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Articoli pubblicati nella categoria "Studi di settore"

In evidenza, Studi di settore »

| 26 novembre 2011 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.250 VOLTE | SHORT URL |

Con ordinanza n. 21856 del 20 ottobre 2011 la Corte di Cassazione ha confermato il principio sostenuto dalla sentenza n. 26635/2009 delle Sezioni Unite della Cassazione in base al quale, in sede di contraddittorio, il contribuente ha l’onere di provare, senza limitazione alcuna di mezzi e di contenuto, la sussistenza di condizioni che giustificano l’esclusione del contribuente stesso dall’area dei soggetti cui possono essere applicati gli “standards” o la specifica realtà dell’attività economica nel periodo di tempo in esame; mentre la motivazione dell’atto di accertamento non può esaurirsi nel rilievo dello scostamento, ma deve essere integrata con la dimostrazione dell’applicabilità in concreto dello “standard” prescelto e con le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente. Secondo il principio in parola, inoltre, l’esito del contraddittorio non condiziona l’impugnabilità dell’accertamento, potendo il giudice tributario liberamente valutare tanto l’applicabilità degli “standards” al caso concreto, da dimostrarsi dall’ente impositore, quanto la controprova offerta dal contribuente che, al riguardo, non è vincolato alle eccezioni sollevate nella fase del procedimento amministrativo e dispone della più ampia facoltà, incluso il ricorso a presunzioni semplici.

Il caso.

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Fisco, Studi di settore »

| 25 dicembre 2009 | 3 COMMENTI | LETTO: 1.470 VOLTE | SHORT URL |

Le Sezioni Unite dalla Corte Suprema di Cassazione, con alcune sentenze depositate il 18 dicembre scorso, hanno stabilito che:

 

 

  • gli studi di settore sono da considerare solo una elaborazione statistica, il cui frutto è una ipotesi probabilistica che, per quanto seriamente approssimata, può solo costituire una presunzione semplice, non tenendo conto della specifica posizione del singolo contribuente;
  • l’eventuale scostamento tra quanto denunciato dal contribuente in termini di ricavi e quanto richiesto con gli studi dev’essere dimostrato con ulteriori elementi probatori;
  • è necessario che l’eventuale fondatezza della stima determinata da Gerico emerga nel corso del contradditorio, che deve obbligatoriamente precedere l’emissione dell’avviso di accertamento;
  • è quindi da considerarsi nullo l’accertamento fiscale che poggi soltanto sulle indicazioni provenienti dagli studi di settore;
  • in ogni caso per aversi violazione degli studi di settore lo scostamento rispetto a Gerico deve determinare una grave incongruenza tra i ricavi dichiarati e quelli determinati in base agli studi di settore, come previsto dall’articolo 62-sexies, comma 3, del DL 331/1993.

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Fisco, Studi di settore »

| 30 luglio 2009 | UN COMMENTO | LETTO: 3.374 VOLTE | SHORT URL |

La Cassazione boccia gli studi di settore, quantomeno per come sono stati finora usati dall’amministrazione finanziaria (anche se lo scorso anno l’Agenzia delle Entrate è stata chiara nel diramare le proprie indicazioni, nel senso indicato appunto dalla Cassazione, ai propri uffici periferici). In un servizio sull’argomento pubblicato su “Il Sole 24 Ore” del 27 luglio scorso, vengono riportati i seguenti punti fissati in un recente studio del massimario della Suprema Corte. Continua a leggere »


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Fisco, Studi di settore »

| 3 giugno 2009 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.504 VOLTE | SHORT URL |

Ultimi sviluppi sul fronte degli Studi di Settore, tratti da una serie di articoli recentemente pubblicati dal Sole 24Ore.

  • Dopo una lunga attesa, dovuta all’esigenza di introdurre correttivi agli Studi di Settore, al fine di tenere conto degli effetti della crisi economica sui ricavi/compensi dei contribuenti sottoposti a tale strumento, il 22 maggio scorso è stato reso disponibile dall’Agenzia delle Entrate il software Gerico che consente il calcolo della congruità per l’anno 2008. Tale ritardo nel rilascio del software per il programma del calcolo dei ricavi/compensi ha indotto il Ministero dell’Economia a spostare dal 16 giugno al 6 luglio il termine per i versamenti relativi all’Unico senza maggiorazione dello 0,4%.
  • Per quanto riguarda le professioni, sono confermate per la grande maggioranza di esse (fanno eccezione alcune tra quelle sanitarie e quelle legali) le attese di una sostanziale assenza per il 2008 di un impatto dei correttivi sul livello di congruità dei compensi. Da un lato, infatti, si è ritenuto che la crisi manifesterà i suoi effetti sulle attività professionali con un certo ritardo rispetto agli altri comparti economici; dall’altro si è voluto evitare che la revisione del software determinasse riduzioni generalizzate e indistinte, tali da produrre benefici per categorie non (ancora) colpite dalla crisi.

In generale, chi risulta congruo:

  • non è sottoponibile ad accertamento basato sugli studi di settore
  • non è sottoponibile ad accertamento basato su presunzioni semplici fino al 40% dei ricavi/compensi dichiarati, con il limite dei 50.000 euro.

Chi non risulta congruo:

  • ha una probabilità su dieci di essere invitato al contraddittorio;
  • in sede di contraddittorio il contribuente può abbassare la pretesa di Gerico, presentando la propria situazione personale; se viene raggiunto l’accordo, si applicano le sanzioni ridotte ad un quarto del minimo;
  • sempre in sede di contraddittorio il contribuente può invece accettare totalmente il contenuto dell’invito al contraddittorio, con le sanzioni ridotte ad un ottavo del minimo.

In caso di non adesione e di successivo accertamento, l’ufficio deve provare altri elementi oltre ai risultati di Gerico (circolari dell’Agenzia delle Entrate 5/E/2008 13/E/2009, pronunce della Commissione tributaria regionale del Lazio nel 2008 e di quella dell’Umbria nel 2009). La possibilità per il contribuente di sottolineare l’insufficienza di Gerico come metodo accertativo può essere fatta valere soltanto in sede di contenzioso.


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Fisco, Reddito, Studi di settore »

| 19 aprile 2009 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.601 VOLTE | SHORT URL |

Il Fisco si impegna a tenere conto, pur se in modo selettivo, della crisi economica nell’applicazione degli Studi di Settore, dei quali conferma, però, la centralità nel contrasto all’evasione delle piccole imprese e del lavoro autonomo. Punta perciò a rafforzare le risultanze di Gerico (software che consente di valutare la congruità dei redditi dichiarati con gli Studi di Settore) con l’uso del redditometro, ma le integra con indagini finanziarie per le verifiche nei confronti dei professionisti, che scontano gli effetti della crisi in modo diverso dagli altri contribuenti.

Questa decisione di rafforzare, con il ricorso ad altri strumenti di verifica, la valenza probatoria degli Studi di Settore ne ammette implicitamente le carenze strutturali a livello giuridico (già evidenziate dalla giurisprudenza di merito e di cui già tengono conto da tempo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate agli uffici finanziari periferici, molti dei quali però continuano nella pratica a non recepirle). Continua a leggere »


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Assistenza, Diritti, Fisco, Studi di settore »

| 28 gennaio 2009 | UN COMMENTO | LETTO: 1.583 VOLTE | SHORT URL |

In Italia lavoratore autonomo è sinonimo di evasore fiscale. Da questa presunzione di colpevolezza derivano norme punitive sotto il profilo fiscale e l’esclusione dal sistema di Welfare. Proponiamo la possibilità di aderire volontariamente ad un sistema di trasparenza totale dell’attività svolta, in cambio chiediamo l’accesso al Welfare e un Fisco più equo.

La proposta

L’opinione che i lavoratori autonomi siano evasori è consolidata sia nella Sinistra sia nella Destra italiana. La Sinistra cerca di intervenire per combattere l’evasione con misure che penalizzano soprattutto chi non può o non vuole evadere, la Destra agevolando con condoni e misure “elastiche” un target elettorale che ritiene particolarmente vicino e amico Continua a leggere »


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Fisco, Studi di settore »

| 22 gennaio 2009 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.416 VOLTE | SHORT URL |

In questi ultimi tempi si torna a parlare di Studi di Settore. Vi sono state proposte di esponenti della maggioranza per depotenziare la valenza probatoria degli Studi di Settore, contro le quali si sono alzate forti proteste, tra cui quelle della CGIL, che ha dichiarato inaccettabile l’abolizione dell’accertamento automatico e l’inversione dell’onere della prova, dal contribuente all’Amministrazione finanziaria. Per ora, tuttavia, dette proposte non sono state accolte dal Governo. Purtroppo su questo argomento esiste una grande confusione, confondendosi troppo spesso gli aspetti tecnici con quelli ideologici, la normativa con la sua effettiva applicazione.

L’istituzione degli Studi di Settore mira a far pagare le imposte alle imprese di piccole o medio-piccole dimensioni e ai lavoratori autonomi che non le pagano, e in qualche modo rappresentano una dichiarazione da parte dello Stato di incapacità a far rispettare l’obbligo fiscale a tali soggetti con strumenti analitici.

In linea di massima, noi siamo contrari agli Studi di Settore perché:

  • non è accettabile che, a causa di una presunzione di colpevolezza, l’onere della prova sia a carico del contribuente, come finora è accaduto, attraverso l’applicazione degli Studi di Settore come una sorta di “minimum tax”;
  • gli Studi di Settore fanno riferimento a valori medi, ma la media, per definizione, è in gran parte determinata da valori più alti e valori più bassi: è quindi intrinsecamente inevitabile che molti contribuenti abbiano realizzato ricavi o compensi inferiori alla media;
  • penalizzano chi, per qualsiasi motivo, effettivamente realizza ricavi o compensi inferiori al valore di congruità, mentre consentono a coloro che, realizzando elevati ricavi o compensi, risultano congrui, di evadere il pagamento delle imposte senza correre grandi rischi di essere sottoposti a verifiche;
  • per chi, come noi (che lavoriamo per la P.A. e le imprese), non ha possibilità di evasione fiscale, i valori medi sono attendibili (proprio perché si tratta di ambiti in cui non c’è evasione i valori espressi dagli Studi di Settore sono particolarmente realistici, cioè relativamente elevati) e quindi una quota consistente di noi si ritrova a dover giustificare perché ha guadagnato meno di quanto previsto dal proprio Studio di Settore. Tutto ciò è paradossale e avvilente soprattutto per chi ha avuto poco lavoro, che non soltanto è escluso dall’accesso ad ammortizzatori sociali, ma deve anche dimostrare che non ha potuto lavorare per mancanza di commesse;
  • nelle attività, invece, in cui l’evasione è elevata e diffusa, l’efficacia contro tale fenomeno si è finora dimostrata assai modesta.

Al di là, tuttavia, di queste considerazioni, non possiamo ignorare il parere tecnico di alcuni addetti ai lavori Continua a leggere »


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