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Maternità

La maternità è l’unica tutela reale per le professioniste con P. Iva. La prestazione è pagata dall’Inps ed è pari all’80% del reddito, calcolato sull'anno precedente (base giornaliera moltiplicata x i 5 mesi di congedo obbligatorio). Dal 2007 (art.6 DM del 12 Luglio 2007) è stata introdotta anche una copertura pensionistica: “Per i periodi di astensione dal lavoro per i quali è corrisposta l’indennità di maternità, sono accreditati i contributi figurativi ai fini del diritto alla pensione e della determinazione della misura stessa”.

Per poter accedere all’indennità di maternità sostitutiva della retribuzione:

  1. è obbligatorio (Circolare INPS n. 137 che recepisce il decreto 12 luglio 2007 del Ministero del Lavoro) assentarsi dal lavoro per 5 mesi a cavallo del parto qualora si voglia ricevere l’indennità di maternità, a cui già si aveva diritto (Art.2). Il periodo preso a riferimento come astensione è di 2 mesi precedenti e 3 mesi successivi alla data del parto. Nel caso di “esercizio della flessibilità” (1 mese prima e 4 dopo) il certificato medico deve attestare anche lo stato di buona salute della lavoratrice che le consente di lavorare fino all’8° mese;
  2. occorre presentata all’INPS la domanda prima dell’inizio del periodo di congedo, allegando il certificato medico attestante la data presunta del parto e dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (autodichiarazione) da parte della libera professionista (unita a quella del committente in caso di collaborazione a progetto) sull’effettiva astensione dal lavoro.
  3. bisogna ricordarsi di inviare la documentazione necessaria a dimostrare il reddito percepito nell’anno solare della gravidanza. Attenzione! se il periodo è a cavallo di due anni dovrà presentare il modello unico per entrambi gli anni perché le venga liquidata l’intera somma.

Maternità a rischio (maternità anticipata)

Con l’art.3 DM del 12 Luglio 2007, è stato esteso alle lavoratrici iscritte alla gestione separata il diritto di astenersi dal lavoro

(…) nel caso di gravi complicanze della gravidanza o di preesistenti forme morbose che si ritenga possano essere aggravate dallo stato di gravidanza (…)

Congedi parentali

Il Decreto Salva Italia del dicembre 2011 introduce i congedi parentali anche per le professioniste autonome. L’INPS con il messaggio 4143 del 7 marzo 2012, fornisce alcune delucidazioni e fa riferimento alla circolare 137/2007. Il 28/3/2013 L’INPS ha aggiornato i moduli e le procedure di domanda online. I congedi riguardano, come per i collaboratori a progetto, solo le mamme e non i papà . La possibilità di astenersi dal lavoro è per 3 mesi entro il primo anno di vita del bambino. Il diritto al congedo presuppone l’accreditamento di almeno 3 mensilità. Inoltre le lavoratrici dovranno non essere iscritte ad altre forme previdenziali obbligatorie né pensionate, tenuti al versamento della contribuzione maggiorata dello 0,72%. Sul sito dell’INPS non ci sono al momento (12 marzo 2012) indicazioni su ammontare dell’indennità e sulla copertura pensionistica. Facendo riferimento alla Circolare 137/2007, l’ammontare dell’indennità dovrebbe essere il 30% della retribuzione “convenzionale”  (possiamo supporre che il meccanismo di calcolo sia analogo a quello utilizzato per l’indennità di maternità, ma al 30% e non all’80%). Sempre sulla base della circolare 137/2007, i periodi di astensione dall’attività lavorativa per i quali è corrisposta l’indennità di congedo parentale dovrebbero  essere coperti da contribuzione figurativa ai fini del diritto alla pensione e della determinazione della misura stessa.

FAQ – Frequently Asked Questions

Alle professioniste e alle collaboratrici che:

  1. siano iscritte alla Gestione Separata;
  2. siano in regola con il versamento dei contributi;
  3. si assentino dal lavoro per 5 mesi a cavallo del parto. Il periodo preso a riferimento come astensione è di 2 mesi precedenti e 3 mesi successivi alla data del parto. Se un certificato medico attesta lo stato di buona salute della lavoratrice è possibile lavorare sino all’ottavo mese ed esercitare la flessibilità” (1 mese prima e 4 dopo).

L’indennità non spetta ai padri lavoratori autonomi.

Si. Nel caso in cui l’attività sia iniziata dopo l’inizio del periodo di maternità, l’indennità è pagata a partire dalla data di inizio dell’attività (e non, come di regola, dalla data di inizio del periodo di maternità), se l’iscrizione è avvenuta nei termini di legge (entro i 90 giorni dall’inizio dell’attività). Se l’iscrizione è avvenuta oltre i termini di legge (oltre, cioè, i 90 giorni dall’inizio dell’attività), l’indennità è pagata, in ogni caso, dalla data della domanda di iscrizione. E’ sempre necessario che il periodo spettante sia coperto dai contributi.

La prestazione economica è pari all’80% della retribuzione “convenzionale”, calcolata con riferimento al reddito medio di riferimento. Con la Circolare INPS 64 del maggio 2010 sono cambiate le procedure di calcolo. La circolare dice che:

Il reddito medio di riferimento è pari al reddito conseguito nell’anno di riferimento, rapportato al periodo dell’anno non coperto da indennità di maternità (non computando i periodi antecedenti la prima iscrizione alla gestione separata); sarà cioè calcolato dividendo il relativo importo per il numero dei giorni non coperti dall’indennità. Detto valore medio sarà applicato ad ogni giorno di fruizione dell’indennità. Per i giorni di fruizione dell’indennità che cadono in un anno successivo da quello di riferimento, il reddito medio dovrà essere preventivamente attualizzato all’anno di fruizione, rivalutandolo sulla base dell’indice ISTAT di variazione del costo della vita (…)

Per degli esempi di calcolo vedi la  Circolare INPS 64 del maggio 2010.

Devi presentare all’INPS prima dell’inizio del periodo di congedo –  o comunque entro un anno dalla fine del periodo indennizzabile, pena la prescrizione del diritto – i seguenti documenti:

  1. La richiesta di indennità con il modulo SR29 Domanda di indennità di maternità/paternità per i lavoratori iscritti alla gestione separata (collaboratori coordinati e continuativi e liberi professionisti) modulo INPS maternità Gestione Separata;
  2. Un certificato medico con data presunta del parto, vidimato dai medici dell’INPS;
  3. L’autocertificazione sull’effettiva astensione dal lavoro (se collaboratrice anche attestazione del committente sul periodo di astensione). A titolo esclusivamente informativo potete scaricare questo esempio di Atto di notorietà (.DOC in download) da personalizzare.

Se hai una gravidanza a rischio e sei iscritta da almeno 3 mesi alla gestione separata INPS (aver versato 1.77,48 euro per il 2015)

Devi inviare all’INPS:

  1. una comunicazione con l’astensione anticipata dal lavoro, inviando apposita comunicazione (Facsimile richiesta maternità a rischio – file .DOCX in download) al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.
  2. a questa va allegato il certificato del ginecologo, attestante l’incompatibilità fra il lavoro svolto e lo stato di salute. Per non avere problemi, è bene che il certificato sia compilato da un medico ASL!

No, solo le lavoratrici dipendenti hanno diritto a 2 ore giornaliere pagate e coperte sotto il profilo previdenziale.

Dal 2012 una professionista autonoma (ma non un professionista autonomo) ha diritto ai congedi parentali. il 28/3/2013 l’INPS ha aggiornato i moduli e le procedure di domanda online.

La domanda di maternità deve essere presentata all’Inps telematicamente mediante una delle seguenti modalità:

  • WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN dispositivo attraverso il portale dell’Istituto (www.inps.it – Servizi on line > Servizi per il cittadino);
  • Contact Center integrato – n. 803164 gratuito da rete fissa o n. 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico;
  • Patronati, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

Vi consigliamo vivamente la prima modalità, senz’altro più veloce, pratica e tracciabile in modo autonomo. È sufficiente inserire il proprio codice fiscale e il PIN (se non l’avete ancora, richiedetelo subito perché consente di accedere al proprio estratto conto contributivo), quindi fare clic su Accedi e clic sul link Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito. A questo punto selezionare Maternità e proseguire con la procedura.

Se, come in genere succede, si prevede di ridurre l’attività lavorativa dopo la nascita del figlio, secondo i nostri calcoli, per massimizzare i contributi figurativi, l’astensione obbligatoria dovrebbe partire tra agosto (astensione agosto-dicembre, il computo riguarderà l’anno in corso, ma solo i mesi precedenti l’astensione) e gennaio (astensione gennaio-maggio, il computo riguarderà solo l’anno precedente). Quindi i contributi saranno maggiori se il bimbo nascesse tra la seconda metà settembre e la prima metà di marzo.

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