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Articoli pubblicati nella categoria "Manifesto dei lavoratori autonomi"

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| 6 luglio 2012 | 2 COMMENTI | LETTO: 807 VOLTE | SHORT URL |

Grazie alla segnalazione di una socia, ACTA è venuta a conoscenza del premio Marco Rossi 2012 e ha deciso di parteciparvi con la performance Lo Stato del Quinto Stato.

Il Premio destinato a programmi, servizi e documentari radiofonici dedicati al tema del lavoro e patrocinato dalla Federazione Nazionale Stampa italiana, è alla sua terza edizione e vuole essere un riconoscimento al tentativo di raccontare un tema tanto vasto e complesso e spesso oscurato dai grandi media: il lavoro come fatica, identità, realizzazione, dignità; il lavoro a tempo indeterminato, in nero, in affitto, la precarietà e il non lavoro; il lavoro di cura, nelle sue molteplici implicazioni sulla vita individuale e sociale delle donne e degli uomini.

Il Premio è suddiviso in tre categorie:
a. Servizi d’informazione (giornali radio, corrispondenze, della durata massima di 5 minuti)
b. Approfondimenti (rubriche, speciali, trasmissioni in studio della durata massima di 20 minuti)
c. Documentari, inchieste e reportage (senza limiti di durata).

Vista la durata della nostra rappresentazione (circa 45 min.) e considerato l’obiettivo della stessa di voler documentare in maniera originale la nostra realtà, dando voce e corpo al Manifesto dei lavoratori autonomi di seconda generazione e alle nostre rivendicazioni, abbiamo pensato di partecipare nella categoria c. In palio ci sono premi fino a 500 € e la premiazione è prevista per la terza decade di settembre 2012. Al di là della retribuzione, sarebbe bello ottenere questo ulteriore riconoscimento…


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Associazioni, Europa, Fisco, Freelance USA, IRAP, Internet e tecnologie, Manifesto dei lavoratori autonomi »

| 25 giugno 2012 | UN COMMENTO | LETTO: 3.865 VOLTE | SHORT URL |

Qualche tempo fa, insieme ad Adriana Nannicini, Sergio Bologna, Nicola Brembilla abbiamo cercato di portare sul tavolo del Comune di Milano il tema del coworking per sensibilizzare la municipalità. Ne parlammo già in campagna elettorale, prima delle elezioni vinte da Pisapia.

Milano Cowo Evento

Tredici mesi dopo il Comune ha deciso, anche su suggerimento di ACTA, di portare avanti l’argomento, convocando i protagonisti delle iniziative in città e qualche ospite straniero.

Di seguito trovate il mio intervento per esteso (in sala ne ho accennato soltanto in parte), scritto un po’ di corsa, in sostituzione di Sergio Bologna che oggi non è potuto venire a introdurre la giornata. Qualche riflessione generale, contaminata dalla bella esperienza di Berlino, dove ho incontrato una stupenda comunità internazionale di freelance, e in coda alcune riflessioni molto personali su alcuni elementi tecnici legati a IMU e IRAP.

Dario Banfi

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We are the workforce of the future

The freelance surge is the industrial revolution of our time, l’emergere del mondo dei freelance è la rivoluzione industriale dei nostri tempi, ha scritto su The Atlantic Sara Horowitz, presidente dell’associazione di freelance più grande al mondo. Noi come ACTA, che abbiamo stretto un gemellaggio con la Freeelancers Union, proprio qui a Milano, lo ricordiamo spesso, nelle occasioni in cui ci invitano a parlare, e scritto in un Manifesto del Lavoro autonomo, che andiamo in giro per l’Italia a rappresentare anche attraverso un’opera teatrale. We are the workforce of the future – dice la Horowitz – e non è un caso che i fenomeni paralleli più interessanti che si stanno verificando nel mondo del lavoro professionale autonomo siano da una parte la nascita di nuove forme di rappresentanza dei freelance – in Europa sono raccolte insieme ad ACTA nell’EFIP, associazione di associazioni, che dialoga con l’Unione Europea – e dall’altra l’emergere del mondo dei coworking.

Anni fa, Sergio Bologna scriveva che il postfordismo stava generando una “domesticazione” del lavoro. Portava i knowledge worker nelle loro case, ben attrezzate con PC e modem. Oggi assistiamo al fenomeno inverso, cioè alla necessità di riguadagnare spazio sociale per il lavoro autonomo. La nostalgia del posto fisso – come sostiene qualcuno – non c’entra. Chi va in un coworking non lo trova e neppure lo cerca. It’s not about place, it’s about people, diceva a novembre, a Berlino, Alex Hillman del celebre IndyHall di Filadelfia. Spesso si è costretti a cambiare posto, scrivania, città. Le persone, gli individui sono il cuore del fenomeno. I coworking sono spazi di transito e sosta, senza differenza. Sono luoghi dove lavorare, incontrare persone o clienti, perfino perdere tempo. Consentono di recuperare quell’umanità del lavoro che è fatta di contiguità, tempo condiviso, ozio creativo in collaborazione con altri, opportunità di relazione viva, prossimità. Curiosamente anche produttività, come ha certificato l’ultima ricerca di Deskmag.

Questi spazi ospitano lavoratori già formati, ma anche giovani studenti e spesso disoccupati o lavoratori in età adulta appena usciti dal sistema d’impresa. È ovvio che per una città come Milano, che ha 7 Università, un terziario avanzato molto ricco di risorse, un retroterra industriale e di grandi imprese che stanno perdendo terreno rispetto alla città, sviluppare il mondo dei coworking è in termini potenziali un passo da fare. I coworking sono spazi per eventi, per chi vuole ripensare il sistema di collaborazione e co-projecting e sempre di più punti di raccolta tra chi fa innovazione. Si pensi all’ospitalità data da Toolbox Coworking di Torino agli sviluppatori che impiegano Arduino. I coworking sono un fenomeno di un’epoca (post-fordista) in cui il lavoro è sempre di più un percorso di transizione e dove i concetti di “protezione sociale” e “investimento” sono sempre di più sinonimo di “reti professionali” e “contaminazione tra i saperi”.

Come ACTA da anni lavoriamo per sensibilizzare l’opinione pubblica e la politica su questo fronte, sulla necessità di offrire un rinforzo al mondo dei freelance, al loro sviluppo e alla libertà di crearsi una vita professionale davvero autonoma. Anche perché è spesso da questo lato del mercato del lavoro che nascono nuove opportunità. Settimana scorsa al Festival del Lavoro di Brescia erano tutti concordi nel dire che il nuovo lavoro nasce sempre di più dall’iniziativa del mondo professionale autonomo o dalle start-up. Continua a leggere »


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| 16 maggio 2012 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 922 VOLTE | SHORT URL |
mag ’12
25
22:00

Se vuoi ribadire il tuo no al DDL Fornero e affermare i diritti di cittadinanza del “Quinto Stato” vieni al Teatro Ringhiera.
Venerdì 25 maggio per la performance teatrale di ACTA.

Nell’ambito di “Work in Progress”, rassegna dedicata al lavoro del 7° Festival del Teatro Ringhiera di Milano, ACTA rimette in scena “Lo Stato del Quinto Stato”.
Una performance in cui noi lavoratori autonomi di seconda generazione ci raccontiamo, diretti dalla regista Marcela Serli, con l’obiettivo di far capire la nostra vita e il nostro mondo a chi non ci conosce.
Uno spettacolo che reinventa, aggiornandola con le ultime prodezze del Governo e molti nuovi “actori”, la rappresentazione della Triennale di Milano che due anni fa ha lanciato il Manifesto di ACTA.

Dialoghi reali ed esperienze condivise. Telefonate frenetiche. Multitasking esistenziale. Flessibilità a senso unico. Case trasformate in uffici e viceversa. Tutto questo, e il nostro Manifesto, le nostre parole in un racconto breve e insolito.

Chi ha la partita IVA si scoprirà forse meno solo, ritrovando i punti di contatto e le differenze nella vita e nel lavoro di altri suoi “simili”; chiunque altro interverrà pur non facendo parte del “Quinto Stato” capirà meglio il loro punto di vista e magari i loro stati d’animo.

Se vuoi affermare i diritti di cittadinanza del “Quinto Stato” in un momento in cui anche il governo dei tecnici sembra ascoltare solo i diritti dei poteri forti, non chiuderti in casa meditando di lanciarti dal balcone. Unisciti a tutti noi di ACTA.
Ti aspettiamo venerdì 25 sera a Milano al Teatro Ringhiera,
in Via Boifava 17 (MM2 fermata Abbiategrasso)
per la performance, un aperitivo e quattro chiacchiere.

Info e prenotazioni: 02 58325578 / 02 87390039
(dal lunedì al venerdì h 14.30-18)
info@atirteatro.it
www.atirteatro.it

Il programma della serata, con zona aperitivo e bar:
Ore 20.30 “Sciopero”con Gianluca Di Lauro e Alessandro Girami
Ore 21.15 “Racconti di protesta” I licenziati Treni Notte Binario 21 in presidio alla stazione Centrale di Milano, con la presenza di Giorgio Cremaschi della FIOM
Ore 22  “Bagatelle per piano sodato e voce flessibile” di Carlo Fava
Ore 22.30 “Lo Stato del Quinto Stato” ACTA, a cura di Marcela Serli
E con le incursioni spettacolar-provocatorie con artisti di strada resistenti della Compagnia del Gran Mastro.


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| 25 luglio 2011 | UN COMMENTO | LETTO: 2.188 VOLTE | SHORT URL |

Finalmente possiamo mostrarvi, con orgoglio ed emozione, le foto e i video realizzati durante la riedizione bolognese del nostro spettacolo Lo stato del Quinto Stato che si è tenuta il 4 luglio scorso nella Corte del Quartiere Saragozza nella penultima serata della rassegna teatrale Teatri precari.

Prima di augurarvi buona visione, desidero ringraziare a titolo personale e a nome di ACTA chi ha permesso tutto ciò.

Un sentito ringraziamento va innanzitutto a chi ci ha offerto questa opportunità, Riccardo Paccosi, regista e lavoratore precario, quale si definisce, della compagnia teatrale AMOREVOLE COMPAGNIA PNEUMATICA e principale collaboratore del web magazine Salotto Precario. A Riccardo e alla sua associazione culturale va il nostro ringraziamento, oltre che per l’organizzazione e la promozione in loco, anche per aver finanziato in parte la realizzazione dello spettacolo con una donazione a favore di ACTA. Il valore di tale contributo è ancora più grande se pensiamo che non ci sono stati finanziamenti di alcun tipo e che anche l’associazione AMOREVOLE COMPAGNIA PNEUMATICA come ACTA vive dell’operato volontario dei propri soci. Qui è possibile leggere un resoconto dell’intera rassegna e dunque anche del nostro spettacolo a firma di Paccosi.


Ringraziamenti alla compagnia ACTA e altri collaboratori

Un grazie speciale a Marcela Serli, la nostra regista professionista per aver accettato di dirigerci ancora una volta e aver saputo adattare magistralmente lo spettacolo alla location bolognese.

Grazie a tutti i professionisti-attori per essersi messi nuovamente in gioco Continua a leggere »


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| 6 luglio 2011 | 4 COMMENTI | LETTO: 1.262 VOLTE | SHORT URL |

La troupe composta da actori, regista, tecnici audio e video si muove di buon mattino da Milano dentro a un torpedone nero a finestrini oscurati, degno di un vero blitz. Lo spettacolo “Lo stato del quinto stato” è previsto alle nove di sera ma l’idea è di arrivare a Bologna presto, in modo tale che ci sia tutto il tempo per studiare lo spazio a disposizione, stabilire la scenografia, provare le musiche e le immagini e tentare di recitare in trasferta e all’aperto. Il cortile interno di via Pietralata, quartiere Saragozza, si presta alla perfezione con le sue strane scale metalliche esterne, qualche siepe sparsa sotto il muretto e alcune panchine qua e là. Pensiamo a chissà quanta gente, dopo cena, quando quelle case erano abitazioni, si sarà seduta al fresco a raccontarsi della giornata e del lavoro e dei figli e delle speranze per il futuro. Anche noi pensiamo al futuro, prossimo e remoto. Di lavoro e di relazione.
Intanto, mentre con allegro vociare depositiamo materiali e borse, si apre di scatto una persiana verde da una finestra interna a quel quadrilatero di case, che oggi ospita uffici comunali e varie associazioni, e una bella signora bruna ci intima di non fare troppo baccano e di ricordare di spegnere le luci e lasciare pulito, la sera. Non capiamo se stia scherzando, ma quando scende per andarsene dall’ufficio, ci squadra e con aria sorniona continua i suoi commenti dicendoci che sembriamo proprio un gruppo di ragazzetti travestiti da adulti. La rassicuro sulla mia adultità e lei, guardandomi da sopra gli occhiali da sole e squadrandomi mi suggerisce di esercitarmi meglio a fare la parte dell’adulta perché sembro anch’io una scolaretta in vacanza. E’ una simpatica impertinente e forse ha ragione lei.

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Eventi, In evidenza, Manifesto dei lavoratori autonomi, Rappresentanza »

| 5 luglio 2011 | 4 COMMENTI | LETTO: 1.537 VOLTE | SHORT URL |
Questa volta sono arrivati in pullman: nero, lucido, noleggiato per l’occasione. E’ stato bello vederli scendere, proprio come una compagnia di giro, un’umanità di facce, alcune allegre e scanzonate, altre già concentrate, qualcuno che provava a convincere l’irremovibile autista a “bucare” la ZTL per arrivare più vicino alla Corte del Quartiere Saragozza, lo scenario bolognese in cui si è rappresentata la seconda de “Lo Stato del Quinto Stato“.
Spettacolo ACTA BolognaE come una compagnia di giro hanno avuto il loro battesimo teatrale vero, con qualche goccia di pioggia caduta, proprio nella mezz’ora più importante, e che ha condizionato di certo l’afflusso del pubblico rispetto alla prima meneghina.
A Milano, è vero, lo sforzo di organizzazione è stato grande, ma, tutto sommato, giocavano in casa. A Bologna è stato diverso proprio perchè si è consumato quel rito particolare composto da tutti i momenti che le donne e gli uomini di teatro ben conoscono. Il viaggio, lo scarico di materiali e attrezzature dai mezzi, il primo impatto con il nuovo spazio scenico tutto da esplorare, le solite difficoltà con i custodi. C’è sempre il “bagno/camerino” di cui non si trovano le chiavi e c’è sempre la reprimenda preventiva dei responsabili dei locali (spegnere le luci, non fare entrare estranei nelle stanze, tenere pulito!).
Si sa, i teatranti sono tipi poco raccomandabili, anche se a partita IVA.

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Calendario, Eventi, In evidenza, Manifesto dei lavoratori autonomi, Rappresentanza »

| 20 giugno 2011 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.210 VOLTE | SHORT URL |
lug ’11
4
21:00

Le partite IVA di ACTA concedono il bis. Questa volta l’appuntamento è a Bologna con una riedizione, leggermente adattata, del nostro spettacolo Lo Stato del Quinto Stato, rappresentato per la prima volta il 12 gennaio alla Triennale di Milano.

ACTA e la sua compagnia di attori non professionisti accettano l’invito di Amorevole Compagnia Pneumatica e del web magazine Salotto Precario e portano in tournée la vita e il lavoro dei professionisti della conoscenza, sotto la brillante regia della professionista di teatro Marcela Serli. Lo spettacolo si inserisce nella rassegna teatrale TEATRI PRECARI, la quale ha l’obiettivo di “tentare una panoramica sul rapporto che i linguaggi teatrali (e non solo) intrattengono con il fenomeno storico-sociale del lavoro flessibile. La rassegna si occupa sia di lavoro dipendente che di lavoro autonomo e presenta, soprattutto, opere la cui drammaturgia è basata su testimonianze ed esperienze reali”. Il programma completo è disponibile sul sito di Salotto Precario.

Al termine della serata ci sarà un intervento dei nostri Sergio Bologna e Anna Soru e tutto il pubblico presente verrà omaggiato con una copia del Manifesto dei lavoratori autonomi di seconda generazione.

Vi aspettiamo numerosi il 4° luglio alle ore 21 nella Corte del Quartiere Saragozza in via Pietralata 60 a Bologna. Il biglietto di ingresso ha un costo di 3€ e servirà a coprire parte delle spese dell’associazione che ci ospita.

Per prenotazioni e informazioni: 347 1128581

Qui trovate la locandina e la cartolina invito dell’evento, oltre al comunicato stampa.

Diffondete la notizia e portate con voi i vostri amici e colleghi. ACTA sta crescendo sempre di più grazie ai vostri contributi. E la prossima tappa dove sarà? Per scoprirlo restate sintonizzati!



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Calendario, Eventi, Manifesto dei lavoratori autonomi »

| 22 marzo 2011 | UN COMMENTO | LETTO: 1.313 VOLTE | SHORT URL |
apr ’11
16
10:00

Il 16 aprile si tiene a Milano il Coworking Camp, per fare il punto sullo stato dell’arte del Coworking in Italia. L’iniziativa pensata, promossa e ospitata dal Coworking Project di Massimo Carraro vedrà la presenza di Dario Banfi di ACTA che parlerà dell’esperienza del nostro Coworking e del “collante” che unisce le persone che vi partecipano come coworker, ovvero il Manifesto del lavoro autonomo di seconda generazione, promosso da ACTA.

Cowocamp2011


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Manifesto dei lavoratori autonomi, Primo Piano, Rappresentanza »

| 7 febbraio 2011 | 6 COMMENTI | LETTO: 2.486 VOLTE | SHORT URL |

Video sintesi di 3 minuti - Lo Stato del Quinto StatoArriva fresco fresco dall’editing di Elisa l’ultimo lavoro di sintesi dello spettacolo Lo stato del Quinto Stato che abbiamo messo in scena il 12 gennaio di quest’anno. Ve lo riproponiamo, lasciandovi di seguito anche una raccolta di risorse fotografiche e testuali.

Qualcuno ci ha detto alla fine dello show in Triennale: “È davvero un modo nuovo di rappresentare il mondo del lavoro e dare voce a chi non ce l’ha!”

Questo è stato per noi il vero successo, perché vogliamo realmente rappresentare in maniera nuova e diversa il mondo del lavoro indipendente e dei freelance. Non siamo un sindacato, non vogliamo poltrone, ma diritti. Desideriamo che il nostro Paese capisca chi siamo e possa nascere una nuova importante coalizione che raccolga il mondo delle Partite IVA e degli independent workers. Lo spettacolo Lo stato del Quinto Stato è stata l’occasione e lo strumento. L’obiettivo era di presentare a livello nazionale il nostro “Manifesto dei lavoratori autonomi di seconda generazione” per unirci e fare di più insieme. Crediamo di esserci riusciti, ora tocca anche a voi.

In molti abbiamo messo tempo e passione su questo progetto. Continua a leggere »


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Fisco, Manifesto dei lavoratori autonomi, Primo Piano »

| 22 gennaio 2011 | 2 COMMENTI | LETTO: 1.367 VOLTE | SHORT URL |

”Un fisco a favore del Quinto Stato, delle donne e della famiglia” è una proposta fatta da Walter Veltroni al Lingotto di Torino, oggi sabato 22 gennaio, all’assemblea del Partito Democratico.

Anche a proposito del fisco c’e’ poco da difendere e molto da cambiare.

L’azione di riforma fiscale deve essere iscritta, pena il suo fallimento, in un contesto di riqualificazione e riduzione della spesa pubblica. Con l’occhio rivolto, al tempo stesso, alla qualita’ sociale e alla produttivita’ del sistema. Tre esempi basteranno, per dare l’idea.

Il primo: l’allarme e’ stato di recente rilanciato dal Manifesto del Quinto Stato di ACTA, l’associazione dei lavoratori/partite IVA del terziario avanzato, che denunciano le distorsioni di un sistema fiscale che non riconosce la loro specificita’. Il nostro sistema e’ infatti organizzato solo attorno alle due tradizionali componenti: lavoratori dipendenti e autonomi.

E’ ora che irrompa, per ragioni di giustizia e di equita’, questo nuovo soggetto: i lavoratori delle partite Iva, tanta parte del tessuto produttivo italiano.

Puoi sentire la registrazione su radio radicale dalle 11.29  in avanti. Qui il testo intero del discorso.


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