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Articoli pubblicati nella categoria "Previdenza"

In evidenza, Pensione, Politiche del lavoro »

| 11 novembre 2010 | 5 COMMENTI | LETTO: 2.736 VOLTE | SHORT URL |

Tempi Grigi per le Partite IVASiamo molto preoccupati, si parla di nuovi aumenti della contribuzione INPS Gestione Separata. Non pensavamo fosse possibile, essendo già aumentati vertiginosamente in 15 anni (dal 10% al 26,72%), e perché sono i più elevati contributi previdenziali pagati dai lavoratori autonomi (commercianti e artigiani pagano intorno al 20%, professionisti con casse private il 12-14%).

Invece, in più di una dichiarazione, esponenti sindacali e politici auspicano un aumento dei contributi per due motivi:

1) per assicurare pensioni adeguate;

2) per ridurre la convenienza delle imprese a ricorrere a collaborazioni e Partite IVA in sostituzione del lavoro dipendente.

Ma davvero aumentare ancora i contributi pensionistici è la strada giusta da percorrere? Proviamo ad analizzare separatamente le due questioni.

Le pensioni

Proiezioni pubblicate dal Corriere della Sera parlano di pensioni pari al 36% dell’ultimo reddito per i collaboratori e al 45% per dipendenti, contro il 70-80% finora considerato normale e necessario al mantenimento di una vita decente.

Alzare i contributi degli iscritti alla Gestione Separata potrebbe far aumentare di qualche punto il grado di copertura pensionistica, ma saremmo comunque ben lontani da quel 70-80%. Per arrivare a tale risultato i contributi dovrebbero raddoppiare, superando il 50%! Ipotesi chiaramente insostenibile, persino per il sindacato. Le proiezioni riportate dal Corriere mettono in evidenza tutta l’iniquità e l’inadeguatezza della riforma pensionistica contributiva nella versione italiana. Per almeno due motivi: Continua a leggere »


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Libri Articoli Approfondimenti, Previdenza »

| 28 ottobre 2010 | 7 COMMENTI | LETTO: 2.005 VOLTE | SHORT URL |

Non si possono trovare parole migliori di quelle scritte oggi da Dario Di Vico sul Corriere della Sera per rappresentare la situazione che stiamo vivendo in Italia:

Dario Di Vico - Verità Nascoste

Eccoci, siamo qui. ACTA è pronta a discuterne apertamente! Continua a leggere »


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Pensione, Previdenza »

| 15 ottobre 2010 | 10 COMMENTI | LETTO: 2.970 VOLTE | SHORT URL |

Siamo stati i primi a protestare contro la “battuta” del presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua e i primi a sollevare il problema della Busta Arancione. Per questo siamo contenti che sulla Rete altri si siano aggiunti e la protesta stia rimbalzando su blog, siti, giornali e TV. Circolano, tuttavia, alcune interpretazioni scorrette sulla pensione che ci attende e soprattutto su come affrontare il problema. E’ bene chiarire.

Il sistema contributivo è una fregatura per tutti coloro che vi ricadono, non soltanto per gli iscritti alla Gestione Separata, perché:

  • i coefficienti che convertono in pensione il montante contributivo (ovvero quanto versiamo negli anni attraverso i nostri contributi) sono molto bassi e in diminuzione: l’ultima riduzione è del gennaio 2010 e altre interverranno automaticamente con l’innalzamento della vita media. Attualmente per 100.000 euro versati si ha diritto a una pensione massima di 5.620 euro annui al lordo delle imposte. Al mese calcolatelo voi, che personalmente mi spaventa. E in futuro sarà molto peggio;
  • la rivalutazione della pensione, ancorata all’andamento dell’economia (non entusiasmante anche prima della crisi), non garantisce il mantenimento del potere d’acquisto;
  • a differenza di quanto accadeva con il sistama di calcolo della pensione cosiddetto “retributivo”, tutte le difficoltà della vita lavorativa (stage non pagati, periodi di disoccupazione, periodi di part-time per la cura dei figli ecc.) si riflettono pesantemente sulla pensione futura poiché si riceverà in proporzione a quanto versato.

Tutti i giovani ricadono nel contributivo, per questo è  un problema che si definisce generazionale. E’ anche vero che la situazione di chi è iscritto a una Gestione Separata è in una situazione peggiore della media. I motivi principali sono due:

  • tutti quanti possiamo avere nel corso della nostra  vita lavorativa periodi di inattività: malattia, infortuni, disoccupazione. Per i dipendenti è prevista in tali periodi una copertura dei versamenti pensionistici. Per gli autonomi tali periodi risultano scoperti e ciò si riflette necessariamente sulla pensione;
  • mentre per i lavoratori dipendenti che avevano iniziato a lavorare prima del 1995 (anno di applicazione della Riforma delle Pensioni) è stato previsto un passaggio graduale dal sistema retributivo a quello contributivo, per gli iscritti alla Gestione Separata questo non è avvenuto. Si è discusso per anni di scalini e scaloni per i dipendenti, nessuno si è preoccupato della voragine degli iscritti alla Gestione Separata.

Come rimediare? Continua a leggere »


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Previdenza, Psicologia del lavoro autonomo »

| 12 ottobre 2010 | 3 COMMENTI | LETTO: 1.119 VOLTE | SHORT URL |

Uno dei modi per sentirsi una persona, un individuo compiuto, è di provare un senso di appartenenza. A partire dal linguaggio. Io sono “cittadina italiana”, “donna”, “madre di famiglia” e “lavoratrice”. Appartengo a una serie di categorie, tutte importanti, che descrivono e rinforzano la mia dignità. Sono “lavoratrice”, in primo luogo, certamente, perché questa è un’esigenza insopprimibile, non soltanto sotto il profilo economico (per guadagnarmi il pane), ma perché rappresenta un valore, un modo che ho per riconoscere me stessa e sentirmi parte di un gruppo che afferma la mia identità e fornisce certezze. Continua a leggere »


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Pensione, Previdenza, Primo Piano »

| 6 ottobre 2010 | 39 COMMENTI | LETTO: 7.945 VOLTE | SHORT URL |

Le dichiarazioni del presidente dell’INPS Antonio Mastropasqua confermano le denunce di ACTA sulle omissioni del Governo sulle Pensioni dei lavoratori iscritti alla Gestione Separata. Il Governo chiarisca subito perché preferisce tenere nell’ignoranza i lavoratori italiani.

Il presidente dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale Antonio Mastropasqua ha annunciato che la prossima settimana saranno inviate circa 4 milioni di lettere agli Iscritti alla Gestione Separata INPS per spiegare come consultare online la posizione previdenziale personale. Non sarà possibile per i lavoratori simulare sullo stesso sito quello che dovrebbe essere la pensione che percepiranno al momento della quiescenza perché – come dichiarato oggi da Mastropasqua secondo il Corriere della Sera

se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale.

È una  dichiarazione gravissima che deve essere ulteriormente chiarita dalle più alte cariche dello Stato, a partire dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Continua a leggere »


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Previdenza »

| 24 agosto 2010 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.531 VOLTE | SHORT URL |

Le casse pensionistiche private, come sottolinea Il Sole 24 Ore di oggi 24 agosto 2010, hanno registrato una vera esplosione. Lo racconta l’articolo “Boom di iscritti alle Casse di Ingegneri, architetti e avvocati: oltre il 130% in più dal 1996 al 2009“. L’effetto è dovuto alla ricerca di lavoro dei giovani laureati, come sottolineano Laura Cavestri e Francesca Milano nell’approfondimento “Il boom degli Albi e le nubi sulle Casse“, ma è anche generato dalla fuga dalla Gestione Separata INPS che spinge chi può a cercare soluzioni alternative, per sfuggire a quello che in una nostra analisi di qualche tempo fa abbiamo definito “il sistema più iniquo della storia previdenziale italiana” (documento .PDF in download).


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Pensione, Previdenza »

| 30 luglio 2010 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.841 VOLTE | SHORT URL |

E’ stato rinviato al 2012 l’aumento dello 0,09% dei contributi INPS previsto per il 2011, ultimo strascico del famigerato Protocollo sul Welfare (.PDF in download) del luglio 2007. E’ una notizia riportata da Italia Oggi.

E’ una bella notizia?

No, è un aumento che non avrebbe dovuto esserci, va a coprire la mancata la razionalizzazione degli Enti previdenziali prevista dallo stesso Protocollo, che avrebbe dovuto garantire 3,5 miliardi di euro. Come noto, il Protocollo sul Welfare è stato deciso per finanziare la diminuzione dello scalone (ovvero permettere ad altre categorie di andare in pensione a 58 anni, mentre per noi la pensione arriverà a 66 anni e mezzo, se va bene). La principale misura di finanziamento del Protocollo è stato l’aumento di 3 punti percentuali dei contributi versati dagli iscritti alla Gestione Separata (+1% nel 2008, +1% nel 2009 e + 1% nel 2010).

La copertura delle spese connesse alla riduzione dello scalone prevedeva anche misure per la razionalizzazione degli Enti previdenziali:

Il Governo si impegna a presentare entro il 31 dicembre2007 un piano industriale volto a razionalizzare il sistema degli enti previdenziali e assicurativi, e a conseguire, nell’arco del decennio, risparmi finanziari per 3,5 miliardi di Euro. Tale piano individuerà le sinergie tra i vari enti (sedi, acquisti, sistemi informatici, uffici legali) al fine di produrre nel breve periodo i risparmi sopra evidenziati e sarà oggetto di confronto con le organizzazioni sindacali.

Tale misura conteneva, tuttavia, una clausola di salvaguardia o garanzia:

A partire dal 2011, esclusivamente come elemento di garanzia, è previsto un aumento dello 0,09% dell’aliquota di tutte le retribuzioni soggette a contribuzione (lavoratori dipendenti, parasubordinati e autonomi). Tale incremento non verrà attivato solo nel caso in cui il processo di razionalizzazione degli enti previdenziali e assicurativi assicuri con certezza il conseguimento di risparmi medi annui in grado di garantire l’obiettivo indicato nel capoverso precedente.

Perchè nessuno si prende la briga di spiegare perchè non c’è stata la prevista razionalizzazione degli Enti previdenziali e assicurativi?


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Donne, Maternità, Occupazione, Pensione, Previdenza, Ricerche e Indagini »

| 27 luglio 2010 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.565 VOLTE | SHORT URL |

Nel rapporto Il lavoro delle donne in Italia (.PDF in download) del 21 luglio 2010, il CNEL fa una sintesi della situazione lavorativa e previdenziale delle donne in Italia, richiama politiche e interventi del passato e nuove proposte.

E’ un potpourri di esiti di ricerche sul lavoro femminile, di dati sulle pensioni, di politiche utilizzate e di nuove proposte in circolazione per il lavoro femminile, che in molti punti intercetta anche le questioni del lavoro autonomo e imprenditoriale.

Lavoro autonomo e imprenditoriale

Si evidenzia l’esistenza di discriminazioni di genere legate al credito e vengono citate indagini che evidenzierebbero l’esigenza di servizi di informazione orientamento e formazione per l’imprenditorialità femminile, sulla linea della legge 215/92 (contributi a fondo perduto per progetti imprenditoriali femminili) o della 125/91, utilizzata in alcune regioni per l’avvio alle professioni (esclusivamente ordinistiche). Continua a leggere »


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Appelli e Lettere, Pagamenti, Pensione, Previdenza, Primo Piano »

| 19 luglio 2010 | 3 COMMENTI | LETTO: 4.657 VOLTE | SHORT URL |

INPSMentre si discute sulle proposte di aumento dei contributi, in attesa di un’estate “calda” per i professionisti autonomi che prima di decidere se e dove andare in vacanza devono capire quanti soldi hanno in Cassa, vorrei parlare delle conseguenze dei continui aumenti già avvenuti negli ultimi anni, che stanno portando un numero crescente di professionisti autonomi a saltare i pagamenti INPS.

Nel mio caso per esempio, ho registrato negli anni alti e bassi di reddito, con balzi in giù o in su del 50 o del 100%, e una forte discontinuità nei pagamenti, per esempio molte aziende regolano i conti a dicembre, con la chiusura della contabilità annuale, a settembre e ottobre sono così più lenti, mentre in molti casi luglio e agosto si ferma tutto… Risultato? Alcuni pagamenti delle rate INPS del 2009 sono saltati. Continua a leggere »


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In evidenza, Politiche del lavoro, Previdenza »

| 13 luglio 2010 | 5 COMMENTI | LETTO: 2.646 VOLTE | SHORT URL |

PDFacciamo fatica a capire quale dovrebbe essere il livello dei nostri contributi INPS secondo il Partito Democratico. Abbiamo appena commentato lo “Statuto dei lavori autonomi” di Treu, ma in realtà esistono due versioni dello Statuto. La prima versione – quella da noi analizzata – è datata 27 aprile 2010, ed è comparsa sul sito del suo artefice, Tiziano Treu, fino alla revisione successiva. Una seconda versione, che ha la data 29 aprile (appena due giorni dopo!) ha cancellato l’Articolo (era il n.21) che prevedeva l’aumento dei contributi. Questo documento è stato depositato in Senato ed è stato pubblicato da ACTA anche sul nostro Canale Scribd.

“Meno male! Forse hanno capito!” e tiriamo un sospiro di sollievo, anche se stupisce il fatto che online circoli principalmente la prima versione, stupisce il mancato aggiornamento del sito di Treu, quasi a far intendere che l’emendamento c’era stato, ma forse non era da lui condiviso… [UPDATE: Il sito di Treu, forse dopo queste nostre parole, riporta in download la versione del 29 aprile]. Il PD ha capito? Non lo sappiamo con certezza, ma queste dinamiche interne alla politica del PD ci preoccupa perchè l’aumento dei nostri contributi è un refrain molto caro a una parte della Sinistra, un mostro che ritorna. Basta citare l’azione dell’ex ministro Cesare Damiano e le sue dichiarazioni sull’allineamento tra dipendenti (con aliquota al 33%) e autonomi.

Stefano FassinaLe preoccupazioni aumentano nel leggere il “Decalogo sul lavoro“ di Stefano Fassina, responsabile economico del PD, che nel Punto 1) propone di  incentivare il contratto a tempo indeterminato – che, si ricorda, è definito dall’UE  la forma normale (!?)  del rapporto di lavoro - attraverso “il minor costo della stabilità rispetto alla precarietà“. In particolare come riporta nel Comma a), questo dovrbbe avvenire con ”la  graduale convergenza degli oneri sociali complessivi sul lavoro intorno a un livello intermedio tra quanto oggi versato per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato e per i lavoratori impigliati in contratti low cost“. “Graduale convergenza” tradotta dal linguaggio PD significa Continua a leggere »


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