioni del presidente dell’INPS Antonio Mastropasqua confermano le denunce di ACTA sulle omissioni del Governo sulle Pensioni dei lavoratori iscritti alla Gestione Separata. Il Governo chiarisca subito perché preferisce tenere nell’ignoranza i lavoratori italiani.
Il presidente dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale Antonio Mastropasqua ha annunciato che la prossima settimana saranno inviate circa 4 milioni di lettere agli Iscritti alla Gestione Separata INPS per spiegare come consultare online la posizione previdenziale personale. Non sarà possibile per i lavoratori simulare sullo stesso sito quello che dovrebbe essere la pensione che percepiranno al momento della quiescenza perché – come dichiarato oggi da Mastropasqua secondo il Corriere della Sera
se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale.
È una dichiarazione gravissima che deve essere ulteriormente chiarita dalle più alte cariche dello Stato, a partire dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Continua a leggere »
Autore: ACTA
Pensione, Previdenza »
Un trafiletto a Pag. 33 del Corriere della Sera di oggi, 20 maggio 2010, annuncia che “Nei prossimi giorni l’INPS manderà una ‘busta arancione’ (come negli altri Paesi europei) a 20 milioni di lavoratori per far luce sulla situazione contributiva di ognuno. Ad annunciarlo è il presidente dell’istituto previdenziale, Antonio Mastropasqua.”
Arriverà, dunque, la Busta Arancione, al centro della recente Campagna di ACTA, e conterrà l’estratto conto aggiornato sullo stato del proprio accantonamento previdenziale e le proiezioni sui tempi di maturazione dei requisiti per il pensionamento e sulle potenziali prestazioni pensionistiche maturate a fine carriera, come promesso dal Ministro Sacconi?
Autore: Anna Soru
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La denuncia di ACTA ha smosso le acque! All’articolo di Dario Di Vico, sul Corriere della Sera del 4 maggio 2010, “PARTITE IVA – La busta che non arriva e i professionisti senza rete“, già segnalato e messo in download anche nel precendete post, sono seguiti numerosi commenti e segnalazioni, soprattutto sul Web, determinate dalla camapagna promossa da ACTA. Tra gli ultimi interventi, segnaliamo “Io, Partita IVA” di Debora Serracchiani (PD) proprio sul Blog “Generazione PRO PRO” del Corriere della Sera.
La replica dell’INPS a tutta questa vicenda è stata affidata a un Comunicato Ufficiale dell’11 maggio 2010, con cui si annuncia che dopo l’estate circa tre milioni di cittadini iscritti alla Gestione Separata, dotandosi di PIN, potranno consultare online il loro Fascicolo Previdenziale Personale. Ebbene, quale è la novità? Da anni abbiamo questa possibilità, come dimostra il documento con cui l’INPS già nel 2004 forniva a una nostra socia il famoso PIN.

Autore: Anna Soru
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Dov’è finita la fantomatica “busta arancione” che l’INPS doveva mandare ai contribuenti?
Il governo cela la verità su pensioni dei cittadini e tutele per i professionisti autonomi! I governi di destra e di sinistra sono d’accordo almeno su una cosa: meglio non eccedere in trasparenza sul Welfare previsto per i lavoratori professionali autonomi e chi rientra nel “sistema contributivo”!!
L’anno scorso, il ministro Sacconi ha annunciato in due occasioni che entro il 2010 l’INPS avrebbe mandato a ogni contribuente una “busta arancione” con un estratto conto sullo stato dei suoi pagamenti previdenziali. Sull’esempio della Svezia, ogni italiano avrebbe conosciuto le proiezioni riguardo alla pensione che può aspettarsi a fine carriera. Quest’anno l’INPS ha smentito la promessa: nessuna busta, nessuna informazione.
ACTA DENUNCIA L’ENNESIMA AZIONE DI ABBANDONO E DISINTERESSE PER IL LAVORO PROFESSIONALE AUTONOMO. ACTA DENUNCIA QUESTA COPERTURA!
Come mai si è preferito non mantenere la promessa? Forse perché è meglio che molti italiani non si rendano conto di quale Welfare li aspetti. Noi una percezione l’abbiamo già, poiché siamo soggetti a un sistema previdenziale fortemente sperequato.
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Autore: ACTA












