Articoli pubblicati nella categoria "Internet e tecnologie"
Calendario, Eventi, Internet e tecnologie, Occupazione, Politiche del lavoro »
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| 8 |
| 16:15 |
L’8 e il 9 maggio wwworkers organizza a Bologna un meeting che coinvolge i lavoratori che fanno rete, imprenditori di piccole e medie imprese che hanno scelto di abbracciare le nuove tecnologie o artigiani che si sono posizionati anche online per raggiungere nuovi clienti.
ACTA partecipa all’incontro in plenaria dell’8 maggio.
Ore 16.15-18
Wwworkers Plenaria
Bologna – Auditorium Enzo Biagi – Sala Borsa – Piazza del Nettuno, 3
Internet crea lavoro. L’economia digitale per far ripartire crescita e occupazioneRosario Strazzullo (CGIL), Vittorio Sangiorgio (Coldiretti Giovane Impresa), Andrea Di Benedetto (Giovani Imprenditori CNA), Cristiano Radaelli (Confindustria Digitale), Massimiliano Magrini (United Ventures), Anna Soru (ACTA), Diego Ciulli (Google Italy)
Modera Luca Tremolada (Sole24Ore)
Autore: ACTA
Associazioni, Europa, Fisco, Freelance USA, IRAP, Internet e tecnologie, Manifesto dei lavoratori autonomi »
Qualche tempo fa, insieme ad Adriana Nannicini, Sergio Bologna, Nicola Brembilla abbiamo cercato di portare sul tavolo del Comune di Milano il tema del coworking per sensibilizzare la municipalità. Ne parlammo già in campagna elettorale, prima delle elezioni vinte da Pisapia.

Tredici mesi dopo il Comune ha deciso, anche su suggerimento di ACTA, di portare avanti l’argomento, convocando i protagonisti delle iniziative in città e qualche ospite straniero.
Di seguito trovate il mio intervento per esteso (in sala ne ho accennato soltanto in parte), scritto un po’ di corsa, in sostituzione di Sergio Bologna che oggi non è potuto venire a introdurre la giornata. Qualche riflessione generale, contaminata dalla bella esperienza di Berlino, dove ho incontrato una stupenda comunità internazionale di freelance, e in coda alcune riflessioni molto personali su alcuni elementi tecnici legati a IMU e IRAP.
Dario Banfi
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We are the workforce of the future
The freelance surge is the industrial revolution of our time, l’emergere del mondo dei freelance è la rivoluzione industriale dei nostri tempi, ha scritto su The Atlantic Sara Horowitz, presidente dell’associazione di freelance più grande al mondo. Noi come ACTA, che abbiamo stretto un gemellaggio con la Freeelancers Union, proprio qui a Milano, lo ricordiamo spesso, nelle occasioni in cui ci invitano a parlare, e scritto in un Manifesto del Lavoro autonomo, che andiamo in giro per l’Italia a rappresentare anche attraverso un’opera teatrale. We are the workforce of the future – dice la Horowitz – e non è un caso che i fenomeni paralleli più interessanti che si stanno verificando nel mondo del lavoro professionale autonomo siano da una parte la nascita di nuove forme di rappresentanza dei freelance – in Europa sono raccolte insieme ad ACTA nell’EFIP, associazione di associazioni, che dialoga con l’Unione Europea – e dall’altra l’emergere del mondo dei coworking.
Anni fa, Sergio Bologna scriveva che il postfordismo stava generando una “domesticazione” del lavoro. Portava i knowledge worker nelle loro case, ben attrezzate con PC e modem. Oggi assistiamo al fenomeno inverso, cioè alla necessità di riguadagnare spazio sociale per il lavoro autonomo. La nostalgia del posto fisso – come sostiene qualcuno – non c’entra. Chi va in un coworking non lo trova e neppure lo cerca. It’s not about place, it’s about people, diceva a novembre, a Berlino, Alex Hillman del celebre IndyHall di Filadelfia. Spesso si è costretti a cambiare posto, scrivania, città. Le persone, gli individui sono il cuore del fenomeno. I coworking sono spazi di transito e sosta, senza differenza. Sono luoghi dove lavorare, incontrare persone o clienti, perfino perdere tempo. Consentono di recuperare quell’umanità del lavoro che è fatta di contiguità, tempo condiviso, ozio creativo in collaborazione con altri, opportunità di relazione viva, prossimità. Curiosamente anche produttività, come ha certificato l’ultima ricerca di Deskmag.
Questi spazi ospitano lavoratori già formati, ma anche giovani studenti e spesso disoccupati o lavoratori in età adulta appena usciti dal sistema d’impresa. È ovvio che per una città come Milano, che ha 7 Università, un terziario avanzato molto ricco di risorse, un retroterra industriale e di grandi imprese che stanno perdendo terreno rispetto alla città, sviluppare il mondo dei coworking è in termini potenziali un passo da fare. I coworking sono spazi per eventi, per chi vuole ripensare il sistema di collaborazione e co-projecting e sempre di più punti di raccolta tra chi fa innovazione. Si pensi all’ospitalità data da Toolbox Coworking di Torino agli sviluppatori che impiegano Arduino. I coworking sono un fenomeno di un’epoca (post-fordista) in cui il lavoro è sempre di più un percorso di transizione e dove i concetti di “protezione sociale” e “investimento” sono sempre di più sinonimo di “reti professionali” e “contaminazione tra i saperi”.
Come ACTA da anni lavoriamo per sensibilizzare l’opinione pubblica e la politica su questo fronte, sulla necessità di offrire un rinforzo al mondo dei freelance, al loro sviluppo e alla libertà di crearsi una vita professionale davvero autonoma. Anche perché è spesso da questo lato del mercato del lavoro che nascono nuove opportunità. Settimana scorsa al Festival del Lavoro di Brescia erano tutti concordi nel dire che il nuovo lavoro nasce sempre di più dall’iniziativa del mondo professionale autonomo o dalle start-up. Continua a leggere »
Autore: Dario Banfi
Associazioni, Calendario, Eventi, Informatica e Web, Internet e tecnologie »
| nov ’11 |
| 10 |
| 15:30 |
Professioni Più ci segnala questo convegno promosso in collaborazione con AUSED – Associazione Utilizzatori Sistemi E tecnologie Dell’informazione, nel quale “docenti universitari, manager e professionisti ci guideranno nell’interpretazione dei cambiamenti in atto” sui temi dell’innovazione, dello sviluppo di comunità professionali al servizio della “qualità sociale”, dei cambiamenti che intervengono nei “mestieri”…
Giovedì 10 novembre, nell’ambito del convegno AUSED – ICT e Società: la centralità delle persone nell’ecosistema digitale, si terrà una tavola rotonda tra le Associazioni Professionali sul tema:
La tecnologia digitale cambia i mestieri
Tavola rotonda con la partecipazione di:
- Marco Beltrami APCO Associazione Professionale Italiana dei Consulenti di Management
- Roberto Bellini AICA Associazione Italiana per l’Informatica ed il Calcolo Automatico
- Antonella Ferrari – Club TI – Club per la tecnologia dell’Informazione di Milano
- Franco Giacomazzi AISM Associazione Italiana Marketing
- Antonio Margoni TP Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti
- Alessandro Tronconi ADICO Associazione Italiana per il Marketing, le Vendite e la Comunicazione
Chairman: Claudio Antonelli – Presidente PIU’ – Professioni Intellettuali Unite
Il convegno si svolge presso Gruppo 24 ore in Via Monte Rosa 91, 20149 Milano.
La Tavola rotonda si svolge nel pomeriggio a partire dalle ore 15,30.
Trovate ulteriori informazioni sul sito di Professioni Più cliccando sul link “news eventi“.
Autore: Alfonso Miceli
Internet e tecnologie, Primo Piano »
Ci abbiamo messo un po’ di tempo, con risorse scarse e tempi rubati al lavoro di ogni giorno, ma un passo avanti crediamo di averlo fatto. Questo è il nostro nuovo sito, uno spazio attraverso il quale ACTA potrà pubblicare notizie e aggiornamenti, ma offrire anche qualcosa di più ai propri Soci!
Da semplice spazio informativo abbiamo scelto di farlo diventare un aggregatore, che riunisce le attività dei Social Network di ACTA (Facebook, Twitter, Friendfeed e LinkedIn) e rende trasparenti i nostri archivi online, creati con i Social Media più noti (YouTube, Flickr, Del.icio.us ecc.).
Potrete scoprire come siamo strutturati, nelle pagine istituzionali, e i Servizi attivi e programmati per i prossimi mesi (come lo Spazio Coworking di Milano). Continua a leggere »
Autore: Dario Banfi
Comunicazione, Contratti, Internet e tecnologie, Pagamenti, Trovare Lavoro »
L’articolo di Giampietro Donatella apparso sul Corriere della Sera il 5 febbraio 2010, dal titolo: “Consumatori in gara per un impiego. Come funziona L’azienda affida a persone reclutate sul web il compito di trovare soluzioni per creare nuovi prodotti” – articolo la cui RIPRODUZIONE è RISERVATA – e la presentazione allo IULM con il lancio ufficiale di Rai Tre – trasmissione del programma NEAPOLIS di lunedì 9 febbraio 2010 dal titolo “Imprese aperte Anche l’impresa può essere “due punto zero”, per usare un’espressione ormai in voga, soprattutto se è di comunicazione che ci si occupa” – hanno portato a conoscenza di tutti ciò che, da circa un paio di anni, era già in atto: il crowdsourcing.
Le modalità del crowdsourcing variano secondo il gestore del sito web, ma possono così essere sintetizzate: un’azienda affida a motori di ricerca (siti web 2.0 = mediatori), il brief (descrizione di obiettivi, finalità e vincoli del progetto, formalizzata in un documento redatto dal committente) per la creazione/produzione – entro tempi stabiliti e dichiarando il “premio” in denaro – di materiale BTL (Below the line: creazione o restyling logo, video, grafica, banner, siti web etc.), ADV (Advertising: campagne stampa, radio e TV), DESIGN, PR…
Chiunque – anche eventuali minorenni di cui sono responsabili solo i genitori -, dopo essersi registrato, può partecipare al “Contest” (gara, concorso) creando il suo lavoro (un limite numerico alle proposte non c’è) e pubblicandolo – in forma anonima – nel sito.
Il lavoro può essere scelto dal committente, detto anche sponsor, oppure può essere votato e/o commentato e, sempre se il committente è d’accordo, il lavoro migliore VINCE IL PREMIO IN DENARO (da cui dovranno essere detratte tutte le tasse ed eventuali costi).
Non è chiaro il comportamento del crowdsourcing nei confronti del “diritto d’autore”, non lo nega, a volte però include nei regolamenti, l’impossibilità del partecipante a rivendicare l’utilizzo del proprio nome e quant’altro; altre volte, per i vincitori, include l’obbligo di trasferire il diritto d’autore al motore di ricerca. Poco chiaro ma, di fatto, il lavoro prodotto diventa proprietà (licenza esclusiva solo per i vincitori) del gestore del sito che ne può fare ciò che vuole. Chi lancia il “concorso”, acquisisce il diritto a utilizzare, rielaborare, declinare, adattare, riciclare, creare opere derivate…
ENTUSIASMANTE!
Sì, entusiasmo per questa grande innovazione in grado di dare modernità allo stantio mercato del lavoro in ambito ADV, BTL PR, DESIGN, etc., che permette: “ «creatività di pregio» a buon mercato e in tempi rapidi.”, un enorme aiuto per “ «i direttori R&S o marketing” per le aziende e… per le multinazionali della pubblicità.
Con il crowdsourcing, si afferma: “chiunque può guadagnare”, chiunque.
Grandioso!
Fino all’altro ieri, erano sempre state solo le agenzie – non tutte – a partecipare alle gare.
Si deve chiarire che la partecipazione alle “gare”, nell’ambito della comunicazione pubblicitaria, non consiste solo nel produrre un’eventuale linea strategica e preventivi – come accade in qualunque altro ambito lavorativo – ma nel produrre idee (normalmente almeno tre proposte) cioè, produrre lavoro vero gratuitamente.
La partecipazione alle “gare” è stata una delle cause della deprofessionalizzazione nell’ambito della creatività pubblicitaria, oggi, in caduta libera.
Ora, con il crowdsourcing, il lavoro gratuito è a disposizione di chiunque, freelance professionisti della comunicazione pubblicitaria e d’impresa o no. Per cento o mille o milioni che lavoreranno gratuitamente, uno vincerà.
A questo punto mi domando perché si debba rivolgere questo grandioso utilizzo del web 2.0 solo agli art director, ai copywriter, ai molti ruoli professioni del web, ai grafici, ai designer…, in fondo, il crowdsourcing è una “specie di outsourcing”, quindi: perché non offrire questa gigantesca e innovativa possibilità anche, per esempio, agli architetti?
Per il committente è davvero una meraviglia: poter scegliere tra migliaia – forse milioni – di progetti architettonici fatti e finiti, pronti per essere edificati, progetti che possono essere rielaborati, modificati, spezzettati, riciclati… sai la soddisfazione?
Ah già, forse, per gli architetti la soddisfazione sarà un po’ più limitata, non si garantisce alcuna certezza di reddito, nel sito non ci sarà la loro firma, sì è vero, siamo nel mondo della flessibilità e dell’insicurezza… però, vuoi mettere la modernità?
E perché, cari editori, non usare il crowdsourcing anche per la produzione di quotidiani, settimanali, mensili… Perché no?
Certo, anche i giornalisti, tutti – non solo i giovani -, ma anche i non giornalisti, devono poter avere l’enorme opportunità di entrare nel fantastico mondo del crowdsourcing!
Pensate che bello, milioni di giornalisti di tutto il mondo che, quotidianamente, mettono in gara tutti i loro articoli, fantastico!
Beh, certo, esiste “l’irrilevante” problemino che gli articoli, nel sito, non saranno firmati…, e chissà se potrà comparire il nome dell’autore a fianco di: “RIPRODUZIONE RISERVATA”? L’editore acquisirà il diritto di tagliare, allungare, modificare, rielaborare e… riciclare qualunque articolo ma, in fondo, scrivere un articolo è una delle tante “attività semplici e ripetitive” e, in più, l’anonimato, dà alla lettura quel certo non so che di misterioso, di affascinante…
Ecco la grandiosa idea: ogni giorno della sua vita, il giornalista scriverà articoli e articoli e articoli sperando, un giorno, di poter VINCERE! Tanto, tanto lavoro gratis ma, chissà, un domani, potrebbe vincere! Non guadagnare, VINCERE!
E allora, perché NON offrire il crowdsourcing, questa enorme opportunità, questa gigantesca innovazione, questa grande rivoluzione del mondo del lavoro 2.0, a tutti i professionisti, a tutte le professioni del mondo?
Forse perché è la conoscenza a creare i professionisti.
Forse perché solo nella professionalità esiste il futuro.
Forse perché il lavoro e la fatica devono mantenere valore.
Forse perché la proprietà intellettuale deve essere difesa.
Forse perché si devono avere dei diritti.
Forse perché il lavoro deve essere riconosciuto, sempre.
Forse perché si deve avere la certezza di un reddito.
Forse perché la precarietà e l’insicurezza non devono diventare valori.
Forse perché…
Evviva il crowdsourcing, evviva il LAVORO a LOTTERIA!
intervento di Dilva Giannelli
L’intervento è leggibile anche su Generazione Pro Pro, Blog del Corriere della Sera.
Autore: ACTA
Associazioni, Eventi, Formazione, Internet e tecnologie, Libri Articoli Approfondimenti, Trovare Lavoro »
Cristina Mariani, esperta di marketing e autrice del libro “Marketing Low Cost” (Franco Angeli, 2009), il 10 marzo terrà una lezione online gratuita sull’argomento. Per partecipare basterà registrarsisul sito di OILPROJECT, scuola virtuale – gratuita e aperta a tutti – in cui si discute di attualità, Internet e Innovazione.
Le lezioni avvengono vocalmente e sono tenute da volontari che condividono le loro conoscenze con gli altri utenti, senza alcun fine al di fuori di quello della divulgazione libera dell’informazione.
Autore: ACTA
Eventi, Internet e tecnologie, Storie personali e testimonianze »
I soci ACAT si sono organizzati per sensibilizzare politici e media. La partecipazione al blog interno e quelli diffusi in Rete è sensibilmente aumentata. Stanno crescendo i gruppi ACTA su Facebook e LinkedIn. Su Radio Articolo 1, giovedì 3 dicembre alle 11,50, ci sarà una diretta sui lavoratori colpiti dalla crisi. Per ACT A interverrà Cecile Lambert.
Autore: ACTA
Eventi, Internet e tecnologie, Libri Articoli Approfondimenti »
Giovedì 1 ottobre dalle 16,30 alle 17,10 parteciperemo in diretta a un forum online del Corriere della Sera, visibile via Internet collegandosi al sito del Corriere.it. Saranno presenti Anna Soru e Alfonso Miceli che risponderanno alle domande del giornalista Dario Di Vico e a quelle che perverranno via e-mail.
UPDATE: Il giorno seguente alla nostra videochat, Il Corriere della Sera riporta l’articolo di Isidoro Trovato “E sul Web i professionisti in crisi chiedono di non essere più invisibili” che commenta il nostro incontro. La nostra impressione è che permanga una difficoltà a identificarci, ma è certamente apprezzabile lo spazio che ci è stato offerto.

Autore: ACTA
Internet e tecnologie »
Il primo progetto peer to peer di Acta è la realizzazione di alcuni seminari sul lavoro cognitivo dei professionisti autonomi e sul suo valore economico.
Testo di Giannino Malossi
Il progetto di organizzare seminari sull’economia del lavoro autonomo cognitivo e creativo “Come farsi pagare, quanto farsi pagare” procede.
Alcuni professionisti e freelance associati ad Acta hanno dato la propria disponibilità per contribuire all’ideazione, produzione e comunicazione dell’iniziativa. Il prossimo passo sarà il consolidamento di un network di collaborazione peer to peer, termine che sta per “collaborazione partecipativa” (peer to peer = da pari a pari). Un progetto peer to peer è un’iniziativa in cui le persone dedicano attenzione ed energia, anche in piccole dosi, su base paritaria allo sviluppo di un progetto, partecipando alla condivisione delle loro competenze in forma aperta, non gerarchica, inclusiva e collaborativa. Continua a leggere »
Autore: ACTA
Internet e tecnologie, Libri Articoli Approfondimenti, Occupazione, Storie personali e testimonianze, Trovare Lavoro »
Sulla rivista Glamour è stato pubblicato uno speciale a cura di Loredana Saporito dedicato al mondo del lavoro basato su Web e su come trovare occupazione partendo da Internet, che contiene le testimonianze di alcuni associati ACTA. Abbiamo passato alla redazione i riferimenti di tutti gli iscritti che si erano proposti: la scelta delle persone da intervistare è stata poi effettuata dalla giornalista. Ecco uno stralcio del servizio.

L’articolo ci è stato gentilmente girato dalla redazione e si può scaricare e leggere: ”Tutto il nuovo che c’è in Rete” (.PDF in download 1,1 MB). La giornalista, nell’inviarcelo, ci ha scritto: “Purtroppo, però, per esigenze di impaginato, le loro testimonianze sono state ridotte al minimo, spero non siano troppo delusi”.
Autore: ACTA












