Articoli pubblicati nella categoria "Rappresentanza"
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Ho avuto modo di leggere “Organizzare i non organizzati – idee ed esperienze per il sindacato che verrà“, una pubblicazione curata dall’ufficio politiche giovanili della CGIL e in particolare il pezzo di Di Nunzio (pag. 48), che va sicuramente letto. Dimostra qual è il massimo di apertura ammissibile per chi opera dentro a quella macchina di posti di lavoro e di potere che è la CGIL. In fondo ci sta dicendo che il mondo dei freelance si sta muovendo, sia pure faticosamente, e sta entrando nel canale della rappresentanza storica della CGIL. Certo la CGIL dovrebbe prestare più attenzione a questi primi vagiti, ma in fondo questa pubblicazione altro non è che la dimostrazione che la CGIL (o meglio un gruppo di funzionari che hanno interesse di pagnotta in materia) sta sul pezzo.
Propaganda, essenzialmente propaganda da venditori porta a porta. Pronti a piegare la realtà e le “sottilissime” analisi dell’IRES CGIL, ai loro scopi.
La citazione di ACTA ha il sapore di una concessione pari a quella che si farebbe per il circolo della bocciofila per aver collaborato nella pulizia degli spalti dopo la manifestazione.
Vorrei che i tanti nuovi iscritti di ACTA andassero a rileggersi il nostro Manifesto, per capire su quali diversi orizzonti ci muoviamo e per accettare il fatto che la crisi della rappresentanza non è un incidente passeggero, ma un salto di paradigma. E non è solo un problema della CGIL.
Non è da chi ha creato i problemi che ci possiamo aspettare le soluzioni.
Ma intanto noi leggiamo, ci confrontiamo, dialoghiamo… preparandoci al salto.
Autore: Romano Calvo
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| 22 |
| 13:00 |
Informiamo i soci ACTA che, domani, mercoledì 22 maggio dalle 13 alle 14.30 ci sarà una riunione del consiglio direttivo.
L’obiettivo generale è quello di dare seguito alle proposte e ai suggerimenti emersi nel corso dell’ultima assemblea, così suddivisi:
2) definizione quota associativa 2013-2014
3) prossime azioni nei confronti del governo e delle amministrazioni locali
4) aggiornamento del sito ACTA
5) disseminazione “creativa” dei contenuti di ACTA (proposta di spettacoli teatrali)
6) legge sulle professioni: posizione di ACTA
7) varie ed eventuali
Nell’ottica di rendere più trasparenti le decisioni e le azioni del consiglio direttivo e favorire la partecipazione attiva di soci e simpatizzanti, d’ora in poi pubblicheremo in anticipo l’ordine del giorno delle riunioni per consentirvi di inviarci i vostri commenti e le vostre osservazioni. Fateci sapere che ne pensate. Ne terremo conto nelle nostre discussioni. Dopo ogni riunione metteremo a disposizione dei soci il relativo verbale nell’apposita sezione.
Autore: Samanta Boni
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Nella sezione Verbali riservata ai soci è disponibile il verbale relativo alla prima parte dell’assemblea in cui è stato approvato all’unanimità il bilancio 2012 e la presidente Anna Soru ha ricordato quanto fatto l’anno scorso. Vale la pena leggerlo per capire l’entità delle azioni portate avanti dall’associazione.
Qui invece pubblichiamo un resoconto della nostra Barbara Imbergamo sull’assemblea nazionale dei soci ACTA tenutasi a Roma, sabato scorso 11 maggio 2013.
1. Comunicazione e organizzazione interna
“Chi è attivo si domanda perché gli altri non partecipano, chi non è nel Consiglio direttivo pensa che decidano tutto nel consiglio”
Il tema delle modalità per una migliore comunicazione interna e per individuare modalità organizzative è stato il primo argomento di confronto trattato all’incontro di sabato.
Autore: ACTA
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Sabato 11 maggio 2013, dalle ore 12 alle ore 13.30, si terrà l’assemblea annuale di Acta, seguita (dalle 14.30 alle 18.30) da un dibattito-incontro aperto a tutti i simpatizzanti e a coloro che si sentono vicini ai temi di cui Acta si occupa da sempre.
In questo momento di grandi trasformazioni e incertezze, gli ACTivisti si interrogano sugli obiettivi, sulle pratiche e sulle metodologie che l’Associazione intende darsi nel suo prossimo ciclo di azioni e interventi pubblici. Se ti riconosci nei temi, nelle azioni e nelle finalità di Acta, e desideri dare il tuo contributo alla loro elaborazione e alle mobilitazioni per metterli in pratica, vieni a trovarci alla sede di co-working Millepiani, in via Nicolò Odero 13 (quartiere Garbatella), e partecipa al nostro dibattito.
Questo il programma dell’incontro, per consentire a tutti di esprimersi e garantire il raggiungimento di conclusioni concrete.
ore 11:30 accoglienza
ore 12:00 Assemblea annuale ACTA 2013 (riservata ai soci):
- approvazione del bilancio annuale 2012 (i soci possono trovare il bilancio nell’area riservata ai soci)
- modalità di comunicazione decisione e organizzazione interna. ( Alla luce degli obiettivi di lungo e breve periodo quali esigenze ho per l’organizzazione interna e quali strumenti? Cosa posso fare io?)
Introduzione 10’, discussione 40’, presentazione 10’
ore 13:45 Pausa pranzo
ore 14:15 Apertura dei lavori ai simpatizzanti
ore 14.30-16.30 Acta diventa grande (quali obiettivi si dà? quali strumenti devo attivare per farlo? quali posso seguire personalmente?)
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Autore: ACTA
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Lo scorso 18 marzo si è tenuto a Milano il seminario “Professioni: riforma o controriforma,” organizzato dalla Facoltà di Scienze Politiche, Economiche e Sociali dell’Università Statale in collaborazione con ACTA. Al centro del convegno l’analisi della legge, recentemente approvata, sulle professioni non regolamentate (l. n. 4/2013) e le sue implicazioni sul lavoro autonomo di seconda generazione. Riportiamo la sintesi preparata da Elena Sinibaldi, che ringraziamo.
Si sono confrontati sul tema esperti di diritto del lavoro, professionisti ordinisti e non, sostenitori e critici della legge.
Il seminario si è aperto con l’analisi giuridica di Adalberto Perulli, giuslavorista dell’Università Cà Foscari di Venezia, a cui hanno fatto seguito gli interventi di Potito Di Nunzio, rappresentante dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Milano, Giuseppe Lupoi, presidente di CoLAP (Libere Associazioni Professionali), e Romano Calvo, rappresentante di ACTA. Durante il dibattito conclusivo hanno preso la parola: Davide Imola, responsabile CGIL – Professioni, Ordini e Associazioni Professionali; Renato Turbati, rappresentante dell’Associazione italiana di valutazione; Gloria Mina, rappresentante di Assointerpreti; Sandra Bertolini, rappresentante dell’Associazione italiana interpreti; Maurizio Del Conte, giuslavorista dell’Università Bocconi di Milano; Anna Soru, presidente di ACTA; Sergio Bologna, storico del lavoro e rappresentante di ACTA.
I lavori del convegno sono stati coordinati da Renata Semenza, sociologa del lavoro dell’Università Statale di Milano.
Riprendendo gli stralci più significativi dalla trascrizione completa del seminario, si restituisce una sintesi dei passaggi principali della discussione.
La Prof.ssa Semenza avvia il dibattito interrogando i relatori su tre possibili scenari.
Come allora possiamo fare una riflessione su questa riforma e soprattutto sugli effetti che ci aspettiamo da questa riforma, oggetto della discussione di oggi? Ci sono tre ipotesi:
- che la riforma rappresenti un’opportunità, un’opportunità di rendere sostanzialmente visibili degli invisibili, di dare voce a questa categoria che non ha voce, di incentivare l’associazionismo e la rappresentanza di queste professioni e di riconoscere regole più trasparenti sulla certificazione professionale, sulla qualità del lavoro, sulle remunerazioni;
- che la riforma invece rappresenti un vincolo. Quindi, costituirà una barriera all’ingresso, ad esempio: nei rapporti di lavoro con la pubblica amministrazione, per l’accesso ai bandi ecc. (…)
- che la riforma non avrà nessun effetto. (…) Nel senso che l’impressione è che questa legge si limita a normare alcuni aspetti marginali (erogazione della formazione, la rappresentanza ecc.) e lascia scoperte le grandi questioni: del fisco, degli standard retributivi, delle tutele.
Il prof. Perulli, attraverso un’analisi sistematica dell’articolato normativo, sottolinea le ambiguità della stessa legge in merito ad alcuni punti: la nozione di “professione”, la ratio della legge, il ruolo delle associazioni professionali. Riconduce, inoltre, l’ambiguità al carattere volontaristico della normativa.
Autore: ACTA
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Ho partecipato in rappresentanza di ACTA all’ultima riunione dell’European Forum of Independent Professionals (EFIP).
L’EFIP è un ente aggregativo di varie realtà nazionali per una consapevole rappresentanza soprannazionale, che non si accontenta di lasciarsi portare dalla corrente, ma interviene attivamente per dare una forma riconosciuta e riconoscibile a queste nuove figure di lavoratori, intervenendo nella realtà politica e sociale europea, come uno scalpellino dà forma alla sua opera. Al posto dello scalpello, si usano nuove sinergie, forme aggregative, nuove fitte ragnatele di collaborazione e solidarietà – i nuovi network – nel determinatissimo intento di “produrre” soluzioni – e non per scappare – bensì per vivere nella crisi e malgrado questa, trovando poco a poco modalità praticabili e vie di uscita percorribili per tutte le realtà europee.
Ogni associazione di rappresentanza nazionale che siede al tavolo dell’EFIP è conscia di mettere sul tavolo le angosce, ma anche i fermenti e gli stimoli del proprio paese nel settore del lavoro autonomo, secondo l’accezione oramai consolidata dall’Unione Europea, di Independent Professional come professionista autonomo e come micro-impresa, perché è su questi concetti che si impernia l’azione di EFIP e sono questi gli impulsi che le hanno dato vita nel 2010.
Lavorando in EFIP non si può voltare lo sguardo agli ostacoli che vengono subdolamente messi sulla via dell’I-pro da alcune amministrazioni statali: non adottare una politica di contribuzione fiscale diversificata per scaglioni di reddito, come invece succede in Belgio, rappresenta un’evidente iniquità per i freelance con redditi più bassi, usare l’esazione fiscale per convincere un numero sempre maggiore di free-lance ad abbracciare posizioni da dipendente, costringere i professionisti autonomi a pagare le licenze televisive o le polizze assicurative in materia di lavoro e previdenza somme molto più elevate rispetto ad altre tipologie di lavoratori, è pure espressione di una politica subdola e discriminatoria.
Grazie alle indagini del Rapelli Report, presentato nel 2012 al Parlamento Europeo, e quella, tuttora in corso, della Prof. P. Leighton, cominciano a venire a galla altre non scontate verità su come gli I-Pros europei si percepiscono e vengono percepiti nel proprio paese, con chi essi si identifichino maggiormente dal punto di vista lavorativo e rappresentativo, da cosa derivino le proprie tensioni e come vedano il proprio futuro. Si fa quindi strada un fronte comune di ricerca e attenzione, che ha come obbiettivo, oltre che raccogliere cifre e numeri per le statistiche, anche quello di informare i policy maker di ogni paese membro e dell’Unione Europea, al fine di agevolarli nella formulazione e promulgazione di leggi in linea con i tempi e le esigenze reali dei lavoratori in questione.
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Autore: Paola Gatto
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Una lavoratrice autonoma della conoscenza cerca di raccontarsi a chi è appena arrivato in Parlamento.
E anche a tutti quelli che non hanno ancora capito chi siamo (incluse le nostre mamme…).
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Monologhi con Valeria – 1 e 2
Lavoratore e imprenditore
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Monologhi con Valeria – 3
Falsa Partita IVA
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Monologhi con Valeria – 4
Iscritto a Ordine
Autore: ACTA
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Stanato da Paola Giovannetti, vero mastino della nostra campagna “Dica: no 33!”, anche Pippo Civati aderisce.
Nome
Giuseppe Civati, candidato alla Camera dei Deputati (Lombardia 1) alle elezioni politiche 2013.
Formazione politica di appartenenza
Partito Democratico
Contatti
Autore: ACTA
Campagne Acta, Rappresentanza »
ACTA sottopone a tutti i candidati alle prossime elezioni politiche 5 punti programmatici per la valorizzazione del lavoro autonomo professionale e per una maggiore equità nei confronti delle nuove tipologie di lavoratori e chiede l’adesione alla campagna “Dica: no 33!”
Di seguito il testo della nona intervista.
ACTA: Negli ultimi anni la nostra contribuzione pensionistica è cresciuta dal 20% al 27%, con il contributo di tutti i governi. Sulla base della legge sul lavoro del 2012 dovrebbe aumentare ancora al 33% Si impegna a fermare questo aumento?
Se è contraria/o ci spieghi le sue motivazioni.
Petraglia: Risposta L’errore fondamentale di tutta la riforma Fornero, così come di altre riforme precedenti del mercato del lavoro, è pensare che si crei lavoro intervenendo solo sulle regole. Dagli esodati alla stabilizzazione mancata dei lavoratori precari, la Legge Fornero si è dimostrata inefficace. I lavoratori delle partite Iva nel mondo della conoscenza sono anche loro stati colpiti da questa inefficacia.
Il principio di avvicinare i costi della contribuzione tra partite Iva e lavoratori autonomi a quelli dei lavoratori dipendenti nasce per evitare un “dumping”, cioè che le partite Iva fossero usate come scusa per non assumere. L’aumento poi sarebbe servito a creare pensioni “dignitose” anche per i lavoratori a partite Iva con il sistema contributivo.
Il principio si è trasformato in un ulteriore inasprimento delle condizioni di questi lavoratori, perché invece di aumentare i compensi per la presenza di questa maggiore contribuzione, i compensi sono rimasti gli stessi e il “netto” inferiore a prima: sia per le “finte” partite Iva, spesso obbligate da alcune aziende a scegliere questa forma di rapporto di lavoro, sia per chi liberamente sceglie di esserlo. Una proposta per cogliere entrambi gli obiettivi (no a finte partite Iva, no a scaricare i costi contributivi sui lavoratori) è quella di caricare i costi contributivi sulla committenza, garantendo compensi “equi”. La legge sull’equo compenso, appena approvata in campo giornalistico, potrebbe essere uno strumento. Altra proposta potrebbe essere stabilire una indicazione esplicita ed obbligatoria della contribuzione pensionistica da parte della committenza prima del compenso. Insomma – verificando la forma – compensi “al netto” della contribuzione pensionistica.
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Autore: ACTA
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I sorridenti amici di UnBreakFast, l’associazione di manager in cerca di nuova occupazione, ci mandano la loro foto di sostegno all’appello “Dica: no 33!”.
Per le alte professionalità l’attività autonoma è spesso una via per crearsi una nuova opportunità lavorativa, consolidare la propria professionalità e riprendere relazioni con il mercato. Obiettivo principale dell’associazione è agevolare dirigenti, quadri e alte professionalità, che hanno temporaneamente sospeso l’attività lavorativa, a trovare una nuova occupazione anche mantenendo vivo e attivo un network di relazioni interpersonali.
Grazie molte!
Autore: ACTA

















