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Articoli pubblicati nella categoria "Statuto Lavoro Autonomo"

Primo Piano, Statuto Lavoro Autonomo »

| 25 gennaio 2011 | 2 COMMENTI | LETTO: 1.897 VOLTE | SHORT URL |

Consiglio Regionale del VenetoUna lettera di Federico Caner (.DOC), capogruppo Lega Nord al Consiglio Regionale del Veneto, al blog del Corriere della Sera, ci informa (si rivolge esplicitamente a noi di ACTA), che lo Statuto del lavoro Autonomo del Veneto, (bocciato nell’ottobre 2010 per mancanza di copertura economica) a breve sarà ripresentato in aula.

Tiziano Bembo, responsabile del gruppo consiliare L.V.L.N.P. del Consiglio Regionale del Veneto, ci ha fatto sapere che sino al 31 gennaio sono aperte le consultazioni pubbliche dello Statuto (scaricabile in formato .PDF) e ci ha invitato a fornire un nostro parere visto che non siamo tra le parti sociali consultate in fase di stesura.

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Diritti, Politiche del lavoro, Statuto Lavoro Autonomo »

| 31 luglio 2010 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.137 VOLTE | SHORT URL |

Sul sito nelMerito.com – che si propone di approfondire temi sociali, economici, giuridici, istituzionali – si sta sviluppando un confronto sulle diverse ipotesi di Riforma di lavoro proposte entro la Sinistra, che interesserebbero sia il lavoro dipendente sia quello autonomo. Il dibattito riguarda in particolare le proposte del senatore Pietro Ichino sul contratto unico, il “Decalogo sul lavoro“ di Stefano Fassina, responsabile economico del PD, e lo Statuto dei lavori autonomi di Tiziano Treu.

Anche ACTA contribuisce al dibattito. Dopo l’intervento di Sergio Bologna “Il lavoro autonomo ha preso parola” il sito nelMerito.com pubblica il contributo di Anna Soru “Lo Statuto dei lavoratori autonomi: un’opportunità da maneggiare con cura“. Si legge nell’articolo a proposito delle politiche del lavoro discusse all’interno del PD:

E’ un piano che ha il merito di voler contrastare la precarietà e le difficoltà degli outsider e di voler rappresentare il lavoro in tutte le sue forme, ma in definitiva non ha il coraggio di superare i modelli del passato [...] La strategia di Welfare delineata prevede una estensione delle misure attuali a tutto il lavoro dipendente e al lavoro atipico e una “graduale introduzione di una base di ‘diritti di cittadinanza’ per tutte le forme di lavoro”.  Sembra una formula per accontentare tutti (noi ci ritroviamo nella richiesta di diritti di cittadinanza), ma che, nonostante il richiamo alla flexsecurity, evidenzia l’assenza di una reale volontà di abbandonare un Welfare costruito esclusivamente sul lavoro dipendente.


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In evidenza, Statuto Lavoro Autonomo »

| 7 luglio 2010 | 8 COMMENTI | LETTO: 1.662 VOLTE | SHORT URL |

Statuto lavori autonomi (Disegno di Legge TREU)Avevamo già commentato nel mese di marzo 2010 una Bozza dello Statuto sul lavoro autonomo proposta dal senatore Tiziano Treu e avevamo partecipato ad alcuni incontri con i suoi estensori. Da poco è disponibile online una nuova versione (.PDF in download), aggiornata al 27 aprile 2010 [UPDATE: La versione del 27.04 è stata sostituita con una nuova Versione del 29.04], che speriamo non sia quella definitiva, perchè nel complesso la proposta dimostra che i proponenti sono ben lontani dall’aver compreso le esigenze del nuovo lavoro professionale autonomo.

Il punto che ci lascia interdetti è la proposta di ulteriori incrementi dei contributi INPS. Ma come è possibile che si possa anche solo pensare di aumentarli ancora? Paghiamo il 26,72% del nostro reddito in cambio di quasi nulla!!

Siamo inoltre contrari:

  1. al ruolo importante attribuito alle associazioni che temiamo possa essere il preludio ad un riconoscimento alle associazioni professionali di ruoli di selezione e di garanzia della qualità e della professionalità;
  2. all’affidamento a enti accreditati di servizi di consulenza per l’avvio (art. 6 comma 1) e di attività di formazione, e insieme l’introduzione di un obbligo formativo (art. 10 comma 4) per i professionisti;
  3. ai soliti interventi sulle donne ispirati alle azioni positive (formazione dedicata e imprenditoria femminile), di cui proprio non se ne può più!!

Per approfondire puoi leggere: Continua a leggere »


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Diritti, Leggi e Norme, Politiche del lavoro, Statuto Lavoro Autonomo »

| 28 aprile 2010 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.311 VOLTE | SHORT URL |

Il PD in questi mesi sta discutendo al suo interno di Riforma del Lavoro e di Lavoro autonomo. Siamo molto lieti di osservare che il Senatore Treu ha accolto molte nostre osservazioni alla Proposta di Legge cosiddetta “Statuto dei lavori autonomi“.

Compare infatti sul quotidiano Europa del 23 aprile, in un suo intervento dal titolo “Più tutele per tutti“,  un’autocritica che ricorda come la progettazione partecipata sia una formula importante di partecipazione al processo democratico. Si legge nell’articolo:

I problemi e le incertezze dei lavoratori autonomi e dei giovani professionisti non sono eguali a quelli dei dipendenti, neppure a quelli dei collaboratori a progetto. Anche le loro aspirazioni sono diverse. Il PD deve parlare e pensare a tutti, non solo al lavoro dipendente, come ha fatto finora, con il risultato di non farsi neppure ascoltare dai lavoratori autonomi (e dalle imprese) e di perdere gran parte dei lavoratori tradizionali (al Nord votano più Lega che PD). Il mondo del lavoro autonomo (le partite I.V.A., le micro imprese e professionisti non tutelati dagli ordini) ha bisogno anzitutto di riconoscimento e di essere valutato per la sua importanza nell’economia e nella società. Poi chiede di essere liberato dagli ostacoli che ne frenano lo sviluppo e di essere sostenuto nella necessità di qualificarsi e di crescere

E a seguire, si racconta che la proposta è stata redatta

[...] dopo aver consultato i rappresentanti di questo mondo [tra cui ACTA n.d.r.] e vuole dare risposte a queste esigenze con misure diverse: facilitazioni, anche fiscali, all’avvio di attività nuove, specie di giovani; detassazione delle spese di formazione e di aggiornamento; sostegni finanziari e servizi sul mercato per riqualificarsi e migliorare le proprie attrezzature; riduzione progressiva dell’Irap, aiuti nei momenti di crisi (una forma di “ammortizzatori” adatti a loro).

Rispetto alla categoria dei lavoratori economicamente dipendenti Continua a leggere »


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Diritti, Politiche del lavoro, Statuto Lavoro Autonomo »

| 8 marzo 2010 | UN COMMENTO | LETTO: 1.496 VOLTE | SHORT URL |

ACTA è stata invitata a collaborare alla predisposizione di uno Statuto del Lavoro Autonomo, a cura del PD. Abbiamo ricevuto una Prima versione dello Statuto (.DOC in download), a cura dal senatore Tiziano Treu del PD, che abbiamo analizzato e che sotto molti aspetti non condividevamo.

Un primo incontro, coordinato dal Senatore Treu, è stato tenuto il 12 febbraio a Roma. Per Acta ha partecipato Francesca Pesce. Erano presenti anche rappresentanti di Confcooperative, CNA e Confcommercio. E’ stata discussa la proposta e Francesca Pesce ha espresso molte delle nostre perplessità. In seguito ci è stata inviata una bozza di articolato (.DOC in download) che riportiamo anche qui di seguito.

La Bozza dello Statuto del Lavoro Autonomo (a firma di Tiziano Treu, PD)

Il 22 febbraio a Milano, il confronto è proseguito nel corso di un incontro tra il Senatore Treu e, per ACTA,  Romano Calvo, Anna Ponzellini e Anna Soru. Su invito dello stesso senatore Treu, abbiamo preparato un commento scritto alla Bozza di Statuto (.DOC in download) in cui abbiamo raccolto le nostre osservazioni e critiche. Lo riportiamo qui di seguito.

Leggi i commenti di ACTA alla Bozza di Statuto per il Lavoro Autonomo

 

Il 3 marzo a Roma si è tenuto infine un altro confronto, presenti  oltre a Treu, Fassina, Ghedini e De Michele,  rappresentanti di  Confcooperative, CNA, Confcommercio e,  per ACTA , Francesca Pesce. Francesca Pesce ha argomentato il nostro documento. E’ in corso di redazione la nuova versione della proposta.


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Libri Articoli Approfondimenti, Occupazione, Statuto Lavoro Autonomo, Storie personali e testimonianze »

| 9 febbraio 2010 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.284 VOLTE | SHORT URL |

Molti spunti interessanti sul Corriere della Sera di oggi 9 febbraio 2010, che dedica due pagine agli outsider: da una parte chi ha perso il lavoro dipendente, dall’altra i giovani che cercano di entrare nel mercato del lavoro. Apre le due pagine l’articolo di Di Vico “Il Manager ‘centauro’ del dopo-crisi” sui dirigenti licenziati che si ricollocano come consulenti o auto imprenditori, con le testimonianze di Massimo Gozzetti di Unbreakfast e Nicola Antonucci di Manager Italia (entrambe le associazioni sono partner della Rete delle Associazioni). A seguire, tra gli interessanti articoli di risposta alla lettera di Pietro Ichino “Un lusso anche i contratti di serie B. Nessuno pensa al Welfare dei figli“, c’è anche la segnalazione di un progetto di Statuto dei Professionisti del ministro Maurizio Sacconi.


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Libri Articoli Approfondimenti, Previdenza, Statuto Lavoro Autonomo »

| 31 dicembre 2009 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.243 VOLTE | SHORT URL |

Segnaliamo su Il Foglio del 30 dicembre 2009 un intervento dell’on. Giuliano Cazzola dal titolo “Quegli invisibili che in realtà non invocano lo stato ammortizzatore“. Questo l’articolo:


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Diritti, Libri Articoli Approfondimenti, Previdenza, Statuto Lavoro Autonomo »

| 30 dicembre 2009 | 2 COMMENTI | LETTO: 1.466 VOLTE | SHORT URL |

Segnaliamo due articoli pubblicati ieri sul Corriere della Sera e che affrontano alcune problematiche relative al lavoro professionale autonomo:

“Brunetta: gli autonomi? Servono più garanzie ma no agli ammortizzatori”

di A.Jac.

MILANO – Gli ammortizzatori sociali tornano alla ribalta della cronaca. Nodo cruciale della crisi italiana, emblema di quella coperta troppo corta. A tornare sull’argomento il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta che intervistato da Sky Tg24 ha sottolineato la sua posizione: «Gli ammortizzatori sociali non possono essere estesi ai lavoratori autonomi». Secondo il ministro «sarebbe un controsenso. Il lavoro autonomo è fatto di maggiori profitti, quando ci sono, ma anche di maggiori rischi. Quindi pensare di ammortizzare tutti vorrebbe dire addormentare il sistema». E aggiunge (dettaglio non da poco), «in forme troppo costose».

Gli ammortizzatori sociali funzionano bene nella grande industria ma creano problemi «quando si passa alla piccola e media impresa, all’artigianato e a quelle forme ibride tra lavoro dipendente e lavoro autonomo». E quindi per il ministro l’ipotesi di revisione degli ammortizzatori sociali, è una strada ancora tutta in salita, «c’è tanto lavoro da fare, e c’è bisogno di dare maggiori garanzie».

La pensa in modo diverso l’opposizione. «Il governo deve decidersi e mettere d’accordo i suoi ministri» ha dichiarato Cesare Damiano, capogruppo pd in commissione Lavoro della Camera. Perché «sugli ammortizzatori sociali bisogna fare in fretta nel tempo della crisi».

Damiano ha criticato l’affermazione di Brunetta sul fatto che questi strumenti di tutela valgano in particolare per l’impresa medio grande: «E un’affermazione legata a una situazione del passato, ormai superata». Quella degli ammortizzatori sociali è una riforma «di cui l’Italia ha assolutamente bisogno», perché secondo l’esponente del Pd, il Paese delle piccolissime imprese e del lavoro precario ha bisogno di «misure strutturali e non di interventi tampone». Non comprendere questo significa «non vedere che la crisi colpisce ogni dimensione di impresa e che la distinzione tra lavoro dipendente e autonomo è sempre più sottile».

Le tre agende degli invisibili – Professionisti e partite Iva, agenda (possibile) per i piccoli”

di Dario Di Vico

Nel 2009 gli Invisibili hanno messo la testa per la prima volta fuori della loro (frustrante) condizione sociale. Se ne è cominciato a parlare e si è anche prodotta della buona letteratura sociologica. Racconta che racconta, dopo l’inventano delle doléances è spuntata fuori anche qualche idea. Anzi più d’una, al punto che si è fantasticato di un’Agenda degli Invisibili. Se vogliamo essere più precisi e meno generici, forse più che di un unico libro-mastro c’è bisogno di un’agenda delle piccole e medie imprese, di una delle partite Iva e di una dei professionisti. Sono molti i punti in comune ma anche tante le différenze.

E se c’è una cosa che abbiamo imparato in questa lunga, lunghissima uscita dal Novecento è che le differenze sono il sale della società. E allora proviamo pure a scrivere un’ipotetica scaletta per il nuovo anno.

Le piccole imprese resistono ma non hanno finito di soffrire. Si tengono ben stretti i dipendenti, non vogliono assolutamente licenziarli. Il loro Capitale sarà esiguo ma non ha alcuna intenzione di configgere con il Lavoro. Con tanti saluti a quanti nel 2009, ministri e addirittura vescovi, hanno proposto di rivalutare il povero Marx. Cambino letture. Per evitare per che la crisi li spiazzi i Piccoli dovranno sposare altri Piccoli.

Se sono fornitori terzisti si dovranno aggregare e creare delle reti (una parola che già fin d’ora si candida ad essere protagonista nel 2010), se invece dai loro capannoni tirano fuori già un prodotto finito dovranno studiare un po’ di marketing e capire cosa succede nei Paesi emergenti. Ma dovranno anche diventare un po’ pi maliziosi: l’oroscopo dice che nei primi mesi dell’anno nuovo saranno corteggiate dalla politica ed è facile mettere ci in stretto collegamento con le Regionali di fine marzo.

Il governo ha già detto che il prossimo sarà l’anno della riforma fiscale, bisognerà prenderlo in parola e studiare le carte per tempo. Per quei Piccoli che vivono e apprezzano le associazioni di rappresentanza il 2010 potrebbe portare una grossa novità. Ben cinque Conf (Confesercenti, Confcommercio, Cna, Confartigianato e Casartigiani) dovrebbero mettersi assieme esemplificare il campo.

Quando si tratta di unirsi in Italia è sempre meglio aspettare il sì definitivo (ricordate quante volte è stata annunciata l’unità sindacale di Cgil-Cisl-Uil?), ma la via sembra tracciata.

Le partite Iva in extremis un piccolo risultato l’hanno ottenuto. Nella Finanziaria ci doveva essere un inasprimento del prelievo per la gestione separata dell’Inps e poi invece la maggioranza di governo ha cambiato idea. Meno male, sarebbe stata un’ingiustizia. Ma i problemi che ha davanti il lavoro autonomo sono così tanti che un anno non basta.

Sarebbe già importante che nei prossimi dodici mesi si cambiassero gli occhiali. E invece di inneggiare alla straordinaria vitalità del popolo dell’Iva si mettesse mano a qualche modifica che salvi il bambino (la voglia di rischiare) e getti l’acqua sporca (le troppe penalizzazioni). Qualche suggerimento è venuto dalle sigle che si sforzano di dare rappresentanza ai parasubordinati, si tratta di sedersi a un tavolino e procedere. Il buon esempio l’hanno dato Giuliano Cazzola (Pdl) e Tiziano Treu (Pd) che hanno messo in un testo bipartisan per rivisitare il welfare. Chapeau. Se poi nel 2010 si decidesse cosa fare degli studi di settore non sarebbe male, così non si va da nessuna parte.

Anche i professionisti attendono che la politica si muova. Dopo l’indagine conoscitiva del Parlamento si dovrebbe fare qualche passo in avanti. Il clima sembra essere cambiato e c’è gente dentro gli Ordini e fuori che ha delle buone soluzioni da proporre. E vecchi steccati da far cadere. Preoccupano, invece, i rapporti tra senior e junior, tra i professionisti affermati e le giovani reclute: un segnale va dato sennò davvero per tanti laureati prendere la via di Chiasso sarà inevitabile.


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Statuto Lavoro Autonomo »

| 4 dicembre 2009 | UN COMMENTO | LETTO: 1.555 VOLTE | SHORT URL |

La Regione Veneto si è proposta di intervenire con una politica per il lavoro autonomo, intesa in senso ampio e non soltanto legata soltanto al mondo delle imprese. Per questo ha definito uno Statuto Regionale del Lavoro Autonomo che è possibile leggere e valutare scaricando questi documenti:

La proposta avanzata è molto innovativa rispetto a quanto fatto da altre Regioni. La Lombardia, per esempio, che pure in quanto a presenza di lavoro autonomo non è da meno e che certamente è il centro del nuovo lavoro autonomo professionale, ha appena approvato l’estensione della dote formativa al lavoro autonomo, ma soltanto con riferimento ad alcuni target specifici e di fatto escludendo i professionisti autonomi.  

Sono apprezzabili nella proposta della Regione Veneto:

  • il voler agire per l’individuazione dell’equo compenso;
  • il ricorso ai voucher per formazione e altri servizi;
  • il riconoscimento di voucher per l’acquisto di servizi di cura.

Elementi più deboli sono invece:

  • l’idea che si possa includere il lavoro parasubordinato nel lavoro autonomo;
  • la presenza di modelli teorici troppo orientati al lavoro dipendente. Anche se si parla in senso ampio di lavoro autonomo, sembra che i modelli sottostanti siano quelli del lavoro dipendente o del lavoro autonomo più tradizionale;
  • l’estensione della Borsa Lavoro. Ha senso per il lavoro autonomo? Non sembra funzioni neppure per quello dipendente;
  • la visione distorta del ”finanziamento agevolato”. Nel documento parla di agevolazioni per l’avvio di attività proposte per target specifici (giovani, donne…) e società. Sono proposte che sembrano replicare modelli di politiche per lo start-up di impresa, ampiamente utilizzati con risultati spesso dubbi. Nel lavoro professionale molto spesso i finanziamenti non servono al momento dell’avvio (frequentemente si inizia con qualche cliente captive e comunque gli investimenti iniziali possono essere molto modesti), ma più tardi. Più in generale servirebbero misure per accedere velocemente e a buone condizioni al credito anche soltanto per affrontare un ritardo nel pagamento di un cliente, un periodo di malattia etc.;
  • le misure per la formazione. Occorrerebbe chiarire se la formazione è soltanto quella convenzionata (spesso di medio o bassa qualità) oppure se i voucher sono spendibili anche al di fuori di essa o all’estero.

Per leggere l’intera proposta di Legge:
STATUTO REGIONALE DEL LAVORO AUTONOMO


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Statuto Lavoro Autonomo »

| 24 ottobre 2009 | UN COMMENTO | LETTO: 1.655 VOLTE | SHORT URL |

Il gruppo Lega Nord – primo firmatario Roberto Corradi – ha presentato un Progetto di Legge presso la Regione Emilia-Romagna, che si sviluppa in 37 articoli e ha per titolo: “Statuto regionale del lavoro autonomo, delle professioni e delle piccole imprese“. A livello locale l’Emilia-Romagna affianca così il Veneto nella presentazione di proposte di Legge dedicate a questo tema.


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