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ACTA ha rimesso in scena “Lo Stato del Quinto Stato”, nell’ambito di “Work in Progress”, 7a rassegna dedicata al lavoro del Teatro Ringhiera di Milano.
Dopo molte prove e una lunga attesa, ecco che entrano in scena. Muti, con i loro cartelli gialli: tanti punti di domanda e qualche tentativo di darsi delle risposte. Sono i nostri Actori, che quasi alla mezzanotte entrano in scena nel grande piazzale esterno del Teatro Ringhiera. Continua a leggere »
Autore: ACTA
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VENERDI’ 25 MAGGIO ALLE 22.30 PERFORMANCE DI ACTA
CON LO SPETTACOLO “LO STATO DEL QUINTO STATO”
NELL’AMBITO DI “WORK IN PROGRESS”, RASSEGNA DEDICATA AL LAVORO DEL TEATRO RINGHIERA , MILANO.
Manca poco! Non prendere impegni per venerdì sera. Partecipa alla performance dei lavoratori autonomi di seconda generazione. Nell’ambito di “WORK IN PROGRESS il lavoro prima di tutto?!” rassegna dedicata al lavoro nelle sue varie sfaccettature del 7° Festival del Teatro Ringhiera di Milano, ACTA rimette in scena “Lo Stato del Quinto Stato” per raccontare la nostra condizione e rivendicare i nostri diritti. Per farci conoscere meglio e creare nuova consapevolezza e coalizioni.
Unisciti a noi! Porta colleghi e amici. Diffondi la notizia tra i tuoi contatti. Ti aspettiamo! Ancora non lo sai, ma in scena insieme a NOI ci sarai anche TU e il tuo lavoro.
Alla fine dello spettacolo verranno distribuite copie del Manifesto dei lavoratori autonomi redatto da ACTA e gli interessati potranno iscriversi e chiedere ulteriori informazioni sull’associazione e sulle nostre attività.
Autore: ACTA
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| mag ’12 |
| 25 |
| 22:00 |
Se vuoi ribadire il tuo no al DDL Fornero e affermare i diritti di cittadinanza del “Quinto Stato” vieni al Teatro Ringhiera.
Venerdì 25 maggio per la performance teatrale di ACTA.
Nell’ambito di “Work in Progress”, rassegna dedicata al lavoro del 7° Festival del Teatro Ringhiera di Milano, ACTA rimette in scena “Lo Stato del Quinto Stato”.
Una performance in cui noi lavoratori autonomi di seconda generazione ci raccontiamo, diretti dalla regista Marcela Serli, con l’obiettivo di far capire la nostra vita e il nostro mondo a chi non ci conosce.
Uno spettacolo che reinventa, aggiornandola con le ultime prodezze del Governo e molti nuovi “actori”, la rappresentazione della Triennale di Milano che due anni fa ha lanciato il Manifesto di ACTA.
Dialoghi reali ed esperienze condivise. Telefonate frenetiche. Multitasking esistenziale. Flessibilità a senso unico. Case trasformate in uffici e viceversa. Tutto questo, e il nostro Manifesto, le nostre parole in un racconto breve e insolito.
Chi ha la partita IVA si scoprirà forse meno solo, ritrovando i punti di contatto e le differenze nella vita e nel lavoro di altri suoi “simili”; chiunque altro interverrà pur non facendo parte del “Quinto Stato” capirà meglio il loro punto di vista e magari i loro stati d’animo.
Se vuoi affermare i diritti di cittadinanza del “Quinto Stato” in un momento in cui anche il governo dei tecnici sembra ascoltare solo i diritti dei poteri forti, non chiuderti in casa meditando di lanciarti dal balcone. Unisciti a tutti noi di ACTA.
Ti aspettiamo venerdì 25 sera a Milano al Teatro Ringhiera,
in Via Boifava 17 (MM2 fermata Abbiategrasso)
per la performance, un aperitivo e quattro chiacchiere.
Info e prenotazioni: 02 58325578 / 02 87390039
(dal lunedì al venerdì h 14.30-18)
info@atirteatro.it
www.atirteatro.it
Il programma della serata, con zona aperitivo e bar:
Ore 20.30 “Sciopero”con Gianluca Di Lauro e Alessandro Girami
Ore 21.15 “Racconti di protesta” I licenziati Treni Notte Binario 21 in presidio alla stazione Centrale di Milano, con la presenza di Giorgio Cremaschi della FIOM
Ore 22 “Bagatelle per piano sodato e voce flessibile” di Carlo Fava
Ore 22.30 “Lo Stato del Quinto Stato” ACTA, a cura di Marcela Serli
E con le incursioni spettacolar-provocatorie con artisti di strada resistenti della Compagnia del Gran Mastro.
Autore: Elisa
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Nei prossimi giorni saranno discussi gli emendamenti al DDL lavoro (N° 3249). Di seguito uno schema sugli emendamenti che ci sembrano più interessanti relativi agli articoli 9 (individuazione “finte partite iva”) e 36 (aumento contributivo lavoratori iscritti alla gestione separata).
Articolo 9
Articolo 36
Autore: ACTA
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Con un articolo dal titolo” Partite Iva come bancomat ” , Dario Di Vico riporta alcuni punti della memoria che abbiamo inviato alla Commissione lavoro al Senato. In particolare mette in evidenza quanto noi andiamodicendo da tempo, ma che finora non era stato recepito né dai media né dagli interlocutori istituzionali e cioè che l’incidenza della nostra contribuzione pensionistica supera già ora quella dei dipendenti. Infatti il 33% dei dipendenti é calcolato non sul costo complessivo del lavoro (come nel caso di un professionista con partita Iva, vera o finta che sia), ma sul loro reddito lordo , che é dato dal costo complessivo meno tutti gli oneri (pensionistici, di disoccupazione, malattia etc.) a carico del committente (quota rilevante perchè la gran parte degli oneri é a carico del committente).
Come mostra la tavola della nostra Memoria, pubblicata anche dal Corriere, il 33% pensionistico, riportato al costo del lavoro é in realtà pari al 25,63%, 1,4 punti percentuali in meno del nostro 27%. Ciò significa che se anche si volesse introdurre l’AsPI per coprire la nostra disoccupazione (come si vocifera in alcuni ambienti politici, per concederci un parziale “risarcimento” a fronte del vertiginoso incremento al 33% dei contributi) ci sono già spazi per farlo senza la necessità di aggravi. I contributi per l’AsPI sono infatti calcolati intorno all’1,3% del reddito lordo dei dipendenti.
Sostieni la Memoria di ACTA. Difendi il diritto a vivere del tuo lavoro!
Autore: ACTA
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Questa volta un po’ tutti hanno metabolizzato un concetto che da sempre come ACTA sosteniamo: i contributi li paghiamo noi iscritti alla Gestione Separata e non i nostri committenti, ogni aumento determina una riduzione del nostro reddito disponibile.
C’è tuttavia un altro concetto che invece risulta incompreso da politici, sindacalisti e anche professori: già ora i contributi pensionistici pagati da noi sono superiori a quelli di tutti gli altri lavoratori, compresi i dipendenti. Non è corretto sostenere che noi paghiamo il 26% e i dipendenti il 33%, perché quest’ultima percentuale è calcolata su una base diversa.
E’ vero i calcoli non sono facilissimi, ci riproviamo a spiegarli con dei grafici, in cui evidenziamo le principali voci che compongono il costo del lavoro.
Facciamo l’esempio di due imprese che hanno necessità di un servizio. La prima si avvale di un dipendente per un anno, la seconda nello stesso periodo ne affida la realizzazione ad un professionista autonomo. Ipotizziamo che il costo delle due soluzioni sia lo stesso : 40.000 euro. Vediamo nelle due soluzioni quale è l’incidenza pensionistica e il reddito disponibile.

Autore: ACTA















