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Articoli pubblicati nella categoria "Associazioni"

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| 24 maggio 2013 | UN COMMENTO | LETTO: 242 VOLTE | SHORT URL |

Ho avuto modo di leggere “Organizzare i non organizzati – idee ed esperienze per il sindacato che verrà“, una pubblicazione curata dall’ufficio politiche giovanili della CGIL e in particolare il pezzo di Di Nunzio (pag. 48), che va sicuramente letto. Dimostra qual è il massimo di apertura ammissibile per chi opera dentro a quella macchina di posti di lavoro e di potere che è la CGIL. In fondo ci sta dicendo che il mondo dei freelance si sta muovendo, sia pure faticosamente, e sta entrando nel canale della rappresentanza storica della CGIL. Certo la CGIL dovrebbe prestare più attenzione a questi primi vagiti, ma in fondo questa pubblicazione altro non è che la dimostrazione che la CGIL (o meglio un gruppo di funzionari che hanno interesse di pagnotta in materia) sta sul pezzo.

Propaganda, essenzialmente propaganda da venditori porta a porta. Pronti a piegare la realtà e le “sottilissime” analisi dell’IRES CGIL, ai loro scopi.

La citazione di ACTA ha il sapore di una concessione pari a quella che si farebbe per il circolo della bocciofila per aver collaborato nella pulizia degli spalti dopo la manifestazione.

Vorrei che i tanti nuovi iscritti di ACTA andassero a rileggersi il nostro Manifesto, per capire su quali diversi orizzonti ci muoviamo e per accettare il fatto che la crisi della rappresentanza non è un incidente passeggero, ma un salto di paradigma. E non è solo un problema della CGIL.

Non è da chi ha creato i problemi che ci possiamo aspettare le soluzioni.

Ma intanto noi leggiamo, ci confrontiamo, dialoghiamo… preparandoci al salto.


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Associazioni, Primo Piano, Rappresentanza »

| 24 aprile 2013 | 4 COMMENTI | LETTO: 852 VOLTE | SHORT URL |

Sabato 11 maggio 2013, dalle ore 12 alle ore 13.30, si terrà l’assemblea annuale di Acta, seguita (dalle 14.30 alle 18.30) da un dibattito-incontro aperto a tutti i simpatizzanti e a coloro che si sentono vicini ai temi di cui Acta si occupa da sempre.
In questo momento di grandi trasformazioni e incertezze, gli ACTivisti si interrogano sugli obiettivi, sulle pratiche e sulle metodologie che l’Associazione intende darsi nel suo prossimo ciclo di azioni e interventi pubblici. Se ti riconosci nei temi, nelle azioni e nelle finalità di Acta, e desideri dare il tuo contributo alla loro elaborazione e alle mobilitazioni per metterli in pratica, vieni a trovarci alla sede di co-working Millepiani, in via Nicolò Odero 13 (quartiere Garbatella), e partecipa al nostro dibattito.
Questo il programma dell’incontro, per consentire a tutti di esprimersi e garantire il raggiungimento di conclusioni concrete.
ore 11:30 accoglienza
ore 12:00 Assemblea annuale ACTA 2013 (riservata ai soci):
- approvazione del bilancio annuale 2012 (i soci possono trovare il bilancio nell’area riservata ai soci)
- modalità di comunicazione decisione e organizzazione interna. ( Alla luce degli obiettivi di lungo e breve periodo quali esigenze ho per l’organizzazione interna e quali strumenti? Cosa posso fare io?)
Introduzione 10’, discussione 40’, presentazione 10’
ore 13:45 Pausa pranzo
ore 14:15 Apertura dei lavori ai simpatizzanti
ore 14.30-16.30 Acta diventa grande (quali obiettivi si dà? quali strumenti devo attivare per farlo? quali posso seguire personalmente?)
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Associazioni, Rappresentanza »

| 18 marzo 2013 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 908 VOLTE | SHORT URL |

Ho partecipato in rappresentanza di ACTA all’ultima riunione dell’European Forum of Independent Professionals (EFIP).
L’EFIP è un ente aggregativo di varie realtà nazionali per una consapevole rappresentanza soprannazionale, che non si accontenta di lasciarsi portare dalla corrente, ma interviene attivamente per dare una forma riconosciuta e riconoscibile a queste nuove figure di lavoratori, intervenendo nella realtà politica e sociale europea, come uno scalpellino dà forma alla sua opera. Al posto dello scalpello, si usano nuove sinergie, forme aggregative, nuove fitte ragnatele di collaborazione e solidarietà – i nuovi network – nel determinatissimo intento di “produrre” soluzioni – e non per scappare – bensì per vivere nella crisi e malgrado questa, trovando poco a poco modalità praticabili e vie di uscita percorribili per tutte le realtà europee.
Ogni associazione di rappresentanza nazionale che siede al tavolo dell’EFIP è conscia di mettere sul tavolo le angosce, ma anche i fermenti e gli stimoli del proprio paese nel settore del lavoro autonomo, secondo l’accezione oramai consolidata dall’Unione Europea, di Independent Professional come professionista autonomo e come micro-impresa, perché è su questi concetti che si impernia l’azione di EFIP e sono questi gli impulsi che le hanno dato vita nel 2010.
Lavorando in EFIP non si può voltare lo sguardo agli ostacoli che vengono subdolamente messi sulla via dell’I-pro da alcune amministrazioni statali: non adottare una politica di contribuzione fiscale diversificata per scaglioni di reddito, come invece succede in Belgio, rappresenta un’evidente iniquità per i freelance con redditi più bassi, usare l’esazione fiscale per convincere un numero sempre maggiore di free-lance ad abbracciare posizioni da dipendente, costringere i professionisti autonomi a pagare le licenze televisive o le polizze assicurative in materia di lavoro e previdenza somme molto più elevate rispetto ad altre tipologie di lavoratori, è pure espressione di una politica subdola e discriminatoria.
Grazie alle indagini del Rapelli Report, presentato nel 2012 al Parlamento Europeo, e quella, tuttora in corso, della Prof. P. Leighton, cominciano a venire a galla altre non scontate verità su come gli I-Pros europei si percepiscono e vengono percepiti nel proprio paese, con chi essi si identifichino maggiormente dal punto di vista lavorativo e rappresentativo, da cosa derivino le proprie tensioni e come vedano il proprio futuro. Si fa quindi strada un fronte comune di ricerca e attenzione, che ha come obbiettivo, oltre che raccogliere cifre e numeri per le statistiche, anche quello di informare i policy maker di ogni paese membro e dell’Unione Europea, al fine di agevolarli nella formulazione e promulgazione di leggi in linea con i tempi e le esigenze reali dei lavoratori in questione.
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Condividi Invia per E-mailStampaCrea PDF Autore: Paola Gatto

Associazioni, Calendario, Eventi, In evidenza, Storie personali e testimonianze, lab121 »

| 5 marzo 2013 | 3 COMMENTI | LETTO: 773 VOLTE | SHORT URL |
mar
7
19:00

Segnaliamo un’iniziativa dell’Associazione di promozione sociale e coworking, lab121:

Presenta te stesso e la tua professionalità!


L’appuntamento è per il 7 marzo dalle 19 alle 21 in via Verona, 17, ad Alessandria (www.lab121.org).

Presenta te stesso è un incontro durante il quale i partecipanti si presentano sia come persone che come professionisti, raccontano ciò che sanno fare, i servizi che offrono e i progetti di lavoro che vorrebbero far partire.

Ogni partecipante avrà a disposizione 5 minuti per presentarsi a viva voce e con supporti (proiezioni, oggetti, esempi di lavori svolti, ecc.).

Per iscriverti, prenotati a info@lab121.org. I posti sono limitati (max 20 persone).

Per info: info@lab121.orgwww.lab121.org – 388.957.1115


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Appelli e Lettere, Associazioni, Campagne Acta, Pensione, Previdenza, Rappresentanza »

| 21 febbraio 2013 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.860 VOLTE | SHORT URL |


I sorridenti amici di UnBreakFast, l’associazione di manager in cerca di nuova occupazione, ci mandano la loro foto di sostegno all’appello “Dica: no 33!”.
Per le alte professionalità l’attività autonoma è spesso una via per crearsi una nuova opportunità lavorativa, consolidare la propria professionalità e riprendere relazioni con il mercato. Obiettivo principale dell’associazione è agevolare dirigenti, quadri e alte professionalità, che hanno temporaneamente sospeso l’attività lavorativa, a trovare una nuova occupazione anche mantenendo vivo e attivo un network di relazioni interpersonali.
Grazie molte!


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Associazioni, Calendario, Eventi, In evidenza, Rappresentanza »

| 11 settembre 2012 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 3.323 VOLTE | SHORT URL |
set ’12
22
09:00

Non è una conferenza, ma un piccolo raduno. Un incontro molto poco formale, pensato per permettere ai freelance italiani di incontrarsi, ascoltare altre esperienze di coworking e, se possibile, trovare anche occasioni per nuove partnership o amicizie.

E’ lo spirito con cui nasce e vuole vivere Espresso Coworking la prima nonConferenza Nazionale dedicata al Coworking, formula oramai affermata di condivisione degli spazi di lavoro tra freelance (o piccole società). Gli ospiti delle due giornate, organizzate da Lab121 Coworking, che si terranno ad Alessandria il 22 e 23 settembre, arrivano da tutta Italia! Elisa Marras e Sergio Bologna porteranno la voce di ACTA.

Espresso Coworking

Il programma è molto ricco e comprende anche la formula del “Business Speed Meeting, presentazioni in velocità per accendere feeling professionali“. C’è un concerto, alcuni momenti per pranzare e cenare insieme, una ricca platea di relatori che portano esperienze di coworking e riflessioni intorno a cui discutere apertamente secondo la formula appunto della “non-Conferenza”.

Coworking ACTAACTA, molto sensibile al tema del coworking, e attiva da anni con un suo servizio di Coworking a Milano, appoggia in pieno l’iniziativa, ringraziando in anticipo chi sta mettendo grande impegno e professionalità per il successo di queste giornate.

Noi ci saremo. E voi?


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Associazioni »

| 27 luglio 2012 | UN COMMENTO | LETTO: 1.696 VOLTE | SHORT URL |

VgsdE’ nata in Germania, con sede a Monaco, una nuova associazione di lavoratori autonomi, il Verband der Gründer und der Selbständigen Deutschland e già sul loro sito campeggia ACTA. Pochi giorni dopo la loro costituzione sono stati ricevuti dal Ministro del lavoro Ursula von der Leyen alla quale hanno potuto esporre le loro critiche al trattamento pensionistico e in genere al sistema previdenziale per gli autonomi, presentando al tempo stesso le loro proposte. Avremo modo di scambiare spesso le nostre espereinze con questi colleghi.


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Associazioni, Europa, Fisco, Freelance USA, IRAP, Internet e tecnologie, Manifesto dei lavoratori autonomi »

| 25 giugno 2012 | UN COMMENTO | LETTO: 4.041 VOLTE | SHORT URL |

Qualche tempo fa, insieme ad Adriana Nannicini, Sergio Bologna, Nicola Brembilla abbiamo cercato di portare sul tavolo del Comune di Milano il tema del coworking per sensibilizzare la municipalità. Ne parlammo già in campagna elettorale, prima delle elezioni vinte da Pisapia.

Milano Cowo Evento

Tredici mesi dopo il Comune ha deciso, anche su suggerimento di ACTA, di portare avanti l’argomento, convocando i protagonisti delle iniziative in città e qualche ospite straniero.

Di seguito trovate il mio intervento per esteso (in sala ne ho accennato soltanto in parte), scritto un po’ di corsa, in sostituzione di Sergio Bologna che oggi non è potuto venire a introdurre la giornata. Qualche riflessione generale, contaminata dalla bella esperienza di Berlino, dove ho incontrato una stupenda comunità internazionale di freelance, e in coda alcune riflessioni molto personali su alcuni elementi tecnici legati a IMU e IRAP.

Dario Banfi

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We are the workforce of the future

The freelance surge is the industrial revolution of our time, l’emergere del mondo dei freelance è la rivoluzione industriale dei nostri tempi, ha scritto su The Atlantic Sara Horowitz, presidente dell’associazione di freelance più grande al mondo. Noi come ACTA, che abbiamo stretto un gemellaggio con la Freeelancers Union, proprio qui a Milano, lo ricordiamo spesso, nelle occasioni in cui ci invitano a parlare, e scritto in un Manifesto del Lavoro autonomo, che andiamo in giro per l’Italia a rappresentare anche attraverso un’opera teatrale. We are the workforce of the future – dice la Horowitz – e non è un caso che i fenomeni paralleli più interessanti che si stanno verificando nel mondo del lavoro professionale autonomo siano da una parte la nascita di nuove forme di rappresentanza dei freelance – in Europa sono raccolte insieme ad ACTA nell’EFIP, associazione di associazioni, che dialoga con l’Unione Europea – e dall’altra l’emergere del mondo dei coworking.

Anni fa, Sergio Bologna scriveva che il postfordismo stava generando una “domesticazione” del lavoro. Portava i knowledge worker nelle loro case, ben attrezzate con PC e modem. Oggi assistiamo al fenomeno inverso, cioè alla necessità di riguadagnare spazio sociale per il lavoro autonomo. La nostalgia del posto fisso – come sostiene qualcuno – non c’entra. Chi va in un coworking non lo trova e neppure lo cerca. It’s not about place, it’s about people, diceva a novembre, a Berlino, Alex Hillman del celebre IndyHall di Filadelfia. Spesso si è costretti a cambiare posto, scrivania, città. Le persone, gli individui sono il cuore del fenomeno. I coworking sono spazi di transito e sosta, senza differenza. Sono luoghi dove lavorare, incontrare persone o clienti, perfino perdere tempo. Consentono di recuperare quell’umanità del lavoro che è fatta di contiguità, tempo condiviso, ozio creativo in collaborazione con altri, opportunità di relazione viva, prossimità. Curiosamente anche produttività, come ha certificato l’ultima ricerca di Deskmag.

Questi spazi ospitano lavoratori già formati, ma anche giovani studenti e spesso disoccupati o lavoratori in età adulta appena usciti dal sistema d’impresa. È ovvio che per una città come Milano, che ha 7 Università, un terziario avanzato molto ricco di risorse, un retroterra industriale e di grandi imprese che stanno perdendo terreno rispetto alla città, sviluppare il mondo dei coworking è in termini potenziali un passo da fare. I coworking sono spazi per eventi, per chi vuole ripensare il sistema di collaborazione e co-projecting e sempre di più punti di raccolta tra chi fa innovazione. Si pensi all’ospitalità data da Toolbox Coworking di Torino agli sviluppatori che impiegano Arduino. I coworking sono un fenomeno di un’epoca (post-fordista) in cui il lavoro è sempre di più un percorso di transizione e dove i concetti di “protezione sociale” e “investimento” sono sempre di più sinonimo di “reti professionali” e “contaminazione tra i saperi”.

Come ACTA da anni lavoriamo per sensibilizzare l’opinione pubblica e la politica su questo fronte, sulla necessità di offrire un rinforzo al mondo dei freelance, al loro sviluppo e alla libertà di crearsi una vita professionale davvero autonoma. Anche perché è spesso da questo lato del mercato del lavoro che nascono nuove opportunità. Settimana scorsa al Festival del Lavoro di Brescia erano tutti concordi nel dire che il nuovo lavoro nasce sempre di più dall’iniziativa del mondo professionale autonomo o dalle start-up. Continua a leggere »


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Associazioni, Freelance USA, Rappresentanza, Sindacati »

| 22 marzo 2012 | UN COMMENTO | LETTO: 1.522 VOLTE | SHORT URL |

Dopo l’incontro a Milano con Sara Horowitz e gli scambi via conference call, Freelancers Union e ACTA si sono riconosciute reciprocamente come SISTER ORGANIZATION con un atto ufficiale dei Consigli Direttivi.

La forza lavoro del futuro si dà voce sul piano internazionale.

Secondo analisi recenti, la forza lavoro del futuro sarà costituita sempre più da lavoratori indipendenti dei servizi professionali. Da diversi anni la Freelancers Union (FU) americana e l’Associazione Consulenti Terziario Avanzato (ACTA) italiana svolgono nei loro rispettivi paesi azione di difesa e rappresentanza dei lavoratori indipendenti. In questi giorni, con decisione congiunta degli organismi direttivi, hanno iniziato un percorso di stretta collaborazione riconoscendosi reciprocamente come sister organization.

Più spazio ai diritti, più forza alla coalizione sociale.

Il loro obbiettivo è quello di creare consapevolezza nell’opinione pubblica del ruolo svolto dal lavoro non salariato sia nell’economia che nella società e di difenderne gli interessi. FU, costituita negli USA alla metà degli anni 90, rappresenta oggi più di 170.000 persone appartenenti a tutte le diverse professioni, ACTA, costituita nel 2003 a Milano, pur essendo numericamente molto inferiore, ha sempre visto nella FU un modello da seguire perché incarna non solo una forza sindacale ma una vera e propria impresa sociale, che aiuta i lavoratori indipendenti ad uscire dalla loro frammentazione e dal loro isolamento.
Da parte sua la FU ha visto in ACTA un partner ideale per la sua grande proiezione internazionale (ACTA è l’unico membro italiano dell’European Forum of Independent Professionals, EFIP) e per la sua impostazione trasversale agli interessi delle diverse professioni.

Per un’uscita dalla crisi di sistema.

Ambedue le Associazioni possono  portare un contributo positivo alla crisi del ceto medio. La collaborazione tra organizzazioni “sorelle” si svilupperà in primo luogo sul piano culturale, per capire meglio le problematiche del lavoro nel postfordismo di qua e di là dell’Atlantico e per trovare soluzioni di sostegno alle professioni indipendenti. Sul piano pratico, i soci di ACTA potranno godere, se si trasferiscono negli USA, dei servizi offerti da FU e viceversa per i soci di FU se vengono in Italia.

New York – Milano, 22 marzo 2012

Leggi il comunicato stampa congiunto (.PDF)


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Associazioni, Rappresentanza »

| 13 febbraio 2012 | UN COMMENTO | LETTO: 727 VOLTE | SHORT URL |

Giovedì 9 febbraio si è tenuta a Milano la riunione dell’European Forum of Independent Professionals (EFIP) nella sala del Consiglio di Amministrazione della Triennale, gentilmente messa a disposizione di ACTA, organizzazione ospitante. Erano presenti rappresentanti di associazioni di professionisti autonomi di Gran Bretagna, Francia, Olanda, Belgio ed Italia. Sono stati discussi dei documenti preparati dall’Ufficio di Bruxelles dell’EFIP su: missione e visione del coordinamento europeo, azioni di lobbying presso le istituzioni europee, modalità di comunicazione e di allargamento della rappresentanza. In particolare si è posta la candidatura di due associazioni, la Féderation des Autoentrepreneurs francese (che conta 32 mila iscritti) e l’Associazione Italiana di Progettazione e Comunicazione Visiva (AIAP). Sono state rimandate invece alla prossima riunione, che si terrà a Bruxelles in giugno, alcune decisioni statutarie relative ai diritti di voto e alle quote associative. In quella sede verrà presentato anche il Business Plan. E’ stata presentata e commentata una ricerca commissionata da EFIP sul lavoro professionale indipendente in Europa che verrà presentata ai membri della Commissione del Parlamento europeo Affari Sociali. Da questa ricerca risulta che negli ultimi dieci anni il numero di professionisti indipendenti in Europa è cresciuto dell’82%. Da parte di ACTA sono state espresse perplessità sulle cifre riguardanti l’Italia – estratte dalla base dati Eurostat – che segnalavano invece un lieve decremento nel nostro Paese, a fronte di un numero complessivo che sarebbe invece il più alto d’Europa. I commenti saranno acclusi al report finale.
Uno dei problemi strutturali con cui si trova confrontato il coordinamento europeo è quello della differenza tra Paesi dove la rappresentanza dei freelance è concentrata in poche grandi organizzazioni, solide dal punto di vista finanziario, com’è il caso del PCG britannico, forte di 20 mila soci e in continua crescita, e Paesi come l’Italia dove la rappresentanza è dispersa in una miriade di piccole associazioni.

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