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| 28 febbraio 2013 | 6 COMMENTI | LETTO: 2.111 VOLTE | SHORT URL |

Dopo oltre un anno dall’approvazione della legge, l’INPS aggiorna il sito web e segnala che il congedo parentale spetta anche a coloro che

siano iscritti alla gestione separata in qualità di professionisti, di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e non siano titolari di pensione o iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

Le condizioni per accedervi sono che:

  • possano far valere almeno 3 mesi di contribuzione nei 12 mesi presi a riferimento ai fini dell’erogazione dell’indennità di maternità/paternità;
  • sussista un rapporto di lavoro ancora in corso di validità nel periodo in cui si colloca il congedo parentale;
  • vi sia l’effettiva astensione dall’attività lavorativa.

È un primo passo verso il riconoscimento di un diritto da noi richiesto con la raccolta delle firme.
Abbiamo dapprima ricevuto un messaggio, pervenuto dalle direzioni INPS di 4 regioni (Lombardia, Marche, Sardegna, Abruzzo), con cui, traducendo dal burocratese, ci suggeriscono di presentare le domande e ci informano che hanno dato disposizione per la raccolta delle stesse in attesa di poter procedere all’erogazione delle indennità.

E ora il sito dell’INPS è stato aggiornato per quanto concerne i congedi parentali, ma non ancora per la malattia. Un aggiornamento incompleto e insufficiente: il sistema online non prevede ancora la nostra categoria, come si può vedere dallo screenshot qui sotto.

Un’ultima precisazione, il congedo parentale non spetta anche ai papà, se non in alcuni casi molto specifici, ovvero:

  • morte o grave infermità della madre;
  • abbandono del figlio;
  • affidamento esclusivo del bambino al padre;
  • adozione o affidamento non esclusivi, qualora la madre non ne faccia richiesta.

Un primo passo importante, una prima vittoria di ACTA, ma non è abbastanza. Continueremo la nostra battaglia fino a che non verranno erogate le indennità dovute (malattia e congedi parentali) a tutti i professionisti, uomini e donne, che ne hanno diritto, senza ritardi e senza inutili complicazioni burocratiche. Non arrendiamoci!


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In evidenza, Primo Piano, Rappresentanza, Senza categoria, Storie personali e testimonianze »

| 27 febbraio 2013 | 2 COMMENTI | LETTO: 1.623 VOLTE | SHORT URL |

Una lavoratrice autonoma della conoscenza cerca di raccontarsi a chi è appena arrivato in Parlamento.
E anche a tutti quelli che non hanno ancora capito chi siamo (incluse le nostre mamme…).


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Campagne Acta »

| 22 febbraio 2013 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 4.653 VOLTE | SHORT URL |

ACTA: Nell’attuale situazione del mercato del lavoro noi riteniamo che molto possa essere fatto a livello locale a sostegno del lavoro autonomo professionale. ACTA ha messo a punto una serie di proposte, sulle quali vorremmo la sua opinione, in quanto candidato al governo regionale.

Per quanto riguarda la formazione, sarebbe favorevole a garantire alla nostra categoria l’accesso alla formazione finanziata, al pari di altre categorie di lavoratori, tramite voucher spendibili anche al di fuori del sistema di accreditamento e al di fuori dei confini regionali? Per garantire un uso efficiente delle risorse pubbliche noi proponiamo di trattare la formazione come una attività di investimento, ovvero di finanziare solo una parte della spesa formativa (per esempio, il 50%), lasciando a carico del singolo professionista la quota residu

Pratesi: Io mi sono candidato nella lista civica di Zingaretti proprio perché penso di poter portare, in Regione, l’esperienza che ho acquisito nel campo della didattica, della formazione e soprattutto del collegamento che è sempre necessario conservare tra il mondo dell’istruzione e il mondo del lavoro, non soltanto in una direzione, cioè giovani che devono entrare nel mondo del lavoro, ma anche lavoratori che devono nel tempo aggiornarsi grazie alla formazione. In tal senso le vostre proposte mi sembrano molto interessanti. In particolare, ritengo appropriato definire la formazione come “bene investimento”, un investimento sul futuro e sulla professionalità che, in quanto tale deve essere supportato e adeguatamente finanziato.

(Continua)


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Appelli e Lettere, Campagne Acta, Pensione, Previdenza, Rappresentanza »

| 22 febbraio 2013 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 24.002 VOLTE | SHORT URL |


Stanato da Paola Giovannetti, vero mastino della nostra campagna “Dica: no 33!”, anche Pippo Civati aderisce.

Nome

Giuseppe Civati, candidato alla Camera dei Deputati (Lombardia 1) alle elezioni politiche 2013.

Formazione politica di appartenenza

Partito Democratico

Contatti

Blog di Pippo Civati


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Campagne Acta, Rappresentanza »

| 21 febbraio 2013 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.482 VOLTE | SHORT URL |

ACTA sottopone a tutti i candidati alle prossime elezioni politiche 5 punti programmatici per la valorizzazione del lavoro autonomo professionale e per una maggiore equità nei confronti delle nuove tipologie di lavoratori e chiede l’adesione alla campagna “Dica: no 33!”
Di seguito il testo della nona intervista.

ACTA: Negli ultimi anni la nostra contribuzione pensionistica è cresciuta dal 20% al 27%, con il contributo di tutti i governi. Sulla base della legge sul lavoro del 2012 dovrebbe aumentare ancora al 33% Si impegna a fermare questo aumento?
Se è contraria/o ci spieghi le sue motivazioni.

Petraglia: Risposta L’errore fondamentale di tutta la riforma Fornero, così come di altre riforme precedenti del mercato del lavoro, è pensare che si crei lavoro intervenendo solo sulle regole. Dagli esodati alla stabilizzazione mancata dei lavoratori precari, la Legge Fornero si è dimostrata inefficace. I lavoratori delle partite Iva nel mondo della conoscenza sono anche loro stati colpiti da questa inefficacia.
Il principio di avvicinare i costi della contribuzione tra partite Iva e lavoratori autonomi a quelli dei lavoratori dipendenti nasce per evitare un “dumping”, cioè che le partite Iva fossero usate come scusa per non assumere. L’aumento poi sarebbe servito a creare pensioni “dignitose” anche per i lavoratori a partite Iva con il sistema contributivo.
Il principio si è trasformato in un ulteriore inasprimento delle condizioni di questi lavoratori, perché invece di aumentare i compensi per la presenza di questa maggiore contribuzione, i compensi sono rimasti gli stessi e il “netto” inferiore a prima: sia per le “finte” partite Iva, spesso obbligate da alcune aziende a scegliere questa forma di rapporto di lavoro, sia per chi liberamente sceglie di esserlo. Una proposta per cogliere entrambi gli obiettivi (no a finte partite Iva, no a scaricare i costi contributivi sui lavoratori) è quella di caricare i costi contributivi sulla committenza, garantendo compensi “equi”. La legge sull’equo compenso, appena approvata in campo giornalistico, potrebbe essere uno strumento. Altra proposta potrebbe essere stabilire una indicazione esplicita ed obbligatoria della contribuzione pensionistica da parte della committenza prima del compenso. Insomma – verificando la forma – compensi “al netto” della contribuzione pensionistica.
(Continua)


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Appelli e Lettere, Associazioni, Campagne Acta, Pensione, Previdenza, Rappresentanza »

| 21 febbraio 2013 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 18.644 VOLTE | SHORT URL |


I sorridenti amici di UnBreakFast, l’associazione di manager in cerca di nuova occupazione, ci mandano la loro foto di sostegno all’appello “Dica: no 33!”.
Per le alte professionalità l’attività autonoma è spesso una via per crearsi una nuova opportunità lavorativa, consolidare la propria professionalità e riprendere relazioni con il mercato. Obiettivo principale dell’associazione è agevolare dirigenti, quadri e alte professionalità, che hanno temporaneamente sospeso l’attività lavorativa, a trovare una nuova occupazione anche mantenendo vivo e attivo un network di relazioni interpersonali.
Grazie molte!


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Campagne Acta, Rappresentanza »

| 21 febbraio 2013 | 2 COMMENTI | LETTO: 1.844 VOLTE | SHORT URL |

La situazione in cui ci troviamo è frutto di una misto di stereotipi e opportunismo paternalista, alimentati da una condizione di vera e propria ignoranza delle condizioni che caratterizzano il nostro lavoro.
Abbiamo deciso di lanciare l’iniziativa di intervistare i candidati alle elezioni politiche perché sappiamo che questo è uno dei pochi momenti in cui è possibile ottenere la loro attenzione. Con questa campagna abbiamo voluto sensibilizzare i candidati dei diversi schieramenti politici, più che raccogliere le loro promesse elettorali.
Abbiamo perciò invitato alcuni candidati – scelti tra coloro che si occupano di lavoro, welfare e fisco- ad esprimersi sulle nostre proposte. In questo modo li abbiamo costretti a leggere le nostre domande, in qualche caso abbiamo ottenuto che leggessero anche le nostre proposte. E questo è già di per sé un risultato!
Abbiamo raccolto le interviste a otto candidati, tre del PD (Stefano Fassina, Fausto Raciti, Valeria Fedeli), due della Lista Monti (Pietro Ichino e Giuliano Cazzola), una del PDL (Daniele Capezzone), una di SEL (Titti di Salvo), uno di Fare per fermare il declino (Patrizio Tumietto).
In generale le risposte di Fassina e Raciti sono molto somiglianti, entrambi fanno riferimento a proposte di legge presentate dal PD, in particolare allo statuto del lavoro autonomo e per quanto concerne la pensione al protocollo del welfare (anche se non è citato). Piuttosto diverse le risposte della terza candidata PD, Valeria Fedeli, spesso contraria alle nostre proposte.
Ichino e Cazzola danno risposte simili per le questioni trattate dall’agenda Monti, sugli altri temi fanno riferimento alle diverse esperienze parlamentari precedenti.
Daniele Capezzone si dichiara favorevole a tutte le nostre proposte, ma le risposte non sono mai supportate da precedenti interventi legislativi o da riferimenti al programma del PDL.
Titti Di Salvo di SEL appare consapevole di confrontarsi con un mondo che non conosce molto bene, su alcune questioni è molto cauta e si dichiara non sfavorevole, oppure non le rifiuta ma suggerisce che sarebbe meglio un’altra soluzione. Molto netta la sua presa di posizione a favore dell’aumento dei contributi.
E infine Patrizio Tumietto appare sensibile alle questioni fiscali e al tema compensi, poco informato sui problemi del welfare.

Ma vediamo come hanno risposto, punto per punto.
(Continua)


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| 20 febbraio 2013 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 3.149 VOLTE | SHORT URL |

Nome

Marco Bassani, candidato al Consiglio Regionale della Lombardia alle elezioni amministrative 2013.

Formazione politica di appartenenza

FARE per fermare il declino.

Il suo messaggio

ANCH’IO DICO NO 33!
Sono Marco Bassani, candidato indipendente al Consiglio Regionale della Lombardia, nelle liste di Fare per Fermare il Declino (collegio di Milano e provincia). Insegno storia delle dottrine politiche all’Università degli Studi di Milano.
Desidero manifestarvi il mio sostegno per la campagna contro l’aumento dell’aliquota contributiva. Anch’io DICO NO 33!
La nostra Lombardia è uno dei motori della produzione mondiale; è anche uno dei luoghi in cui si manifestano impetuosi i cambiamenti dei metodi della produzione stessa, come testimoniano proprio i settori in cui è più diffuso il terziario avanzato.
Le politiche fiscali governative, con la maldestra scusa di voler offrire tutele, hanno invece l’effetto ben preciso di mortificare e punire i lavoratori autonomi che prestano consulenze, che traducono, che progettano, che amministrano, che disegnano, soltanto per citare alcune delle categorie più importanti fra quelle ingabbiate nella Gestione Separata.
Tale trattamento contributivo e fiscale punitivo ha un effetto paradossale: ben lungi dall’emancipare i lavoratori del terziario, specialmente quelli più giovani ed appena entrati sul mercato, esso li riduce al rango di manodopera (anzi, di mentedopera), costretta ad accettare qualsiasi commessa per poter trarre un reddito dignitoso dalla propria attività. Infatti, quando contributi obbligatori, imposte sul reddito e IVA sottraggono oltre il 60% dell’incasso, risulta molto difficile restare in piedi. Il lavoratore, umiliato, non è più padrone del suo tempo e delle sue scelte: egli diviene uno schiavo fiscale. E’ un termine forte, ma siamo giunti ad un punto in cui è bene dirsi le cose come stanno.
Purtroppo la Regione non ha potere di intervento diretto su questa materia, ma mi impegno fin d’ora a portare in Consiglio Regionale una Risoluzione che si occupi del problema, vincolando il futuro Presidente, chiunque egli sia, ad aprire una vertenza specifica con lo Stato, ed invitando tutti i membri del Parlamento eletti in Lombardia ad agire compattamente per una revisione radicale del prelievo contributivo, riducendolo a livelli nettamente inferiori e sostenibili.
Buon lavoro a tutti e grazie per l’ospitalità.
Marco Bassani

Contatti

www.fermareildeclino.it


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Calendario, Eventi »

| 20 febbraio 2013 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.201 VOLTE | SHORT URL |
mar ’13
2

Abbiamo il piacere di invitare tutti i soci ACTA, che in questi ultimi mesi hanno partecipato e/o seguito le numerose iniziative che l’associazione ha messo in campo, ad una giornata di incontro per condividere tempo, risultati e future linee di azione.
L’incontro si svolgerà sabato 2 marzo 2013 in una sede molto accogliente, nel verde appena fuori Milano, dalle ore 12.00 in avanti.
In momenti così impegnativi ci sembra infatti importante dedicare un tempo adeguato a creare una rete tra i partecipanti, un’occasione un po’ più lunga delle nostre abituali riunioni in sede o degli aperitivi, in cui ciascuno possa intrecciare la propria realtà e la voglia di sostenere le attività promosse da ACTA con gli altri.
Saremo ospiti dell’associazione di cui fa parte una nostra socia, che si occuperà di preparare per noi un ottimo brunch orientato a piatti regionali e vegetariani al prezzo di € 15 a persona.
Il numero dei posti è limitato, vi preghiamo di confermare la vostra partecipazione entro il 25 febbraio!


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| 20 febbraio 2013 | 6 COMMENTI | LETTO: 1.800 VOLTE | SHORT URL |

Consegna avvenuta e primi segnali di adeguamento dell’INPS


Abbiamo raggiunto quota 1000 firme e, come annunciato, le abbiamo consegnate alle direzioni regionali dell’INPS su tutto il territorio nazionale via PEC. Nella giornata di lunedì, ciascuna sede ha ricevuto una nostra mail inviata da un indirizzo PEC @actainrete.it con allegato il testo della nostra petizione, le mille firme di tutti voi che avete aderito al nostro appello per chiedere il riconoscimento dei nostri diritti e il famigerato messaggio INPS n° 4143 del 07 marzo 2012 in cui l’INPS rendeva noto che, in accordo con quanto definito nel Decreto Salva Italia, a partire dal 1° gennaio 2012 il diritto alla malattia domiciliare e ai congedi parentali sarebbe stato esteso ai professionisti iscritti alla Gestione Separata.

Non siamo ancora stati convocati, né c’è stata alcuna comunicazione ufficiale da parte dell’INPS, ma già si iniziano a intravedere i primi effetti della nostra denuncia. Due nostri soci infatti, firmatari della petizione, hanno sollecitato le loro sedi INPS di competenza, facendo riferimento agli estremi di legge segnalati sul nostro sito. Dopo qualche giorno entrambi hanno ricevuto la liquidazione della loro indennità di congedo parentale e malattia domiciliare. Di seguito vi riportiamo i numeri delle pratiche evase:

  • Numero Protocollo: INPS.3400.15/10/2012.0150750

Congedo parentale – pagamento del 18.01.2013. Pratica numero: 473632

  • Numero Protocollo: INPS.5490.08/11/2012.0020218

Indennità di malattia – pagamento del 05.02.2013. Pratica numero: 478608

  • Numero Protocollo: INPS.5490.16/01/2013.0000928

Indennità di malattia – pagamento del 05.02.2013. Pratica numero: 489672

Ora dobbiamo far sì che questo avvenga per tutti coloro che di diritto hanno fatto domanda e non hanno ancora ottenuto le indennità dovute. Vogliamo che l’INPS riconosca di agire da più di un anno contro la legge e si adegui al più presto, evadendo le legittime richieste dei professionisti autonomi e semplificando le procedure per accedere alle indennità di maternità, congedo parentale e malattia.

Stamattina abbiamo chiamato la Direzione Regionale della Lombardia che ci ha confermato di aver ricevuto la petizione e che ci farà avere una risposta quanto prima. Speriamo sia così, altrimenti ci faremo sentire ancora!

In attesa di ricevere una risposta definitiva dell’INPS, invitiamo tutti quelli le cui domande di congedo parentale e malattia domiciliare sono state respinte a presentare ricorso online entro 90 giorni dalla ricezione del rifiuto. La procedura è piuttosto semplice. È sufficiente entrare nel proprio cassetto online dai Servizi per il cittadino sul portale INPS, accedere con il proprio Codice Fiscale e PIN e quindi selezionare la voce Ricorsi online. A questo punto seguite le istruzioni a video per caricare il vostro ricorso ed eventuali allegati. Il ricorso, anche se venisse respinto, è molto importante perché è l’unico strumento valido che potrebbe eventualmente essere impugnato in un’azione legale contro l’INPS e in ogni caso, di fronte a numerosi ricorsi per le stesse istanze, l’INPS sarà tenuta a prendere al più presto una posizione.
(Continua)


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