Articoli pubblicati nella categoria "Maternità"
Malattia, Maternità »
Un messaggio INPS (N° 2343 del 7 marzo 2012, introvabile sul sito dell’INPS, ma citato da tutta la stampa) rende noto che, in accordo con quanto definito nel Decreto Salva Italia (articolo 24 comma 26 DL 201/2011), a partire dal 1 gennaio 2012 è riconosciuto il diritto alla malattia domiciliare e ai congedi parentali anche ai professionisti iscritti alla Gestione Separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria (e che quindi versano anche la maggiorazione INPS dello 0,72 %) .
Le nuove disposizioni permettono di sanare una grave iniquità: pagavamo gli stessi contributi dei collaboratori a progetto, ma eravamo esclusi da una parte delle prestazioni. Un passo avanti importante, ma siamo ancora ben lontani da un sistema di tutele adeguato .
Cosa succede con le nuove norme?
Autore: ACTA
Calendario, Eventi, Maternità »
| mar |
| 9 |
| 17:00 |
Alla fine del 2011 il gruppo maternità paternità, di cui sono co-fondatrice, aveva lanciato un’indagine online (Madre-nonMadre) per scoprire quali fossero i desideri, le necessità, gli ostacoli e le aspettative delle giovani donne di fronte alla maternità.
Abbiamo raccolto in poche settimane quasi 3.000 questionari, un segnale tangibile dell’interesse al tema!
Il 9 marzo alle 17, allo spazio Chiamamilano, Corso Vittorio Emanuele, 24 (angolo Corsia dei Servi) a Milano, presenteremo i risultati, che delineano un quadro sempre più problematico della relazione tra maternità, lavoro e welfare in Italia.
Noi autrici dell’indagine ci confronteremo su quanto emerso e sulle possibili politiche da mettere in atto insieme a Chiara Bisconti (Comune di Milano), alla giornalista Eleonora Cirant, a Maria Luppi (Regione Lombardia) a Gianna Martinengo (Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Milano e Assolombarda), Alessandro Rosina (Università Cattolica di Milano).
Interverranno, con le loro testimonianze, le donne che hanno partecipato all’inchiesta Madre-nonMadre.
Per approfondimenti vai al blog maternità paternità o sulla pagina facebook.
Autore: Anna Soru
In evidenza, Maternità, Ricerche e Indagini »
In Italia il tasso di fecondità è 1, 4 figli per donna, uno dei più bassi d’Europa. Il risultato di una scelta o di un contesto sociale inadeguato? ACTA collabora con il gruppo Maternità&Paternità ad un’inchiesta per scoprire quali sono i timori, i desideri, le necessità, gli ostacoli e le aspettative delle giovani donne di fronte alla sfida della maternità.
Se sei nata tra il 1970 e il 1989 e sei residente in Italia, compila il questionario anonimo online
Richiede meno di 10 minuti e sarà utilizzato esclusivamente a fini di ricerca
Autore: ACTA
Estero, Maternità, Pensione »
Esempi dall’estero: la maternità e la pensione in Australia.
Note su “Parental Leave”
(….) You may be eligible for Parental Leave Pay if you:
are the primary carer of a newborn or recently adopted child, usually the mother. (…)
The child’s primary carer is the person who is most meeting the child’s physical needs. This will usually be the mother of a newborn child or the initial primary carer of an adopted child. (…)
You do not need to be working full-time to be eligible for Parental Leave Pay. You may meet the work test even if you:
are a part-time, asual or seasonal worker are a contractor or self-employed work in a family business (such as a farm) have multiple employers, or have recently changed jobs. (….)
Queste note sono estratte dal sito www.familyassist.gov.au, il sito dell’Australian Government – Family Assistance Office.
Mi sembra interessante notare la perfetta equiparazione tra il bambino nuovo nato e adottato e che lo schema della maternità sia applicabile a tutte le categorie di lavoratrici.
E c’è un’altra informazione interessante che ho trovato rispetto all’argomento pensione (qui inglobata nel termine Superannuation). Udite udite:
Self-employed
Self-employed individuals are not required to set aside money to pay superannuation contributions. Self-employed individuals can still take advantage of the superannuation laws by making tax-deductible super contributions and/or non-concessional (after tax) super contributions. ….
Note estratte dal sito www.superguide.com.au/superannuation-topics/self-employed
Pensate se anche noi potessimo scegliere di non versare i contributi pensionistici ! Sarebbe un altro mondo.
Love
Elsa
Autore: Elsa Bettella
Appelli e Lettere, Maternità »
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell’associazione di genitori adottivi parimaternità, contro la discriminazione delle mamme adottive lavoratrici autonome.
Discriminare le mamme adottive è incostituzionale
Con ordinanza del 20/9/2011 la Sezione lavoro del Tribunale di Modena ha sollevato la questione di legittimità costituzionale degli art. 67 comma 2 e 64 comma 2 dlgs 151/01, ovvero del Testo unico in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità.
Si legge nell’ordinanza: “Tale disciplina determina una duplice disparità di trattamento: nell’ambito del lavoro autonomo, tra madri biologiche e adottive: inoltre, nella categoria dei genitori adottivi, a seconda che si tratti di lavoratrici dipendenti e autonome…. in riferimento alla categoria dei genitori adottivi, tratta in modo deteriore le lavoratrici autonome rispetto a quelle dipendenti concedendo alle prime l’indennità di maternità per soli tre mesi e alle seconde per cinque mesi”. “Il diverso trattamento ai danni delle madri adottive appare quindi anche irragionevole perché sfornito di qualsiasi giustificazione… (e) realizza un sistema di protezione della maternità non adeguato in relazione alla categoria delle madri lavoratrici autonome che abbiano adottato un bambino”.
Tutto è partito dalla causa intentata da una mamma adottiva modenese iscritta alla Gestione Separata che si è vista liquidare dall’INPS solo tre mesi di maternità invece dei cinque previsti per tutte le altre categorie di lavoratrici. La questione del diverso trattamento delle lavoratrici GS era stata sollevata anche dal Senatore Ferrante con un’interrogazione parlamentare presentata a maggio 2010, a cui era seguita però una risposta negativa del Ministro Sacconi nell’agosto 2011.
La questione sarà ora trasmessa alla Corte costituzionale che dovrà pronunciarsi in materia. Le mamme adottive iscritte alla gestione separata e i loro bambini possono sperare di avere finalmente riconosciuti i loro diritti.
Modena, 1 ottobre 2011.
Autore: ACTA
Assistenza, Calendario, Donne, Eventi, Maternità, Politiche del lavoro »
| gen ’11 |
| 17 |
| 17:00 |
Questa sera, ore 17.00 in Università Bocconi (Milano) si discute di proposte concrete per migliorare la vita delle donne, a partire dall’idea di tutela universale della maternità e dal congedo di paternità per tutti (compresi lavoratori autonomi!), agli asili nido e alla procreazione assistita, dal fisco all’imprenditoria e altro ancora.
Il programma, molto articolato, si può scaricare da qui (.PDF). Sul tema dell’incentivazione del lavoro delle donne interviene anche Anna Soru, presidente ACTA.
Autore: ACTA
Malattia, Maternità, Pensione »
L’articolo di Enrico Marro sul Corriere della Sera del 13 dicembre dal titolo “I conti segreti dell’INPS. Così caleranno le pensioni” ci svela l’esistenza di importanti dossier INPS sinora tenuti segreti.
Le stime sul tasso di copertura della pensione degli iscritti alla Gestione Separata sono le più sconfortanti, parlano di un rapporto pensione/reddito che non raggiunge il 15%. Come sottolinea Marro, si tratta di proiezioni che considerano anche coloro che svolgono un’attività di collaborazione o di Partita IVA aggiuntiva rispetto ad altre forme di reddito o che sono collaboratori solo per pochi anni e pertanto sottostimano la copertura media di chi avrà solo la pensione della Gestione Separata. Tuttavia sono stime non sono molto distanti dalla realtà che si prospetta per molti professionisti vicini all’età del ritiro dal lavoro, che, a differenza dei coetanei dipendenti, artigiani, commercianti, professionisti con ordini, non hanno potuto contare su “misure transitorie” che consentissero un adeguamento non traumatico all’avvio del sistema contributivo.
Niente di realmente nuovo o inatteso, ma è importante che documenti ufficiali ribadiscano che il sistema pensionistico non è socialmente sostenibile.
La lettura del documento sulla Gestione Separata (.PDF in download) permette altre considerazioni, forse meno scontate.
Autore: Anna Soru
Assistenza, Donne, In evidenza, Maternità »
Quella della maternità pretermine è un’esperienza che accomuna sempre più donne. La diffusione in rete di blog e forum sul tema, la presenza di storie di prematurità in programmi televisivi di approfondimento, lo stesso affacciarsi recente di questi contenuti in romanzi e lavori cinematografici (“Lo spazio bianco” è l’esempio più noto) testimonia un crescente interesse per queste tematiche.
Cogliendo l’occasione che la popolarità dell’argomento offre, proviamo a riflettere sulle conseguenze che la nascita di un bambino prematuro possa avere sulla vita di una donna lavoratrice. Questo anche alla luce delle proposte che da tempo ACTA sostiene a favore dell’adozione di un provvedimento di “maternità universale” (Cfr. Marina Piazza, Anna M. Ponzellini, Anna Soru “Età pensionabile delle donne e riconoscimento del lavoro di cura: la nostra proposta“), che prevede un importo da corrispondere per cinque mesi a tutte le madri, indipendentemente dal fatto che siano dipendenti o autonome, che siano stabili o precarie, che lavorino o che non lavorino ancora.
Autore: Federico Fischanger
Donne, Maternità, Occupazione, Pensione, Previdenza, Ricerche e Indagini »
Nel rapporto Il lavoro delle donne in Italia (.PDF in download) del 21 luglio 2010, il CNEL fa una sintesi della situazione lavorativa e previdenziale delle donne in Italia, richiama politiche e interventi del passato e nuove proposte.
E’ un potpourri di esiti di ricerche sul lavoro femminile, di dati sulle pensioni, di politiche utilizzate e di nuove proposte in circolazione per il lavoro femminile, che in molti punti intercetta anche le questioni del lavoro autonomo e imprenditoriale.
Lavoro autonomo e imprenditoriale
Si evidenzia l’esistenza di discriminazioni di genere legate al credito e vengono citate indagini che evidenzierebbero l’esigenza di servizi di informazione orientamento e formazione per l’imprenditorialità femminile, sulla linea della legge 215/92 (contributi a fondo perduto per progetti imprenditoriali femminili) o della 125/91, utilizzata in alcune regioni per l’avvio alle professioni (esclusivamente ordinistiche). Continua a leggere »
Autore: Anna Soru
Assistenza, Donne, Maternità, Pensione »
Le stranezze dell’INPS oramai non si contano più. L’ultima che segnaliamo è legata al tema della maternità e della contribuzione figurativa. La circolare Circolare INPS n. 64 del 13/05/2010 (.PDF in download) definisce i principi per il calcolo della contribuzione figurativa ai fini pensionistici da accreditare per i periodi di astensione dal lavoro per maternità e paternità e congedi parentali. Leggetela con attenzione epoi vi chiederete, come abbiamo fatto noi: Perchè la pensione deve dipendere anche dal mese in cui nasce un figlio?
Nella premessa alla Circolare si ribadisce infatti
- l’obbligatorietà dell’astensione dal lavoro per poter accedere all’indennità di maternità anche per le “esercenti attività libero professionale iscritte alla Gestione Separata” (alle professioniste ordiniste, invece, è riconosciuta la possibilità di continuare a lavorare per evitare di perdere contatto coi clienti);
- che i congedi parentali spettano ”alle sole lavoratrici/lavoratori a progetto e categorie assimilate“, un’ambigua dizione che sappiamo non comprendere le libere professioniste (perchè appunto non si parla di ”esercenti attività libero professionale iscritte alla Gestione Separata” in generale…).
Come viene calcolata la contribuzione figurativa per i periodi di non lavoro legati alla maternità e (per le collaboratrici) ai congedi parentali?
”…il valore dei contributi figurativi dovrà essere calcolato prendendo in esame la retribuzione percepita nello stesso anno solare nel quale è collocato il periodo di astensione o di interdizione dal lavoro da riconoscere al soggetto avente diritto. Qualora nell’anno solare non risulti corrisposta alcuna retribuzione, il valore da accreditare al periodo figurativo sarà calcolato sulle retribuzioni dell’anno solare immediatamente precedente”.
Seguono alcuni calcoli esemplificativi e si scopre che in alcuni casi saranno presi in considerazione i mesi precedenti la gravidanza, in altri i mesi successivi e in altri ancora un po’ antecedenti e un po’ successivi.
Tutto ciò può riflettersi diversamente sui contributi Continua a leggere »
Autore: Anna Soru















