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PENSIONI

Un iscritto alla Gestione Separata INPS potrà accedere alla Pensione di vecchiaia, alle seguenti condizioni 

Un uomo deve avere:
• 65 anni di età;
• 5 anni di contribuzione effettiva (260 settimane) 

Una donna può anticipare l’età della pensione ai 60 anni di età, a condizione che l’importo della pensione risulti almeno pari ad 1,2 volte l’importo dell’assegno sociale (L’importo dell’assegno sociale per l’anno 2011 è stato aggiornato dall’INPS a 5.424,9 € l’anno). 

Quando spetta
Autonomi e parasubordinati devono aspettare i 18 mesi successivi alla maturazione dei requisiti (6 mesi più dei dipendenti)
Esempio: lavoratore autonomo che perfeziona il requisito entro il 30 aprile 2021 potrà andare in pensione dal 1* novembre 2022. 

Quanto spetta
Il calcolo per gli iscritti alla gestione separata è effettuato con il sistema contributivo, poichè l’istituzione della Gestione Separata è contestuale alla trasformazione del nostro sistema pensionistico da un regime retributivo (proporzionale alla retribuzione media degli ultimi 5-10 anni di lavoro) a un regime contributivo (proporzionale ai contributi versati nell’arco di tutta la vita lavorativa). 

Tutti i versamenti effettuati alimentano un montante contributivo, che di anno in anno viene rivalutato sulla base del tasso di inflazione e dell’andamento dell’economia. 

Al momento di andare in pensione il montante costituito viene trasformato in pensione attraverso l’applicazione di coefficienti che crescono al crescere dell’età del pensionamento (più tardi ci si ritira dal lavoro e più elevata è la pensione). I coefficienti sono  automaticamente aggiornati (ovvero ridotti) ogni tre anni in risposta all’aumento dell’età media. 

La pensione di anzianità  

Attualmente può essere percepita da un iscritto alla Gestione Separata INPS se ricorre alla totalizzazione con versamenti effettuati presso altre gestioni (la Gestione separata esiste solo dal 1996, non è possibile aver raggiunto il numero di anni di contribuzione necessari all’ottenimento di una pensione di anzianità con i soli periodi lavorativi da collaboratore o professionista iscritto alla Gestione Separata). 

Il diritto alla pensione di anzianità in regime di totalizzazione si perfeziona con un’anzianità contributiva di almeno 40 anni di contributi (2080 contributi settimanali) sommando i periodi non coincidenti versati nelle diverse gestioni.  Il requisito contributivo (40 anni) deve essere raggiunto escludendo i contributi figurativi accreditati per disoccupazione e per malattia. 

Attenzione! la totalizzazione comporta il calcolo con il sistema contributivo anche dei contributi versati prima del 31.12.1995

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FAQ – Frequently Asked Questions

Quali sono i coefficienti attuali per il calcolo della pensione? Come in pratica devono essere utilizzati per fare un calcolo della pensione

L’ultima revisione dei coefficienti è del 1.1.2010

età pensionamento coefficiente (% da applicare)
59 4,664
60 4,798
61 4,940
62 5,093
63 5,257
64 5,432
65 5,620

 es. di calcolo. Il montante contributivo (opportunamente rivalutato nel tempo)  è di 100.000 euro, la pensione che una donna riceve andando in pensione a 60 anni è pari a:

(100.000 x 4,798)/100, ovvero 4.798 euro l’anno, circa 400 euro al mese (da assoggettare al pagamento delle imposte).

Se con lo stesso montante  una donna o un uomo si ritirasse dal lavoro a 65 anni, la pensione sarebbe di 5.620 euro l’anno, circa 468 euro mensili.

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I periodi di disoccupazione da professionista sono utili ai fini della pensione? E i periodi di malattia?

No, non esiste alcuna copertura figurativa dei periodi di disoccupazione e di malattia (anche ospedalizzata) dei professionisti

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La maternità è coperta da contribuzione pensionistica?

Solo recentemente (art.6 DM del 12 Luglio 2007) la maternità delle iscritte alla gestione separata è coperta da contributi figurativi. Le maternità precedenti non hanno alcuna copertura pensionistica.

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I contributi versati come collaboratore e quelli versati come professionista, sempre alla Gestione Separata, sono cumulabili?

La Gestione Pensionistica è la stessa, i contributi confluiscono nello stesso montante.

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Ho lavorato alcuni anni come collaboratore iscritto alla Gestione Separata, ora sono iscritto ad un’altra gestione previdenziale. Posso recuperare i versamenti effettuati alla Gestione Separata?

Se si hanno almeno 3 anni di contribuzione, i contributi versati sono totalizzabili (ovvero possono essere riuniti gratuitamente) con i versamenti effettuati in altre gestioni  per ottenere un’unica pensione.

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Prima di iscrivermi alla Gestione Separata ero dipendente, cosa conviene fare con i contributi versati in tale periodo?

Ogni caso va valutato con attenzione. Occorre soprattutto ricordare che i contributi versati prima del 1996 sono utili ai fini del calcolo di una pensione con criterio retributivo (molto più favorevole del contributivo). Vediamo alcune situazioni possibili.

  • Sono stati raggiunti 20 anni di contribuzione da dipendente:  si matura il diritto ad una pensione da dipendente (tutti gli anni antecedenti il 1996 saranno utili per un calcolo su base retributiva,  gli altri su base contributiva),  a cui si aggiungerà la pensione maturata nella Gestione Separata, ma occorrerà aspettare i limiti d’età della pensione di vecchiaia, anche se si il numero di anni di contribuzione teoricamente darebbe diritto alla pensione di anzianità. L’alternativa per  poter accedere alla pensione di anzianità è la totalizzazione de i contributi delle due gestioni, ma in questo caso si applica interamente il criterio contributivo (è necessario fare i calcoli nelle due ipotesi  prima di decidere).
  • Non sono stati raggiunti i 20 anni da dipendente. Occorre valutare caso per caso se è possibile raggiungere i 20 anni :
    • Aggiungendo il periodo del servizio militare
    • attraverso il riscatto degli anni di laurea;
    • attraverso il recupero di periodi di maternità che non sono stati coperti da contribuzione pensionistica (possibile se si ha una posizione contributiva da dipendente);
    • attraverso il recupero dei periodi con contribuzione figurativa (distacco sindacale o politico ecc.)
    • lavorando ancora qualche anno come dipendente.
  • Se si tratta solo di alcuni anni da dipendente, i contributi versati potranno essere totalizzati (recuperati e aggiunti) con quanto versato alla Gestione Separata.

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Quando è opportuno chiedere la totalizzazione dei contributi?

I calcoli e le previsioni vanno fatti periodicamente per tenere sotto osservazione la propria situazione pensionistica, ma la richiesta della totalizzazione va fatta al momento in cui si decide di andare in pensione.

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Altre FAQ – Frequently Asked Questions

Nell’Area DOMANDE E RISPOSTE puoi anche consultare questi argomenti: 

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Risposte personalizzate

Se vuoi rivolgere un quesito personale al nostro Esperto puoi usare il Servizio (esclusivo per i Soci ACTA) L’ESPERTO RISPONDE.

3 COMMENTI »

  • g.gammarota ha scritto:

    Ma a proposito di fisco e contabilità:
    in una città come Milano, quanto costa mediamente affidare la tenuta contabile ( contabilità a regime agevolato) per i liberi professionisti senza cassa?
    Ho sentito e letto in giro di studi commercialisti che chiedono anche 2200-2300 euro annuali + iva : si tratta di leggende metropolitane o sono davvero queste le cifre che girano?

    Che dire, cornuti e mazziati!

  • FLAVIO ha scritto:

    SONO NATO AD APRILE 1951 ED I MIEI CONTRIBUTI DA DIPENDANTE DECORRONO DAL 10/1971 AL 05/1996, MENTRE DAL 1996 A OGGI (DIC 2011 E SUCC.) SONO LAVORATORE AUTONOMO PARASUBORDINATO.
    SONOSUPPORTATO DA UN PATRONATO, IN PREVISIONE DI MATURARE I 40 ANNI DI CONTRIBUTI A MARZO 2012, HO FATTO “DOMANDA DI PENSIONE DI ANZIANITA’ NELLA GESTIONE TOTALIZZAZIONE E NEL FONDO INPS” .
    CON PROFONDA DELUSIONE SCOPRO CHE MATURERO’ I 40 ANNI DI CONTRIBUTI SOLO A SETTEMBRE 2012. QUESTO PERCHE’ 6 MESI DI DISOCCUPAZIONE FATTA NEL 1995/6 (DIRIGENTE LICENZIATO E DISOCCUPATO) NON MI VENGONO RICONOSCIUTI NEL CONTEGGIO DI TOTALIZZAZIONE.
    FACCIO NOTARE CHE NEL 1996 NON TROVANDO LAVORO DA DIPENDENTE L’UNICA POSSIBILITà DI LAVORO PROSPETTATA ERA CON PARTITA IVA.
    MAI AVREI PENSATO CHE I MIEI CONTRIBUTI INPS/PARASUBORDINATO NON ERANO POI RICONOSCIUTI COME UN ALTRO LAVORATORE.
    QUASI TUTTI I MIEI COETANEI DIPENDENTI O ISCRITTI A CATEGORIE PROTETTE SONO GIà IN PENSIONE CON MENO CONTRIBUTI INPS RISPETTO A ME CHE AD OGNI GOVERNO MI SI PROSPETTA L’ALLUNGAMENTO DEI REQUISITI DI ANZIANITA’.
    PERCHè I 21,5 ANNI DI DIPENDENTE PER ESSERE CUMULATI PER ARRIVARE AI 40 ANNI CONTRIBUTIVI DEVONO ESSERE CONTEGGIATI COME “CONTRIBUTIVI”?
    QUANDO VERRANNO PRESE LE DEBITE CONSIDERAZIONI PER I PARASUBORDINATI EQUIPARANDOLI A NORMALI LAVORATORI ? (NO MALATTIA, NO INFORTUNIO, NO DISOCCUPAZIONE, = SOLO TASSE E PENALIZZAZIONI).
    GRAZIE PER L’ATTENZIONE – FLAVIO

  • concetto gallo ha scritto:

    IO sono uno di quelli che la nuova riforma pensionistica ha penalizzato in modo devastante.Ho compiuto 60 anni il 1º Gennaio 2012 con 35 anni e mezzo di contributi da lavoro dipendente e 36 mesi come CO.CO.CO con un versamento contributi di circa 50.000 euro nelle casse della gestione separata dell´INPS nei tre anni.
    Trovandomi all´estero, prima di rientrare in Italia volevo delle indicazioni se ho diritto alla pensione di anzianitá e se i tré anni possono essere conteggiati per il raggiungimento dei requisiti con la legge precedente.(Tot. 38 anni e 6 mesi).

    Ringrazio anticipatamente per la risposta.

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