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Articoli pubblicati nella categoria "Settori"

Appelli e Lettere, Politiche del lavoro, Traduzioni e intepretariato »

| 12 febbraio 2010 | UN COMMENTO | LETTO: 1.481 VOLTE | SHORT URL |

Segnaliamo la Lettera dei traduttori a Michela Vittoria Brambilla, ministro del turismo, sul blog del Corriere della Sera, in risposta a un annuncio di ricerca di traduttori da inserire in un progetto del Ministero del Turismo, che propone compensi indecorosi e pagamenti a 90 giorni.


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Formazione professionale, Storie personali e testimonianze »

| 5 febbraio 2010 | 8 COMMENTI | LETTO: 1.839 VOLTE | SHORT URL |

Pubblichiamo la lettera che un formatore ha inviato ad ACTA. Il tema è la formazione e le reali libertà concesse ai professionisti autonomi in un mercato sempre più governato da logiche anticoncorrenziali e profonde scorrettezze.

Ecco la Lettera:

 

Libero mercato 1. Nel 2006 mi chiama un primario ente di formazione veneto e mi offre una cospicua serie di docenze sull’apprendistato, che mi ripropone nel 2007. Accetto perchè detto ente è accreditato dalla Regione Veneto, quindi ho una garanzia. Dopo 1 anno di docenze percepisco un primo acconto parziale (pari al 30% del totale), quindi detto ente fallisce a fine 2007. Si apre il fallimento, che capisco subito avrà tempi infiniti, intanto scopro che detto ente ha fatto un buco contabile enorme, sui 700.000 euro (ma non era monitorato, non era accreditato?) e che le banche coinvolte hanno la prelazione su tutti i creditori. Morale: con la class action (siamo coinvolti in oltre 40 formatori) forse tra alcuni anni prenderò il 30% di ciò che avanzo. Intanto non guadagno, e non per colpa mia. Ma la colpa qualcuno ce l’ha,se accade questo. Chi? E chi mi tutela?

 

Libero mercato 2. A gennaio 2009 mi chiama un primario ente di formazione friulano, mi propone di tenere docenze serali FSE a 50 km da casa mia, senza rimborso spese, a 28 euro/ora fatturati (il range previsto a bando va da 28 a 42 euro/ora, ma ogni ente gioca al ribasso perché meno paga un docente e più può guadagnare sui costi gonfiati di progettazione e rendicontazione). Quando eccepisco l’inadeguatezza del compenso, mi rispondono: “Abbiamo la fila per affidare questa docenza, ci dica subito se accetta o no“. Non accetto perchè ritengo l’offerta indecente, mi assumo le responsabilità di non guadagnare. Accetterà un collega peones, magari che può anche raggiungere la sede a piedi. Continuo a non guadagnare, e non per colpa mia. Ma la colpa qualcuno ce l’ha, se accade questo. Chi? E chi mi tutela? Note: quell’ente da allora non mi ha mai più chiamato.

 

Libero mercato 3. A settembre 2009 mi chiama un’altro ente friulano, mi propone di tenere docenze per un corso per cassaintegrati a 30 km da casa mia, senza rimborso spese, a 60 euro/ora fatturati. Accetto, calendarizziamo 12 lezioni per totali 60 ore, a tre giorni dall’avvio mi chiama un responsabile: “Non si fa più nulla, l’azienda ha preso una maxi commessa e rinuncia al corso perchè adesso ha lavoro, anzi dovrà ricorrere anche agli straordinari“. Io non ho diritto a nulla? No,nulla. Nuovamente non guadagno, e non per colpa mia. Ma la colpa qualcuno ce l’ha, se accade questo. Chi? E chi mi tutela? Nota: questo folle meccanismo della CIG permette a una azienda di passare dalla cassaintegrazione agli straordinari, recedendo da un corso riprofessionalizzante con un semplice fax. Incommentabile.

 

Libero mercato 4. A metà settembre 2009 partecipo a un bando pubblico di un istituto superiore statale per tenere docenze a contratto per l’area professionalizzante. Sono primo di graduatoria, mi affidano l’incarico di 200 ore di docenza con inizio a fine settembre. Poi il Governo approva un decreto (pacchetto) anticrisi, quindi due giorni prima dell’avvio delle mie docenze mi chiama il dirigente scolastico e mi dice: “Per quest’anno ci hanno tolto tutti i fondi per i percorsi extra-curriculari, colpa del pacchetto anticrisi, mi spiace ma azzeriamo le docenze dell’area professionalizzante“. Nuovamente non guadagno, e non per colpa mia. Ma la colpa qualcuno ce l’ha, se accade questo. Chi? E chi mi tutela?

 

Libero mercato 5. A novembre mi chiama una università di Roma per docenze di Master. Tra 13 docenti candidati nazionali, valutano il mio CV il migliore per trattare una specifica disciplina tecnica, quindi mi contattano per affidarmi l’incarico. Però poi qualcuno si accorge che io pervenendo da fuori Regione – dunque ci sono spese di hotel e di trasferta da rimborsarmi – quindi l’imbarazzato dirigente didattico di turno prima tergiversa e poi affida l’incarico di sottecchi a un docente romano. Nuovamente non guadagno, e non per colpa mia. Ma la colpa qualcuno ce l’ha, se accade questo. Chi? E chi mi tutela?

 

Intanto Tremonti ci fa sapere che la crisi è passata, anzi no, non è passata e anzi è meglio avere un posto fisso, nel frattempo il dott. Gianfrancesco Vecchio – alto dirigente del Ministero delle Attività Produttive – ha l’ardire di rispondere a una mia mail, scritta sulla falsariga di questa, articolando in due pagine fitte fitte il seguente pensiero: “Il libero mercato italiano è sano e va bene così com’è, nel suo settore professionale non sentiamo alcun bisogno di regolamentare nulla, le regole che ci sono bastano ed avanzano, non servono sovrastrutture“. Si adombra la paura che un sindacato possa iniziare a tutelare quelli come me. Sia mai.

 

E’ ora di cambiare, così noi formatori si va a morire di fame.

 

Massimo Lucangeli


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Appelli e Lettere, Diritti, Fisco, Politiche del lavoro, Previdenza, Traduzioni e intepretariato »

| 17 dicembre 2009 | UN COMMENTO | LETTO: 1.327 VOLTE | SHORT URL |

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta della traduttrice Emanuela Congia al Ministro dell’Economia Giulio Tremonti e al Consiglio dei Ministri.

Egregi Onorevoli,

vi scrivo in qualità di professionista “scassato”, ossia, a scanso di “brutte” interpretazioni, senza cassa previdenziale. Come ben sapete, le categorie (e sono molte) di lavoratori senza cassa previdenziale sono state fatte rientrare da alcuni anni nella Cassa dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (I.N.P.S.), al quale sono pertanto tenute a versare annualmente una quota che nel 2010, dopo graduali aumenti, raggiungerà la favolosa cifra del 26,72% sull’utile netto preimposta. Il nostro potere di rivalsa sul cliente (tuttora facoltativo) rimane tuttavia fermo ad un massimo del 4%. Tutto ciò ci starebbe bene se non fosse che i vantaggi che otteniamo da questi versamenti non corrispondono allo svantaggio di un esborso così esoso (per maggiori ragguagli, vedere sito ACTA http://www.actainrete.org). Ma la questione è ben più ampia: come tutti i liberi professionisti sanno, tra novembre e dicembre di ogni anno (proprio quando invece altre categorie di lavoratori ricevono la tredicesima), la Legge ci impone di versare la percentuale maggiore delle nostre imposte annuali consistente nell’acconto IRPEF (79%), nell’acconto IRAP (equivalente a quasi il 100% dell’imposta pagata nell’anno precedente), nel secondo acconto INPS (99%) nell’acconto IVA (88% del quarto trimestre di incassi), di fatto abbattendo in maniera considerevole il nostro potere d’acquisto, mentre altre categorie (vedi dipendenti e pensionati) dispongono di maggiori flussi di cassa. Si tratta di percentuali assolutamente e indiscutibilmente abnormi.

 

Per non parlare dell’anno appena trascorso, che mai come gli altri (nemmeno come il “fatidico” 2001 in occasione dell’atto terroristico nei confronti delle Torri Gemelle di New York) è stato così penalizzante per l’intero mercato mondiale e in particolare per noi professionisti senza albo, i più deboli di fronte alla contrattazione con la clientela e al recupero dei crediti. Personalmente, dopo oltre 15 anni di attività, posso dire di aver lavorato in maniera comparabile agli anni precedenti, ma senza gli incassi corrispondenti. Infatti, persino i clienti “storici” del mio Studio di Traduzioni e Interpretariato hanno come minimo esteso in maniera inverosimile i termini di pagamento, quando addirittura non hanno saldato per nulla lavori arretrati per migliaia di euro (non bruscolini, quindi). Credo in questo di parlare a nome di intere categorie di professionisti senza albo, ma anche di altre categorie provviste di albo come architetti, ingegneri, avvocati, che si sono visti ridurre drasticamente gli introiti a causa della cosiddetta “crisi”, che in effetti è anzitutto una crisi di liquidità.

 

Mi rivolgo a Voi, Onorevoli Ministri, perché sono convinta che è tempo che udiate anche la nostra voce. E il mio non è da intendersi in alcun modo un sfogo politicizzato: tengo a precisare che la nostra protesta non è e non vuole essere una protesta politica, ma una protesta di singoli individui che non ce la fanno più ad andare avanti. Come me, infatti, sono a rischio di chiusura dell’attività migliaia di consulenti del terziario avanzato, tra cui, appunto, traduttori, consulenti aziendali, informatici, webmaster, designer. Siamo spesso considerati evasori, ma basta la semplice considerazione che lavoriamo per Studi di professionisti (con albo), imprese e pubblica amministrazione, che richiedono sempre la fattura, per capire che la nostra possibilità di evasione è invece pari a zero. Come se ciò non bastasse, per noi è praticamente impossibile (a meno di non avere competenze specifiche, peraltro rare nelle nostre categorie) fare a meno del Commercialista in un sistema fiscale complicatissimo e insidioso (basti pensare solo, a titolo d’esempio, alla “macchinosità” della ritenuta d’acconto e del Modello 770), il che rappresenta un ulteriore gravame per le nostre già sguarnite casse.

 

Quello che chiediamo a Voi, Onorevoli Ministri, non è lavoro, non sono incentivi, ma soltanto ed esclusivamente un trattamento analogo agli altri professionisti, con aliquote contributive inferiori al 20% come quelle che versano i professionisti provvisti di albo e cassa, perché i più deboli sul mercato non siano penalizzati anche dal Fisco.

 

Vi chiedo una riflessione in merito alla nostra situazione, che non può e non deve più essere ignorata in futuro, perché il futuro siamo noi, il Terziario Avanzato, che con coraggio ci inseriamo su un mercato oltremodo difficile e arranchiamo per poter stare a galla, trattando sui prezzi con la clientela, che spesso dilaziona o non paga affatto i compensi dovuti.

 

Nel ringraziarvi anticipatamente di quanto potrete e vorrete fare, saluto distintamente.

M. Emanuela Congia


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Associazioni, Europa, Informatica e Web »

| 4 dicembre 2009 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.599 VOLTE | SHORT URL |

ACTA ha partecipato, con Sergio Bologna, a Londra al National Freelancers Day, un festeggiamento per ricordare al Paese il ruolo svolto dal lavoro professionale indipendente e per far sentire la loro voce.  La festa è stata celebrata lunedì 23 novembre, con eventi in almeno una dozzina di località  in tutto il Paese, da Aberdeen a Edinburgo, da Manchester a Bristol, da Cambridge a Birmingham. L’evento più importante si è tenuto a Londra, nel Parlamento inglese.

Racconta Sergio: ”La serata è stata interessante, John Brazier e il nostro amco Marco Pisano sono molto gentili e disponibili. In realtà questo è il primo National Freelancers Day, dove hanno reso pubblico un ‘Manifesto’ dei Freeelancers. Il fondatore e Presidente dell’Associazione, Chris Bryce, ha dato vita a un’ottima iniziativa.

Ecco alcune foto della serata.

   

Gli iscritti all’Associazione dei liberi professionisti autonomi in Gran Bretagna, il Professional Contractors Group (fondato nel 1999) sono 18 mila. Il gruppo fondatore è costituito principalmente da informatici, che sono tuttora il nucleo più forte dell’Associazione. Navigando sul Web hanno incontrato ACTA e ci hanno invitati alla loro festa.


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Associazioni, Eventi, Informatica e Web, Libri Articoli Approfondimenti »

| 18 settembre 2009 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.562 VOLTE | SHORT URL |

ACTA invita al dibattito “Imprese e Professioni” in occasione della presentazione del libro Le professioni per l’impresa (Franco Angeli, 2009, 24 euro).

 

Venerdì 25 Settembre 2009

Presso l’Unione del Commercio, Turismo, Servizi e Professioni a Milano, in Corso Venezia 49 – Sala Colucci.

 

Programma

Ore 17:00 – Registrazione dei partecipanti

Saluto e introduzione
Maria Antonia Rossini – Responsabile della Consulta della Cultura dell’Unione del Commercio di Milano

 

Interventi

  • Il contributo delle professioni al valore dell’impresa
    Claudio Antonelli curatore dell’opera e Presidente PIU’ – Professioni Intellettuali Unite
  • Imprese professionali nell’economia della conoscenza
    Umberto Bellini – Presidente Asseprim
  • Impresa 2.0
    Enrico Sassoon – Direttore di Harvard Business Review Italia
  • Le professioni strategiche critiche nelle organizzazioni: potenziali disoccupati o motori della ripresa italiana?
    Federico Butera – Presidente Fondazione Irso e Università Milano Bicocca
  • L’associazionismo professionale
    Angelo Deiana – Presidente del Comitato Scientifico CoLAP

 

Testimonianze e dibattito

Con la partecipazione dei coautori: Roberto Bellini, Bruno Lodi, Giovanbattista Marini, Sergio Meacci, Carlo Notari, Walter Giorgio Scott, Gian Luigi Vecchi.

Ore 19:30 – Chiusura

Per esigenze organizzative vi preghiamo di dare conferma di partecipazione a info@professionipiu.it. Per maggiori informazioni si visiti il sito di PIU’ – Professioni Intellettuali Unite.


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Associazioni, Editoria, Politiche del lavoro, Sindacati »

| 18 settembre 2009 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.428 VOLTE | SHORT URL |

Milano, 27 luglio 2009 – ACTA e La RETE hanno incontrato i rappresentanti dell’USGF – Unione Sindacale giornalisti Freelance.

 

All’incontro erano presenti:

  • ACTA (Alfonso Miceli)
  • I – Network (Dilva Giannelli)
  • RETE (Massimo Gozzetti)
  • Marcello Saponaro (Consigliere Regione Lombardia) e il suo consulente Lele Rozza.

L’incontro nasce su iniziativa di Saponaro, e segue la conferenza stampa del 6 luglio, in cui abbiamo presentato ai media la proposta di legge a livello regionale elaborata con ACTA e la RETE.

Saponaro ha dichiarato la sua intenzione di portare avanti, in vista delle prossime scadenze elettorali, proposte di interventi e soluzioni che vadano incontro agli interessi dei professionisti autonomi e dei freelance (giornalisti). Interesse comune del Consigliere e delle Associazioni è quello di realizzare eventi e iniziative che abbiano un forte impatto sui media e sull’opinione pubblica.

 

Nella conferenza stampa del 6 luglio abbiamo constatato che il riferimento ai “lavoratori freelance” ha attratto l’attenzione dei media. Saponaro e i suoi consulenti hanno quindi proposto di allargare il coinvolgimento nelle iniziative a sostegno di proposte di legge regionali all’associazione dei giornalisti freelance, che potrebbero essere interessati alle questioni poste da ACTA e dalla RETE.

 

Interessi/bisogni comuni (freelance e professionisti autonomi)

L’incontro era dunque finalizzato a comprendere:

  • quali interessi in comune potevamo avere come ACTA e come RETE con l’Associazione dei Giornalisti Freelance;
  • quali iniziative portare avanti con Saponaro nel reciproco interesse e nelle differenti appartenenze (politici da una parte, associazioni dall’altra).

Nel primo giro di presentazione abbiamo cominciato ad avere risposte positive al primo punto.

 

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Comunicazione, Design, Eventi, Informatica e Web, Moda »

| 1 aprile 2009 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.535 VOLTE | SHORT URL |

Mercoledì 8 aprile Romano Calvo, consigliere di ACTA, interverrà a Torino al seminario “Quartieri che cambiano”  che prende spunto da una ricerca sui fattori di successo e insuccesso delle attività produttive operanti nei quartieri culturali di Torino. Il seminario si terrà presso la Sala dei 200 di Eataly, in via Nizza, 230 int. 14, zona Torino Lingotto, alle ore 18:00.

Scarica il Programma (.PDF in download)


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Comunicazione, Design, Libri Articoli Approfondimenti, Moda, Ricerche e Indagini »

| 11 febbraio 2009 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.642 VOLTE | SHORT URL |

Sapere creare è un valore nel mondo della moda, ma quanto vale? A questa domanda risponde Giannino Malossi con il contributo “Il valore della creatività nelle professioni della moda” (.PDF in download), un lungo articolo sul valore economico della conoscenza e della creatività, liberamente scaricabile da questo sito o dal Canale Scribd di ACTA. Potete infine leggerlo direttamente qui di seguito, se desiderate.

La creatività nelle professioni della moda


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