Articoli pubblicati nella categoria "Psicologia del lavoro autonomo"
Psicologia del lavoro autonomo, Ricerche e Indagini, Storie personali e testimonianze »
Rilanciamo con piacere l’iniziativa che le amiche toscane di Sociolab, esperte in diversi settori della partecipazione, della mediazione di conflitti e della facilitazione, della ricerca sociale e della comunicazione, stanno mettendo in campo in questi giorni. Ci scrive Barbara Imbergamo:
Spinte dal desiderio di raccontare il mondo del lavoro che cambia e conoscendone per esperienza diretta molte delle problematiche abbiamo deciso di lanciare sul nostro blog una raccolta di brevi testimonianze sul lavoro.
In due giorni hanno risposto più di 50 persone. Puntiamo ad arrivare a 100 e forse più.
Dall’insieme delle risposte ricaveremo un ritratto, senza valore statistico, ma sicuramente rappresentativo di un vasto gruppo di persone.
Lo pubblicheremo on line e lo faremo girare. Se riusciremo tenteremo di portare avanti qualche altro progetto sul lavoro di cui vi terremo informati.
Ci piacerebbe che ci fosse qui dentro anche la voce dei lavoratori autonomi del terziario avanzato perché sappiamo per esperienza che sono tra quelli che faticano di più a farsi sentire.
Date un’occhiata ai commenti e dedicate voi stessi tre minuti e mezzo per rispondere, ne vale la pena!
Autore: Federico Fischanger
Diritti, Psicologia del lavoro autonomo, Rappresentanza »
- Cos’è che fai, tu, di preciso?
- Il redattore
- L’arredatore?
Vai a spiegarti. Già definirsi è difficile, ma lo è ancora di più quando hai a che fare con una professione intellettuale. Diventa poi impossibile se oggetto del tuo lavoro è un bene in via di estinzione (i libri). Fattispecie a parte, sarebbe bello – deposta la pretesa di catalogarsi, laddove il catalogo non ti prevede – almeno provare a dire chi NON sono gli autonomi con Partita IVA. Se facciamo fatica a dire chi siamo e pure vorremmo affermarlo – ed è paradossale che più ci moltiplichiamo, e quanto più varie sono le competenze di cui via via disponiamo, tanto meno risultiamo classificabili –, proviamo almeno a ricorrere a definizioni per esclusione, che possano fornire un primo orientamento di massima. Ebbene, chi non siamo?
Autore: Antonella Gallino
Previdenza, Psicologia del lavoro autonomo »
Uno dei modi per sentirsi una persona, un individuo compiuto, è di provare un senso di appartenenza. A partire dal linguaggio. Io sono “cittadina italiana”, “donna”, “madre di famiglia” e “lavoratrice”. Appartengo a una serie di categorie, tutte importanti, che descrivono e rinforzano la mia dignità. Sono “lavoratrice”, in primo luogo, certamente, perché questa è un’esigenza insopprimibile, non soltanto sotto il profilo economico (per guadagnarmi il pane), ma perché rappresenta un valore, un modo che ho per riconoscere me stessa e sentirmi parte di un gruppo che afferma la mia identità e fornisce certezze. Continua a leggere »
Autore: Elsa Bettella
Diritti, Psicologia del lavoro autonomo »
Continua la campagna di informazione e sensibilizzazione del Corriere della Sera sui professionisti autonomi. Oggi 19 gennaio 2010, segnaliamo l’ampio articolo a firma di Dario Di Vico “Bilanci, Relazioni e Stress, il 2010 delle Partite IVA“ che sottolinea specificità, incertezze e stress dei professionisti autonomi nei rapporti con il mercato (trovare e mantenere i cienti, contrastare l’obsolescenza, valorizzare la propria professionalità, farsi pagare) e con lo stato (fisco, welfare, norme poco chiare e in continuo cambiamento).
Autore: ACTA
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Qualche giorno fa il Corriere della Sera, con l’articolo “Professionisti a rischio, sindrome da Quinto Stato. Dai designer ai consulenti, le fasce senza welfare. Gli architetti: pacchetto anti-crisi per le categorie” cita ACTA e il tema della crisi del lavoro professionale autonomo. Ci fa piacere che il giornale di via Solferino si sia accorto di noi! Ci piacerebbe certamante che approfondisse ancora di più la nostra condizione, per evitare per esempio, alcune semplificazioni, come l’indicazione relativa al nostro reddito annuo medio, stimato in 60.000 euro: magari!!
P.S. Ma, davvero, ci sposiamo preferentemente tra di noi? Mah!
Autore: ACTA












