Articoli pubblicati nella categoria "Donne"
Assistenza, Calendario, Donne, Eventi, Maternità, Politiche del lavoro »
| gen ’11 |
| 17 |
| 17:00 |
Questa sera, ore 17.00 in Università Bocconi (Milano) si discute di proposte concrete per migliorare la vita delle donne, a partire dall’idea di tutela universale della maternità e dal congedo di paternità per tutti (compresi lavoratori autonomi!), agli asili nido e alla procreazione assistita, dal fisco all’imprenditoria e altro ancora.
Il programma, molto articolato, si può scaricare da qui (.PDF). Sul tema dell’incentivazione del lavoro delle donne interviene anche Anna Soru, presidente ACTA.
Autore: ACTA
Calendario, Donne, Eventi »
| ott ’10 |
| 14 |
| 18:00 |
LA LIBRERIA DELLE DONNE DI MILANO
spalanca le porte
giovedì 14 ottobre 2010 dalle ore 18 alle 22
per festeggiare il suo compleanno!
“Chi vuole bene alla Libreria si consideri invitata/o“, recita l’Invito della Libreria, che festeggia ben trentacinque anni aprendo le porte a tutte le sue amiche e a tutti i suoi amici.
Beh, auguri Libreria!
Autore: ACTA
Assistenza, Donne, In evidenza, Maternità »
Quella della maternità pretermine è un’esperienza che accomuna sempre più donne. La diffusione in rete di blog e forum sul tema, la presenza di storie di prematurità in programmi televisivi di approfondimento, lo stesso affacciarsi recente di questi contenuti in romanzi e lavori cinematografici (“Lo spazio bianco” è l’esempio più noto) testimonia un crescente interesse per queste tematiche.
Cogliendo l’occasione che la popolarità dell’argomento offre, proviamo a riflettere sulle conseguenze che la nascita di un bambino prematuro possa avere sulla vita di una donna lavoratrice. Questo anche alla luce delle proposte che da tempo ACTA sostiene a favore dell’adozione di un provvedimento di “maternità universale” (Cfr. Marina Piazza, Anna M. Ponzellini, Anna Soru “Età pensionabile delle donne e riconoscimento del lavoro di cura: la nostra proposta“), che prevede un importo da corrispondere per cinque mesi a tutte le madri, indipendentemente dal fatto che siano dipendenti o autonome, che siano stabili o precarie, che lavorino o che non lavorino ancora.
Autore: Federico Fischanger
Donne, Maternità, Occupazione, Pensione, Previdenza, Ricerche e Indagini »
Nel rapporto Il lavoro delle donne in Italia (.PDF in download) del 21 luglio 2010, il CNEL fa una sintesi della situazione lavorativa e previdenziale delle donne in Italia, richiama politiche e interventi del passato e nuove proposte.
E’ un potpourri di esiti di ricerche sul lavoro femminile, di dati sulle pensioni, di politiche utilizzate e di nuove proposte in circolazione per il lavoro femminile, che in molti punti intercetta anche le questioni del lavoro autonomo e imprenditoriale.
Lavoro autonomo e imprenditoriale
Si evidenzia l’esistenza di discriminazioni di genere legate al credito e vengono citate indagini che evidenzierebbero l’esigenza di servizi di informazione orientamento e formazione per l’imprenditorialità femminile, sulla linea della legge 215/92 (contributi a fondo perduto per progetti imprenditoriali femminili) o della 125/91, utilizzata in alcune regioni per l’avvio alle professioni (esclusivamente ordinistiche). Continua a leggere »
Autore: Anna Soru
Assistenza, Donne, Maternità, Pensione »
Le stranezze dell’INPS oramai non si contano più. L’ultima che segnaliamo è legata al tema della maternità e della contribuzione figurativa. La circolare Circolare INPS n. 64 del 13/05/2010 (.PDF in download) definisce i principi per il calcolo della contribuzione figurativa ai fini pensionistici da accreditare per i periodi di astensione dal lavoro per maternità e paternità e congedi parentali. Leggetela con attenzione epoi vi chiederete, come abbiamo fatto noi: Perchè la pensione deve dipendere anche dal mese in cui nasce un figlio?
Nella premessa alla Circolare si ribadisce infatti
- l’obbligatorietà dell’astensione dal lavoro per poter accedere all’indennità di maternità anche per le “esercenti attività libero professionale iscritte alla Gestione Separata” (alle professioniste ordiniste, invece, è riconosciuta la possibilità di continuare a lavorare per evitare di perdere contatto coi clienti);
- che i congedi parentali spettano ”alle sole lavoratrici/lavoratori a progetto e categorie assimilate“, un’ambigua dizione che sappiamo non comprendere le libere professioniste (perchè appunto non si parla di ”esercenti attività libero professionale iscritte alla Gestione Separata” in generale…).
Come viene calcolata la contribuzione figurativa per i periodi di non lavoro legati alla maternità e (per le collaboratrici) ai congedi parentali?
”…il valore dei contributi figurativi dovrà essere calcolato prendendo in esame la retribuzione percepita nello stesso anno solare nel quale è collocato il periodo di astensione o di interdizione dal lavoro da riconoscere al soggetto avente diritto. Qualora nell’anno solare non risulti corrisposta alcuna retribuzione, il valore da accreditare al periodo figurativo sarà calcolato sulle retribuzioni dell’anno solare immediatamente precedente”.
Seguono alcuni calcoli esemplificativi e si scopre che in alcuni casi saranno presi in considerazione i mesi precedenti la gravidanza, in altri i mesi successivi e in altri ancora un po’ antecedenti e un po’ successivi.
Tutto ciò può riflettersi diversamente sui contributi Continua a leggere »
Autore: Anna Soru
Diritti, Donne »
Sabato 23 gennaio – ore 17.30 ACTA, con Sergio Bologna e Anna Soru, partecipa all’incontro “Cambiare l’idea di lavoro: a confronto con precarie intermittenti autonome” Milano, Libreria delle Donne, Via Pietro Calvi 29.
Autore: ACTA
Assistenza, Diritti, Donne, Libri Articoli Approfondimenti, Maternità, Pensione, Previdenza »

La rivista Una Città ha pubblicato gli interventi relativi al convegno “Età pensionabile e Welfare: ripensamenti e proposte“, organizzato da ACTA il 29 giugno 2009.
Gli interventi sono scaricabili in formato .PDF qui
- Il Lavoro Invisibile (Prima parte convegno) con gli interventi di Piazza, Ponzellini e Gottardi;
- La pensione delle donne (Seconda parte convegno) con gli interventi di Ichino, Cazzola, Salerno e Soru.
oppure si possono leggere direttamente online sul canale Scridb di ACTA che ha pubblicato gli articoli
- Il Lavoro Invisibile;
- La pensione delle donne (riportato anche qui di seguito in lettura).
Autore: ACTA
Assistenza, Diritti, Donne, Pensione, Politiche del lavoro »
Nel recente dibattito sulle tutele del lavoro al femminile, i diritti associati alla maternità e le protezioni sociali per le lavoratrici svantaggiate, ACTA interviene con queste precisazioni:
Oggi gli “svantaggi” legati al lavoro delle donne sono in gran parte legati:
-
a un sistema di Welfare duale, che esclude tutte le lavoratrici non dipendenti da un’adeguata tutela della maternità (esistono ampie zone grigie per cui molte lavoratrici non hanno alcuna tutela della maternità o hanno una copertura ridotta; i congedi parentali, per esempio, sono previsti soltanto per i dipendenti);
-
al mancato riconoscimento del lavoro di cura familiare, che, soprattutto in Italia, grava principalmente su di loro.
Altri due punti qualificanti della proposta Piazza-Ponzellini-Soru (non citati dal senatore Pietro Ichino) sono perciò: Continua a leggere »
Autore: ACTA
Assistenza, Diritti, Donne, Eventi, Maternità, Pensione, Sindacati »
ACTA partecipa a Convegno CISL “Età pensionabile delle donne e welfare di cura“.
Venerdì 3 luglio alle 16, a Verona in Piazza Pozza 1 c/e Sala Ater
ACTA riproporrà la proposta di riforma del sistema di Welfare presentata il 29 giugno.

Scarica Invito e Programa (.PDF 1.4 MB).
Autore: ACTA
Assistenza, Diritti, Donne, Eventi, Maternità, Pensione »

Scarica l’Invito (.PDF).
Durante il Convegno verrà presentata e discussa questa proposta di Riforma:
Età pensionabile delle donne e riconoscimento del lavoro di cura
Scarica dal sito ACTA la Proposta di Riforma (.PDF). Lo stesso documento si può prevelevare dai siti del CERP, Pietroichino.it e Nuovi Lavori.
Dopo le elezioni si tornerà a parlare della necessità di equiparare l’età minima della pensione delle donne, perchè ciò risponde ad una ineludibile sentenza della Corte di Giustizia Europea. La difesa dello status quo è perorata soprattutto da chi continua a ragionare nell’ottica del sistema retributivo, entro il quale una donna ha la possibilità di anticipare la pensione di 5 anni, senza alcuna penalizzazione.
Decisamente diversa la situazione di chi (come tutti quelli che hanno iniziato a lavorare dopo il 1996 e tutti gli iscritti alla gestione separata, anche non giovani) ricade integralmente nel sistema contributivo. La possibilità di anticipare la pensione permane, ma la pensione si riduce del 16%; pertanto non assolve più la funzione di “risarcimento” nei confronti del lavoro di cura che era stata attribuita a questa misura.
La nostra proposta si muove da un approccio diverso: chiede un riconoscimento mirato del lavoro di cura che favorisca una maggiore partecipazione femminile al lavoro e che tenga conto di tutte le modalità di lavoro, da quello dipendente a quello temporaneo e poco tutelato, prevalente presso i più giovani e le più giovani.
Tra la Rassegna Stampa dedicata all’Evento segnaliamo l’articolo pubblicato dal Corriere della Sera “Ma la vera svolta sono gli aiuti alle famiglie” (6 agosto 2009).
Autore: ACTA














