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Articoli pubblicati nella categoria "Politiche del lavoro"

Libri Articoli Approfondimenti, Politiche del lavoro »

| 23 settembre 2010 | UN COMMENTO | LETTO: 1.186 VOLTE | SHORT URL |

Un suggerimento ai partiti in cerca di consenso arriva oggi da parte di Nicola Zanardi sul Corriere della Sera che nelle pagine lombarde firma l’articolo “Dedicato ai giovani. Milano e il lavoro che cambia(.PDF in download). L’autore sottolinea che in Germania, Francia e Svizzera una Partita IVA o un “imprenditore di se stesso”

[...] riceve il pagamento delle sue fatture entro 10, al massimo 30 giorni. E, a seconda della entità del suo compenso, anche un anticipo. Ha tutele contributive, dignità professionale, non è costretto a umilianti colloqui con amministrazioni, pubbliche e private, che lo trattano come un postulante. Nella società della conoscenza il puzzle delle competenze prevede tanti apporti fondati sul merito e sul riconoscimento dello stesso. L’immateriale aiuta il materiale a vivere e sopravvivere.

Al contrario, in Italia

[...] compensi e tutele del lavoro immateriale, finanza esclusa, fanno invece interrogare i genitori sul senso di formare e mandare all’Università i propri figli.

La scommessa dell’autore è che potrà mietere consensi chi riuscirà a trovare soluzioni per far rispettare i tempi di pagamento e ridare dignità e valore alle competenze di vecchi e nuovi lavoratori della conoscenza.

Un invito a rimettere il lavoro al centro dell’impegno politico e a far riferimento al nuovo lavoro, al lavoro degli outsider. Un invito che giunge in concomitanza con la pubblicazione dei dati ISTAT sulle Forze di lavoro che confermano la crescita del lavoro professionale autonomo, soprattutto al Nord.


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Politiche del lavoro, Primo Piano »

| 17 settembre 2010 | 2 COMMENTI | LETTO: 867 VOLTE | SHORT URL |

LIBERARE IL LAVOROIl 30 luglio 2010 è stato pubblicato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali il Piano triennale del lavoro “Liberare il lavoro per liberare i lavori” (.PDF in download), un piano generale che rinvia a un più operativo Statuto dei Lavori, già previsto nel Libro Bianco (.PDF in download) del maggio 2009, ma che tarda a essere presentato.

Nel piano ritroviamo alcuni punti apprezzabili, in particolare, l’obiettivo di ridurre la tassazione sul lavoro (liberare il lavoro dalla oppressione fiscale, burocratica e formalistica)  e il riferimento a una  definizione di diritti universali post-moderni (sicurezza nell’ambiente di lavoro, compenso equo e formazione) e alla costruzione di ”un  sistema di tutele moderne e mobili tali da consentire il pieno sviluppo della persona attraverso il lavoro e nel lavoro.

Cosa è previsto per  il lavoro autonomo? Escluso dagli sgravi fiscali finora realizzati (detassazione degli straordinari), il lavoro autonomo è incidentalmente  richiamato  in un passaggio in cui  si prospettano contribuzioni volontarie  che possano finanziare interventi di sostegno al reddito e politiche attive (collocamento e formazione)… Continua a leggere »


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Fisco, In evidenza, Politiche del lavoro »

| 17 settembre 2010 | 4 COMMENTI | LETTO: 887 VOLTE | SHORT URL |

Le Partite IVA sembrano completamente scomparse dall’attenzione dei politici e delle istituzioni. Il dibattito pubblico in materia di lavoro è stato monopolizzato dalla questione di Pomigliano, dei metalmeccanici e dei rapporti tra sindacati e FIAT, ma, come titola Il Corriere della Sera,È sempre Pomigliano per le Partite Iva“.

TASSEIl giornalista Dario Di Vico ha intervistato, fra gli altri, Anna Soru e il sottoscritto. Facendo il punto della situazione, traccia un quadro da cui emerge come, nel momento di maggiore crisi economica, i professionisti autonomi si trovino a fronteggiare una pressione fiscale e previdenziale senza precedenti e senza nessuno sconto o facilitazione da parte dello Stato. Da soli, come sempre.

A differenza di altre aggregazioni di associazioni (Colap), ACTA ribadisce che la tutela del lavoro autonomo professionale non può passare attraverso  la costituzione di Albi e Ordini professionali che sono di là da venire. I problemi per noi sono immediati e universali, e come tali vanno trattati. La repentina sparizione dal dibattito pubblico delle questioni che ci riguardano ci dice quanto sia importante accrescere la nostra capacità di rappresentanza attraverso l’impegno e il contributo che ogni singolo professionista autonomo potrà dare per aumentare la capacità di dare voce alla nostra situazione.

Dal dibattito di Pomigliano salviamo un’idea: il Ministro Maurizio Sacconi riconosce il valore della flessibilità, proponendo di detassare al 10% la parte variabile dello stipendio degli operai.

Ecco, perché non detassare il lavoro dei professionisti autonomi che è flessibile al 100%?


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Condividi Invia per E-mailStampaCrea PDF Autore: Alfonso Miceli

Diritti, Politiche del lavoro, Statuto Lavoro Autonomo »

| 31 luglio 2010 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.135 VOLTE | SHORT URL |

Sul sito nelMerito.com – che si propone di approfondire temi sociali, economici, giuridici, istituzionali – si sta sviluppando un confronto sulle diverse ipotesi di Riforma di lavoro proposte entro la Sinistra, che interesserebbero sia il lavoro dipendente sia quello autonomo. Il dibattito riguarda in particolare le proposte del senatore Pietro Ichino sul contratto unico, il “Decalogo sul lavoro“ di Stefano Fassina, responsabile economico del PD, e lo Statuto dei lavori autonomi di Tiziano Treu.

Anche ACTA contribuisce al dibattito. Dopo l’intervento di Sergio Bologna “Il lavoro autonomo ha preso parola” il sito nelMerito.com pubblica il contributo di Anna Soru “Lo Statuto dei lavoratori autonomi: un’opportunità da maneggiare con cura“. Si legge nell’articolo a proposito delle politiche del lavoro discusse all’interno del PD:

E’ un piano che ha il merito di voler contrastare la precarietà e le difficoltà degli outsider e di voler rappresentare il lavoro in tutte le sue forme, ma in definitiva non ha il coraggio di superare i modelli del passato [...] La strategia di Welfare delineata prevede una estensione delle misure attuali a tutto il lavoro dipendente e al lavoro atipico e una “graduale introduzione di una base di ‘diritti di cittadinanza’ per tutte le forme di lavoro”.  Sembra una formula per accontentare tutti (noi ci ritroviamo nella richiesta di diritti di cittadinanza), ma che, nonostante il richiamo alla flexsecurity, evidenzia l’assenza di una reale volontà di abbandonare un Welfare costruito esclusivamente sul lavoro dipendente.


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In evidenza, Politiche del lavoro, Previdenza »

| 13 luglio 2010 | 5 COMMENTI | LETTO: 2.602 VOLTE | SHORT URL |

PDFacciamo fatica a capire quale dovrebbe essere il livello dei nostri contributi INPS secondo il Partito Democratico. Abbiamo appena commentato lo “Statuto dei lavori autonomi” di Treu, ma in realtà esistono due versioni dello Statuto. La prima versione – quella da noi analizzata – è datata 27 aprile 2010, ed è comparsa sul sito del suo artefice, Tiziano Treu, fino alla revisione successiva. Una seconda versione, che ha la data 29 aprile (appena due giorni dopo!) ha cancellato l’Articolo (era il n.21) che prevedeva l’aumento dei contributi. Questo documento è stato depositato in Senato ed è stato pubblicato da ACTA anche sul nostro Canale Scribd.

“Meno male! Forse hanno capito!” e tiriamo un sospiro di sollievo, anche se stupisce il fatto che online circoli principalmente la prima versione, stupisce il mancato aggiornamento del sito di Treu, quasi a far intendere che l’emendamento c’era stato, ma forse non era da lui condiviso… [UPDATE: Il sito di Treu, forse dopo queste nostre parole, riporta in download la versione del 29 aprile]. Il PD ha capito? Non lo sappiamo con certezza, ma queste dinamiche interne alla politica del PD ci preoccupa perchè l’aumento dei nostri contributi è un refrain molto caro a una parte della Sinistra, un mostro che ritorna. Basta citare l’azione dell’ex ministro Cesare Damiano e le sue dichiarazioni sull’allineamento tra dipendenti (con aliquota al 33%) e autonomi.

Stefano FassinaLe preoccupazioni aumentano nel leggere il “Decalogo sul lavoro“ di Stefano Fassina, responsabile economico del PD, che nel Punto 1) propone di  incentivare il contratto a tempo indeterminato – che, si ricorda, è definito dall’UE  la forma normale (!?)  del rapporto di lavoro - attraverso “il minor costo della stabilità rispetto alla precarietà“. In particolare come riporta nel Comma a), questo dovrbbe avvenire con ”la  graduale convergenza degli oneri sociali complessivi sul lavoro intorno a un livello intermedio tra quanto oggi versato per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato e per i lavoratori impigliati in contratti low cost“. “Graduale convergenza” tradotta dal linguaggio PD significa Continua a leggere »


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Leggi e Norme, Politiche del lavoro, Pubblica Amministrazione »

| 21 giugno 2010 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.119 VOLTE | SHORT URL |

E’ partita la corsa agli emendamenti alla Legge Finanziaria.

Pubblicamente ci sono state ampie lodi alla manovra da parte dei rappresentanti del mondo del Lavoro autonomo e della Piccola Impresa, anche in nome della promessa di semplificazione burocratica e di libertà d’impresa che viene presentata come una panacea. Eppure siamo già un Paese ad altissima presenza imprenditoriale, in cui non è mai esistito un “problema” di natalità di nuove imprese, ma semmai di un’imprenditorialità spesso improvvisata, debole e volatile, che frequentemente non supera i tre anni di vita.

Ma ora ogni categoria cerca di salvaguardarsi con correzioni che tutelino i propri specifici interessi, scaricando su coloro che non hanno protettori in Parlamento il costo più pesante del provvedimento.

Noi professionisti autonomi non abbiamo sponsor e siamo profondamente contrari a una manovra che contribuirà a deprimere ulteriormente le nostre prospettive, già duramente colpite dalla crisi, in un mercato che scarica sugli outsider i tagli produttivi e in un contesto di assenza di interventi a tutela della disoccupazione (siamo esclusi anche dagli ammortizzatori sociali in deroga, pagati con la fiscalità generale) e del rispetto dei tempi di pagamento.

Siamo contrari alla manovra per almeno tre motivi:

  1. il taglio indiscriminato ai servizi pubblici;
  2. lo slittamento dell’età della pensione;
  3. il taglio dell’80% delle spese di consulenza.

 

1. Il taglio indiscriminato ai servizi pubblici

La manovra comporterà necessariamente un taglio dei servizi pubblici (sanità, scuola, assistenza sociale) ovvero di quella parte di welfare che è l’unica a cui accediamo realmente a fronte di un’imposizione fiscale e contributiva che ci toglie oltre il 50% del reddito. Una diminuzione che per essere accettabile dovrebbe comportare anche una riduzione delle imposte.

2. Lo slittamento dell’età della pensione

L’inserimento di finestre mobili determina uno slittamento dell’età pensionabile di 1 anno per i dipendenti e 18 mesi per gli autonomi.

Questo diverso trattamento è profondamente iniquo. Davvero si è convinti che lavorare come autonomi sia più facile che da dipendenti? Non ci si rende conto che gli autonomi devono farsi carico non soltanto dello svolgimento del lavoro produttivo vero e proprio, ma anche di altre attività complementari, come la ricerca del cliente, che assorbe ormai più energie del primo e non sempre porta a dei risultati? Che molti di noi sarebbero ben contenti di continuare a lavorare anche oltre i 65 anni se non fosse così difficile e stressante stare sul mercato? Continua a leggere »


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Leggi e Norme, Libri Articoli Approfondimenti, Politiche del lavoro »

| 22 maggio 2010 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.844 VOLTE | SHORT URL |

Finalmente si sta diffondendo un po’ di consapevolezza sull’iniquità del sistema pensionistico. Riportiamo due casi interessanti. Il primo: sul sito dei Radicali Italiani, in un intervento del 18 maggio, a firma di Giacinto Pannella e Mcihele De Lucia, a proposito dell’INPS si legge

Un sistema che si regge grazie alla gallina dalle uova d’oro rappresentata dalla Gestione separata, per cui i più deboli – giovani parasubordinati - versano i loro contributi a fondo perduto, per pagare invece le pensioni a dei nemmeno sessantenni. Per non parlare degli effetti della crisi sulla ‘gobba’ pensionistica, in arrivo ben prima del previsto”.

Il secondo riguarda un’intervista di Alessandro Giorgiutti pubblicata su Libero del 21 maggio, dal titolo “Dateci la flexicurity alla danese e si può cancellare l’articolo 18“, in cui Tiziano Treu (PD) rilancia la Proposta di Legge Delega 1299 per la Riforma delle Pensioni (cosiddetto “DDL Cazzola)“, un progetto bipartisan, che ha cofirmato con Giuliano Cazzola (PDL), pensato per creare un nuovo sistema che sia in grado di attribuire una pensione decente agli autonomi che pagano contributi altissimi, ma potrebbero ritrovarsi con pensioni inadeguate a garantire la sopravvivenza.


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Libri Articoli Approfondimenti, Pensione, Politiche del lavoro, Previdenza »

| 11 maggio 2010 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.488 VOLTE | SHORT URL |

La denuncia di ACTA ha smosso le acque! All’articolo di Dario Di Vico, sul Corriere della Sera del 4 maggio 2010, “PARTITE IVA – La busta che non arriva e i professionisti senza rete“, già segnalato e messo in download anche nel precendete post, sono seguiti numerosi commenti e segnalazioni, soprattutto sul Web, determinate dalla camapagna promossa da ACTA. Tra gli ultimi interventi, segnaliamo “Io, Partita IVA” di Debora Serracchiani (PD) proprio sul Blog “Generazione PRO PRO” del Corriere della Sera.

La replica dell’INPS a tutta questa vicenda è stata affidata a un Comunicato Ufficiale dell’11 maggio 2010, con cui si annuncia che dopo l’estate circa tre milioni di cittadini iscritti alla Gestione Separata, dotandosi di PIN, potranno consultare online il loro Fascicolo Previdenziale Personale. Ebbene, quale è la novità? Da anni abbiamo questa possibilità, come dimostra il documento con cui l’INPS già nel 2004 forniva a una nostra socia  il famoso PIN.

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Diritti, Leggi e Norme, Politiche del lavoro, Statuto Lavoro Autonomo »

| 28 aprile 2010 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.310 VOLTE | SHORT URL |

Il PD in questi mesi sta discutendo al suo interno di Riforma del Lavoro e di Lavoro autonomo. Siamo molto lieti di osservare che il Senatore Treu ha accolto molte nostre osservazioni alla Proposta di Legge cosiddetta “Statuto dei lavori autonomi“.

Compare infatti sul quotidiano Europa del 23 aprile, in un suo intervento dal titolo “Più tutele per tutti“,  un’autocritica che ricorda come la progettazione partecipata sia una formula importante di partecipazione al processo democratico. Si legge nell’articolo:

I problemi e le incertezze dei lavoratori autonomi e dei giovani professionisti non sono eguali a quelli dei dipendenti, neppure a quelli dei collaboratori a progetto. Anche le loro aspirazioni sono diverse. Il PD deve parlare e pensare a tutti, non solo al lavoro dipendente, come ha fatto finora, con il risultato di non farsi neppure ascoltare dai lavoratori autonomi (e dalle imprese) e di perdere gran parte dei lavoratori tradizionali (al Nord votano più Lega che PD). Il mondo del lavoro autonomo (le partite I.V.A., le micro imprese e professionisti non tutelati dagli ordini) ha bisogno anzitutto di riconoscimento e di essere valutato per la sua importanza nell’economia e nella società. Poi chiede di essere liberato dagli ostacoli che ne frenano lo sviluppo e di essere sostenuto nella necessità di qualificarsi e di crescere

E a seguire, si racconta che la proposta è stata redatta

[...] dopo aver consultato i rappresentanti di questo mondo [tra cui ACTA n.d.r.] e vuole dare risposte a queste esigenze con misure diverse: facilitazioni, anche fiscali, all’avvio di attività nuove, specie di giovani; detassazione delle spese di formazione e di aggiornamento; sostegni finanziari e servizi sul mercato per riqualificarsi e migliorare le proprie attrezzature; riduzione progressiva dell’Irap, aiuti nei momenti di crisi (una forma di “ammortizzatori” adatti a loro).

Rispetto alla categoria dei lavoratori economicamente dipendenti Continua a leggere »


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Politiche del lavoro »

| 13 marzo 2010 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 385 VOLTE | SHORT URL |

Grazie ai numerosi servizi di questi ultimi mesi di Dario Di Vico sul Corriere della Sera si parla sempre di più di Partite IVA e di lavoro professionale.

Un segnale di questa maggiore attenzione arriva anche dall’iniziativa di Intesa San Paolo, che ha ha deciso di estendere, con validità fino al 30 giugno 2010, la sospensione dei debiti ai liberi professionisti clienti della Banca, in analogia con quanto previsto dall’Avviso Comune ABI per le piccole e medie imprese e per i mutui alle famiglie.

Il lavoro professionale inizia a comparire nei programmi elettorali, per esempio in quelli della Regione Lombardia e dei suoi maggiori candidati: Roberto Formigoni e Filippo Penati.

Così Roberto Formigoni (a Pag. 53 del programma):

Valorizzeremo i professionisti autonomi, con specifici interventi di supporto formativo, di agevolazione nell’accesso al credito e di incentivazione all’acquisto di beni strumentali e di nuove tecnologie, con una specifica attenzione per i giovani e per le professioni autonome non regolamentate (freelance, partite IVA) nei settori a elevata intensità di innovazione e di capitale umano“.

Così Filippo Penati (a Pag. 11 del programma):

La Regione Lombardia ha trascurato in questi anni il variegato mondo dei lavori autonomi. Siamo convinti che tali lavori hanno notevoli potenzialità di sviluppo, ma devono essere sostenuti di fronte alle grandi trasformazioni del contesto produttivo e alle criticità che li riguardano. Gli autonomi vanno protetti dalla grave congiuntura economica che sta colpendo gravemente il loro lavoro e i loro redditi anche nella nostra Regione . Proponiamo, anzitutto, una normativa promozionale in grado di esaltare le loro potenzialità economiche e sociali, e di sollecitare comportamenti virtuosi: incentivi per una competitività basata sulla qualità e sulla stabilità del lavoro, e non sulla sua intensificazione esagerata; agevolazioni per la formazione continua, per l’innovazione e la sicurezza, per l’uso delle nuove tecnologie e strumentazioni (anche informatiche)…“.


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