Articoli pubblicati nella categoria "Ricerche e Indagini"
In evidenza, Maternità, Ricerche e Indagini »
In Italia il tasso di fecondità è 1, 4 figli per donna, uno dei più bassi d’Europa. Il risultato di una scelta o di un contesto sociale inadeguato? ACTA collabora con il gruppo Maternità&Paternità ad un’inchiesta per scoprire quali sono i timori, i desideri, le necessità, gli ostacoli e le aspettative delle giovani donne di fronte alla sfida della maternità.
Se sei nata tra il 1970 e il 1989 e sei residente in Italia, compila il questionario anonimo online
Richiede meno di 10 minuti e sarà utilizzato esclusivamente a fini di ricerca
Autore: ACTA
Pensione, Primo Piano, Ricerche e Indagini »
Il 10 ottobre é stato presentato uno studio sulle pensioni dal titolo eloquente “L’adeguatezza del sistema pensionistico contributivo” che mira a dimostrare la capacità del sistema contributivo di assicurare pensioni più che dignitose, con tassi di sostituzione (rapporto tra pensione e ultimo reddito da lavoro) del 70% se dipendenti, del 57% se parasubordinati. Una conclusione che smonta molte analisi precedenti, incluse probabilmente quelle a disposizione dell’INPS stesso, stando all’incauta dichiarazione del suo Presidente Antonio Mastrapasqua (“se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale“).
Lo studio è di Stefano Patriarca, dell’Ufficio Ricerche e Studi dell’INPS, ma è presentato come contributo personale dell’autore, non come un elaborato INPS: infatti al margine riporta la scritta “le opinioni e le elaborazioni qui rappresentate costituiscono un contributo personale e possono non coincidere con le posizioni dell’Istituto e quindi non impegnano l’INPS”.
Un lavoro che è stato ampiamente commentato sulla stampa e citato per dimostrare che erano infondati gli allarmi lanciati da più parti. Ci siamo sentiti chiamati in causa perché da anni sosteniamo che il sistema contributivo sarà senz’altro utile a garantire la sostenibilità dell’INPS, ma non la nostra.
Ci siamo presi il tempo per analizzare con calma lo studio per capire come possa essere arrivato a tali conclusioni, ben consapevoli che fare previsioni é davvero complesso perché entrano in gioco moltissime variabili, spesso altamente incerte. Continua a leggere »
Autore: ACTA
Occupazione, Ricerche e Indagini »
E’ una domanda ricorrente. La risposta è difficile. I dati esistenti non sono coerenti, in più non esiste una definizione unica e condivisa di lavoro autonomo professionale.
Le stime più citate sono quelle del CNEL di alcuni anni fa, che fanno riferimento a 3,5 milioni di professionisti, ma includono anche professionisti dipendenti. I dati dell’Istat ci dicono che i lavoratori autonomi professionisti sono circa 1 milione nel 2009, 1,5 milioni se includiamo anche collaboratori a progetto e collaboratori occasionali . Ma all’INPS risultano iscritti, sempre nel 2009, circa 900.000 collaboratori: i conti non tornano.
Abbiamo provato a fare un nuovo calcolo a partire dalle statistiche pubblicate dal Ministero delle Finanze per il 2009 ( analisi_dati_2009_irpef PDF in download). Secondo questi dati i professionisti autonomi in Italia sono 1.300.000 .
Chi rientra in tale numero? I dati includono i titolari di partita Iva, ma escludono quelli che hanno avviato o cessato l’attività nell’anno in esame. Inoltre non identificano i collaboratori a progetto e occasionali. Sottostimano perciò il lavoro autonomo professionale in senso ampio, ma hanno il pregio di essere molto affidabili perchè derivano da una fonte universale (e non campionaria come l’ISTAT forze lavoro) e aggiornata (chi ha interrotto l’attività certamente non compare tra i contribuenti), oltre che di riferirsi distintamente ai professionisti autonomi (non confusi coi dipendenti, come nelle stime del CNEL) .
Le statistiche sono disaggregate per i principali settori economici, entro i quali occorre individuare le attività professionali. Oltre alle “attività professionali scientifiche e tecniche”, possiamo includere le “attività di informazione e comunicazione”, “attività finanziarie e assicurative”, “attività artistiche” e “istruzione e sanità”.
Il Ministero delle Finanze, inoltre, distingue i contribuenti per regime fiscale (lavoro autonomo, contribuenti minimi, regime imprenditoriale semplificato e ordinario) . Quali di questi sono riferiti ai professionisti autonomi?
Se vogliamo utilizzare una defnizione ristretta di lavoro professionale non imprenditoriale, possiamo considerare i percettori di reddito da lavoro autonomo e i contribuenti minimi che operano nelle “attività professionali scientifiche e tecniche”. Rispondono a queste caratteristiche 725.000 professionisti. Se aggiungiamo chi opera nelle altre attività del terziario avanzato di cui sopra, il numero dei professionisti autonomi diventa 1.140.000 (distribuzione nella “torta” successiva).
Professionisti percettori di lavoro autonomo (inclusi i contribuenti minimi) per area di attività
Fonte: elaborazioni ACTA su dati MEF
Autore: Anna Soru
Calendario, Eventi, Rappresentanza, Ricerche e Indagini »
| giu ’11 |
| 13 |
| 09:30 |
Un dibattito alla Camera di Commercio di Milano, per presentare una ricerca AASTER sulle professioni, a cui anche ACTA ha collaborato.
Monadi, corporazioni o terzo stato in cerca di rappresentanza?
Lunedì 13 giugno 2011, ore 09.30/12.30
Camera di Commercio di Milano - Palazzo Turati, Sala Consiglio – Via Meravigli 9/b, Milano
PROGRAMMA
ore 9.30 Saluti introduttivi
Carlo Sangalli Presidente Camera di Commercio di Milano
ore 9.45 Presentazione della ricerca
Aldo Bonomi Direttore Consorzio AAster
ore 10.15 Video con testimonianze di:
Giancarlo Bianchi Presidente AIAS – Associazione Italiana Ambiente e Sicurezza
Luisa Bocchietto Presidente ADI – Associazione per il Disegno Industriale
Michele Cimino Presidente ADICO – Associazione Italiana Marketing Manager e Direttori Commerciali
ore 10.20 Tavola rotonda
Moderatore Dario Di Vico Corriere della Sera
Intervengono:
- Stefano Calzolari Presidente Ordine degli Ingegneri di Milano
- Domenico De Stefano Presidente Consiglio Notarile di Milano
- Paolo Giuggioli Presidente Ordine degli Avvocati di Milano
- Alessandro Solidoro Presidente Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano
- Daniela Volpi Presidente Ordine degli Architetti di Milano
- Marzia Morena Presidente RICS Italia – Royal Institution of Chartered Surveyors
- Sergio Bologna Consigliere ACTA – Associazione Consulenti del Terziario Avanzato
- Fabio Famoso Delegato Lombardia Ferpi – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana
Chiusura dei lavori
Pier Andrea Chevallard Segretario Generale Camera di Commercio di Milano
Autore: ACTA
Primo Piano, Rappresentanza, Ricerche e Indagini »
Su proposta e con il contributo fondamentale del nostro socio Giorgio Mandarano, abbiamo preparato qualche domanda per raccogliere opinioni, consigli e suggerimenti che aiuteranno a migliorare l’attività dell’Associazione.
Non perdere l’occasione di dire la tua attraverso la compilazione del Questionario ACTA dedicato agli iscritti ed associati!
Il tuo contributo sarà prezioso anche per definire le strategie future dell’Associazione e proporre attività, servizi, convenzioni, ecc. in linea con le aspettative degli associati.
Investi cinque minuti e compila il Questionario ACTA.
Sarà un’occasione per conoscere l’opinione degli altri associati.
Autore: ACTA
Libri Articoli Approfondimenti, Ricerche e Indagini, Storie personali e testimonianze »
Per comprendere le diverse situazioni e i punti di vista e per contrastare gli stereotipi ancora dominanti sul lavoro autonomo, Delia Peccetti ha raccolto e filamto storia personale di dieci lavoratori autonomi con provenienze molto diverse tra loro, ma tutti caratterizzati dall’indipendenza: dal freelance all’artigiano, dal piccolo commerciante al libero professionista.
Ne è nato ilvideo Imprenditori di noi stessi.
Dai racconti dei protagonisti emergono problemi e necessità, ma anche determinazione, fiducia nelle proprie capacità e la volontà di superare le difficoltà, nella speranza di non restare sempre invisibili e dover contare soltanto sulle proprie capacità.
Come sottolinea l’autrice della videoinchiesta:
Se fino a oggi i sentimenti di scontentezza venivano gestiti a un livello privato dagli autonomi, ora cresce in loro la necessità di trovare una dimensione collettiva nella quale condividere le proprie esperienze fino ad arrivare a nuove forme di rappresentanza per cercare di essere meno labili sul mercato.
Guarda la videoinchiesta: Continua a leggere »
Autore: ACTA
Ricerche e Indagini »
Nell’area metropolitana milanese si trova la maggiore concentrazione nazionale di servizi professionali. La Camera di Commercio di Milano, attraverso l’istituto di ricerca Aaster, intende approfondire la conoscenza dell’attuale situazione delle professioni e delle attività terziarie qualificate, ponendo al centro il professionista (autonomo e dipendente) con la sua biografia, il suo rapporto con il mercato, le sue aspettative e le sue opinioni sulla città. Questa conoscenza aiuterà a definire programmi di sviluppo dell’area metropolitana, adeguando alle effettive caratteristiche del tessuto professionale l’offerta di servizi.
Se sei di Milano e vuoi collaborare, compila il questionario anonimo on-line.

Richiede soltanto un quarto d’ora del tuo tempo! I risultati dell’indagine saranno illustrati nel corso di una presentazione pubblica, di cui daremo comunicazione, che avrà luogo entro la prima metà del prossimo anno.
>>> vai al questionario <<<
Autore: ACTA
Reddito, Ricerche e Indagini »
In base ai dati diffusi in questi giorni, il reddito medio dichiarato per il 2008 dai lavoratori autonomi è di 38.690 euro, mentre quello dei dipendenti è di 19.640 euro e il reddito medio dichiarato dalle imprese di 18.140.
Come sempre, il dato maggiormente enfatizzato da media (si veda per esempio il Corriere della Sera con un articolo di Enrico Marro “Zero Iperf per un italiano su quattro“), politici e sindacalisti è quello sulle dichiarazioni superiori ai 150.000 euro, attribuite per l’85% a dipendenti (soprattutto) e pensionati, un fatto questo che rende ancora più sorprendente i valori sul reddito medio dei lavoratori alle dipendenze, indicato prima. Un’altra evidenza degna di nota: a dichiarare un reddito superiore ai 35.000 euro (proprio il reddito medio degli autonomi) c’è il 13% dei contribuenti. I soliti noti diranno che i lavoratori autonomi guadagnano troppo relativamente alle altre categorie (il doppio dei dipendenti) e troppo poco in assoluto (“Ma come, un affermato professionista che guadagna meno di 40.000 euro…? Sicuramente sono tutti evasori…“). In sostanza, è urgente aumentare le imposte agli autonomi – che, per definizione, sono tutti affermati professionisti, nuotano nell’oro ed evadono – per abbassarle ai dipendenti.
Autore: Mario Panzeri
Europa, Occupazione, Ricerche e Indagini »
A proposito del lavoro autonomo, l’OCSE scrive:
“Self-employment may be seen either as a survival strategy for those who cannot find any other means of earning an income or as evidence of entrepreneurial spirit and a desire to be one’s own boss. The self-employment rates shown here reflect these various motives.”
L’Italia ha quasi il record europeo per il lavoro indipendente, se non fosse per la Grecia. Con una percentuale del 25.7 % di ‘autonomi’, rispetto al totale degli occupati, il nostro Paese mostra la media più elevata d’Europa (solo la Grecia segna il 35%). È quanto emerge dall’OECD Factbook 2010 – Economic, Environmental and Social Statistics. Secondo i dati OCSE (scarica il Capitolo del Factbook2010 in .PDF), nel 2008, la media italiana di lavoratori indipendenti è stata avvicinata solo dal Portogallo e dalla Polonia, realtà piuttosto diverse dalla nostra. Decisamente più basse le quote di altri partner europei quali la Germania (11,7%), la Francia (9%), il Regno Unito (13,4%). Come mai? Continua a leggere »
Autore: Elsa Bettella
Occupazione, Ricerche e Indagini »
Sono appena state pubblicate le stime ISTAT sulle Forze di Lavoro – Occupati e Disoccupati (.PDF in download). I dati si riferiscono al II trimestre del 2010 ed evidenziano un’ulteriore crescita della disoccupazione, nonostante continui a crescere l’apporto degli immigrati. Il tasso di disoccupazione ha raggiunto l’8,5% nella media italiana e (13,4% al Sud).
L’ISTAT segnala una crescita tendenziale del lavoro autonomo senza dipendenti accompagnata a una forte flessione delle posizioni alle dipendenze. L’incremento degli autonomi è più elevato al Nord ed è concentrato nel settore dei servizi alle imprese.

Autore: Anna Soru













