Cristina Mariani, esperta di marketing e autrice del libro “Marketing Low Cost” (Franco Angeli, 2009), il 10 marzo terrà una lezione online gratuita sull’argomento. Per partecipare basterà registrarsisul sito di OILPROJECT, scuola virtuale – gratuita e aperta a tutti – in cui si discute di attualità, Internet e Innovazione.
Le lezioni avvengono vocalmente e sono tenute da volontari che condividono le loro conoscenze con gli altri utenti, senza alcun fine al di fuori di quello della divulgazione libera dell’informazione.
Molti spunti interessanti sul Corriere della Sera di oggi 9 febbraio 2010, che dedica due pagine agli outsider: da una parte chi ha perso il lavoro dipendente, dall’altra i giovani che cercano di entrare nel mercato del lavoro. Apre le due pagine l’articolo di Di Vico “Il Manager ‘centauro’ del dopo-crisi” sui dirigenti licenziati che si ricollocano come consulenti o auto imprenditori, con le testimonianze di Massimo Gozzetti di Unbreakfast e Nicola Antonucci di Manager Italia (entrambe le associazioni sono partner della Rete delle Associazioni). A seguire, tra gli interessanti articoli di risposta alla lettera di Pietro Ichino “Un lusso anche i contratti di serie B. Nessuno pensa al Welfare dei figli“, c’è anche la segnalazione di un progetto di Statuto dei Professionisti del ministro Maurizio Sacconi.
Il 30 gennaio 2010 le immagini della manifestazione ACTA del 1 dicembre sono state proiettate a Dresda nel corso di un incontro pubblico in cui era relatore Sergio Bologna.

Pubblichiamo la lettera che un formatore ha inviato ad ACTA. Il tema è la formazione e le reali libertà concesse ai professionisti autonomi in un mercato sempre più governato da logiche anticoncorrenziali e profonde scorrettezze.
Ecco la Lettera:
Libero mercato 1. Nel 2006 mi chiama un primario ente di formazione veneto e mi offre una cospicua serie di docenze sull’apprendistato, che mi ripropone nel 2007. Accetto perchè detto ente è accreditato dalla Regione Veneto, quindi ho una garanzia. Dopo 1 anno di docenze percepisco un primo acconto parziale (pari al 30% del totale), quindi detto ente fallisce a fine 2007. Si apre il fallimento, che capisco subito avrà tempi infiniti, intanto scopro che detto ente ha fatto un buco contabile enorme, sui 700.000 euro (ma non era monitorato, non era accreditato?) e che le banche coinvolte hanno la prelazione su tutti i creditori. Morale: con la class action (siamo coinvolti in oltre 40 formatori) forse tra alcuni anni prenderò il 30% di ciò che avanzo. Intanto non guadagno, e non per colpa mia. Ma la colpa qualcuno ce l’ha,se accade questo. Chi? E chi mi tutela?
Libero mercato 2. A gennaio 2009 mi chiama un primario ente di formazione friulano, mi propone di tenere docenze serali FSE a 50 km da casa mia, senza rimborso spese, a 28 euro/ora fatturati (il range previsto a bando va da 28 a 42 euro/ora, ma ogni ente gioca al ribasso perché meno paga un docente e più può guadagnare sui costi gonfiati di progettazione e rendicontazione). Quando eccepisco l’inadeguatezza del compenso, mi rispondono: “Abbiamo la fila per affidare questa docenza, ci dica subito se accetta o no“. Non accetto perchè ritengo l’offerta indecente, mi assumo le responsabilità di non guadagnare. Accetterà un collega peones, magari che può anche raggiungere la sede a piedi. Continuo a non guadagnare, e non per colpa mia. Ma la colpa qualcuno ce l’ha, se accade questo. Chi? E chi mi tutela? Note: quell’ente da allora non mi ha mai più chiamato.
Libero mercato 3. A settembre 2009 mi chiama un’altro ente friulano, mi propone di tenere docenze per un corso per cassaintegrati a 30 km da casa mia, senza rimborso spese, a 60 euro/ora fatturati. Accetto, calendarizziamo 12 lezioni per totali 60 ore, a tre giorni dall’avvio mi chiama un responsabile: “Non si fa più nulla, l’azienda ha preso una maxi commessa e rinuncia al corso perchè adesso ha lavoro, anzi dovrà ricorrere anche agli straordinari“. Io non ho diritto a nulla? No,nulla. Nuovamente non guadagno, e non per colpa mia. Ma la colpa qualcuno ce l’ha, se accade questo. Chi? E chi mi tutela? Nota: questo folle meccanismo della CIG permette a una azienda di passare dalla cassaintegrazione agli straordinari, recedendo da un corso riprofessionalizzante con un semplice fax. Incommentabile.
Libero mercato 4. A metà settembre 2009 partecipo a un bando pubblico di un istituto superiore statale per tenere docenze a contratto per l’area professionalizzante. Sono primo di graduatoria, mi affidano l’incarico di 200 ore di docenza con inizio a fine settembre. Poi il Governo approva un decreto (pacchetto) anticrisi, quindi due giorni prima dell’avvio delle mie docenze mi chiama il dirigente scolastico e mi dice: “Per quest’anno ci hanno tolto tutti i fondi per i percorsi extra-curriculari, colpa del pacchetto anticrisi, mi spiace ma azzeriamo le docenze dell’area professionalizzante“. Nuovamente non guadagno, e non per colpa mia. Ma la colpa qualcuno ce l’ha, se accade questo. Chi? E chi mi tutela?
Libero mercato 5. A novembre mi chiama una università di Roma per docenze di Master. Tra 13 docenti candidati nazionali, valutano il mio CV il migliore per trattare una specifica disciplina tecnica, quindi mi contattano per affidarmi l’incarico. Però poi qualcuno si accorge che io pervenendo da fuori Regione – dunque ci sono spese di hotel e di trasferta da rimborsarmi – quindi l’imbarazzato dirigente didattico di turno prima tergiversa e poi affida l’incarico di sottecchi a un docente romano. Nuovamente non guadagno, e non per colpa mia. Ma la colpa qualcuno ce l’ha, se accade questo. Chi? E chi mi tutela?
Intanto Tremonti ci fa sapere che la crisi è passata, anzi no, non è passata e anzi è meglio avere un posto fisso, nel frattempo il dott. Gianfrancesco Vecchio – alto dirigente del Ministero delle Attività Produttive – ha l’ardire di rispondere a una mia mail, scritta sulla falsariga di questa, articolando in due pagine fitte fitte il seguente pensiero: “Il libero mercato italiano è sano e va bene così com’è, nel suo settore professionale non sentiamo alcun bisogno di regolamentare nulla, le regole che ci sono bastano ed avanzano, non servono sovrastrutture“. Si adombra la paura che un sindacato possa iniziare a tutelare quelli come me. Sia mai.
E’ ora di cambiare, così noi formatori si va a morire di fame.
Massimo Lucangeli
I soci e simpatizzanti ACTA a Roma si incontreranno per un aperitivo sabato 13 febbraio alle ore 18:30 alla libreria Flexi, via Clementina 9, nel rione Monti. Con l’occasione, parleremo del nascituro Forum europeo dei professionisti indipendent, cercheremo di mettere a punto una maniera di gestire i contatti tra noi e raccoglieremo le disponibilità a partecipare a diverse attività. Per maggiori informazioni contattare Adele Oliveri [adele - at - adele-oliveri.net].
Segnaliamo un ampio servizio pubblicato sul Sole 24 Ore di oggi 3 febbraio 2010 a firma di Piermaurizio Di Rienzo dal titolo “Una rete per le partite Iva” (.PDF in download). L’articolo informa sulle iniziative della Rete delle Associazioni in Lombardia e ricorda i principali problemi dei professionisti con partita IVA. A corollario dell’articolo ci sono le testimonianze di due nostri soci ACTA.
Il Corriere della Sera Lombardia di oggi 2 febbraio 2010 torna sulle problematiche dei lavoratori professionali autonomi con un articolo a firma Rita Querzé dal titolo “Crisi, in rosso anche i liberi professionisti“ in cui si evidenzia il pesante impatto della crisi sull’occupazione degli autonomi. Nell’approfondimento del Corsera si leggono dichiarazioni dell’assessore al Lavoro della Regione Lombardia in merito alla volontà di trovare idonee misure di sostegno. Siamo in attesa di valutare l’entità di questo impegno.
A proposito di autonomi evasori
I dati pubblicati sul Corriere della Sera (Enrico Marro, 31 gennaio 2010, “Tasse, sopra i 150.000 euro quasi tutti dipendenti e pensionati” ) hanno rimarcato ancora una volta il limitato contributo complessivo dei lavoratori autonomi al Fisco, sulla base dei dati delle dichiarazioni dei redditi del 2008, pubblicati dall’Agenzia delle Entrate. In particolare il giornalista ha sottolineato che “su appena 149 mila contribuenti che nel 2009 hanno denunciato redditi superiori a 150 mila euro, ben 129 mila hanno la ritenuta alla fonte, cioè redditi da lavoro dipendente o da pensione”.
Proviamo a leggere con maggiore attenzione i dati.
1. Il basso numero di contribuenti autonomi che hanno dichiarato più di 150.000 euro è in parte una conseguenza della ridotta numerosità dei lavoratori autonomi. La loro incidenza tra “grandi” contribuenti è pari al 13,4%, mentre quella sul totale dei contribuenti è solo il 5,8%. Detto altrimenti i contribuenti con un reddito dichiarato superiore a 150.000 euro sono 4 ogni 1.000 dipendenti e 9 ogni 1.000 autonomi.
|
N° (migliaia) |
% su totale |
totale reddito dichiarato (milioni di euro) |
% su totale |
N° professionisti con reddito > 150.000 euro |
% su totale |
|
|
totale contribuenti |
38.200 |
100 |
769.000 |
100 |
149,323 |
100 |
|
lavoratori dipendenti |
21.000 |
55,0 |
455.000 |
59,2 |
90,316 |
60,5 |
|
Pensionati |
15.000 |
39,3 |
256.000 |
33,3 |
38,962 |
26,1 |
|
lavoratori autonomi |
2.200 |
5,8 |
58.000 |
7,5 |
20,045 |
13,4 |
|
- attività professionali e scientifiche |
460,8 |
1,2 |
19.000 |
2,5 |
2. Un’analisi di dettaglio sugli autonomi evidenzia notevoli differenze al loro interno. Sempre il Corriere ha pubblicato i dati suddividendoli in contribuenti a regime ordinario e a regime semplificato (sino a 30.000 euro l’anno) . I primi sono quasi 700 mila, di cui quasi il 90% svolge attività professionali e scientifiche o attività socio-sanitarie; i contribuenti minimi sono invece 1,5 milioni, per il 98% si tratta di altre tipologie di lavoratori autonomi, principalmente commercianti e artigiani.
|
regime ordinario |
regime semplificato |
Totale |
||||
|
N° |
% |
N° |
% |
N° |
% |
|
|
totale autonomi |
697,2 |
100,0 |
1505 |
100,0 |
2.202,2 |
100,0 |
|
- attività professionali e scientifiche |
437,7 |
62,8 |
23,2 |
1,5 |
460,9 |
20,9 |
|
- sanità e assistenza sociale |
184,1 |
26,4 |
1,8 |
0,1 |
185,9 |
8,4 |
|
- altri |
75,4 |
10,8 |
1480 |
98,3 |
1.555,4 |
70,6 |
In conclusione non si vuole negare che l’evasione si annidi in gran parte presso i lavoratori autonomi, ma è importante ricordare che la situazione è molto differenziata: i professionisti che lavorano per le imprese e per la pubblica amministrazione non possono evadere perchè la fattura è necessaria per essere pagati. Tra di essi la grande maggioranza dei professionisti non ordinisti e probabilmente anche dei professionisti ordinisti. Analogamente esistono pochi margini di evasione per molti operatori dell’area socio-sanitaria, che in gran parte lavorano in convenzione con il sistema pubblico (e comunque erogano servizi che il consumatore ha interesse a far fatturare per usufruire di deduzioni fiscali).
ACTA è entrata a far parte di un network internazionale, l’International Forum of Independent Professionals (IFIP), cui hanno aderito associazioni di freelance, oltre che dell’Italia, del Regno Unito, della Francia, della Germania, del Belgio e dell’Olanda.
Alla riunione inaugurale dell’IFIP (International Forum of Independent Professionals, il Forum internazionale dei professionisti indipendenti) tenutasi il 25 gennaio presso il Parlamento europeo, i rappresentanti di diverse organizzazioni europee si sono impegnate a sostenere questo nuovo forum, il cui obiettivo è promuovere una maggiore consapevolezza dell’importante ruolo economico svolto dai lavoratori autonomi in Europa. (Continua)

Lunedì 1 febbraio dalle 10.30 alle 13.00
Tavola rotonda
IL TERZIARIO AVANZATO, I FREELANCE, LA LOMBARDIA: PER USCIRE DALLA CRISI
Sala A Commissioni – Consiglio Regionale della Lombardia – Via Fabio Filzi 29 – Milano
Sarà discusso il Progetto di Legge Regionale “Disposizioni per il sostegno ai lavoratori freelance e lo sviluppo” (.PDF in download) presentato da Marcello Saponaro, con rappresentanti di “La Rete delle Associazioni”. Scarica il programma (.PDF in download).
Chi fosse interessato alla Proposta di Legge presentata da Marcello Saponaro può leggere di seguito il testo:
Freelance in Lombardia – Pr. di Legge 0395 (Saponaro)