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Inps

Dal 1996 i professionisti autonomi privi di Cassa previdenziale sono tenuti a versare i contributi previdenziali alla Gestione Separata INPS secondo la Legge 8 agosto 1995, n. 335 "Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare". Con tali contributi il professionista autonomo acquisisce il diritto a: 1) l'indennità di maternità e i congedi parentali; 2) l'indennità di malattia ospedalizzata e di malattia domiciliare; 3) la pensione.

I professionisti autonomi privi di Cassa previdenziale sono tenuti a versare i contributi previdenziali alla Gestione Separata INPS secondo la Legge 8 agosto 1995, n. 335 “Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare”. Con tali contributi il professionista autonomo acquisisce il diritto a:

Non si ha invece diritto ad alcuna copertura in caso di disoccupazione.

FAQ – Frequently Asked Questions

Dal 1 giugno 2011, in seguito alla nuova circolare INPS del 4 maggio 2011 l’iscrizione alla Gestione Separata avviene esclusivamente per via telematica, attraverso uno dei seguenti canali:

  • attraverso il portale dell’Istituto (http://www.inps.it), nella sezione SERVIZI ONLINE.Il cittadino potrà accedere direttamente, con il PIN o attraverso un intermediario;
  • attraverso comunicazione telefonica, rivolgendosi al Contact Center, numero verde 803.164, che, dopo aver proceduto all’autenticazione del soggetto dichiarante, si occuperà di acquisire la domanda d’iscrizione.

L’iscrizione va fatta contestualmente all’inizio della attività o all’atto della richiesta di attribuzione della partita IVA, o all’atto di accettazione dell’incarico nel caso degli amministratori, ma non sono previste sanzioni per chi provvede in ritardo all’iscrizione.

Chi non ha un’altra copertura previdenziale deve versare il 27,72% dell’imponibile, sino ad un massimo di 100.324,00 euro (massimale per il 2015; ogni anno viene aggiornato)

Ovvero:

  • 27% di aliquota previdenziale
  • 0,72% per il contributo assistenziale

Chi invece ha un’altra copertura previdenziale (pensionato, dipendente…) deve versare il 23,5% dell’imponibile sino ad un massimo di 100.324,00 euro per il 2015.

Tale versamento è esclusivamente previdenziale, non sono dovuti contributi assistenziali.

Alle scadenze previste per la dichiarazione dei redditi:

1. a giugno, ovvero alla scadenza di presentazione e pagamento del mod. UNICO:

  • acconto nella misura del 40% dovuto sui redditi di lavoro autonomo relativo alla dichiarazione Irpef riferita all’anno precedente;
  • saldo del contributo dovuto per il periodo compreso tra il 1 gennaio e il 31 dicembre dell’anno precedente in base alle risultanze della dichiarazione dei redditi in scadenza;

2. a novembre il secondo acconto pari al 40% calcolato sui redditi di lavoro autonomo relativi alla dichiarazione irpef riferita all’anno precedente.

I contributi versati nel corso di un anno coprono tutti i 12 mesi solo se nell’anno in questione il reddito ha superato una soglia minima, aggiornata annualmente. Per il 2015 la soglia di reddito è pari a 15.548,00 euro.
Ciò significa che chi versa il 27,72% ha un minimale contributivo di 4.309,91 euro. Se tale minimale non sarà raggiunto i mesi accreditati saranno ridotti in proporzione ai contributi versati.

Sì, anche i professionisti senza Cassa privata possono applicare la rivalsa del 4% sul committente,che, a differenza di quanto accade per i professionisti con Cassa, costituisce un reddito. Pertanto l’IVA e la ritenuta d’acconto (IRPEF) del 20% deve essere calcolata anche su questo contributo. Infatti, come precisato dall’INPS nella Circolare 25 maggio 1996, n. 112, l’obbligo di pagare il 4% e il diritto da parte del professionista di pretenderlo restano nell’ambito dei rapporti fra cliente e professionista (in alcuni ambiti la rivalsa viene accettata, in altri no), che è l’unico obbligato al pagamento dei contributi nei confronti dell’INPS. Pertanto il professionista può autonomamente decidere se applicare la rivalsa del 4% al cliente o se, invece, emettere una fattura senza addebito del contributo.

  1. gli associati in partecipazione senza cassa obbligatoria;
  2. i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa: amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni ed altri enti, collaboratori di giornali riviste ed enciclopedie (sono esclusi i compensi corrisposti per diritto di autore), partecipanti a collegi e commissioni;
  3. titolari di rapporti di collaborazione a progetto;
  4. i beneficiari di borse di studio integrative e i percettori di assegni per attività di tutorato o didattico integrative;
  5. i lavoratori con reddito autonomo di natura occasionale con un reddito annuo superiore a 5.000 €;
  6. gli specializzandi in medicina;
  7. i praticanti che si preparano agli esami di Stato;
  8. i volontari del servizio civile;
  9. i percettori di voucher per lavoro accessorio domestico agricolo e stagionale;
  10. …sempre più categorie sono inserite in questa gestione residuale.

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