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Articoli etichettati con il TAG "Anna Soru"

Calendario, Eventi, Leggi e Norme, Primo Piano, Rappresentanza »

| 8 maggio 2012 | 25 COMMENTI | LETTO: 1.241 VOLTE | SHORT URL |
mag
10
15:00

In un forum online organizzato dal Corriere della Sera si parlerà  del lavoro professionale con partita Iva.

All’incontro, moderato dal giornalista Dario Di Vico,  parteciperanno il Ministro Elsa Fornero, Costanzo Ranci, sociologo e professore al Politecnico di Milano, Anna Soru, Presidente ACTA, e Giuseppe Lupoi, Presidente COLAP.

L’incontro potrà essere seguito in diretta via Web dal sito del Corriere della Sera.


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Calendario, Eventi, Rappresentanza »

| 3 maggio 2012 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 276 VOLTE | SHORT URL |
mag
4
21:00

All’interno della quinta edizione Festival Città d’impresa che si tiene a Pordenone , segnaliamo l’incontro “I social network cambieranno la rappresentanza?” Venerdì 4 maggio alle 21.

All’incontro, coordinato da Dario Di Vico, parteciperanno:

  • Michelangelo Agrusti, presidente Unindustria Pordenone
  • Andrea Bolla, Presidente Confindustria Verona,
  • Paolo Feltrin, sociologo e docente Università di Trieste
  • Stefano Parisi, coordinatore nazionale Confindustria Digitale
  • Anna Soru, presidente ACTA

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Calendario, Eventi »

| 22 aprile 2012 | UN COMMENTO | LETTO: 504 VOLTE | SHORT URL |
apr
24
15:00

Segnaliamo che il 24 aprile alle ore 15 a Milano, presso la Triennale in Via Alemagna 6, ci sarà l’incontro “I lavori della terziarizzazione. Un confronto metropolitano tra Milano e Roma

Milano e Roma sono le maggiori concentrazioni italiane di lavoro e impresa della conoscenza, professionisti, creativi, tecnici della produzione terziaria metropolitana. La crisi apertasi nel 2008 ha colpito duramente il lavoro professionale e la piccola impresa terziaria, espellendo (temporaneamente?) dal mercato le componenti più precarie di questo mondo. Nonostante tutto, si moltiplicano progetti e iniziative imprenditoriali che hanno per protagonisti giovani e meno giovani professionisti, free lance, piccole società. Questa composizione, non da oggi, è senza voce nei tavoli che contano. E’ un mondo di individui, gruppi, reti professionali e sociali che sembrano non coagularsi mai intorno a forme strutturate di rappresentanza. Eppure la loro capacità di fare innovazione e innervare di saperi il tessuto della produzione territoriale, è risorsa preziosa non solo per le imprese e il mercato, ma per la stessa qualità sociale e ambientale delle città.

Di questi temi discuteranno:

  • Aldo Bonomi (Sociologo, Consorzio AASTER)
  • Dario Di Vico (Giornalista, Corriere della Sera)
  • Sergio Bologna (Storico e Saggista, ACTA, Autore di “Vita da Free Lance”)
  • Giuseppe Berta (Storico dell’economia, Università Bocconi)

Protagonisti

  • Paolo Alberti (CNA Torino)
  • Antonio Mecca (CNA Professioni Lombardia)
  • Giovanni Petrini (Avanzi, Milano)
  • Beniamino Saibene (Esterni, Milano)
  • Anna Soru (ACTA)
  • Giovanni ZIngales – Consulta Professioni CCIAA Milano
  • Claudio Panella – Capitale lavoro (Roma)

Chiusura

  • Cristina Tajani (Assessore Lavoro Comune di Milano)
  • Massimiliano Smeriglio (Assessore lavoro Provincia di Roma)

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In evidenza, Politiche del lavoro »

| 18 aprile 2012 | 7 COMMENTI | LETTO: 1.383 VOLTE | SHORT URL |

Elsa ForneroOggi siamo stati contattati dalla Segreteria del Ministro del Lavoro. Racconta Anna Soru, presidente di ACTA:  

Questa mattina, con grandissima sorpresa, ricevo una mail che mi chiede un contatto telefonico perchè il Ministro desidera parlarmi. Naturalmente, emozionata,  invio subito il numero del mio cellulare. Dopo appena mezz’ora il telefono squilla e una segretaria mi passa la Professoressa Fornero!
Il Ministro molto gentilmente ricorda di avermi già conosciuto (avevo avuto alcune occasioni di confrontarmi con lei qualche anno fa su temi pensionistici) e mi comunica che ha ricevuto la nostra Memoria, che però le è stata consegnata solo oggi.
Ci confrontiamo pacatamente sulle questioni che a noi di Acta stanno molto a cuore, ovvero sui criteri per il riconoscimento delle finte partite Iva e sull’aumento dei contributi e naturalmente cerco di esporre il nostro punto di vista.
Il Ministro assicura che leggerà con attenzione la nostra Memoria e che poi ci sarà occasione per un ulteriore confronto.

Un segnale che ci incoraggia a continuare ad impegnarci per modificare il DDL del Governo

Sostieni la Memoria di ACTA in Commissione Lavoro del Senato!

Difendi il diritto a vivere del tuo lavoro!

Unisciti alla nostra protesta
Venerdì 20 Aprile a Milano
Dalle 18.30 in poi troviamoci al Fuorisalone in Via Tortona, al ponte sulla ferrovia

Maggiori informazioni sulla mobilitazione ACTA:
> DIFENDI IL DIRITTO A VIVERE DEL TUO LAVORO <



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Leggi e Norme, Rappresentanza »

| 16 marzo 2012 | UN COMMENTO | LETTO: 727 VOLTE | SHORT URL |

In un articolo pubblicato dal Corriere della Sera di oggi a firma Dario Di Vico dal titolo “I piccoli:contano solo Confindustria e sindacati” si parla della nostra delusione al sopravvivere della vecchia triangolazione Governo-Confindustria-sindacati. In particolare si legge

(…) Quel triangolo le ha escluse persino dal tavolo e Anna Soru, presidente di Acta (l’associazione dei consulenti del terziario avanzato) sostiene che tutti coloro che nel governo o nei partiti si occupano della riforma continuano «a pensare solo dentro gli schemi del lavoro dipendente e non sanno niente di quello autonomo».

 (…) Tra le partite Iva i mugugni sono ancora più forti. L’impressione è di essere rimasti “figli di un Dio minore” anche in un contesto politico che si era prefissato l’obiettivo di allargare la platea dei rappresentati. E invece, ad esempio, l’intervento sulle finte partite Iva riguarderà solo le professioni non ordinistiche, ricalcando quindi una vecchia bipartizione che ha mandato da sempre in bestia consulenti e knowledge worker. In più i criteri per individuare la finzione sono la monocommittenza e la fruizione di una postazione di lavoro presso il committente. «Ma ciò richiede l’azione degli ispettori del lavoro. E allora se entrano in gioco gli ispettori sono molte le cose che vorremo far verificare» dicono ad Acta. La considerazione più amara riguarda però l’aumento dei contributi previdenziali: c’è il fondato sospetto che li si voglia far salire, per parasubordinati e partite Iva, dall’attuale 28% fino al 33% e quest’operazione per Soru è «inaccettabile».


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Appelli e Lettere, Libri Articoli Approfondimenti »

| 1 dicembre 2011 | 3 COMMENTI | LETTO: 726 VOLTE | SHORT URL |

Sul Corriere della Sera di oggi 1 dicembre un approfondimento di Dario Di Vico, annunciato in prima pagina e riportato a pagina 16, evidenzia le posizioni di Acta.

Di Vico ricorda i ripetuti aumenti dei nostri contributi pensionistici per finanziare operazioni a noi estranee (l’ultima volta con la legge di stabilità) e l’ancora non risolta questione IRAP. Cita la lettera del Consiglio Direttivo di Acta al Governo per segnalare che sotto molti aspetti é in sintonia con le misure in cantiere: riforma previdenziale con la costruzione di una grande INPS,  lotta all’evasione, liberalizzazione delle professioni.  Ma ne ricorda anche i caveat riportati nella lettera e ribaditi da un’intervista ad Anna Soru. Così con riferimento alle questioni fiscali: 

Oggi si riparla di aumentare l’Iva e Acta interviene per dire che un eventuale aumento sui servizi professionali rappresenterebbe un torto. “Si dice di voler spostare la fiscalità dalle persone alle cose ma noi siamo consulenti e i nostri prodotti sono servizi. Anche da questi dettagli si capisce solo che il lavoro autonomo non ha ancora una sua dignità”commenta Soru. Il tema della tracciabilità dei guadagni non trova obiezione tra le partite Iva. Ad Acta sostengono però che bisogna evitare gli accertamenti senza contraddittorio. Niente da dire su strumenti come gli studi di settore o il redditometro , ma è il fisco che deve dimostrare che “noi abbiamo evaso, non il contrario”.

Sulla previdenza, ricorda la sperequazione della contribuzione dei professionisti con partita iva senza cassa rispetto agli altri autonomi (professionisti con cassa, artigiani e commercianti) e rilancia la richiesta di trasparenza con la busta arancione.


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Libri Articoli Approfondimenti, Pensione »

| 1 novembre 2011 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 616 VOLTE | SHORT URL |

Le nostre analisi sulla recente ricerca di Stefano Patriarca, ricercatore dell’Ufficio Studi dell’INPS , sono state rilanciate sul Corriere della Sera.
Oggi primo novembre 2011, è stata pubblicata un’intervista di Isidoro Trovato ad Anna Soru sulle pensioni del sistema contributivo (I conti delle pensioni degli under 40). Il Presidente di ACTA ribadisce le perplessità già esposte sul nostro sito (Pensioni contributive adeguate? solo propaganda). Le proiezioni pubblicate dalla ricerca sono basate su ipotesi non realistiche. La realtà che attende i pensionati contributivi è (purtroppo) ben più preoccupante di quanto sostenuto dal ricercatore INPS.


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Primo Piano »

| 23 settembre 2011 | 6 COMMENTI | LETTO: 726 VOLTE | SHORT URL |

NUOVO CD ACTA!Si sono chiuse da poco le elezioni interne ai soci ACTA per la nomina di chi rappresenterà nei prossimi anni i lavoratori professionali autonomi iscritti alla nostra assocaizione. Alcuni sono volti già noti, altri new entry.

Anna Soru è stata riconfermata nel ruolo di Presidente e Alfonso Miceli come Vicepresidente.

Cambia invece il Consiglio Direttivo che rinnova buona parte dei tredici Consiglieri. Sei hanno confermato la disponibilità e lavoreranno in continuità con il precedente Consiglio, mentre i nuovi eletti sono sette, ma tutti già da tempo soci attivi. I Consiglieri riconfermati sono Sergio Bologna, Samanta Boni, Romano Calvo, Maria Luisa Di Bella, Adriana Mongelli, Cristina Zanni. I nuovi sono, invece, Dario Banfi, Elsa Bettella, Federico Fischanger, Elisa Marras, Adele Oliveri, Francesca Pesce, Ugo Testoni. La composizione dei Consiglieri si amplia anche dal punto di vista geografico, facendo entrare per la prima volta rappresentanti delle aree di Roma e della Toscana.

Grazie a chi ha votato in questi mesi i nuovi eletti e a tutti quanti buon lavoro!


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Leggi e Norme »

| 18 agosto 2011 | UN COMMENTO | LETTO: 1.115 VOLTE | SHORT URL |

Ne parla Dario Di Vico nel Corriere della Sera del 17 agosto 2011, nell’articolo Il fronte del no diviso sull’IVA, che riporta le perplessità di Acta. Si legge nell’articolo:

Una novità contenuta nel decreto e finora rimasta inosservata è l’ espresso riconoscimento – contenuto nell’ articolo 8 secondo comma – dei rapporti di lavoro con partita Iva. È la prima volta che il legislatore ne parla ma la scelta fatta è di rinunciare (almeno per ora) a uno Statuto del lavoro autonomo e demandare la regolamentazione di questo particolare rapporto di lavoro alla contrattazione aziendale/territoriale. «Il governo ha deciso di includere le partite Iva alla pari del lavoro dipendente? – si chiede Anna Soru, presidente di Acta, l’ associazione del terziario avanzato. – Ma come si fa? È possibile solo per le situazioni in cui il lavoratore con partita Iva svolge attività analoghe a quelle dei dipendenti». Ma pensiamo a una consulenza di marketing o di organizzazione aziendale o alla creazione di un sito web, come potrà essere regolata dalla contrattazione aziendale, sulla base di quali parametri? E quali sono le parti sociali che rappresenterebbero le partite Iva? I sindacati confederali, forse? Tutti interrogativi che formulati da Acta riportano però alla più generale difficoltà del governo di ritrovare il bandolo della matassa del rapporto con i ceti medi. Si procede a tentoni nel buio e il rischio di inciampare, non una ma più volte, è altissimo.

E’ un modo per evitare di intervenire fattivamente? Prima un rincorrersi di statuti annunciati e mai realizzati (statuto dei lavori, statuto del lavoro autonomi), ora un rinvio alla contrattazione aziendale/territoriale, che non è chiaro come potrà agire.
Perchè non partire da qualche regola base che, ad esempio, tuteli efficacemente (al pari di quanto avviene coi dipendenti) i diritti del lavoratore autonomo nei confronti del committente che fallisce, che non paga o che ritarda i pagamenti? Anche quando il cliente è la Pubblica Amministrazione.


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Fisco, Leggi e Norme »

| 8 luglio 2011 | 5 COMMENTI | LETTO: 1.670 VOLTE | SHORT URL |

La morte del forfettone
In un articolo sul Corriere della Sera che inizia in prima pagina dal titolo “Le partite Iva e il rischio di tasse più alte”, Dario Di Vico ben interpreta le nostre reazioni sulla manovra finanziaria.
Scrive infatti:

Prima un sospiro di sollievo e poi invece giù con la calcolatrice a fare i conti.
Lo stato d’animo delle partite Iva di fronte alla manovra di rientro dal debito è altalenante. Il rischio che i contributi previdenziali obbligatori da versare alla gestione separata dell’Inps passassero in una notte dal 26 al 33% ha fatto tremare consulenti e altri professionisti con partita Iva. La norma è stata presa in seria considerazione dalle strutture ministeriali incaricate di preparare “i tagli” ma poi fortunatamente è stata derubricata. E ora però l’attenzione e le preoccupazioni delle partite Iva si è spostata sulla “morte del forfettone”.

Con il decreto Tremonti il forfettone salta o meglio cambia pelle: scende drasticamente al 5% ma solo per coloro i quali hanno iniziato l’attività negli ultimi cinque anni o vorranno iniziarla adesso . (In un primo tempo era stato previsto anche un limite anagrafico, 35 anni, che è stato eliminato nella stesura finale)

Riporta poi stime ACTA sull’aumento della pressione fiscale che ne potrà derivare (+6-9% per chi ha un imponibile tra i 20 e i 30.000 euro) e dà voce al nostro timore  che l’aumento dei contributi possa essere solo rinviato.

Siamo sempre sul chi vive – dice Anna Soru, presidente di Acta – La tentazione di far cassa con i nostri redditi è ricorrente, i sindacati confederali sono favorevoli in linea di principio e, visto che non abbiamo lobby che ci difendono, già oggi paghiamo dieci punti in più dei professionisti tutelati da Ordini.


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