Articoli pubblicati nella categoria "Settori"
Appelli e Lettere, Design »
Riceviamo e volentieri pubblichiamo la richiesta degli amici del CareOF e del Cantiere per praticheNonAffermative e vi segnaliamo il sondaggio da loro aperto per un’analisi approfondita del mondo del lavoro nel segmento delle industrie creative e del design. Se sei un designer/progettista butta un occhio e “partecipa numeroso”!
Designers’ Inquiry è un’inchiesta sul profilo sociale dei progettisti di oggi. Sotto forma di questionario anonimo, vuole essere uno strumento per fotografare e riflettere sulla condizione complessa e spesso di frontiera che caratterizza l’esperienza del lavoro nel campo del design. È un’indagine aperta e non ci sono risposte giuste o sbagliate. Le informazioni inviate verranno incluse nell’analisi e nella presentazione del risultato complessivo. Il questionario rimarrà aperto fino al 20 maggio 2012 e la sua compilazione richiede all’incirca 15-20 minuti.
Autore: Dario Banfi
Comunicazione, Diritti, Fisco, Storie personali e testimonianze »
Riceviamo e pubblichiamo la testimonianza firmata di un giornalista RAI, che per ovvi motivi preferisce rimanere anonimo.
La situazione delle partite IVA in Rai è tra le più assurde.
In larga parte questo tipo di contratto viene applicato alla maggior parte dei giornalisti professionisti che lavorano per le trasmissioni delle Reti. Il Contratto giornalistico è infatti riservato ai colleghi che lavorano solo per i Tg e per le rubriche ad essi collegati. Gli unici colleghi tra l’altro tutelati dal sindacato USIGRAI. Gli altri devono obtorto collo. accettare questo tipo di contratto (regista/autore testi) pur svolgendo le mansioni di inviati o di redattori nelle principali trasmissioni di informazione della Rai. Devono essere a disposizione 24 ore su 24, lavorare se richiesto a Pasqua o a Natale senza la minima maggiorazione di retribuzione, senza orari. Devono rispettare i turni al montaggio e devono rispondere del loro operato ai vertici dei programmi e ai capistruttura Rai.
Un costume che si è rapidamente diffuso anche a Mediaset e La 7.
Le mansioni che vengono richieste sono identiche a quelle dei colleghi inviati dei telegiornali, ma con ritmi assolutamente più pesanti, senza la minima tutela assicurativa. Se accade un incidente, o se qualcuno gli spara addosso, il giornalista a partita Iva non ha la minima copertura. Forse dobbiamo aspettare che qualcuno di noi ci lasci la pelle perché il problema esploda.
Ovviamente non vi è la minima copertura neppure per quanto riguarda la continuità di lavoro o la giusta causa di licenziamento. Basta semplicemente risultare invisi all’autore di turno o non accettare di scrivere quello che vogliono i capi, per non vedersi rinnovare il contratto e restare alla fame, visto che non esistono ammortizzatori sociali. Inutile dire che grazie a ciò la libertà e la dignità professionale dei giornalisti a partita Iva va a farsi benedire. Il risultato è un appiattimento totale.
La maggiore retribuzione (lorda) è un’altra colossale bufala. Ai giornalisti a partita Iva si impone di pagare tutto, quindi la retribuzione risulta alla fine al netto assolutamente bassa.
La Rai impone agli inviati (per la natura stessa del loro ruolo) continui spostamento per seguire in Italia e all’estero gli argomenti su cui realizzare i servizi. Le spese devono essere anticipate, per poi averle rimborsate dopo la presentazione di ricevute e la compilazione di un modulo nel quale vengono dettagliate tali spese. La Rai quindi approva il rimborso e impone di emette fattura, ci si trova così a pagare più volte le tasse, non solo l’Iva. Su tali rimborsi (che sono alla fine dell’anno somme assai consistenti) viene imposta, essendo fatturate, il pagamento della previdenza, il pagamento dell’Irpef come se si trattasse di normali compensi, infine tutto ciò fa salire in maniera folle l’imponibile anche se in fattura viene specificato che si tratta di rimborsi di note spese, quindi non compenso, ma solo restituzione di somme anticipate. La Rai, anche di fronte alle evidenze di legge, impone pervicacemente questa prassi.
Chi non ci sta può solo scegliere di non lavorare.
Autore: ACTA
Associazioni, Calendario, Eventi, Informatica e Web, Internet e tecnologie »
| nov ’11 |
| 10 |
| 15:30 |
Professioni Più ci segnala questo convegno promosso in collaborazione con AUSED – Associazione Utilizzatori Sistemi E tecnologie Dell’informazione, nel quale “docenti universitari, manager e professionisti ci guideranno nell’interpretazione dei cambiamenti in atto” sui temi dell’innovazione, dello sviluppo di comunità professionali al servizio della “qualità sociale”, dei cambiamenti che intervengono nei “mestieri”…
Giovedì 10 novembre, nell’ambito del convegno AUSED – ICT e Società: la centralità delle persone nell’ecosistema digitale, si terrà una tavola rotonda tra le Associazioni Professionali sul tema:
La tecnologia digitale cambia i mestieri
Tavola rotonda con la partecipazione di:
- Marco Beltrami APCO Associazione Professionale Italiana dei Consulenti di Management
- Roberto Bellini AICA Associazione Italiana per l’Informatica ed il Calcolo Automatico
- Antonella Ferrari – Club TI – Club per la tecnologia dell’Informazione di Milano
- Franco Giacomazzi AISM Associazione Italiana Marketing
- Antonio Margoni TP Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti
- Alessandro Tronconi ADICO Associazione Italiana per il Marketing, le Vendite e la Comunicazione
Chairman: Claudio Antonelli – Presidente PIU’ – Professioni Intellettuali Unite
Il convegno si svolge presso Gruppo 24 ore in Via Monte Rosa 91, 20149 Milano.
La Tavola rotonda si svolge nel pomeriggio a partire dalle ore 15,30.
Trovate ulteriori informazioni sul sito di Professioni Più cliccando sul link “news eventi“.
Autore: Alfonso Miceli
Associazioni, Calendario, Eventi, Formazione professionale »
| ott ’11 |
| 27 |
| 17:00 |
Professioni PIU, movimento unitario delle professioni promosso da ACTA e da altre 9 associazioni del mondo del professionismo organizza, in collaborazione con Assolombarda, un incontro di confronto e dialogo sul tema:
“Le Competenze Professionali Producono Valore”
Giovedì 27 ottobre 2011 – dalle 17,00 alle 19,30
presso ASSOLOMBARDA, sala Falck, via Chiaravalle 8, Milano
L’incontro vuole evidenziare l’opportunita’ per le imprese di utilizzo dei contributi professionali ed intende fornire alcuni suggerimenti pratici per massimizzare i risultati.
DESTINATARI: Imprenditori, Direttori Generali e Direttori di Personale e Organizzazione di Medie e Piccole Imprese e Associazioni Professionali
PROGRAMMA:
Saluto di benvenuto di Fabrizio Lain – Area mercato e Impresa Assolombarda
Interventi di:
- Claudio Antonelli – Presidente PIU’ Professioni Intellettuali Unite
- Antonio de Cal – Vice Presidente nazionale ADACI – Associazione Approvvigionamenti
- Paola Palmerini – Presidente ATEMA – Associazione per il Temporary Management
- Roberto Boscia – HR Services Director- International Orange Business Italy
Dibattito: interventi dal pubblico in sala e discussione di confronto e di approfondimento
La partecipazione all’evento è gratuita
Autore: Massimo Bruno
Calendario, Eventi, Formazione, Traduzioni e intepretariato »
| nov ’10 |
| 20 |
Segnaliamo ai professionisti traduttori e interpreti della Toscana la terza edizione del corso di formazione tenuto dal commercialista Giuseppe Bonavia (consulente contabile e fiscale che ha definito una convenzione con ACTA):
- favorire la coesistenza tra una professione considerata creativa e i vincoli oggettivi delle regole contabili e fiscali;
- contribuire alla trasformazione del modello”traduttore/interprete-artigiano” in quello di “traduttore/interprete-imprenditore”;
- giungere a compiere scelte operative miranti a minimizzare l’impatto della tassazione ed ottimizzare il tempo speso in adempimenti burocratici.
Autore: Federico Fischanger
Calendario, Eventi, Traduzioni e intepretariato »
| ott ’10 |
| 7 |
| 09:00 |
Inclusione e status professionale, di questo e altro si discuterà con gli amici di AITI e con interpreti e traduttori (che fanno parte in gran numero anche di ACTA), il 7 ottobre a Milano, in occasione dei festeggiamenti per i 60 anni dell’associazione. Scarica Invito e Programma (.PDF in download).
Autore: ACTA
Editoria, In evidenza, Libri Articoli Approfondimenti »
Diretto da Francesco Bogliari (già direttore di Espansione, L’Impresa, Business People e altre testate economiche), Il Giornale delle Partite Iva ha deciso di accettare la sfida della distribuzione in edicola con una diffusione di ben 100.000 copie (!), puntando a un pubblico di professionisti autonomi titolari di Partita Iva, un popolo di ”oltre 3 milioni di persone che lavorano senza le normali protezioni dello Stato sociale, ma al contempo sono tartassati da un Fisco rapace che tanto prende e poco rende. [...] Un’area in costante crescita, alimentata com’è dai giovani che non trovano lavoro e dai dipendenti cinquantenni che lo perdono prematuramente per licenziamento o chiusura delle imprese“.
Come recita il Comunicato Stampa (.DOC in download) di lancio della rivista, il nuovo Giornale si definisce:
[...] la voce degli invisibili, dei lavoratori con diritti limitati, figli di un welfare minore, privi di rappresentanza sindacale e politica.
Il nuovo mensile di 96 pagine, scritto con linguaggio divulgativo, sarà in edicola dal 30 settembre al prezzo di copertina di € 4,50. La rivista è stata presentata in anteprima ad ACTA come segno di interesse per le nostre attività e riconoscimento del ruolo che oggi ricopriamo nel rappresentare questo segmento di lavoratori italiani. Nel primo numero vedrà spazio anche un’intervista ad Anna Soru, presidente ACTA.
Tra gli altri argomenti trattati: “Una pensione da fame”; “Il popolo Iva alla guerra dell’Irap”; “Maternità, un lusso per le professioniste con Iva”; “Patti chiari con la banca”; “Alla ricerca del credito perduto”.
Beh, in bocca al lupo per questo progetto editoriale!
Autore: Dario Banfi
Formazione professionale, Libri Articoli Approfondimenti »
Formazione finanziata, in Italia il quadro è davvero desolante. L’analisi della Repubblica, con l’articolo “Tangenti, truffe, poco lavoro. La formazione è una fabbrica di precari” di Davide Carlucci e Antonio Fraschilla, porta allo scoperto il peggio del mondo della formazione continua. Un budget di circa 18,5 miliardi di euro spesi principalmente per favorire il ricollocamento di disoccupati e precari, con esiti quantomeno dubbi. L’articolo cita numerose inchieste in corso disseminate in tutta l’Italia e più in generale evidenzia che la formazione serve soprattutto a chi la organizza, sindacati in primis.
Autore: Alfonso Miceli
Leggi e Norme, Politiche del lavoro, Pubblica Amministrazione »
E’ partita la corsa agli emendamenti alla Legge Finanziaria.
Pubblicamente ci sono state ampie lodi alla manovra da parte dei rappresentanti del mondo del Lavoro autonomo e della Piccola Impresa, anche in nome della promessa di semplificazione burocratica e di libertà d’impresa che viene presentata come una panacea. Eppure siamo già un Paese ad altissima presenza imprenditoriale, in cui non è mai esistito un “problema” di natalità di nuove imprese, ma semmai di un’imprenditorialità spesso improvvisata, debole e volatile, che frequentemente non supera i tre anni di vita.
Ma ora ogni categoria cerca di salvaguardarsi con correzioni che tutelino i propri specifici interessi, scaricando su coloro che non hanno protettori in Parlamento il costo più pesante del provvedimento.
Noi professionisti autonomi non abbiamo sponsor e siamo profondamente contrari a una manovra che contribuirà a deprimere ulteriormente le nostre prospettive, già duramente colpite dalla crisi, in un mercato che scarica sugli outsider i tagli produttivi e in un contesto di assenza di interventi a tutela della disoccupazione (siamo esclusi anche dagli ammortizzatori sociali in deroga, pagati con la fiscalità generale) e del rispetto dei tempi di pagamento.
Siamo contrari alla manovra per almeno tre motivi:
- il taglio indiscriminato ai servizi pubblici;
- lo slittamento dell’età della pensione;
- il taglio dell’80% delle spese di consulenza.
1. Il taglio indiscriminato ai servizi pubblici
La manovra comporterà necessariamente un taglio dei servizi pubblici (sanità, scuola, assistenza sociale) ovvero di quella parte di welfare che è l’unica a cui accediamo realmente a fronte di un’imposizione fiscale e contributiva che ci toglie oltre il 50% del reddito. Una diminuzione che per essere accettabile dovrebbe comportare anche una riduzione delle imposte.
2. Lo slittamento dell’età della pensione
L’inserimento di finestre mobili determina uno slittamento dell’età pensionabile di 1 anno per i dipendenti e 18 mesi per gli autonomi.
Questo diverso trattamento è profondamente iniquo. Davvero si è convinti che lavorare come autonomi sia più facile che da dipendenti? Non ci si rende conto che gli autonomi devono farsi carico non soltanto dello svolgimento del lavoro produttivo vero e proprio, ma anche di altre attività complementari, come la ricerca del cliente, che assorbe ormai più energie del primo e non sempre porta a dei risultati? Che molti di noi sarebbero ben contenti di continuare a lavorare anche oltre i 65 anni se non fosse così difficile e stressante stare sul mercato? Continua a leggere »
Autore: Anna Soru
Informatica e Web, Occupazione, Trovare Lavoro »
La crisi economica ha colpito prima Industria e Trasporti, poi si è estesa a Commercio e Terziario alle imprese. Alla caduta della produzione è seguita una caduta dell’occupazione, che ha interessato soprattutto il lavoro autonomo e professionale, non protetto da ammortizzatori sociali. Attualmente ci sono alcuni segnali positivi di ripresa dell’economia, ma secondo l’Istat la disoccupazione ha raggiuto ad aprile l”8,9%, il valore più alto dal 2001.
Acune conferme indirette del disallineamento dei dati occupazionali rispetto a quelli produttivi vengono dai dati settoriali. Il Rapporto Assinform 2010 rileva segnali di ripresa nell’Information Technology, ma come ha sottolineato il presidente di Assinform, anche ”il peggioramento dell’occupazione nel settore IT, soprattutto per consulenti e lavoratori indipendenti, riflesso dei forti tagli operati sulla spesa in informatica nel 2009 da tutti i settori dell’economia italiana”.
Autore: ACTA














