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Articoli pubblicati nella categoria "Burocrazia"

Burocrazia, Leggi e Norme »

| 14 marzo 2013 | 3 COMMENTI | LETTO: 2.271 VOLTE | SHORT URL |

Sono tempi magri anche per le pur ricche camere di commercio, che registrano, causa crisi, un calo dei diritti annuali versati dalle imprese.
E allora c’è chi, come la Camera di Commercio di Pesaro, usa la fantasia e adotta un’interpretazione nuova, che amplia la definizione di imprenditore, con “una nuova vision del concetto di impresa” , in modo da allargare la platea di coloro che sono tenuti a iscriversi al registro delle imprese e quindi a versare i diritti annuali.

Sul sito della CCIAA di Pesaro si legge infatti:

Per ridefinire la figura dell’imprenditore e giungere a una nozione d’impresa che contemperi quella delineata in ambito comunitario (e in particolare con la citata Direttiva Servizi 123/2006/CE recepita nell’ordinamento italiano con il d. lvo 59/2010 e suoi successivi decreti attuativi) con quella evolutasi nel tempo in ambito strettamente nazionale, è necessario esaminare gli elementi essenziali contenuti nell’art. 2082 con particolare riferimento al concetto di ATTIVITA’
L’attività è sicuramente l’elemento che più di altri si pone al centro del diritto commerciale infatti la dottrina più autorevole è assolutamente unanime nell’affermare che essa è un FATTO GIURIDICO (non un negozio o un atto), è un insieme di negozi, atti e fatti con la conseguenza che rileva giuridicamente per il solo fatto di esistere.

E ancora, nell’approfondimento sulla nuova “vision”, si legge:
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Burocrazia »

| 6 febbraio 2013 | 13 COMMENTI | LETTO: 4.029 VOLTE | SHORT URL |

A partire dall’11 febbraio 2013 sarà fatto obbligo a tutti coloro che esercitano un’attività non organizzata in ordini o collegi di apporre in tutta la documentazione scritta con i committenti (e quindi non solo nelle fatture) la seguente dicitura pena sanzione prevista dal Codice del Consumo:

Professionista di cui alla Legge n. 4 del 14 gennaio 2013, pubblicata nella GU n. 22 del 26/01/2013.

Adesso sì che ci sentiamo professionisti!


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Burocrazia, Leggi e Norme, Storie personali e testimonianze »

| 31 ottobre 2011 | UN COMMENTO | LETTO: 1.326 VOLTE | SHORT URL |

Ci è giunta alcuni giorni fa la mail di un simpatizzante ACTA che ci pone alcune questioni circa la formula dell’associazione tra professionisti.

Tra i principali motivi di preoccupazione spiccano i dubbi sull’entità delle spese legate alla gestione dell’associazione e il timore di venire equiparati ad attività di impresa. La legislazione in materia, che credo si fondi su una legge del 1939, si presta a molteplici interpretazioni. Sappiamo che molti dei nostri iscritti hanno assunto tale forma di organizzazione (succede spesso tra i grafici) e, nell’esperienza di alcuni, la formula dell’associazione sembrerebbe più a rischio nei confronti dei “buchi neri” burocratici tristemente noti al professionista: per esempio è praticamente certo che l’impiegato di turno della pubblica amministrazione pretenda l’esibizione del “famigerato” DURC per fare fronte al pagamento delle fatture. Altri soci ci hanno segnalato la continua richiesta di iscrizione alla Camera di Commercio per partecipare a concorsi e gare.

Avete consigli da dare in merito? Raccontateci la vostra esperienza, lasciate un commento!


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Condividi Invia per E-mailStampaCrea PDF Autore: Federico Fischanger

Burocrazia, Previdenza, Reddito, Storie personali e testimonianze »

| 13 luglio 2011 | 651 COMMENTI | LETTO: 65.728 VOLTE | SHORT URL |

Mi faccio interprete del caso di una amica ex partita iva che ha ricevuto in questi giorni la cartella di pagamento dall’INPS di Varese: per l’anno 2005, a causa del mancato versamento dei contributi alla gestione separata, si trova oggi a dover pagare 11.800 euro per contributi non versati e – udite udite – 9.300 euro di sanzioni. Per un totale di 21.200 euro, pagabili a rate col modico tasso del 9%!!!
Chiedo agli amici che ci leggono di segnalare casi del genere per dare un consiglio alla nostra amica. Nella lettera viene detto che il pagamento deve avvenire entro 30 giorni, mentre il ricorso potrà essere fatto entro 90 giorni:  secondo voi è meglio pagare subito e poi fare ricorso oppure fare prima ricorso? Avete nominativi di commercialisti preparati sulla materia (in area milano-varese)  da consigliare?
Fateci sapere la vostra opinione ed esperienza. Scatta la solidarietà tra Partite IVA.


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Condividi Invia per E-mailStampaCrea PDF Autore: Romano Calvo

Burocrazia, Pagamenti »

| 15 maggio 2011 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.259 VOLTE | SHORT URL |

E’ noto a tutti i colleghi che lavorano come consulenti per Enti Pubblici che spesso e volentieri i suddetti Enti nel formulare il corrispettivo della prestazione, anche se si tratta di professionisti con Partita Iva, inseriscono nel contratto la cifra seguita dalla dizione “al lordo delle ritenute di legge”. In pratica questo significa che alla somma va detratta la Ritenuta d’Acconto senza che da parte dell’Ente venga versata l’Iva. Il pasticcio salta fuori al momento dell’emissione della fattura ed il consulente si dà dei pugni in testa per non averlo notato subito, rifiutandosi di firmare il contratto con una clausola così concepita. Il che spesso significa perdere il cliente.
Se la prestazione viene effettuata per conto di un’Università, non solo il contratto viene reso di dominio pubblico e messo in rete, ma l’Amministrazione prima di effettuare il pagamento della fattura richiede all’Agenzia delle Entrate il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), esercitando quindi un ruolo di controllore fiscale che non le spetta. Nel mio caso l’Agenzia delle Entrate si è rifiutata di rilasciare questo documento, bloccando di fatto i pagamenti e lasciando intendere che ero un evasore fiscale. Soltanto l’intervento del mio commercialista è riuscito a sbloccare la situazione (“ci eravamo sbagliati, mi scusi” è stata la reazione dell’impiegato dell’Agenzia delle Entrate). Erano passati sei mesi, la mia prestazione era iniziata un anno e mezzo prima ed era stata portata a termine nei tempi previsti dal contratto; il commercialista certo non s’è mosso per niente.
Queste sono le odiose vessazioni a cui andiamo incontro noi professionisti con Partita Iva quando lavoriamo con Enti Pubblici.


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Burocrazia, Previdenza »

| 6 maggio 2011 | 2 COMMENTI | LETTO: 4.525 VOLTE | SHORT URL |

Con la Circolare_INPS_72 del 4 maggio 2011 l’INPS informa che dal 1 giugno 2011 l’iscrizione alla Gestione Separata dovrà avvenire esclusivamente per via telematica, attraverso uno dei seguenti canali:

  • attraverso il portale dell’Istituto (www.inps.it), nella sezione SERVIZI ONLINE.
    Il cittadino potrà accedere direttamente, con il PIN o anche senza PIN (ma solo sino al 30 settembre 2011), oppure attraverso un intermediario, ma in tal caso è necessario da subito il PIN;
  • attraverso comunicazione telefonica, rivolgendosi al Contact Center, numero verde 803.164, che, dopo aver proceduto all’autenticazione del soggetto dichiarante, si occuperà di acquisire la domanda d’iscrizione. Anche qui, sino al 30 settembre, ci si potrà iscrivere anche senza il PIN.

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Burocrazia »

| 3 marzo 2011 | 16 COMMENTI | LETTO: 7.661 VOLTE | SHORT URL |

Situazione reale: mi chiama un cliente e mi dice che ha controllato il mio numero di partita IVA alla banca-dati dell’Agenzia delle Entrate e che il numero risulta “non attribuito”. Mi chiede di riscrivergli il numero, magari è un errore di trascrizione… niente, non attribuito.

Verifico anch’io, il risultato è lo stesso. Unico problema: il mio numero di partita IVA è vero ed attivo (non è stato chiuso, non ho cambiato attività, ecc.). Ci lasciamo con l’accordo di riprovare entrambi il giorno seguente. Identico risultato.

Provo anche alla banca-dati europea, ma il risultato non cambia perché i dati vengono comunque cercati nella banca-dati del paese che “dovrebbe” aver attribuito la partita IVA. Incuriosita, controllo anche i numeri di partita IVA di alcuni miei clienti: alcuni esistono, altri sono “non attribuiti”, magari però appartengono ad aziende che li stanno usando da un buon decennio.

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Condividi Invia per E-mailStampaCrea PDF Autore: Manuela Dal Castello

Burocrazia, Fisco »

| 30 gennaio 2011 | UN COMMENTO | LETTO: 2.222 VOLTE | SHORT URL |

Con il decreto legge 78/2010 il Governo ha è istituito l’obbligo, per chi ha aperto la partita IVA prima del 31 maggio 2010 e non abbia presentato gli elenchi riepilogativi delle cessioni di beni, delle prestazioni di servizi e degli acquisti intracomunitari di beni e servizi negli anni 2009 e 2010, oppure non abbia adempiuto agli obblighi dichiarativi Iva per il 2009, di chiedere all’Agenzia delle Entrate entro il 29/01/2011 l’autorizzazione ad operare nel mercato intraeuropeo, cioè per acquistare / vendere beni e servizi in altri paesi dell’Unione Europea. La richiesta è soggetta a silenzio / assenso, cioè in mancanza di risposta entro 30 giorni ci si deve ritenere autorizzati.
A parte che la maggior parte di coloro che non hanno presentato i documenti citati non lo hanno fatto perché questi non erano dovuti a causa del proprio regime fiscale e non per mancato rispetto delle leggi, non riesco a superare lo stupore suscitato da un’imposizione di questo genere nell’anno 2011, quando l’internazionalizzazione è ormai un fatto scontato in moltissimi settori… e non mi spiego perché si debba chiedere un’autorizzazione che potrebbe, chiaramente, non essere concessa. Sulla base di quali valutazioni verrà concessa o meno? Con quali conseguenze? Rimaniamo a vedere, incrociando le dita, e augurandoci che la legislazione non vada in direzione di ulteriori adempimenti burocratici inutili.


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Burocrazia »

| 30 ottobre 2010 | 6 COMMENTI | LETTO: 9.509 VOLTE | SHORT URL |

DURCL’INPS continua a essere una presenza assidua negli incubi dei lavoratori autonomi con Partita IVA.

Dopo il massiccio aumento dei contributi previdenziali subìto negli ultimi anni, dopo il giallo della busta arancione (scusate il poco felice accoppiamento di colori) mai pervenuta, è arrivato il nuovo obbligo: il DURC – Documento Unicp di Regolarità Contributiva.

Le imprese sanno da sempre cos’è il DURC, perché serve loro ad attestare la regolarità degli adempimenti INPS e INAIL relativi ai propri dipendenti, a garanzia dei lavoratori. Ma ecco che un’interpretazione quanto meno “curiosa” delle norme obbliga, con il DURC, anche i lavoratori autonomi con Partita IVA a dover dimostrare (per esempio alla Pubblica Amministrazione) la regolarità dei versamenti contributivi a tutela di se stessi.

E se il DURC non viene presentato? La fattura non sarà pagata!

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Condividi Invia per E-mailStampaCrea PDF Autore: Marialuisa Di Bella